Il meccanismo d’insorgenza degli effetti
collaterali degli antibiotici o degli anti-infettivi può essere diviso in
diverse
categorie:
a) Intolleranza per tossicità diretta, con caratteristiche ben definite: relazione effetto-dose, riproducibilità e prevedibilità. Le intolleranze dovute a delle impurità di preparazione sono diventate sempre più rare.
b) Effetti secondari dovuti alle proprietà farmacologiche e metaboliche possedute da alcuni anti-infettivi, sull’organismo in terapia.
c) Effetti dovuti ad azione selettiva degli antimicrobici sulla flora batterica saprofitica normale: orale, intestinale, vaginale (dismicrobismo) ed accidenti di lisi batterica massiva o per superinfezione favorita dal dismicrobismo (Clostridium difficile).
d) Reazioni allergiche (immunologiche) di tipo I, II, III, IV, secondo la classificazione di COOMBS e GELL, con le loro caratteristiche di imprevedibilità, indipendentemente dalla dose.
e) intolleranze determinate da interazioni con altri farmaci somministrati contemporaneamente.
Di solito si usa distinguere le interazioni farmacologiche di ordine farmacocinetico da quelle di ordine farmacodinamico:
A) Intolleranze per tossicità diretta
1.Intolleranza locale (topica)
Per via orale
Per via parenterale
• Dopo perfusioni intravenose prolungate con soluzioni iperosmolari con pH acido o alcalino elevato si possono determinare delle tromboflebiti locali, delle vasculiti o una necrosi tissutale locale in caso di somministrazione extravascolare (amfotericina B, eritromicina lattobionato, cotrimossazolo, vancomicina, acyclovir, ganciclovir, foscarnet, pentamidina, rifampicina, acido fusidico, fosfomicina, penicillina G sodica o potassica, nafcillina,
cefalotina, cefoxitina, chinina, stibogluconato di sodio, quinupristina-dalfopristina). Il foscarnet in perfusione endovenosa può provocare delle ulcerazioni peniene dovute ad elevate concentrazioni urinarie e dal ristagno di urine nello spazio prepuziale nei soggetti non circoncisi.
Per via topica
Per via aerosolica (pentamidina, ribavirina, ecc.)
• Si possono verificare congiuntiviti, tosse e broncospasmi, soprattutto nei fumatori. Per evitare quest’ultima evenienza, si può utilizzare un broncodilatatore prima della seduta aerosolica.
2.Intolleranza per effetto tossico sistemico
a) Discromia dentaria, con ipoplasia dello smalto, si verifica nei bambini trattati con tetracicline; in tali pazienti questo antibiotico è controindicato (Tabella 2.1).
b) Ulcerazioni buccali aftose possono verificarsi in seguito a trattamenti con zalcitabina, proguanil + clorochina, pirimetamina, foscarnet e ketoconazolo.
c) Alterazioni gastroenteriche, dose-dipendenti, si riscontrano con numerosi antibiotici soprattutto dopo somministrazione orale. Tale evenienza si verifica soprattutto con gli antibiotici, che presentano un assorbimento gastroenterico incompleto (ampicillina, isoxazolil-penicillina, norfloxacina, ecc.) o con una importante eliminazione intestinale (ciprofloxacina, miconazolo) o una eliminazione biliare (cefoperazone, ceftriaxone). L’intolleranza gastroenterica può essere ridotta con un aumento progressivo della posologia giornaliera o con il frazionamento della dose giornaliera oppure con somministrazione durante i pasti o con una formulazione galenica gastro-resistente.
d) L’epatotossicità intrinseca degli antibiotici (Tabella 2.2) viene raramente riscontrata con:
EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTI-INFETTIVI
f) Nefrotossicità degli antibiotici (Tabella 2.4) si riscontrata con: aminoglicosidi, polimixina-colistina, cefaloridine (dosaggi elevati), tetracicline, sulfamidici con scarsa solubilità urinaria, vancomicina, soprattutto associata ad un aminoglicosi-de, amfotericina B, antimonio pentavalente, antivirali (foscarnet, ganciclovir, indinavir), pentamidina, interleuchina-2. I fattori favorenti sono: dosaggi elevati, trattamenti prolungati, età avanzata, pregressa insufficienza renale, ipovolemia, associazione con altri farmaci nefrotossici. I mezzi di prevenzione sono: monitoraggio dei tassi sierici, reidratazione, controllo della creatininemia.
