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Beta-lattamine                                                       

Generalità

Quella delle beta-lattamine resta la famiglia di antibiotici più utilizzata, più diversificata e meno tossica. È sempre in evoluzione e nuovi prodotti compaiono praticamente di continuo. Dopo la scoperta della penicillina G nel 1942, si è assistito alla comparsa della prima penicillina estrattiva orale, la penicillina V; in seguito, da quando è stato ottenuto l’acido 6-aminopenicillanico (6-APA), il nucleo comune a tutte le penicilline, e l’acido 7-aminocefalosporanico (7-ACA), il nucleo comune a tutte le cefalosporine, si è potuto arrivare alla sintesi delle beta-lattamine semisintetiche: aminopenicilline, carbossipenicilline, ureidopenicilline, penicilline antistafilococciche, mecillinam, penemi e carbapenemi (inibitori irreversibili delle beta-lattamasi), così come alla comparsa delle cefalosporine di prima, seconda, terza e quarta generazione e dei monobattamici (Figura 3.1).

Classificazione

Le beta-lattamine possono essere classificate in base a diversi criteri (vedere anche capitolo “Criteri di classificazione degli anti-infettivi”)

1) In base al modo con cui si ottengono, in base alla loro composizione chimica ed alla loro principale indicazione clinica:

a) Penicilline (penami) con più sottoclassi:

-penicilline estrattive: penicillina G e suoi sali ed esteri, penicillina V -penicilline anti-stafilococciche -aminopenicilline -carbossipenicilline e sulfossipenicilline -N-acil-penicilline ed acil-ureidopenicilline -amidinopenicilline -penemi -carbapenemi -inibitori delle beta-lattamasi: clavami, (ossapenami) o sulfopenicillinati (penami sulfonati)

b) Cefalosporine (cefemi), cefamicine, oxacefemi e carbacefemi c) Monobattami

2) In base al loro spettro d’azione si distinguono:

a) Beta-lattamine a spettro ristretto:

-penicilline antistafilococciche: cocchi Gram positivi -amdinocilline: alcuni enterobatteri -cefsulodine: Pseudomonas -temocillina: enterobatteri -monobattami: bacilli Gram negativi: enterobatteri, Pseudomonas

b) Beta-lattamine a spettro antibatterico medio:

-penicillina G e suoi analoghi: cocchi Gram positivi e Gram negativi, bacilli Gram positivi, anaerobi Gram positivi, leptospire, Treponema -cefalosporine di prima e seconda generazione: cocchi Gram positivi e Gram negativi, bacilli Gram positivi, alcuni enterobatteri -aminopenicilline: cocchi Gram positivi e Gram negativi, bacilli Gram positivi, alcuni enterobatteri

c) Beta-lattamine a largo spettro antibatterico:

enterobatteri, cocchi Gram positivi e Gram negativi, anaerobi Gram positivi e Gram negativi: -carbossi- ed ureidopenicilline VADEMECUM DEGLI ANTIBIOTICI

1. 6-APA 2. Penami 3. Penemi

SR2 R6 SR2 H

S

CH3 R6
N CHCH C
 

B

COOH

N A CHCH3 ON COO ON

O COOH

A= Anello tiazolidinico
B= Anello β -lattamico
 

4. Carbapenemi 5. Clavami

C R2 O CH-CH2OH R6

NN O COO O COOH

Figura 3.1 Derivati dell’acido 6-amino-penicillanico (6-APA).

-aminopenicilline + inibitori delle beta-lattamasi-cefalosporine di terza e quarta generazione

d) Beta-lattamine a spettro antibatterico molto largo:
enterobatteri, Pseudomonas-Acinetobacter, cocchi e bacilli Gram positivi, compreso l’enterococco, cocchi Gramnegativi, anaerobi Gram positivi e Gram negativi; carbapenemi, alcuni penemi.

3) In base alla loro carica ionica le beta-lattamine si dividono in:

a) monoanioniche: cefalotina, cefazolina, cefacetrile, cefamandolo, ceftizoxima, cefoxitina, cefmetazolo, cefuroxima,

cefoperazone, ureidopenicilline b) dianioniche: aztreonam, ceftriaxone, latamoxef, carbossipenicilline c) zwitterioni: ampicillina, cefalexina, cefaclor, cefaloridina, cefradina, cefepima. d) aventi una carica positiva e due cariche negative: cefsulodina, ceftazidime e, tra gli altri antibiotici, la teicoplanina. Tutte le beta-lattamine hanno in comune un certo numero di caratteristiche: -nucleo beta-lattamico; -modalità d’azione simile: per inibizione della sintesi della parete batterica; -azione battericida tempo-dipendente, eccetto che sugli enterococchi; -meccanismo comune di resistenza batterica; -assenza di attività sui germi privi di parete cellulare, a localizzazione intracellulare; -frequente sinergia con gli aminosidi; -assenza di tossicità; -effetto inoculo*, quando si tratta di specie batteriche che producono beta-lattamasi e di beta-lattamine idrolizzate

dalle beta-lattamasi. L’effetto inoculo è nullo o ridotto con le beta-lattamine resistenti alle beta-lattamasi: cefalotina, cefamicina, imipenem, monobattamici, così come per gli aminosidi, i fluorchinoloni, la fosfomicina, i nitroimidazolici; esso, invece, è importante con le beta-lattamine poco resistenti o idrolizzate dalle beta-lattamasi: cefamandolo, cefoperazone, cefaloridina, cefaclor, penicillina G, aminopenicilline, ureidopenicilline, cefalosporine di prima generazione amoxicillina/acido clavulanico; mentre, è più scarso con le carbossipenicilline che con le ureidopenicilline.

* Effetto inoculo: variazione dell’attività antibatterica (delle MIC) di un antibiotico in funzione dell’entità dell’inoculo (numero di germi messi a contatto con l’antibiotico in esame): -inoculo esiguo: 103-104 batteri -inoculo cospicuo: 106-107 batteri L’effetto inoculo è in rapporto: -al carattere omogeneo o eterogeneo della gamma delle MIC di una data popolazione batterica: le MIC sono più elevate in una

popolazione batterica eterogenea rispetto a quelle di una popolazione batterica omogenea; -alla capacità di produzione di beta-lattamasi da parte dei batteri: più essa è marcata, più l’effetto inoculo è importante (Staph. aureus, H. influenzae, Neisseria, Moraxella catarrhalis, Pseudomonas);

BETA-LATTAMINE

-all’antibiotico: gli antibiotici privi o con un effetto inoculo molto debole (imipenem, cefamicina, aztreonam), richiedono dei tassi sierici meno elevati per raggiungere le MIC rispetto agli antibiotici con un effetto inoculo importante (esempio ureidopenicilline).

4) In base alla capacità di induzione della beta-lattamasi, le beta-lattamine possono essere classificate in 2 categorie:

a) beta-lattamine potenti induttrici delle cefalosporinasi cromosomiche di classe I di alcuni bacilli Gram negativi (Enterobacter, Citrobacter, Serratia, Proteus indolo-positivo, Pseudomonas).

Queste beta-lattamine induttrici possono essere distinte in ulteriori 2 categorie

-beta-lattamine potenti induttrici delle beta-lattamasi, ma allo stesso tempo molto sensibili alle beta-lattamasi da esse indotte: penicilline G e V, aminopenicilline, la maggior parte delle cefalosporine di prima generazione, e cefamandolo (i batteri precedentemente citati sono resistenti a tali beta-lattamine);

-beta-lattamine potenti induttrici delle cefalosporinasi di classe I, ma allo stesso tempo stabili alle beta-lattamasi indotte: cefamicine, latamoxef, carbapenemi ed acido clavulanico. b) beta-lattamine deboli induttrici delle beta-lattamasi: cefalosporine di 3 e 4 generazione, carbossi ed

ureidopenicilline, amdinocillina, penicilline antistafilococciche, monobattamici, sulbactam e tazobactam. L’induzione delle beta-lattamasi è alla base dell’antagonismo osservato con i bacilli Gram negativi citati quando si associano due beta-lattamine di cui una potente induttrice delle beta-lattamasi (carbapenemi, cefamicine) e l’altra scarsamente induttrice delle beta-lattamasi (cefalosporine di 3a generazione, ureidopenicilline). Tuttavia, si posso-no associare due beta-lattamine deboli induttrici delle beta-lattamasi, ad esempio una penicillina antistafilococcica con una ureidopenicillina o con una cefalosporina di 3a generazione, oppure associare due beta-lattamine potenti induttrici delle beta-lattamasi, ad esempio amoxicillina + acido clavulanico.

