Nalador
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INDICE

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

 

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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -Inizio Pagina

NALADOR


02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - Inizio Pagina

Ogni fiala di Nalador contiene sulprostone 0,5 mg.

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.


03.0 FORMA FARMACEUTICA - Inizio Pagina

Polvere liofilizzata per soluzione per infusione.


04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - Inizio Pagina

04.1 Indicazioni terapeutiche - Inizio Pagina

Induzione dell’aborto (indicazioni materne o fetali).

Induzione del parto in caso di morte intrauterina del feto.

Trattamento della emorragia post-partum da atonia uterina (PPH).



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04.2 Posologia e modo di somministrazione - Inizio Pagina

Ogni trattamento con sulprostone deve essere concluso con l'interruzione della gravidanza in quanto non si possono escludere danni a carico del feto.

È escluso pertanto l'impiego nell'induzione del travaglio a termine o presso il termine, con il feto vivo.

Anche dopo un aborto apparentemente completo deve essere sempre effettuata una revisione strumentale della cavità uterina.

La soluzione di Nalador pronta per l’uso ha una stabilità limitata. Deve essere conservata in frigorifero ed essere impiegata entro 12 ore dalla preparazione.

Induzione dell'aborto.

Induzione del parto in caso di morte intrauterina del feto.

0,5 mg di sulprostone devono essere disciolti in 250 ml di soluzione fisiologica e somministrati per infusione endovenosa goccia a goccia sotto continua sorveglianza.

Infusione endovenosa

0,1 mg di sulprostone all'ora (circa 1,7 mg/min, circa 17 gocce/min) per un periodo protratto fino a 10 ore.

Se non si otterrà l'effetto desiderato durante questo periodo, la velocità di infusione può essere aumentata fino a 80 gocce/minuto (circa 0,5 mg di sulprostone/ora, circa 8,3 mg/min.)

In nessun caso deve essere superata la velocità di infusione di 0,5 mg/ora (circa 80 gocce/min) in quanto la conseguente più elevata concentrazione plasmatica può produrre un aumento della frequenza di effetti collaterali.

Non deve essere superata una posologia complessiva di 1,5 mg di sulprostone.

In caso di necessità l'infusione può essere ripetuta dopo 12-24 ore dalla fine della prima somministrazione.

Trattamento dell'emorragia post-partum da atonia uterina (PPH)

Il contenuto di una fiala deve essere sciolto in 250 ml di soluzione fisiologica e somministrato per infusione endovenosa.

Infusione endovenosa

0,5 mg di sulprostone in 120-30 minuti (circa 40-160 gocce/min).

In caso l'emorragia non si arresti o non si riduca in modo evidente: aumentare per un breve periodo la velocità di infusione (max. circa 330 gocce/min).

Se il decorso clinico lo richiede, è possibile stabilizzare il tono uterino con un'ulteriore infusione con velocità non superiore a circa 40 gocce al minuto.

Se non fosse possibile tenere sotto controllo l'emorragia sarà necessario intraprendere altre misure terapeutiche.


04.3 Controindicazioni - Inizio Pagina

Asma bronchiale, bronchite spastica, insufficienza cardiaca preesistente (anche senza segni di scompenso), vasculopatie nell'anamnesi (soprattutto coronariche), grave ipertensione, gravi turbe della funzionalità epatica o renale, diabete mellito scompensato, affezioni cerebrali convulsivanti, glaucoma, tireotossicosi, infezioni ginecologiche acute, colite ulcerosa, ulcera dello stomaco in fase acuta, anemia drepanocitica, talassemia, gravi affezioni generali, interventi operatori pregressi all'utero, ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Si deve usare particolare cautela in presenza di malattie cardiovascolari o di fattori di rischio cardiovascolare (consumo di tabacco, iperlipidemia, diabete con vasculopatie).

Nella valutazione dei fattori di rischio deve essere considerata anche l'età della paziente.

È controindicata un'induzione al parto in presenza di feto vitale in quanto con l'uso di una prostaglandina sintetica come il sulprostone non si possono escludere effetti sfavorevoli a carico del feto.


04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - Inizio Pagina

Ogni trattamento con Nalador deve essere concluso con l'interruzione della gravidanza in quanto non si possono escludere danni a carico del feto.