-Beta-lattamine: penicillina G ad alte dosi e in trattamenti prolungati, in perfusione endovenosa e/o iniezione intrarachidea nell’ambito del trattamento della meningite purulenta e della chirurgia cardiaca. I fattori favorenti sono: acidosi, etilismo, pregresse alterazioni neuropsichiche;
- Carbossipenicillina;
- Isossazolil-penicillina;
- Isoniazide, etionamide, cicloserina;
-Chinoloni e fluorochinoloni, soprattutto lipofili (dosaggi elevati, insufficienza renale, somministrazione per via endovenosa, pregresse alterazioni neuropsichiche);
- Cloramfenicolo, soprattutto nel trattamento di attacco delle infezioni sostenute da bacilli gram-negativi;
-Nitroimidazoli anti-anaerobi (perfusione endovenosa, dosaggi elevati, trattamenti prolungati, associazione con ritonavir);
- Imidazoli antifungini, soprattutto in associazione con la carbamazepina, fenitoina, ritonavir;
- Amfotericina B (dosaggi iniziali elevati, perfusione rapida);
- Acyclovir ev: dosaggi elevati, perfusione rapida, insufficienza renale;
-Ganciclovir, vidarabina (sovradosaggio), amantadina, rimantadina (soprattutto se sussiste insufficienza renale), foscarnet (ipocalcemia);
- Zidovudina (AIDS), fenomeno rebound con la riduzione della posologia giornaliera;
- Clorochina ed altri 4-aminochinoleine;
- Interferone alfa (dosaggi elevati);
- Interleuchina-2.
Disturbi psichici minori, limitati a cefalea, ansia, insonnia o, al contrario, stato depressivo ed astenia, possono essere provocati dalla polimixina-colistina, la rifampicina (a dosi elevate), dalla griseofulvina, il ketoconazolo, il miconazolo, i sulfamidici, l’interferone alfa, la rimantadina.
EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTI-INFETTIVI
Tale nevrite è:
-a predominanza sensitiva (disestesie, mialgie): cloramfenicolo, tiamfenicolo, polimixina-colistina, etionamide, vidarabina, talidomide, meflochina;
- a predominanza motoria: amfotericina, sulfamidici, sulfoni;
-mista: (sensitivo-motoria): isoniazide, etambutolo, metronidazolo, nitrofurantoina, zalcitabina, clorochina, dideossicitidina, didanosina. Fattori favorenti: dosi elevate, trattamento prolungato, soggetti anziani, insufficienza renale, diabete associato; l’associazione di due di questi agenti può provocare una neuropatia periferica.
h) Tossicità cardiovascolare:
i) Tossicità ossea: -per accumulo nel tessuto osseo: foscarnet (ipercalcemia, iperfosfatemia), leucopoietina (GM-CSF) o filgrastim (G-CSF) -per chelazione di Ca osseo: tetracicline (rallentamento della crescita ossea).
l) Tossicità cartilaginea ed articolare (tendini e muscoli) con dolori muscolari (crampi) ed articolari: chinoloni, vidarabina, amfotericina, pirazinamide, etionamide, zalcitabina, foscarnet, praziquantel, antimoniato di meglumina, rifabutina (dosi elevate), ribavirina, filgrastim (G-CSF), molgramostim (GM-CSF).
m) Le miositi (polimiosite, dermatomiositi) possono essere precipitate dalla clorochina, penicillina G, zidovudina (miopatia mitocondriale). Il monitoraggio della tossicità muscolare si attua dosando le CPK. Il trattamento si basa sulle, corticoidi, diminuzione della posologia della zidovudina. Artromialgie, contrazioni cloniche possono riscontrarsi con il ganciclovir, l’antimoniato di meglumina, il
filgrastim (G-CSF), il molgramostim (GM-CSF). n) Una sindrome algo-distrofica (spalla-mano) con dolori e contratture muscolari può sopravvenire dopo un tratta
mento prolungato con isoniazide-etionamide. -Fattori favorenti: soggetto anziano, etilismo, insufficienza renale. -Trattamento: chinesiterapia, antiinfiammatori, farmaci vascolari, calcitonina. o) Una sindrome pseudoinfluenzale con febbre, mialgie, artralgie, sudorazione, astenia, compare spesso all’inizio del
trattamento con leucopoietina, eritropoietina, interleuchine o con la zidovudina. p) Una polisierosite può essere provocata dalla somministrazione a dosi elevate di molgramostim.