5) In base alla resistenza o alla idrolisi da parte delle beta-lattamasi batteriche, le beta-lattamine si distinguono in (Tabella 3.1): a) beta-lattamine idrolizzate dalle beta-lattamasi plasmidiche comuni degli enterobatteri: penicilline G e V, aminopenicilline, carbossi- ed ureidopenicilline b) beta-lattamine non idrolizzate da queste beta-lattamasi: cefamicine, cefalosporine di 3a e 4a generazione, monobattamici, amoxicillina/ac. clavulanico, carbapenemi e penemi c) beta-lattamine non idrolizzate dalle beta-lattamasi plasmidiche a spettro allargato: cefamicine, carbapenemi, penemi, latamoxef, amoxicillina/ac. clavulanico.

d) beta-lattamine non idrolizzate dalle cefalosporinasi cromosomiche inducibili di classe I dei mutanti derepressi stabili di certi bacilli Gram negativi: carbapenemi, penemi e) beta-lattamine non idrolizzate dalle beta-lattamasi inducibili dei batteri Gram positivi: penicilline antistafilococ-ciche, cefalosporine, amoxicillina/ac. clavulanico. f) beta-lattamine non idrolizzate dalle cefalosporinasi cromosomiche dei Bacteroides: amoxicillina/ac. clavulanico, carbapenemi, penemi.

Composizione chimica ed origine

Le beta-lattamine attuali si ottengono da (Figura 3.2): -Penicillium chrysogenum: penicilline -Cefalosporium: cefalosporine -Streptomyces: cefamicine, tienamicine, acido clavulanico, acidi olivanici -da batteri: monobattamici Tutte le beta-lattamine attuali, ad eccezione della penicillina G e della penicillina V (penicilline estrattive), si otten-gono per semisintesi a partire dall’acido 6-APA, per le penicilline, e dall’acido 7-ACA per le cefalosporine. I monobattami si ottengono attualmente per sintesi chimica totale. Il dosaggio delle penicilline estrattive (G, V) si esprime sempre in unità internazionali (U.I.): 1 U.I.=0.6 µg di penicil-lina G. Tutte le beta-lattamine (penicilline, cefalosporine) presentano una configurazione “cis” ad eccezione dei carbape-nemi (imipenem), che presentano una configurazione “trans”.

Meccanismo d’azione

Tutte le beta-lattamine esplicano un’azione battericida dovuta all’inibizione della sintesi del peptidoglicano della parete batterica. Tuttavia, sul piano morfologico, l’effetto delle diverse beta-lattamine (a bassissime concentrazioni, inferiori alla MIC dei microrganismi) è differente: alcune provocano dapprima la formazione di forme filamentose e quindi una lisi batterica più tardiva (per esempio le cefalosporine), altre determinano la formazione di sferoplasti con lisi batterica precoce (esempio penicillina G), altre ancora provocano la comparsa di forme rotondeggianti, globose ed una lisi batterica più tardiva (esempio amdinocilline). Questi diversi effetti morfologici corrispondono ad una differenVADEMECUM DEGLI ANTIBIOTICI

Cefsulodina Cefoperazone Monobattami Cefotaxima

Cefazadone

1980 Cefuroxima Cefamandolo 1975

1970

1965 Cefaloridina

1960 1955

Cefalosporium species

Steptomyces Batteri species

Microorganismi

Figura 3.2 Sviluppo delle beta-lattamine e degli inibitori delle beta-lattamasi (i prodotti naturali sono inseriti nei riquadri). (Tratta da: Rolinson G.N., modificata).

te fissazione preferenziale delle beta-lattamine su specifici bersagli (recettori) batterici, costituiti dalle proteine di membrana PBP (penicillin binding proteins). Esse, scoperte da Spratt nel 1975 su un mutante di E. coli non produttore di beta-lattamasi, sono in realtà degli enzimi: (transpeptidasi, carbossipeptidasi), situati sulla parte interna (citoplasmatica) della parete batterica, che intervengono nella sintesi del peptidoglicano della parete cellulare. Il numero delle PBP varia a seconda delle specie batteriche: per l’E. coli, che è stato il modello batterico più studiato, esistono 6 PBP che fissano le beta-lattamine in modo irreversibile con legame covalente. Esse sono identificate con i numeri 1a, 1b, 2, 3, 4, 5 e 6. Le PBP 1, 2 e 3 sono delle transpeptidasi essenziali per la vitalità della cellula batterica. Per altre specie batteriche il numero delle PBP è differente: 7 per Pseudomonas aeruginosa, 8 per H. influenzae, 4 per stafilococchi e streptococchi, 3 per Neisseria gonorrhoeae. Le PBP 4, 5 e 6 sono delle carbossipeptidasi la loro fissazione da parte delle beta-lattamine non si traduce in una modifica morfologica. Tutte le PBP sono enzimi polipeptidici (transpeptidasi, carbossipeptidasi, endopeptidasi) che hanno un peso moleco-lare progressivamente decrescente da 100000 a 40000 (Tabella 3.2). A concentrazioni molto basse di beta-lattamine (inferiori alla MIC dei batteri) si ha la fissazione alla PBP per la quale l’affinità della stessa è più forte. Se si aumenta la concentrazione della beta-lattamina, altre PBP vengono fissate (effetto morfologico concentrazione dipendente). Tuttavia, esistono beta-lattamine che si legano esclusiva-mente ad una sola PBP, per esempio il mecillinam alla PBP 2, l’aztreonam alla PBP 3. Per la maggior parte delle beta-lattamine la fissazione è più ampia pur esistendo un’affinità massima per una sola PBP, per esempio: -la penicillina G e l’amoxicillina hanno maggiore affinità per la PBP 1b ma, con l’aumentare della concentrazione,

si legano anche alla PBP 3 con formazione di sferoplasti e lisi batterica rapida; -l’imipenem lega le PBP 2 e 1b; -l’ampicillina, le cefalosporine, i monobattamici hanno più affinità per la PBP 3, con formazione di forme filamen

tose senza sepimentazione. Questa fissazione porta all’arresto della sintesi del peptidoglicano e quindi della crescita batterica, il che corrispon-de all’effetto batteriostatico delle beta-lattamine. L’effetto battericida è dovuto alla liberazione delle autolisine, per “relargage” degli acidi lipoteicoici, inibitori delle autolisine, che permettono alla mureina idrolasi di idrolizzare la mureina e di provocare la rottura della cellula batterica. È probabile che il bersaglio specifico per l’attivazione delle autolisine sia la PBP 1. I germi che non posseggono autolisine sono inibiti dagli antibiotici, ma non uccisi (fenomeno della tolleranza). Le PBP 2 sono molto meno numerose delle altre PBP nelle cellule batteriche. La modalità d’azione delle beta-lattamine (inibizione della sintesi della parete batterica) spiega la loro inefficacia sui batteri non muniti di parete e su quelli a localizzazione intracellulare: Chlamidya, Mycoplasma, Rickettsia.

BETA-LATTAMINE

L’effetto antibatterico delle beta-lattamine è anche influenzato dal pH: un pH molto acido aumenta le MIC, soprat-tutto per l’imipenem, la cefoxitina (anaerobi), ma molto di meno per le ureidopenicilline.La modifica per mutazione di alcune PBP comporta una diminuzione o perdita dell’affinità della beta-lattamina peruna o più PBP oppure la comparsa di una nuova PBP ad affinità molto bassa per la beta-lattamina: PBP 2a per lostafilococco, PBP 1c per lo pneumococco (resistenza da perdita di affinità del bersaglio per le beta-lattamine).Le beta-lattamine non presentano effetto post-antibiotico (PAE) sui bacilli Gram negativi.