Anche dopo un aborto apparentemente completo deve essere sempre effettuata una revisione strumentale della cavità uterina (vedere anche paragrafo 4.6 “Gravidanza e allattamento”).

Il Nalador deve essere impiegato solo da specialisti esperti ed in Centri nei quali sia assicurato il monitoraggio delle funzioni cardiocircolatorie e l'immediata disponibilità delle necessarie attrezzature di rianimazione.

Poiché il Nalador può provocare a posologie corrispondenti a quelle delle prostaglandine naturali ipertensione polmonare e dispnea, il suo uso è condizionato dal frequente controllo della funzionalità respiratoria e cardiocircolatoria (onde evitare il verificarsi di bradicardia, ipotensione e collasso). In caso di spiccata riduzione della frequenza è opportuno istituire un trattamento con betamimetici. In presenza di ipotensione (senza diminuzione della volemia) si può ricorrere all'impiego dell'adrenalina. Una riduzione della volemia andrebbe compensata al più presto.

È da evitare un'accidentale iniezione intraarteriosa nel corso delle infusioni endovenose in quanto sussiste il pericolo di un'arterite locale con conseguente necrosi.

Non somministrare a bolo (l’improvviso aumento dei livelli plasmatici del farmaco può comportare conseguenti crisi ipertensive polmonari).

Nalador non deve essere somministrato per via intracervicale/intramiometriale, in quanto, in dipendenza della situazione locale, potrebbe dar luogo ad un rapido aumento indesiderato dei livelli plasmatici di Nalador oppure ad un suo accumulo con conseguente protratta azione del farmaco, che soprattutto in associazione al trattamento infusionale potrebbe indurre reazioni avverse.

Sono consigliati appropriati controlli dei parametri cardiaci e circolatori, poiché possono verificarsi bradicardia e/o diminuzione della pressione sanguigna.

Con l’utilizzo di Nalador, può verificarsi ischemia miocardica, forse secondaria allo spasmo coronarico associato. Tali reazioni possono portare all’infarto del miocardio, aritmia cardiaca, shock ed arresto cardiaco, e possono essere fatali.

In persone predisposte può verificarsi broncocostrizione. Si possono verificare aumenti della pressione nella circolazione polmonare, come con le prostaglandine naturali (range di gravità dell’edema polmonare).

Può verificarsi squilibrio transitorio di liquidi ed elettroliti, come risultato di un’influenza reversibile sulla funzione renale.

La sensibilità del miometrio alle prostaglandine aumenta con l’aumentare della durata della gravidanza e sono stati riportati rotture uterine.


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04.5 Interazioni - Inizio Pagina

Nalador non deve essere impiegato simultaneamente con ossitocina per evitare la possibilità di sovrastimolazione di un utero non ancora svuotato (eccezione: emorragia postpartum da atonia uterina).

È da evitare la somministrazione contemporanea di analgesici del gruppo degli antiinfiammatori non steroidei perchè è possibile una riduzione dell'efficacia di Nalador.

Non vi sono esperienze cliniche sull'impiego di prostaglandine per uso topico, precedente o in associazione con l'uso di Nalador.

Si sconsiglia un pretrattamento o l'impiego associato con altre prostaglandine in quanto, teoricamente, potrebbe sussistere la possibilità di una sommatoria degli effetti, col rischio di gravi effetti collaterali indesiderati.


04.6 Gravidanza e allattamento - Inizio Pagina

Qualsiasi trattamento con Nalador per l’induzione dell’aborto deve essere completato con l’interruzione della gravidanza, in quanto non si possono escludere danni a carico del feto. Anche dopo un aborto apparentemente completo deve essere sempre effettuata una revisione strumentale della cavità uterina.

In studi sperimentali sul potenziale embriotossico, condotti su animali, sono stati osservati effetti teratogenici ed embrioletali a dosi tossiche per le madri (vedere anche paragrafo 5.3 “Dati preclinici di sicurezza”). Pertanto, una volta che è stato eseguito il trattamento con Nalador ci si deve accertare che sia stata interrotta la gravidanza. Poiché l’incidenza di mortalità perinatale è aumentata dopo somministrazione di Nalador, il farmaco non deve essere impiegato per l’induzione del parto con feto vivo.