B) Effetti indesiderati secondari all’azione farmacologica o metabolica dell’anti-infettivo sull’organismo trattato
1. Effetti farmacologici
2.Effetti endocrini
EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTI-INFETTIVI
3.Effetti metabolici
Ipo- o iperkaliemie
Nei soggetti a rischio l’apporto di una quantità importante di Na+ determina ipokaliemia con acidosi metabolica durante la somministrazione di penicilline a dosi molte alte (penicillina G sodica, carbossi-penicilline disodiche) o di fosfomicina. Lo ione sodico viene assorbito a livello del tubulo renale viene scambiato con il potassio che a sua volta viene escreto determinando un’ipokalemia (penicilline, fosfomicina, amfotericina B, aminoglicosidi). La deplezione di potassio può essere prevenuta e corretta con la somministrazione di K o, per le penicilline, attraverso la somministrazione di penicillina potassica. Un’ipokaliemia isolata senza relazione con un apporto di sodio può ri-scontrarsi con foscarnet, itrakonazolo, didanosina. Fattori favorenti: diarrea, kaliemia inizialmente bassa. Un’ipokaliemia è espressione il più delle volte di un’insufficienza renale indotta (pentamidina, foscarnet) o di un trattamento con trimethoprim- dapsone (pneumocistosi).
C) Effetti indesiderati per azione selettiva degli anti-infettivi sulla flora saprofita normale: buccale, intestinale, vaginale, etc.
I risultati di quest’azione di disturbo sulla flora saprofita sono rappresentati dalla colonizzazione da parte di germi divenuti resistenti, commensali o provenienti dall’esterno (stafilococco, Clostridium difficile, enterococchi, enterobatteri, Pseudomonas, Aspergillus, lievit) con il rischio di sovrainfezioni da parte di alcuni di essi nel corso del trattamento. Questo rischio dipende dallo spettro antibatterico (largo o ristretto) dall’antibiotico dalla sua concen-trazione nel lume del tubo digestivo. Sarà quindi più alto con gli antibiotici non completamente assorbiti per via orale (per es. Ampicillina), con gli antibiotici aventi uno spettro antibatterico largo o molto largo, e quelli fortemen-te induttori delle resistenze plasmidiche o aventi una escrezione ed una concentrazione nella saliva o nele feci, una forte eliminazione biliare e con uno spettro che distrugge la flora anaerobia normale che rappresenta la barriera di resistenza alla colonizzazione microbica da parte di germi resistenti o patogeni (aminopenicilline, ureidopenicilline, cefalosporine, clindamicina, cloramfenicolo, tetracicline). Questo rischio sarà, per contro, ridotto con gli antibiotici a spettro ristretto o che rispettano la flora anaerobia normale: aminoglicosidi, penicilline antistafilococciche, temocillina, monobattami, polimixina-colistina, alcuni fluo-rochinoloni ad assorbimento gastroenterico completo e con una eliminazione biliare ed intestinale ridotta. Le manifestazioni cliniche delle alterazioni della flora saprofita sono: -colite post-antibiotica; -colite acuta pseudomembranosa dovuta alla selezione di Clostridium difficile resistente, sescretore di enterotossine.
Si riscontra soprattutto con la clindamicina e le beta-lattamine a forte eliminazione biliare (ureidopenicilline, cefoperazone, ceftriaxone).
-Sovrainfezioni nel corso o dopo il trattamento per selezione ad opera degli antibiotici di germi resistenti;-Enterococchi resistenti dopo cefalosporine di terza generazione, monobattami, fluorochinoloni;-Stafilococchi meticillino-resistenti, dopo cefalosporine di terza generazione, imipenem, aminoglicosidi;-Enterobatteri (soprattutto Serratia, Klebsiella), dopo aminopenicilline, carbossipenicilline;-Pseudomonas, dopo trattamento con i fluorochinoloni, cefalosporine antipseudomonas (mucoviscidosi);-Uretrite post-gonococcica da Mycoplasma e Chlamydia, dopo beta-lattamine;-Micosi da Candida (orale, vaginale, ano-rettale, esofagea o sistemica) dopo antibiotici a largo spettro o dopo
griseofulvina; -Micosi sistemica da C. krusei, dopo trattamento profilattico con flukonazolo nei pazienti trapiantati neutropenici; -Aspergillosi polmonare dopo trattamento antitubercolare.
D) Effetti indesiderati legati alla lisi batterica per dosaggi iniziali elevati
E) Effetti indesiderati di origine immunologica
La maggior parte degli anti-infettivi per poter diventare antigeni devono
legarsi covalentemente con una proteina
vettore presente nell’organismo.