Resistenze batteriche

Le resistenze batteriche alle beta-lattamine riconoscono molteplici meccanismi:

A)l’inattivazione enzimatica per idrolisi da produzione di beta-lattamasi è di gran lunga il meccanismo più frequen-te. Questo si riscontra soprattutto con certi germi: stafilococchi, Neisseria, Haemophilus, Moraxella catarrhalis, enterobatteri;

B)l’impossibilità di accesso della beta-lattamina alle PBP per modificazione o impermeabilità delle porine di mem-brana (una sorta di canali acquosi attraverso cui si realizza il passaggio delle beta-lattamine e di altri antibiotici nella cellula batterica), soprattutto le porine OmpF ed OmpC (per i batteri Gram negativi). Le specie batteriche (esclusivamente Gram negativi) che presentano dei mutanti per le porine sono resistenti a tutte le beta-lattamine, ad eccezione dell’imipenem;

C)alterazioni quantitative e qualitative del bersaglio (le PBP) alcuni mutanti possono giungere alla sostituzione della PBP bersaglio per acquisizione di un’altra PBP o per perdita dell’affinità delle PBP per le beta-lattamine;

D)l’inattivazione ad opera delle beta-lattamasi, per idrolisi del legame aminico a livello del loro nucleo beta-lattamico, comporta la perdita dell’attività antibatterica delle beta-lattamine per trasformazione in acido penicillanico o cefalosporanico, inattivi.

Vengono identificate di continuo le beta-lattamasi prodotte da batteri Gram positivi e Gram negativi, compresi

Legionella, Mycobacteria, Streptomyces.

Le beta-lattamasi si distinguono in base ad alcune diverse caratteristiche:

1) Secondo la loro localizzazione genetica: origine cromosomica o extracromosomica (Tabella 3.3, 3.4 e 3.5):

a) beta-lattamasi extracromosomiche per plasmidi o trasposoni, che permettono il trasferimento della resistenza da una specie batterica all’altra: TEM, SHV, OXA, PSE, penicillinasi stafilococciche, beta-lattamasi a spettro allargato degli enterobatteri

b) beta-lattamasi cromosomiche, indotte o depresse: penicillinasi, cefalosporinasi, oxy-iminocefalosporinasi.

Lo stesso batterio può essere munito di beta-lattamasi plasmidiche o cromosomiche.

2) Secondo il loro substrato preferenziale: penicilline (penicillinasi), cefalosporine (cefalosporinasi) o beta-lattamasi a largo spettro antibatterico (penicillinasi e cefalosporinasi)

3) In base alla loro sensibilità o resistenza alle beta-lattamine. In virtù di quest’ultimo criterio le beta-lattamine possono essere classificate in: -beta-lattamine idrolizzate dalle beta-lattamasi plasmidiche: penicillina G, aminopenicilline, carbossi- ed ureidopenicilline -beta-lattamine non idrolizzate dalle comuni beta-lattamasi plasmidiche degli enterobatteri: cefalosporine di 3a generazione, cefamicine, monobattamici, carbapenemi, amoxicillina/ac. clavulanico -beta-lattamine non idrolizzate dalle beta-lattamasi a spettro antibatterico allargato: cefamicine, imipenem, latamoxef, temocillina, acido clavulanico + aminopenicilline -beta-lattamine non idrolizzate dalle beta-lattamasi cromosomiche costitutive dei mutanti attivati stabili: imipenem -beta-lattamine idrolizzate solo dalle beta-lattamasi cromosomiche di Pseudomonas maltophilia, Bacteroides fragilis: imipenem -beta-lattamine non idrolizzate dalle penicillinasi inducibili dei batteri Gram positivi: penicilline antistafilococciche, amoxicillina/ac. clavulanico, cefalosporine

Le beta-lattamasi plasmidiche dei batteri Gram negativi sono costitutive.

Le beta-lattamasi plasmidiche dei batteri Gram positivi sono inducibili, trasferite per trasduzione o coniugazione

(batteriofagi). Le cefalosporinasi cromosomiche di classe I sono anch’esse inducibili.

Contrariamente alle beta-lattamasi dei bacilli Gram negativi, che restano localizzate nello spazio periplasmatico

dietro la membrana esterna dei batteri, le beta-lattamasi dei batteri Gram positivi (stafilococchi, Clostridium) sono

escrete nell’ambiente extracellulare (esoenzimi). Si tratta soprattutto di penicillinasi, più spesso inducibili, secrete

principalmente dagli stafilococchi e portate dai plasmidi. Le beta-lattamine idrolizzate da queste beta-lattamasi

sono la penicillina G, le aminopenicilline, le carbossi- ed ureidopenicilline, mentre le penicilline antistafilococciche

e la maggior parte delle cefalosporine sono stabili alle penicillinasi stafilococciche.

Le beta-lattamasi di Nocardia e dei micobatteri idrolizzano a loro volta penicilline e cefalosporine.

I batteri Gram positivi, essendo sprovvisti di membrana esterna, devono secernere quantità maggiori di beta-latta-masi per sfuggire alla lisi, mentre per i batteri Gram negativi piccole quantità di beta-lattamasi sono sufficienti a garantire la resistenza batterica. Quest’ultimo fenomeno è ulteriormente favorito dalla penetrazione lenta di certe beta-lattamine attraverso le porine di membrana. Per i batteri Gram positivi il livello di resistenza è in relazione alla densità della popolazione batterica: più essa è elevata, più la quantità di beta-lattamasi è alta e tanto maggiore è la resistenza batterica. Le beta-lattamasi liberate all’esterno delle cellule batteriche da certi germi (stafilococchi, H. influenzae, Moraxella catarrhalis, Bacteroides), presenti nello stesso soggetto ma non responsabili dell’infezione trattata, sono all’origine della cosiddetta patologia “indiretta” e responsabili di certi casi di mancata sterilizzazione batteriologica da parte delle beta-lattamine idrolizzabili, penicillina G e V e aminopenicilline da sole, a causa della loro inattivazione ad opera delle beta-lattamasi della flora commensale suddetta. Per i batteri anaerobi, le beta-lattamasi sono costituite sia da penicillinasi (Clostridium, Fusobacterium) sia, per la maggior parte, da cefalosporinasi cromosomiche e costitutive (Bacteroides). Le penicillinasi (classe 2, classe 3, classe 5) idrolizzano preferenzialmente le penicilline ad eccezione dell’associazio-ne aminopenicillina (o carbossipenicillina o ureidopenicillina) + inibitore delle beta-lattamasi. Le cefalosporinasi (classe 1, classe 6) idrolizzano preferenzialmente cefalosporine di prima generazione e, in minor misura, le aminopenicilline, le ureidopenicilline e le associazioni con un inibitore delle beta-lattamasi, ma non le carbossipenicilline. I batteri Gram negativi producono una maggiore varietà di beta-lattamasi (più di 30) rispetto ai Gram positivi. Esse sono più eterogenee sul piano genetico. In un gran numero di bacilli Gram negativi le cefalosporinasi cromosomiche di classe I sono prodotte in minore quantità e la loro regolazione è sotto il controllo negativo di un repressore. Nei mutanti attivi stabili selezionati dalle beta-lattamine, si ha una iperproduzione permanente di cefalosporinasi atti-vate di classe I che si accumulano nello spazio periplasmatico della cellula batterica a causa dell’inattivazione del repressore. Questa iperproduzione è indipendente dalla presenza della beta-lattamina, che non fa altro che selezio-nare questi mutanti preesistenti (modificazione genotipica). Tali mutanti derepressi stabili presentano una resisten-za crociata a tutte le beta-lattamine, comprese le cefalosporine di 3a generazione, ad eccezione dell’imipenem. Il dato più recente riguardo le resistenze batteriche attraverso l’idrolisi operata dalle beta-lattamasi plasmidiche è la resistenza acquisita alle cefalosporine di 3a generazione ed ai monobattami, soprattutto presso i servizi di riani-mazione medico-chirurgica. La maggioranza dei ceppi produttori di beta-lattamasi plasmidiche a spettro allargato (tipo III, classificazione di Richmond-Sykes) appartengono soprattutto a Klebsiella pneumoniae, specie fino ad ora molto sensibile alle cefalo-sporine. Questa resistenza è plasmidica e non inducibile e può, quindi, essere trasmessa ad altri enterobatteri. Di recente sono state isolate delle cefotaximasi (metossi-imino-cefalosporinasi): CTX-1 o TEM-3, SHV-2, SHV-4, ma soprattutto delle ceftazidimasi: TEM-7, CAZ-1, CAZ-2, SHV-4; SHV-5 (alcune delle quali conferiscono anche resi-stenza all’aztreonam), derivate da una beta-lattamasi TEM-2. Queste nuove beta-lattamasi idrolizzano tutte le beta-lattamine, ad eccezione delle cefamicine, dell’imipenem e del latamoxef. Ricordiamo che vi sono delle beta-lattamine che si comportano allo stesso tempo anche come inibitori delle beta-lattamasi (latamoxef, aztreonam). Gli inibitori attuali delle beta-lattamasi (acido clavulanico, sulbactam, etc) inibiscono la maggior parte delle beta-lattamasi plasmidiche, comprese le nuove beta-lattamasi a spettro antibatterico allargato, ma non le cefalosporinasi di classe 1. La ricerca delle beta-lattamasi è facile per certi germi, dove questi enzimi diffondono rapidamente attraverso la parete batterica. Esistono delle tecniche rapide per evidenziarle, che possono sostituire l’antibiogramma. È indispensabile ricercarle per H. influenzae, gonococchi, stafilococchi, produttori di penicillinasi, così come per K. pneumoniae. Per contro, la ricerca delle beta-lattamasi è più indaginosa quando trattasi di enterobatteri e di Pseudomonas in quanto questi, trovandosi nello spazio periplasmatico, non diffondono che lentamente attraverso la parete, per cui, per poterle evidenziare, è necessario distruggere la parte batterica con gli ultrasuoni. In base alla capacità di induzione delle beta-lattamasi, le beta-lattamine possono essere classificate in due categorie: 1) beta-lattamine potenti induttrici delle beta-lattamasi (cefalosporinasi cromosomiche di classe I prodotte da