Non è noto se vi sia passaggio di sulprostone nel latte materno.


04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - Inizio Pagina

Non compete.


04.8 Effetti indesiderati - Inizio Pagina

La tabella sottostante riporta le reazioni avverse secondo la classificazione sistemica organica MedDRA (MedDRA SOC). Le frequenze sono basate su dati postmarketing e dalla pratica generale con Nalador (esempio letteratura).

Classificazione sistemica organica molto comuni ≥ 1/10 comuni ≥ 1/100, <1/10 non comuni ≥ 1/1000, <1/100 rari ≥ 1/10000, <1/1000 molto rari <1/10000
Patologie del sistema nervoso       sonnolenza, mal di testa  
Patologie cardiache       bradicardia spasmo coronarico, ischemia miocardica
Patologie vascolari   diminuzione della pressione sanguigna      
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche       edema polmonare, aumento della pressione arteriosa polmonare, broncocostrizione  
Patologie gastrointestinali nausea, vomito spasmo gastrico (epi e mesogastrico), diarrea      
Patologie renali e urinarie         transiente squilibrio dei liquidi ed elettroliti (escrezione elettroliti)
Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali     rottura d’utero    
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   febbre, aumento della temperatura corporea      

Si è utilizzato il termine MedDRA più appropriato per descrivere una specifica reazione, i suoi sinonimi e condizioni collegate.


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04.9 Sovradosaggio - Inizio Pagina

Sintomi di intossicazione

Broncospasmo, bradicardia, ipotensione, ischemia miocardica. Cianosi e dispnea posso preludere ad un edema polmonare. Iperstimolazione uterina (tetania puerperale).

Trattamento dell’intossicazione

In caso di necessità, terapia intensiva in presenza di broncospasmo, bradicardia, ipotensione, e segni di edema polmonare grave. L’uso di per sé appropriato di simpaticomimetici ß-adrenergici in presenza di broncospasmo, bradicardia e tetano puerperale è gravato dal potenziale rischio di edema polmonare nella donna in gravidanza. Pertanto il rischio/beneficio di tale trattamento deve essere valutato per ogni singolo caso.


05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE - Inizio Pagina

05.1 Proprietà farmacodinamiche - Inizio Pagina

Categoria farmacoterapeutica: Prostaglandine. Codice ATC: G02AD05.

Nalador contiene sulprostone, derivato sintetico della Prostaglandina E2.

Il suo profilo farmacologico è dominato dagli effetti sulla muscolatura liscia e soprattutto dall’effetto stimolante sulla muscolatura liscia dell'utero. Questo significa che esiste una dissociazione tra gli effetti desiderati, di importanza terapeutica, e quelli indesiderati sulla muscolatura liscia.

Le modificazioni strutturali che differenziano il sulprostone dalle prostaglandine naturali rendono l'effetto di questo farmaco particolarmente selettivo a livello dell'utero e ne minimizzano l'azione a livello degli altri muscoli lisci. Da ciò risulta la netta dissociazione tra gli effetti desiderati, di importanza terapeutica, e quelli indesiderati.

Il meccanismo d’azione del sulprostone comprende una riduzione della simpaticotonia, come per la prostaglandine naturali E2, che può manifestarsi, tra l’altro, sotto forma di bradicardia.

Nell’utero gravido, il sulprostone agisce sia sul corpo uterino che sulla cervice. La contrazione indotta sul corpo dell’utero e la costrizione dei vasi uterini causa un delicato distacco della placenta dal corpo uterino e l’espulsione del feto. Nella cervice, il sulprostone induce un ammorbidimento, o “priming”, cioè una delicata e lenta dilatazione del canale cervicale, che in molti casi rende superflua o almeno facilita notevolmente la dilatazione meccanica con i rischi ad essa associati.

Tali effetti - quali le contrazioni uterine e la dilatazione del canale cervicale - vengono utilizzati per l’interruzione della gravidanza in condizioni patologiche (indicazioni materne o fetali) per esempio: aborto incompleto, mola idatiforme, morte intrauterina del feto.

Contrazioni uterine rapide, efficaci e prolungate, sono di particolare importanza nei casi di grave emorragia post-partum da atonia uterina.


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05.2 Proprietà farmacocinetiche - Inizio Pagina

Il sulprostone per via endovenosa è completamente biodisponibile.