Le reazioni allergiche agli antibiotici rientrano in uno dei quattro tipi
secondo la classificazione di Giell e Coombs.
a) Reazioni allergiche immediate di tipo I IgE-dipendenti per formazione di
immunoglobuline di tipo E preformate
che compaiono al momento della risomministrazione dell’antibiotico, sorgente della stimolazione antigenica. Il rischio di formazione delle IgE è considerevolmente aumentato nei soggetti che presentano una storia di allergia. Le immunoglobuline E si fissano ai mastociti e ai basofili inducendo la liberazione di diversi mediatori: istamina, bradichinina, serotonina, prostaglandine, leucotrieni ecc. I quadri clinici sono: shock anafilattico, orticaria acuta precoce (inferiore a 72 ore), prurito palmo-plantare, crisi d’asma bronchiale o di rinite, edema della laringe, edema angioneurotico di Quincke. Gli antibiotici più spesso chiamati in causa nelle reazioni allergiche di tipo I sono le beta-lattamine: penicillina, cefalosporine, imipenem (soprattutto a somministrazione parenterale) e cefaclor (via orale). Tra le penicilline e le cefalosporine si ha sensibilizzazione crociata solo nel 5-10% dei casi. Per contro, i monobattamici (aztreonam) non presentano il rischio di provocare la formazione di IgE, quindi non sono associati a reazioni immediate di tipo I. La prevenzione delle reazioni di tipo I si realizza attraverso la raccolta di un’anamnesi dettagliata relativa a precedenti somministrazioni di antibiotici e alle reazioni che le avrebbero provocate (febbre, prurito, eruzioni). Si può pari-menti ricorrere ai test cutanei a lettura rapida (30 min) utilizzando degli antigeni penicillinici non immunogeni (penicilloil-polilisina), ma esiste una certa percentuale di falsi positivi e di falsi negativi. Per le cefalosporine non esiste ancora attualmente un antigene utilizzabile nei test cutanei. I test cutanei di lettura rapida (30 min), RAST, sono valutabili solamente riguardo la ricerca delle reazioni allergiche di tipo I, IgE mediate. Se nei soggetti sensibilizzati l’indicazione dell’antibiotico (più spesso beta-lattamine per via endovena e cotrimoxazolo nei soggetti con AIDS) è imperativa o vitale, si può ricorrere ad una desensibilizzazione con dosi progressive dell’antibiotico responsabile della reazione sotto protezione corticosteroidea ed antistaminica oppu-re, se il germe isolato è sensibile, scegliere la somministrazione di monobattami che non provocano la formazione di IgE. Il miconazolo a somministrazione endovenosa può parimenti provocare uno shock anafilattico dovuto all’eccipiente (cromofor EL). Il molgramostim può provocare reazioni anafilattiche, angioedema e broncospasmo.
EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTI-INFETTIVI
Le soluzioni di antibiotici a somministrazione parenterale, contengono solfiti che possono provocare shock anafilattico: aminoglicosidi, cotrimossazolo, clorochina per via im, chinina formiato per via ev, antimoniato di meglumina.
b) Reazioni immunologiche di tipo II, da anticorpi citotossici (immunoglobuline G): nel corso di trattamento con antibiotici assorbiti passivamente attraverso la membrana delle emazie dei leucociti e trombociti, ciò provoca la formazione di IgG e qualche volta l’attivazione del complemento. Le cellule del sangue coperte dalle IgG ed in presenza di complemento attivato vanno incontro a citolisi (emolisi) e successivamente rimosse dal circolo dal sistema reticolo-endoteliale. Il test di Coomb diretto in questi casi è positivo per le IgG. Le manifestazioni cliniche compaiono nel corso dei primi 3 giorni, sia come citopenia immune periferica (anemia emolitica, leucopenia, trombopenia) sia, se il com-plemento è attivato, come anemie emolitiche isolate, senza altre manifestazioni allergiche (penicilline ad alte dosi) o, più raramente come citolisi cutanea (sindrome di Lyell), soprattutto dopo somministrazione di sulfamidici retard.
c) Reazioni di tipo III (fenomeno di Arthus) sono dovute alla presenza di complessi immuni circolanti, formati dalla combinazione degli anticorpi (immunoglobuline M e G) con l’antigene costituito dall’antibiotico solubile (per es. le penicilline). Questi complessi immuni si localizzano di preferenza nella pelle (eruzione morbilliforme), nelle membrane sinoviali, nei vasi e nel rene e, dopo l’attivazione del complemento, compare, a distanza di 1-3 setti-mane, il quadro clinico di una malattia da siero, orticaria tardiva, glomerulonefrite o nefrite interstiziale, vasculite, linfoadenopatia, artralgia, reazioni febbrili, reazioni polmonari acute (polmoniti, infiltrati polmonari) o lupus eritematoso sistemico indotto con presenza di anticorpi antinucleo (isoniazide, sulfamidici, nitrofurantoina, griseofulvina, beta-lattamine). La sede delle lesioni dipende dalla dimensione e dalla solubilità dei complessi immuni depositati nella parete vascolare. Si può assistere ad un peggioramento di eventuali malattie autoimmuni preesistenti per attivazione dei macrofagi e stimolazione della secrezione delle interleuchine 1 e 6; aggravamento delle trombocitopenie idiopatiche, delle PCE sieropositive, delle tiroiditi autoimmuni, del lupus eritematoso disseminato (griseofulvina) si può verificare durante il trattamento con molgranostim e leucopoietina. Gli antibiotici più spesso responsabili sono le beta-lattamine, i sulfamidici, l’isoniazide (acetilatori lenti) (LASD), la griseofulvina, la nitrofurantoina (reazioni acute polmonari). Le reazioni di tipo I, II e III sono tutte legate alla formazione di anticorpi circolanti (IgE, IgG, IgM).