enterobatteri, Citrobacter, Serratia, Proteus indolo-positivo, Pseudomonas). Queste beta-lattamasi non sono ini-

bite dagli attuali inibitori delle beta-lattamasi (acido clavulanico, etc).

Le beta-lattamine induttrici possono essere ulteriormente distinte in due categorie: a) beta-lattamine potenti induttrici delle beta-lattamasi, ma allo stesso tempo molto labili alle beta-lattamasi da

esse indotte (in virtù di questo fatto i batteri citati sono resistenti a queste beta-lattamine) penicillina G,

aminopenicilline, la maggior parte delle cefalosporine di 1a generazione, cefamandolo; b) beta-lattamine potenti induttrici delle beta-lattamasi (cefalosporinasi di classe II), ma allo stesso tempo stabili

alle beta-lattamasi da esse indotte: cefamicine, latamoxef, imipenem, acido clavulanico.

Il risultato finale dell’induzione delle cefalosporinasi iperprodotte di classe I è la selezione di germi resistenti a BETA-LATTAMINE

tutte le beta-lattamine, ad eccezione del mecillinam, della temocillina e dei carbapenemi. Questa resistenza indotta compare precocemente nel corso del trattamento.

2) beta-lattamine deboli induttrici della beta-lattamasi: cefalosporine di 3a generazione, carbossipenicilline e ureidopenicilline, amdinocilline, penicilline antistafilococciche, temocillina, monobactam, sulbactam, tazobactam. Paradossalmente, le beta-lattamine deboli induttrici delle beta-lattamasi e sensibili all’idrolisi operata da queste ultime, si comportano come selettori di mutanti batterici derepressi stabili, responsabili delle resistenze che compaiono nel corso del trattamento; invece le beta-lattamine fortemente induttrici delle beta-lattamasi (esem-pio: imipenem) non selezionano mutanti derepressi stabili e mantengono la loro attività su di essi (forse grazie al loro elevato potere di penetrazione attraverso le porine batteriche). Per contro, se il ceppo batterico è inducibile, il trattamento deve preferire una beta-lattamina debole induttrice delle beta-lattamasi, per esempio una carbossi- od una ureidopenicillina. L’induzione delle beta-lattamasi può essere evitata associando un aminoside o con un’associazione tra un inibi-tore delle beta-lattamasi ed una beta-lattamina labile alle beta-lattamasi. L’induzione delle beta-lattamasi spiega anche l’antagonismo osservato con certi germi (Enterobacter, Citrobacter, Pseudomonas), quando si associano due beta-lattamine, di cui una potente induttrice delle beta-lattamasi (cefamicina, imipenem) e l’altra debole induttrice, o potente induttrice, ma labile alle beta-lattamasi: per esem-pio ureidopenicilline, cefalosporine di 3a generazione. Si possono, tuttavia, associare due penicilline deboli induttrici delle beta-lattamasi, esempio penicillina antistafilococcica con una ureidopenicillina o con una cefalosporina di 3a generazione, oppure due beta-lattamine potenti induttrici delle beta-lattamasi, esempio amoxicillina + acido clavulanico. In base alla loro capacità di produzione di beta-lattamasi, i microrganismi batterici possono essere classificati in due categorie:

-batteri deboli produttori o non produttori di beta-lattamasi: E. coli, Proteus mirabilis, Shigella, Salmonella, strep-tococchi, Clostridium perfrigens, Peptostreptococchi;

-batteri forti produttori di beta-lattamasi, in relazione alla quantità di beta-lattamine presenti: Pseudomonas, Enterobacter, Citrobacter, Proteus indolo positivo, Providencia, Serratia, H. influenzae, Moraxella catarrhalis. In base alle beta-lattamasi secrete dai batteri, si possono distinguere:

-le penicillinasi inducibili degli stafilococchi;-le penicillinasi plasmidiche di Neisseria, H. influenzae, Branhamella (Moraxella) catarrhalis, Pseudomonas aerugi-

nosa, enterobatteri; -le beta-lattamasi a spettro allargato di certi enterobatteri: Klebsiella, E. coli; -le cefalosporinasi indotte da Enterobacter, Citrobacter, Serratia, Pseudomonas, o costitutive: come ad es.

Acinetobacter

-le cefalosporinasi dei mutanti iperproduttori degli stessi germi.

3) Resistenze batteriche per modifica o impermeabilità delle porine della membrana esterna dei batteri Gram nega-tivi. Queste si riscontrano soprattutto con lo Pseudomonas e enterobatteri, ma non con i batteri Gram negativi. La membrana esterna, tipica dei batteri Gram negativi, globalmente idrofoba, formata da fosfolipidi e da lipopo-lisaccaridi, costituisce una barriera di permeabilità per numerosi antibiotici, soprattutto lipofilici: macrolidi, aci-do fusidico. Per contro, per gli antibiotici idrofili come le beta-lattamine, la permeabilità della membrana esterna dei batteri dipende essenzialmente dalla composizione (quantità e stato funzionale) delle porine, proteine trans-membrana che formano dei canali che attraversano la membrana esterna. La resistenza batterica può essere dovuta, per esempio nell’E. coli, alla sostituzione della porina di membrana Omp F con Omp C o al non funziona-mento od all’assenza di una di queste due porine. Tra le beta-lattamine, quelle che posseggono una maggiore velocità di penetrazione attraverso le porine sono i carbapenemi, la cefaloridina e la cefalexina, cioè le beta-lattamine di piccole dimensioni, a struttura compatta e con carica neutra (zwitterioni). Per contro, le beta-lattamine dianioniche (- -) carbossipenicilline, ceftriaxone, aztreonam, sono beta-lattamine a penetrazione lenta attraverso i pori. Per lo Pseudomonas aeruginosa resistente all’imipenem, la resistenza batterica è dovuta alla mancata penetrazione delle beta-lattamine attraverso una particolare porina e non all’idrolisi da parte delle beta-lattamasi. Le beta-lattamine a rapida penetrazione sono meno interessate dall’aumento di produzione delle beta-lattamasi, perchè la velocità di penetrazione supera quella di idrolisi da parte delle beta-lattamasi.