Distribuzione

I livelli di sulprostone, durante l’infusione endovenosa, dipendono dalla dose somministrata nell’unità di tempo.

La concentrazione plasmatica massima di 0,3 nmol/l (=140 ng/l) si raggiunge alla fine di una infusione della durata di 10 ore ad un velocità di infusione di 0,1 mg/h. In seguito la concentrazione del farmaco si riduce rapidamente fino a superare il limite di sensibilità analitica dopo 2 ore.

Solo il 20-30% di sulprostone somministrato si lega all’albumina alle concentrazioni plasmatiche raggiunte con impiego terapeutico. Il legame alle proteine plasmatiche perciò verosimilmente non esplica alcun effetto sui parametri farmacocinetici.

Eliminazione

Il sulprostone viene eliminato sotto forma di metaboliti in ragione di circa l’85% della dose somministrata per via renale, il resto per via biliare. Oltre il 75% della sostanza somministrata viene eliminato con una emivita < 2 ore; il restante 25% è eliminato con una emivita di circa 20 ore.


05.3 Dati preclinici di sicurezza - Inizio Pagina

Tossicità sistemica

Studi di tollerabilità dopo somministrazione endovenosa singola e ripetuta hanno dimostrato che quando Nalador viene somministrato alle dosi e con le modalità consigliate non ci si devono aspettare effetti tossici o danni d’organo. Gli effetti tipici delle prostaglandine quali vomito, diarrea e disturbi circolatori sono stati osservati già alle dosi utilizzate nell’uomo a scopo terapeutico. Tali effetti sono quindi da attendersi anche nell’uomo.

Tossicità riproduttiva

In studi sperimentali sul potenziale embriotossico, condotti su animali, sono stati osservati effetti teratogenici ed embrioletali a dosi tossiche per le madri (vedere anche paragrafo 4.6 “Gravidanza e allattamento”).

Potenziale genotossico, mutagenicità e cancerogenicità

Studi in vitro ed in vivo per la valutazione della genotossicità non hanno dimostrato alcun potenziale mutageno.

Non sono stati ritenuti necessari studi sperimentali negli animali sul potenziale cancerogeno di Nalador dal momento che la sua struttura è molto simile a quella delle prostaglandine endogene, ha una emivita molto breve, non sono emerse indicazioni di mutagenicità dagli studi di genotossicità e di norma viene utilizzato in somministrazione singola.

Tollerabilità locale e potenziale sensibilizzazione da contatto.

Studi di tollerabilità locale hanno escluso qualsiasi reazione di incompatibilità in seguito a somministrazione di dosi terapeutiche nell’uomo.

Lo studio sulla potenziale sensibilizzazione da contatto da Nalador ha escluso tale effetto.


06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - Inizio Pagina

06.1 Eccipienti - Inizio Pagina

Povidone (PVP, K <18); trometamolo cloridrato.


06.2 Incompatibilità - Inizio Pagina

In mancanza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere combinato con altri prodotti medicinali eccetto a quelli menzionati nel paragrafo 4.2 “Posologia e modo di somministrazione”.


06.3 Periodo di validità - Inizio Pagina

2 anni.

La soluzione ricostituita deve essere usata entro 12 ore (vedere paragrafo 6.4 “Precauzioni particolari per la conservazione”).


06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - Inizio Pagina

Conservare a temperatura di 2°- 8°C in frigorifero. Questo range può essere superato per un massimo di 8 giorni, evitando temperature superiori a 25°C.

La soluzione ricostituita di Nalador deve essere conservata in frigorifero e deve essere utilizzata entro 12 ore dall’allestimento (vedere paragrafo 6.3 “Periodo di validità”).


06.5 Natura e contenuto della confezione - Inizio Pagina

Fiala in vetro da 2 ml, classe idrolitica I.


06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - Inizio Pagina

Per le istruzioni per la preparazione e la manipolazione vedere paragrafo 4.2 “Posologia e modo di somministrazione”.


07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina

Bayer S.p.A. - Viale Certosa, 130 - 20156 Milano (MI)


08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina

A.I.C. n. 025998030


09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - Inizio Pagina

03.06.1986/01 giugno 2005


10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - Inizio Pagina

19 giugno 2008