d) Reazioni di tipo IV sono reazioni ritardate di ipersensibilità cellulo-mediate, senza l’intervento di anticorpi. Di-pendono dall’attivazione dei linfociti T sensibilizzati, che reagiscono con l’antibiotico fissato nei tessuti liberando delle linfochine che attivano una reazione infiammatoria tissutale: dermatite (eczema) da contatto dopo applica-zione locale dell’antibiotico (per es., neomicina), che compare soprattutto nei soggetti a contatto regolarmente con questi antibiotici (farmacisti, infermieri), (per es. zalcitabina), dermatite fotoallergica (demeclociclina, chinoloni, sulfamidici), eritema nodoso ed eritema polimorfo cronico (sulfamidici) fino alla comparsa di una fibrosi polmonare od interstiziale dopo trattamento prolungato con nitrofurantoina o sulfasalazina. L’ipersensibilità ai sulfamidici è più frequente con gli acetilatori lenti. A seconda dei tempi di comparsa si distinguono: -le reazioni immediate (primi 30 minuti): reazioni di tipo I, anafilassi, edema della laringe -le reazioni accelerate ad inizio tra 1 e 3 giorni: reazioni di tipo II; -le reazioni tardive (1-3 settimane): reazioni di tipo III e IV: rush morbilliforme, nefrite interstiziale, anemia emolitica, neutropenia e trombocitopenia, malattia sierica, dermatite esfoliativa, artralgia. Le reazioni immunologiche sono più frequenti nei soggetti sieropositivi (AIDS) dopo l’utilizzo di alcuni antibiotici come ad es. la rifampicina e il cotrimossazolo.
| Localizzazione della sintomatologia gastroenterica | Anti-infettivi | Mezzi di prevenzione Fattori favorenti Frequenza Meccanismo o correzione |
|---|---|---|
| Alterazioni dentarie | Tetracicline | Bambini: < 10 anni Chelazione del Ca++ Controindicati nel bambino |
| (discromie) | Minociclina | Gravidanza: trattamento prolungato dentario, ipoplasia dello smalto e durante la gravidanza o |
| Stomatiti, glossiti, cheiliti, lingua nera, afte buccali | Antibiotici a largo spettro (tetracicline), antibiotici lipofili con eliminazione salivare (macrolidi, metronidazolo). griseofulvina, ketoconazolo, foscarnet, pirimetamina antimalarici | Scarsa igiene orale, immunodepressione, diabete, gravidanza Frequente nei soggetti a rischio Alterazione della flora del cavo orale, con infezioni da Candida. Tossico (foscarnet, ketoconazolo) Igiene orale. Prevenzionecura con antimicotici (Candida) nei soggetti a rischio |
| Esofagiti ed ulcere esofagee | Doxiciclina, minociclina, tetracicline, clindamicina, zidovudina, peni-cillina V zalcitabina | Compresse deglutite senza bere ed in posizione supina. Ernia jatale, alterazioni della motilità esofagea Rare se sono corrette le somministrazioni Aggressione diretta del pH molto acido sulla mucosa esofagea Corretta somministraziondelle compresse. Nei soggetti a rischio (megaesofago, paraplegicdecubito permanente) somministrare e i in |
| Parotiditi | Nitrofurantoina, ioduro di potassio | Eccezionale Tossico antibiotici per via orale in formulazioni liquide gio |
| Intolleranza gastrica, inappetenza, nausea, vomito, senso di peso epigastrico | Molti antibiotici, soprattutto (ma non esclusivamente) con la somministra-zione orale di: amoxicillina + acido clavulanico, macrolidi a 14 atomi, nitrofurantoina, chinoloni e fluorochinoloni, antimalarici, ganciclovir, | Somministrazione orale, dosaggi elevati, somministrazioni giornaliere (per alcuni antibiotici) Frequenti Spesso i più tossici (dose dipendenti). Per i macrolidi, liberazione indotta della motilina Frazionamento del dosaggiornaliero, somministrazione durantpasti, somministrazione in forma galenica appropriata: gastroresistente, microcristalli (nitrofurantoina, e i |
| ecc. |
griseofulvina), pro-farmaci: bacampicillina, pivampicillina, pivmecillina, cefuroxima axetil
| Localizzazione della sintomatologia gastroenterica | Anti-infettivi | Fattori favorenti | Frequenza | Meccanismo | Mezzi di prevenzione o correzione |
|---|---|---|---|---|---|