4) Resistenza batterica per alterazione delle PBP. Si tratta di mutanti batterici muniti, a livello della membrana citoplasmatica, di PBP a ridotta affinità per le beta-lattamine o di PBP bersaglio sostituite con altre PBP. Questo tipo di resistenza è stata descritta soprattutto con i cocchi Gram positivi: stafilococchi meti-R, pneumococchi, enterococchi, e con Neisseria gonorrhoeae, H. influenzae, Pseudomonas aeruginosa.

L’esempio più conosciuto è quello degli stafilococchi meti-R (resistenza intrinseca, eterogenea, cioè solo una frazione della popolazione batterica esprime questa resistenza). Essa è dovuta alla comparsa, per induzione, di una PBP-2 A

che possiede una bassa affinità per le beta-lattamine. La sintesi della PBP-2 A è inibita dall’associazione dellafosfomicina con una beta-lattamina, associazione ad effetto sinergico sugli stafilococchi meti-R. Al momentoattuale la frequenza degli stafilococchi meti-R è di circa il 20% in ambiente ospedaliero e molto più rara in ambien-te extraospedaliero. Un altro esempio di resistenza per diminuzione dell’affinità per le PBP è quella degli pneumo-cocchi resistenti alla penicillina G, degli enterococchi e dell’E. faecium: PBP lenta (“slow reacting”).Le implicazioni della resistenza alle beta-lattamine per alterazione delle PBP sono:-a sensibilità ridotta di certi germi alle penicilline ed alle cefalosporine;-l’assenza di correlazione tra i test di sensibilità in vitro e l’attività in vivo delle beta-lattamine.Si tratta soprattutto del fenomeno della “tolleranza” di certi ceppi batterici alle beta-lattamine che si traduce nellascomparsa degli effetti battericidi di queste ultime con preservazione del loro effetto batteriostatico. Questo siesprime con un rapporto MBC/MIC > 32. La tolleranza può essere genetica o fenotipica ed è dovuta alla soppressio-ne od alla inibizione, per mutazione, degli enzimi autolitici dei batteri. Essa si osserva con i batteri Gram positivi:stafilococchi, streptococchi, pneumococchi, Listeria. Si può avere una tolleranza crociata tra beta-lattamine ed altriantibiotici battericidi interferenti con la biosintesi della parete cellulare: vancomicina, teicoplanina, fosfomicina.In caso di ceppi tolleranti, l’utilizzazione di associazioni di antibiotici battericidi è indispensabile.I batteri possono diventare resistenti grazie a molti meccanismi quali: effetti delle beta-lattamasi aumentati acausa della diminuzione della permeabilità delle porine che fanno in modo che anche piccole quantità di beta-lattamasi siano sufficienti a garantire una resistenza batterica.In questi ultimi anni si è documentata l’emergenza di resistenze ad alcune beta-lattamine (penicillina G,aminopenicilline), anche da parte di specie batteriche che fino ad oggi erano rimaste sensibili: pneumococchi,streptococchi, Pasteurella.Riassumendo, l’aumento recente delle resistenze batteriche alle beta-lattamine soprattutto in ambiente ospedalie-ro è dovuto principalmente:-all’estensione dell’attività delle beta-lattamasi plasmidiche di alcuni germi verso nuove beta-lattamine : cefalo-

sporine di 3a generazione, aztreonam, imipenem; -alle cefalosporinasi di classe I, indotte o prodotte da ceppi mutanti derepressi stabili di alcuni microrganismi,

iperproduttori di cefalosporinasi; -a mutazioni delle PBP. Gli sforzi per migliorare le beta-lattamine attuali sono diretti verso più direzioni: -ottenere beta-lattamine più resistenti all’idrolisi operata dalle beta-lattamasi cromosomiche o plasmidiche -ottenere delle beta-lattamine più capaci di penetrare attraverso le porine di membrana dei batteri Gram negativi -ottenere delle beta-lattamine con affinità aumentata per le PBP essenziali, -ottenere delle beta-lattamine con una migliore farmacocinetica e/o meno allergizzanti.

3.1 PENICILLINE

Generalità

Le penicilline propriamente dette e le cefalosporine rappresentano i due gruppi più importanti di beta-lattamine.

Classificazione

Si distinguono generalmente diverse sottoclassi di penicilline:

a) penicilline “naturali” estrattive: penicillina G con i suoi sali ed i suoi esteri, penicillina V (Figura 3.3).

b) penicilline semi-sintetiche, a partire dal 6-APA:

-penicilline antistafilococciche (Figura 3.4): isossazolilpenicilline: oxacillina e suoi derivati alogeni, alchilossipenicilline: meticillina, nafcilina;

-aminopenicilline (Figura 3.5), da sole od associate ad un inibitore delle beta-lattamasi, di struttura clavanica (acido clavulanico) o penemica (sulbactam, tazobactam)

-carbossipenicilline: carbenicillina, ticarcillina

-sulfossipenicilline (Figura 3.6): sulbenicillina

-N-acil-ureidopenicilline (Figura 3.7): apalcillina, azlocillina, furazlocillina, mezlocillina, piperacillina

-amdinopenicilline: (Figura 3.8) amdinocillina (mecillinam), pivmecillinam.

Un’altra classificazione è basata sulla loro stabilità o resistenza all’idrolisi ad opera delle beta-lattamasi:

a) penicilline resistenti all’idrolisi da parte delle beta-lattamasi: penicilline antistafilococciche, stabili alle penicillinasi dei cocchi Gram positivi: temocillina, stabile alle beta-lattamasi dei bacilli Gram negativi.

b) penicilline idrolizzate dalle beta-lattamasi: penicillina G e V, aminopenicilline, carbossi- ed ureidopenicilline, amdinocilline.

BETA-LATTAMINE

PENICILLINA G PENICILLINA V

CH2CONH S CH3 OCH2CONH S CH3 N CH3 N CH3OO

COOH COOH

Figura 3.3 Struttura delle penicilline “naturali”.

S CH3

R-CONH CH3N

O COOH R

METICILLINA

OCH3

OXACILLINA
N
 

O CH3

Cl CLOXACILLINA

ISOSSAZOLIL-PENICILLINE N

O CH3

Cl

DICLOXACILLINA

N Cl O CH3

F

FLUCLOXACILLINA N Cl O CH3

NAFCILLINA

OC2H3

Figura 3.4 Struttura delle penicilline antistafilococciche.

S CH

3

R-NH

CH

3

N

O COO-R' R R' O C-NH2 H

O CH-C-H NH2 O CH-C-H NH2

O O CH3 CH-C--CH2-O-C-C-CH3 H2C N CH3 O O CH3 CH-C--CH2-O-C-C-CH3

NH2 CH3

OO CH-C--CH-O-C-CH2-CH3 ESTERI “PRO-FARMACI”

NH2 CH3

DELL’AMPICILLINA

OO

O CH-CNH2

CH-CO-O C

NH2-HCl

O

O -CH2-C=C-CH3 O HO

CH-C-H NH2

CICLACILLINA

AMPICILLINA

EPICILLINA

METAMPICILLINA

PIVAMPICILLINA

BACAMPICILLINA

TALAMPICILLINA

LENAMPICILLINA CLORIDRATO

AMOXICILLINA

Figura 3.5 Struttura delle aminopenicilline.

BETA-LATTAMINE

CHCO

CHCO R

CARBENICILLINA CARFECILLINA

COOH COO
CHCO R
 

SULBENICILLINA

SO3H

CHCO R CHCO R TICARCILLINA COO

CARINDACILLINA S COOH

Figura 3.6 Struttura delle carbossi- e sulfossipenicilline.

CHCO R CHCO R

MEZLOCILLINA PIPERACILLINA

NH O NHOO CON NSO2CH3 CON NCH

25

N

Figura 3.7 Acilureidopenicilline anti-Pseudomonas.

MECILLINAM PIVMECILLINAM S

S

CHNCH=N

NCH=N CH

3

N CH33 N CH3 O O COOH O COOCH2OCC (CH3)3

CHCO R

NH O AZLOCILLINA NH OH APALCILLINA N

CHCO R

CONN CO

Figura 3.8 Struttura delle amdinopenicilline.

72

A seconda del loro potere di induzione delle beta-lattamasi si distinguono:
-le penicilline deboli induttrici delle beta-lattamasi: carbossi- ed ureidopenicilline, temocillina, penicilline
 

antistafilococciche. -le penicilline potenti induttrici delle beta-lattamasi: penicillina G e V, aminopenicilline. In base al loro spettro d’azione si distinguono: -le penicilline a spettro ristretto: penicilline antistafilococciche: cocchi Gram positivi temocillina, amdinocillina:

enterobatteri -le penicilline a spettro medio: penicillina G e V: cocchi Gram positivi e cocchi Gram negativi, bacilli Gram positivi, anaerobi (ad eccezione dei Bacteroides), Treponema e Leptospira. -le penicilline a largo spettro: aminopenicilline, attive anche nei confronti degli enterobatteri deboli produttori di beta-lattamasi e degli enterococchi. -le penicilline a spettro d’azione molto largo: carbossi- ed ureidopenicilline, attive anche diversamente alle

aminopenicilline, nei confronti di Pseudomonas aeruginosa, Klebsiella, anaerobi (Bacteroides). Uno spettro quasi completo è assicurato dall’associazione di una aminopenicillina con un inibitore delle beta-lattamasi, ad eccezione dello Pseudomonas e degli enterobatteri produttori di cefalosporinasi cromosomiche di classe I.

Composizione chimica

La benzilpenicillina (penicillina G) viene ottenuta per fermentazione dal Penicillium chrysogenum, a partire da un precursore, l’acido para-aminofenilacetico; la penicillina V, invece, da un altro precursore, l’acido fenossiacetico. Il nucleo comune di tutte le penicilline semisintetiche è l’acido 6-aminopenicillanico (6-APA). Attualmente il 6-APA viene ottenuto per azione di una amidasi batterica che stacca la catena laterale della penicil-lina G estrattiva. Il 6-APA di per sé esplica attività antibatterica, benché molto scarsa, può essere considerato come formato da due aminoacidi, la cisteina e la valina, fusi in un doppio anello beta-lattamico-tiazolidinico, quest’ulti-mo portatore di un gruppo carbossilico in posizione 3 con il nucleo beta-lattamico portatore in posizione 6 di un funzione amidica: -NH-CO-R o amidinica: N=C-N-R (amdinocillina). La natura delle sostituzioni nella catena laterale del nucleo beta-lattamico in C6 influenza soprattutto lo spettro e l’intensità dell’attività antibatterica delle penicilline; esempio: -una catena laterale voluminosa in posizione 6-amino (penicilline antistafilococciche) assicura l’attività sugli

stafilococchi produttori di penicillinasi;

-l’attività sugli enterobatteri è aumentata per sostituzione alfa-aminica in C4 (aminopenicilline) e l’attività sullo Pseudomonas è conferita da una sostituzione alfa-carbossi (carbossipenicillina) o alfa-ureido in C6 (ureidopenicilline).

L’esterificazione del gruppo carbossilico in posizione 3 delle aminopenicilline da origine a profarmaci con migliore assorbibilità per via gastroenterica come bacampicillina, pivampicillina, talampicillina che idrolizzati ad opera delle esterasi delle cellule parietali intestinali, liberano l’ampicillina. Contrariamente alle cefalosporine, le penicilline non presentano sostituzioni sul gruppo carbossilico del nucleo tiazolidinico, salvo che per i profarmaci destinati ad assicurare un assorbimento gastroenterico (esteri dell’ampicil-lina e del mecillinam). Un’altra differenza chimica è data dal fatto che il gruppo aminotiazol-metossi-imina, che ha rivoluzionato le cefa-losporine (sostituzione in C7) non si inserisce sul nucleo delle penicilline. Infine, la sostituzione 6-alfa-metossi (corrispondente al gruppo 7-alfa-metossi delle cefamicine e degli oxacefemi; vedi cefalosporine) che assicura la resistenza all’idrolisi da parte delle beta-lattamasi, non si ritrova tra le penicilline eccetto che sulla temocillina. Le penicilline sono degli acidi che formano con i cationi (Na+, K+) dei sali idrosolubili: -sali monosodici: penicillina G, ureidopenicilline -sali potassici: penicillina V, penicillina G -sali disodici: carbossipenicilline -sali poco solubili: penicillina procaina Forme esteririficate che sono utilizzate sia per la somministrazione parenterale (benzatina-penicillina G, benetamina-penicillina G) sia per la somministrazione orale (pro-farmaci): bacampicillina, metampicillina, pivampicillina. In base alla carica elettrica, le penicilline possono essere classificate in: -monoanioniche (-): ureidopenicilline -di-anioniche (- -): carbossipenicilline -zwitterioni (+ -): aminopenicilline e, tra le altre beta-lattamine, imipenem, cefepime. Tutte le penicilline sono idrofile, tuttavia le penicilline a spettro ristretto (penicilline antistafilococciche) e gli esteri dell’ampicillina lo sono in minor misura.

BETA-LATTAMINE

Le modifiche della struttura chimica influenzano molti parametri quali la resistenza all’idrolisi da parte delle betalattamasi, l’attività antibatterica, la farmacocinetica e la tolleranza. Le penicilline estrattive sono ancora dosate in unità biologiche (U.I.), mentre tutte le penicilline semisintetiche sono dosate in mg.

Spettro d’azione e resistenze batteriche

Lo spettro d’azione delle penicilline e delle cefalosporine è sovrapponibile per molte specie batteriche, con qualcheeccezione:-Listeria, sensibile alle penicilline, poco sensibile o resistente alla maggior parte delle cefalosporine;-Klebsiella, resistente alla maggior parte delle penicilline, sensibile alla maggior parte delle cefalosporine.Esiste una resistenza crociata tra le diverse penicilline idrolizzate dalle beta-lattamasi (penicilline estrattive,aminopenicilline, carbossipenicilline, ureidopenicilline), così come esiste una resistenza crociata tra le penicilline ele cefalosporine resistenti all’idrolisi da parte delle beta-lattamasi.