| Diarrea benigna senza colite o colite semplice | Ampicillina, tetracicline, macrolidi a 14 atomi, penicilline e cefalosporine ad elevata escrezione biliare, ganciclovir | Colopatie preesistenti, coliche post chirurgiche. Soggetti a rischio: età, ospedalizzazione prolungata, terapie intensive, antibiotici a largo spettro, immunosoppressione | Frequenti | Diarree osmotiche dovute ad alterazione della flora intestinale, inibizione degli enzimi digestivi, diretta azione irritativa sulla mucosa intestinale, liberazione della motilina (macrolidi) | Antidiarroici, sospensione degli antibiotici, probiotici Saccaromyces, Lactobacillus GG, Enterococcous faecium GF68, Bifidobacter |
| Colite catarrale emorragica post-penicillina | Penicillina G, aminopenicillina, carbossied ureidopenicilline | Molto rare | Selezione della Klebsiella oxytoca | Sospensione della penicillina incriminata | |
| Colite post-antibiotica, colite acuta pseudomembranosa | Clindamicina, cefalosporine e penicillina ad elevata escrezione biliare, rifampicina, ifabutina, trimetoprim/ sulfametossazolo, ecc. | Età avanzata, donne, neoplasie intestinali, chemioterapia, chirurgia addominale, enteropatia essudativa | Molto rare | Selezione di Clostridium difficile | Sospensione dell’antibiotico induttore. Somministrazione di vancomicina o teicoplanina per via orale prima del metronidazolo. Colestiramina. Prevenzione |
| delle ricadute: | |||||
| somministrare Saccaromyces | |||||
| Diarrea tossica, colite ulcerosa | 5-fluorocitosina, didanosina, foscarnet | Dosaggi elevati, trattamenti prolungati | Molto rare | Tossico: alterazione della flora intestinale dovuta a 5-fluorocitosina | Sospensione del trattamento in caso di diarrea. Monito-raggio dei tassi sierici della 5-fluorocitosina. |
| Malassorbimento con steatorrea | Aminoside per via orale (neomicina). Polimixina colistina (per via orale) | Dosaggi elevati, trattamenti prolungati | Rare | Azione tossica diretta sulla cellula intestinale | Sospensione dell’aminoside |
| Gastroenterite emorragica | Amfotericina B ev. Acido nalidixico +melufalan Penicilline | Bambini | Eccezionale | Tossico? Selezione di Klebsiella oxytoca | Trattamento sintomatico. Sospensione dell’antibiotico interessato |
| (continua) |
EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTI-INFETTIVI
| Localizzazione | |||||
| della sintomatologia gastroenterica | Anti-infettivi | Fattori favorenti | Frequenza | Meccanismo | Mezzi di prevenzione o correzione |
| Ileite (digiunite) | Clofazimina | Dosaggi elevati. Trattamenti prolungati | Molto rare | Accumulo nella parete intestinale e nei gangli mesenterici | |
| Anoressia | Antibiotici a largo spettro | Diabete, gravidanza | Candida | Somministrazione locale di | |
| antimicotici | |||||
| Pancreatite | Pentamidina, salazopirina, sulfamidici, tetracicline, rifampicina, didanosina, zalcitabina, metronidazolo, meglumina | AIDS,somministrazioni ev., trattamenti prolungati, dosaggi elevati (tetracicline). Trattamenti discontinui. Associazioni con pentamidina | Molto rare Frequenti | Tossico? Tossico | Somministrazione con aerosol (pentamidina). Monitoraggio della amilasemia e dei trigliceridi |
| Alterazioni del gusto | Amaro: pentamidina. Metallico: metronidazolo, griseofulvina, claritromicina, clindamicina, ribavirina, etambutolo | Frequente Raro | Tossico? |
| Quadro clinico | Mezzi di prevenzione | Di riscontro | |||||
| Anti-infettivo | Quadro istologico | e/o biologico | Fattori favorenti | Frequenza | Meccanismo | o correzione | soprattutto con |
| Antimalarici: | |||||||
| Clorochina | Epatite citolitica | Epatite acuta, | Trattamento | Molto rare | Monitoraggio dei test | ||
| Epatite | prolungato | epatici. | |||||
| granulomatosa | |||||||
| Meflochina | Epatite citolitica | Epatite acuta | Trattamento | Molto rare | Monitoraggio dei test | ||
| prolungato | epatici. | ||||||
| Antielmintici: | Colestasi | Epatite-like | Insufficienza epatica. | Rare | Immunoallergico? | Monitoraggio | |
| dei test epatici | |||||||
| Albendazolo | in caso di trattamenti | ||||||
| prolungati | |||||||
| Pirantel | Colangite | Alcolisti | Tossico? | Monitoraggio dei test | |||
| embonato | epatici | ||||||
| Pentamidina | Aumento delle | AIDS | Rare | Tossico | Monitoraggio dei test | ||