A) Penicilline naturali, estrattive Penicillina G, penicillina V:

Il loro spettro d’azione è relativamente ristretto: cocchi Gram positivi, streptococchi di gruppo A, C, G e pneumococ-chi estremamente sensibili con MIC molto basse dell’ordine dello 0.01 µg/ml. Gli streptococchi B, sempre sensibili, presentano delle MIC un pò più elevate (0.06 µg /ml) e gli enterococchi, moderatamente sensibili, presentano MIC di 2 µg/ml. Tuttavia, l’associazione della penicillina G con un aminoglicoside rappresenta l’associazione classica-mente sinergica, in vitro ed in vivo, per gli enterococchi. I rari stafilococchi non secretori di penicillinasi sono anch’essi molto sensibili (MIC 0.01 µg/ml), ma attualmente il 90% degli stafilococchi in ambiente ospedaliero ed il 60-70% di quelli presenti in altri ambienti sono secretori di penicillinasi e quindi, resistenti alla penicillina G. Sono, inoltre, sensibili: -Cocchi Gram negativi: Neisseria meningitidis (MIC 0.02 µg/ml) e Neisseria gonorrhoeae (MIC 0.7 µg/ml) sono estre-

mamente sensibili, con l’eccezione dei ceppi di gonococco secretori di penicillinasi. Tuttavia, la penicillina V è molto meno attiva su Neisseria. -Bacilli Gram positivi: Listeria, Erysipelothrix, Corynebacterium diphteriae, Streptobacillus moniliformis, B. Anthracis

(Nocardia è resistente). -Bacilli Gram negativi: Pasteurella multocida -Anaerobi Gram positivi: Peptococco e peptostreptococco, Clostridium (con l’eccezione di Cl. difficile), Actinomyces -Anaerobi Gram negativi: Fusobacterium ed alcuni Bacteroides (ma il Bacteroides fragilis è più spesso resistente). -Leptospire e spirochete (Borrelia, Treponema) sono estremamente sensibili: MIC 0.03 µg/ml. Le specie resistenti sono: H. influenzae, Enterobacteri, Pseudomonas-Acinetobacter, Bacteroides fragilis, Clostri-dium difficile, stafilococchi e gonococchi secretori di penicillinasi, Nocardia, Brucella, germi intracellulari privi di parete (Chlamydia, Mycoplasma, Rickettsia, Legionella, Mycobacterium). Lo spettro della penicillina V orale è analogo a quello della penicillina G, tuttavia questa è molto meno attiva sui gonococchi. Le penicilline estrattive sono potenti induttori di beta-lattamasi.

B) Penicilline antistafilococciche

Le penicilline antistafilococciche hanno uno spettro antibatterico ristretto, limitato ai cocchi Gram positivi: stafilococ-chi secretori o non secretori di penicillinasi (MIC 0.2 µg/ml), ad eccezione degli stafilococchi meticillino-resistenti,coagulasi positivi (S. aureus) o coagulasi negativi (S. epidermidis, S. haemoliticus) e degli enterococchi. Si tratta, perquesti germi, dell’acquisizione di un nuovo gene cromosomico, che codifica per un tipo nuovo di PBP (PBP 2a), che hauna affinità molto bassa per le penicilline antistafilococciche (resistenza eterogena). Tuttavia, per gli stafilococchi nonsecretori di penicillinasi, la penicillina G è da preferire.Gli streptococchi e pneumococchi, gli anaerobi sensibili alla penicillina G, la Neisseria ed i Clostridi, sono egualmentesensibili, ma la loro MIC è più alta rispetto a quella per le penicilline estrattive, che sono quindi da preferire perquesti germi.La resistenza attuale degli stafilococchi alle penicilline antistafilococciche è la seguente:-Staphylococcus aureus: 10-30% e più, a seconda dell’ospedale-Staph. epidermidis: 20-70%-Staph. haemolyticus: 60-80%Per i cocchi Gram negativi (Neisseria), la loro azione è insufficiente a giustificarne un uso clinico.I bacilli Gram negativi sono resistenti (resistenza naturale). Il B. fragilis è ugualmente resistente. I germi intracellu-lari: Legionella, Chlamydia, Mycoplasma, Rickettsia, Mycobacterium sono anch’essi resistenti.Per mettere in evidenza gli stafilococchi meti-R (ceppo eterogeno), bisogna utilizzare un mezzo ipertonico conte-nente il 5% di cloruro di sodio o incubare la coltura a 30° C.Per i ceppi meti-R si ha resistenza crociata tra cefalosporine ed altre beta-lattamine con contemporanea resistenzaagli aminosidi ed ai macrolidi (Tabella 3.6).

C) Le aminopenicilline

Hanno uno spettro d’azione più ampio della penicillina G, includendo anche germi che rientrano nello spettro d’azione della penicillina G: cocchi Gram positivi (streptococchi, pneumococchi, ma anche gli enterococchi) e coc-chi Gram negativi (Neisseria), bacilli Gram positivi (Listeria), anaerobi Gram positivi (Clostridium) e Gram negativi (Fusobacterium, Pasteurella, Leptospira e spirochete, H. influenzae non produttore di beta-lattamasi (MIC 0.25 µg/ ml), enterobatteri scarsi produttori di beta-lattamasi: E. coli, Salmonella, Shigella (resistenza attuale in aumento per questi ultimi, soprattutto per S. sonnei), Proteus mirabilis; ma anche Bordetella, Eikenella, Brucella, Pasteurella, Vibrio cholerae, Leptospira, Treponema, Gardnerella vaginalis, alcuni anaerobi: Clostridium, Fusobacterium. Le specie batteriche più sensibili sono la Neisseria (MIC 0.06 µg/ml) e gli streptococchi-pneumococchi (MIC 0.03 µg/ml). Gli enterococchi e Listeria sono più sensibili alla penicillina G. I bacilli Gram positivi sensibili sono: Listeria, Corynebacterium, Erysipelotrix, B. anthracis, ma non la Nocardia. Tuttavia, la resistenza attuale è in aumento: 10-20% per H. influenzae, soprattutto per i ceppi capsulati, responsabili delle manifestazioni invasive, 30% per E. coli e Shigella, 60-80% per Moraxella catarrhalis, 90% per gli stafilococchi meti-R. Le specie resistenti riguardano enterobatteri grandi produttori di beta-lattamasi: Klebsiella, Enterobacter, Serratia, Proteus rettgeri , Providencia, Citrobacter, così come Pseudomonas ed Acinetobacter, Brucella, Yersinia, Campylo-bacter (jejuni, foetus), Bacteroides fragilis, Clostridium difficile, stafilococco, gonococco e H. influenzae produttore di penicillinasi, E. faecium, Nocardia, Vibrio cholerae (> 80% di resistenza) ed i germi intracellulari privi di parete (Mycoplasma, Chlamydia, Rickettsia, Legionella). Esiste qualche differenza nello spettro antibatterico dell’ampicillina e dell’amoxicillina: l’ampicillina è più attiva sulla Shigella, l’amoxicillina è più attiva sulle salmonelle e sugli pneumococchi poco sensibili alla penicillina. Le aminopenicilline sono potenti induttori delle beta-lattamasi e sono caratterizzate da un debole effetto inoculo.

Le aminopenicilline associate ad inibitori delle beta-lattamasi

(acido clavulanico, sulbactam, tazobactam) hanno uno spettro antibatterico ancora più largo che include Klebsiella, Proteus vulgaris, Campylobacter, Bacteroides fragilis, stafilococchi secretori di penicillinasi, gonococchi, Haemophi-lus e Branhamella secretori di beta-lattamasi. Restano resistenti: gli enterobatteri ed altri bacilli Gram negativi, microorganismi grandi produttori potenziali di cefalosporinasi di classe I non inibite da queste molecole: Enterobacter, Citrobacter, Serratia, Proteus rettgeri e morganii, Providencia, Yersinia, Pseudomonas, Acinetobacter, così come lo stafilococco meticillino-resistente ed i germi a localizzazione intracellulare.

L’amdinocillina ed il suo pro-farmaco a somministrazione orale, il pivmecillinam, hanno uno spettro ristretto, limitato a certi enterobatteri: E. coli, Proteus mirabilis, Klebsiella, Salmonella, Shigella, Citrobacter, Enterobacter e Yersinia (Kleb-siella, Citrobacter, Enterobacter, Yersinia sono resistenti alle aminopenicilline). L’amdinocillina presenta una buona stabilità alle beta-lattamasi batteriche, superiore a quella delle aminopenicilline, anche per i ceppi grandi produt-tori di cefalosporinasi. Sono resistenti: Proteus indolo positivo, Providencia, Serratia, Pseudomonas, Acinetobacter, Campylobacter, Hae-mophilus, Neisserie e cocchi ed i bacilli Gram positivi e gli anaerobi. I ceppi grandi produttori di penicillinasi appar-tenenti alle specie Klebsiella, Enterobacter, Citrobacter, Serratia, sono parimenti resistenti. L’amdinocillina esplica un’azione sinergica con altre beta-lattamine attraverso una differente fissazione sulle PBP (sulla PBP 2 l’amdinocillina, sulle PBP 1 e 3 la grande maggioranza delle altre beta-lattamine, sulla PBP 3 l’aztreonam).