| transaminasi | epatici | ||||||
| Filgrastim | Colestasi | Fosfatasi alcalina | Dosaggi elevati | Monitoraggio dei test | |||
| epatici | |||||||
| Antibiotici | Soprattutto colestasi | Alterazione dei test | Somministrazione ev. | Rare | Immunoallergico | Monitoraggio dei test | |
| antibatterici: | epato-canalicolare | biologici epatici | Insufficienza epatica | biologici epatici | |||
| Beta–lattamine: | e renale. | ||||||
| Oxacillina e | Associazione con | ||||||
| derivati | acido fusidico |
EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTI-INFETTIVI
(continua)
| Anti-infettivo | Quadro istologico | Quadro clinico e/o biologico | Fattori favorenti | Frequenza | Meccanismo | Mezzi di prevenzione o correzione | Di riscontro soprattutto con | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Penicilline G | Colestasi predominante | “Malattia sierica”con danno epatico (alterazione dei tests biologici epatici; eccezionalmente epatite “virus-like”) | Contatti ripetuti. Insufficienza epatica e renale | Eccezionale | Immunoallergico | Monitoraggio dei test biologici epatici | |||
| Carbossipenicilline Colestasi | Aumento delle transaminasi | Soggetti trattati precedentemente con aminopenicilline | Eccezionale | Immunoallergico | Monitoraggio dei test biologici epatici | ||||
| Colestasi predominante | Aumento delle transaminasi e della fosfatasi alcalina | Insufficienza epatica e renale. Trattamenti prolungati Insufficienza renale ed epatica | Rare | Immunoallergico | Monitoraggio dei test biologici epatici | Cefalosporine ad elevata escrezione biliare | |||
| Cefalosporine | Effetti litogeni biliari (ceftriaxone) | Pseudolitiasi biliare reversibile (eccezionale) | Dosaggi elevati ev. Trattamenti prolungati. Preesistenti affezioni epato-biliari | Rare | Controllo ecografico epato-vescicolare Idratazione | Ceftriaxone | |||
| Amoxicillina/ ac. clavulanico | Colestasi centrolobulare | Epatite colestatica | Trattamenti prolungati Dosaggi elevati | Molto rare | Immunoallergico | Acido clavulanico | |||
| Quadro clinico | Mezzi di prevenzione | Di riscontro | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Anti-infettivo | Quadro istologico | e/o biologico | Fattori favorenti | Frequenza | Meccanismo | o correzione | soprattutto con |
| Macrolidi: | Epatite mista: | Epatite | Età (adulti, anziani) | Frequenti | Immunoallergico o | Monitoraggio dei test | Eritromicina estolato |
| Eritromicina | Colestasi epato | “virus-like” | Associazione con | alterazioni dei | autoimmunitario | epatici | Troleandomicina |
| Eccetto: | canalicolare + citolisi | Pseudo-coliche | estrogeni, con | tests bioepatici | Formazione | ||
| Josamicina | epatiche | androgeni alchilati in | Rare | di metaboliti | |||
| Roxitromicina | Aumento valori dei | posizione C17 | manifestazioni | nitrosoalcalini | |||
| Claritromicina | tests epatici: | Trattamenti | cliniche | epatotossici | |||
| transaminasi, | prolungati | ||||||
| fosfatasi alcalina, | |||||||
| ecc. | |||||||
| Lincosamidi | Epatite predominante | Epatite | Somministrazioni ev. | Rare | Immunoallergico | Monitoraggio dei tests | Clindamicina ev. |
| citolitica | “virus-like” | Insufficienza epatica | epatici | ||||
| e renale | e sierici in caso di | ||||||
| Trattamenti | insufficienza renale o | ||||||
| prolungati | epatica | ||||||
| Acido fusidico | Colestasi | Epatite | Trattamenti | Rare | Immunoallergico? | Monitoraggio dei | Acido fusidico ev. |
| Ittero da bilirubina | prolungati | Competizione con | tests epatici nei soggetti | ||||
| libera | Dosaggi elevati | l’escrezione degli acidi | a rischio | ||||
| Insufficienza epatica | biliari | Perfusioni molto lente in | |||||
| Somministrazioni ev. | diluizioni 1/500 ml | ||||||
| Associazioni | |||||||
| con oxacillina | |||||||
| e derivati | |||||||
| Neonati, prematuri | |||||||
EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTI-INFETTIVI
(continua)
Quadro clinico Mezzi di prevenzione Di riscontro Anti-infettivo Quadro istologico e/o biologico Fattori favorenti Frequenza Meccanismo o correzione soprattutto con
| Nitrofurantoina | Epatite acuta | Epatite acuta o | Trattamenti | Rare Immunoallergico o | Monitoraggio dei test |
|---|---|---|---|---|---|
| citolitica o | cronica attiva | prolungati | (1/3000-1/ autoimmunitario con | epatici | |
| colestatica | (autoimmune) | Sesso (donne) | 5000) anticorpi anti–organuli, | ||
| Epatite cronica attiva | Ittero “pseudo | Insufficienza epatica | anti-nucleo, anti– | ||
| granulomatosa | ostruttivo “ | muscolo liscio | |||
| reversibile | |||||
| Rifampicina | Epatite citolitica o | Epatite | Associazione | Rare Inibizione | Monitoraggio |
| Rifabutina | colestatica | ”virus-like “ | con isoniazide, | della fissazione della | dei test epatici |
| Crisi acuta di | troleandomicina, | bilirubina | Evitare associazioni | ||
| porfiria | probenecid, | Induzione enzimatica | dannose | ||
| metildopa, | Stimolazione | Trattamenti | |||
| paracetamolo | della ALA-sintetasi | prolungati | |||
| Etilismo | Riduzione | ||||
| Insufficienza epatica | della posologia | ||||
| Trattamenti | |||||
| discontinui | |||||
| acetilatori lenti | |||||
| Tetracicline | Steatosi | Epatite | Gravidanza | Molto rare se si Tossico (dose– | Preferire la doxiciclina |
| microvescicolare | “virus-like | Malnutrizione | evitano i fattori dipendente) | Monitoraggio | |
| Insufficienza epatica | favorenti Inibizione | dei tests epatici | |||
| mitocondriale | |||||
| da ossidazione degli | |||||
| acidi grassi degli | |||||
| epatociti | |||||
| Epatite citolitica | Sino alla epatite | Somministrazioni ev. | |||
| fulminante | Posologie elevate | ||||
| Insufficienza renale | |||||
| Pregressa | |||||
| insufficienza epatica |
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| Anti-infettivo | Quadro istologico | Quadro clinico e/o biologico | Fattori favorenti | Frequenza | Meccanismo | Mezzi di prevenzione o correzione | Di riscontro soprattutto con |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Cloramfenicolo | Epatite citolitica | Insufficienza epatica | Eccezionale | Immunoallergico | Monitoraggio dei tests epatici | ||
| Metronidazolo | Epatite citolitica | Epatite “virus-like” | Pregressa insufficienza epatica | Eccezionale | Immunoallergico | Monitoraggio <dei test epatici | |
| Cotrimossazolo | Epatite citolitica | Epatite associata a sintomatologia immunoallergica: febbre, eruzioni, artrite. | Pregressa insufficienza epatica | Rare | Immunoallergico Competizione della bilirubina sulla fissazione delle proteine plasmatiche (neonati; sulfamidici) | Ittero nucleare: evitare la somministrazione di sulfamidi che sono fortemente leganti alle proteine plasmatiche AIDS (Pneumocystis carinii): preferire il dapsone ai sulfamidici | Sulfamidi |
| Trimetoprim | Colestasi | Somministrazioni parenterali | |||||
| Sulfamidici | Granulomi epatici | AIDS | |||||
| Anti-tubercolari: Isoniazide | Epatite citolitica con necrosi centro-zonale | Associazione con disulfiram Dosaggi elevati Sesso (soprattutto donne). Età (anziani), Etilismo Insufficienza epatica Associazione con induttori enzimatici, che formano dei metaboliti tossici dell’isoniazide Acetilatori rapidi | Metaboliti tossici (acetil-idrazina) se l’associazione avviene con un induttore enzimatico | Non superare i 5 mg/Kg Monitoraggio mensile delle transaminasi, ecc. |
EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTI-INFETTIVI
(continua)
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| Quadro clinico | Mezzi di prevenzione | Di riscontro | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Anti-infettivo | Quadro istologico | e/o biologico | Fattori favorenti | Frequenza | Meccanismo | o correzione | soprattutto con |
| Pirazinamide | Epatite citolitica | Le stesse come | Stimolazione | Non superare i | |||
| Dose-dipendente | per l’isoniazide | dell’ALA sintetasi | 25 mg /Kg | ||||
| Crisi di porfiria | Posologia superiore | (porfiria) | Monitorare i test epatici | ||||
| acuta | a 50 mg/Kg | ||||||
| Monitoraggio dei test | |||||||
| Antimicotici: | Epatite acuta | Dosaggi elevati | Immunoallergico | epatici | |||