Le carbossipenicilline

hanno uno spettro largo che, rispetto a quello delle aminopenicilline, include in più: cocchi Gram positivi (adeccezione dell’enterococco, poco sensibile) e cocchi Gram negativi, bacilli Gram positivi, alcuni enterobatteri, H.influenzae, Bordetella, Brucella, Pasteurella, Vibrio cholerae, alcuni anaerobi:-Pseudomonas aeruginosa, P. maltophila e Acinetobacter che presentano una MIC di 32-64 µg/ml per la carbenicillina

e di 16-32 µgml per la ticarcillina

-enterobatteri produttori di cefalosporinasi, resistenti alle aminopenicilline (le carbossipenicilline sono inibitrici e resistenti all’idrolisi da parte delle cefalosporinasi): Proteus indolo positivo, Providencia, Citrobacter, Enterobacter, Serratia, Bacteroides fragilis.

-anaerobi Gram positivi e Gram negativi con attività, tuttavia, inferiore a quella delle ureidopenicilline su Bacteroides.-coccobacilli Gram negativi con non secretori di beta-lattamasi come Haemophilus e Neisseria.In rapporto alle aminopenicilline ed alle ureidopenicilline, la loro attività è nettamente inferiore su Enterococcusfaecalis ed inferiore sugli enterobatteri non produttori di beta-lattamasi. Tuttavia, rispetto alle ureidopenicilline, laloro azione è più rapidamente battericida e l’effetto inoculo è meno pronunciato.Allo stato attuale, la frequenza dei ceppi resistenti alle carbossipenicilline è alta per i bacilli Gram negativi, grandiproduttori di cefalosporinasi di classe I e di beta-lattamasi a spettro allargato: Providencia stuartii (75%),

BETA-LATTAMINE

Acinetobacter, Serratia e Citrobacter (50%), Proteus vulgaris (40%), Pseudomonas aeruginosa (10-50%), Entero-bacter (30%), Bacteroides (15-30%), E. coli e Proteus mirabilis (15-20%).Germi resistenti: stafilococchi secretori di penicillinasi: Neisseria, H. influenzae e Branhamella catharralis; grandiproduttori di penicillinasi: Klebsiella, Yersinia, Nocardia; germi intracellulari: Chlamydia, Mycoplasma, Rickettsia,Legionella, Brucella.Associazioni sinergiche sugli anaerobi (Bacteroides) si possono attuare con gli inibitori delle beta-lattamasi.

Le carbossipenicilline associate ad un inibitore delle beta-lattamasi(esempio, ticarcillina + acido clavulanico), allargano ancora di più spettro d’azione include anche germi produttoridi beta-lattamasi a largo spettro e resistenti alle sole carbossipenicillinasi: stafilococchi (ad eccezione dello stafilo-cocco meticillino-resistente), Neisseria, H. influenzae, Branhamella catharralis, Klebsiella, Yersinia, Pseudomonas,Xanthomonas maltophila, anaerobi (Bacteroides).

Le ureidopenicilline

hanno uno spettro antibatterico largo, molto vicino a quelle delle carbossipenicilline, con qualche particolarità: -attività superiore ripetto alle aminopenicilline sui cocchi Gram positivi come streptococchi, pneumococchi e

soprattutto sugli enterococchi (E. faecalis e E. faecium); su questi ultimi, le carbossipenicilline sono più attive; -attività leggermente superiore sui bacilli Gram positivi: Listeria, Erysipelotrix -attività leggermente superiore sugli Pseudomonas, anche resistenti alle carbossipenicilline, ma non produttori di

penicillinasi costitutive di classe III e V

-attività su Klebsiella (che è resistente alle carbossipenicilline), soprattutto con la mezlocillina, con l’eccezione (recente) di Klebsiella grande produttore di beta-lattamasi plasmidiche a largo spettro (SHV-2, CTX, etc) resisten-te anche alle cefalosporine di terza generazione

-una buona attività, leggermente superiore a quella delle carbossipenicilline, sugli anaerobi Gram positivi (Clostri-

dium, peptococchi, peptostreptococchi) e Gram negativi: Bacteroides secretori di beta-lattamasi -buona attività sui coccobacilli Gram negativi: Haemophilus. Tuttavia, le carbossipenicilline sono più resistenti all’idrolisi operata dalle beta-lattamasi cromosomiche di classe I dello Pseudomonas. Tra le ureidopenicilline, vi è parimenti qualche particolarità riguardo il loro spettro batterico: -nei confronti di Pseudomonas le più attive in vitro sono, in ordine decrescente, la piperacillina, l’azlocillina e la

mezlocillina; quest’ultima possiede in vitro un’attività comparabile alla ticarcillina

-sugli enterobatteri l’attività dell’azlocillina è inferiore a quella delle altre ureidopenicilline. Sugli enterobatteri produttori di cefalosporinasi (Enterobacter, Citrobacter, Serratia, Proteus indolo positivo), la loro attività è equi-valente a quella delle carbossipenicilline. Tuttavia, le ureidopenicilline, come le carbossipenicilline, sono inattive sui mutanti derepressi stabili, grandi produttori di cefalosporinasi

-su Acinetobacter la loro attività è modesta, come quella delle carbossipenicilline -sulle Enterobacteriaceae scarsi produttori di beta-lattamasi (E. coli, Salmonella, Shigella, Proteus mirabilis), l’attività delle ureidopenicilline è equivalente a quella delle aminopenicilline. -sui cocchi Gram positivi ed i cocchi e coccobacilli Gram negativi (Neisseria ed Haemophilus) le ureidopenicilline

presentano un’attività equivalente a quella delle aminopenicilline, così come sugli enterococchi. Germi resistenti sono: stafilococchi, Haemophilus e Neisseria produttori di penicillinasi, germi intracellulari (Chlamydia, Mycoplasma, Rickettsia, Legionella). La Temocillina ha uno spettro batterico ristretto limitato ai batteri Gram negativi: enterobatteri, Brucella, Pasteurella, Haemophilus, Neisseria. Essa si caratterizza per una grande stabilità all’azione idrolitica delle beta-lattamasi di classe I, III, IV e V. Contrariamente alla ticarcillina, da cui deriva, essa è inattiva su Pseudomonas (ad eccezione di Pseudomonas cepacia che è sensibile), su Acinetobacter, Campylobacter, così come sui cocchi Gram positivi e gli anaerobi Gram positivi e Gram negativi, mentre è più attiva su Serratia.

Farmacocinetica

La farmacocinetica delle penicilline è variabile; essa può essere (Tabella 3.7): -lineare, cioè le concentrazioni sieriche, l’AUC e le clearance (renale e totale) aumentano proporzionalmente alle dosi somministrate; esempi sono la penicillina G e le carbossipenicilline;

-dose-dipendente positiva, vale a dire che l’aumento delle dosi comporta un aumento non lineare delle concentra-zioni sieriche e dell’AUC, un allungamento della emivita, una diminuzione delle clearance e del volume di distri-buzione; un esempio è dato dalle ureidopenicilline;

-dose-dipendente negativa, vale a dire che l’aumento delle dosi provoca una diminuzione della emivita, un au-mento della frazione libera non legata alle proteine, una eliminazione più rapida; esempi sono date dalle aminopenicilline e dalle penicilline antistafilococciche.

I parametri farmacocinetici più variabili riguardano: l’assorbimento intestinale, le concentrazioni sieriche, l’emivita plasmatica, il legame con le proteine plasmatiche, l’eliminazione biliare ed urinaria. a) Assorbimento gastrointestinale

La penicillina G, le carbossipenicilline e le ureidopenicilline non sono assorbite per via orale; esse vanno quindi somministrate esclusivamente per via parenterale. Da notare che, contrariamente alle cefalosporine, l’esterificazione in posizione C3 delle carbossipenicilline, allo scopo di ottenere dei prodotti per la somministrazione orale (carcillina, carindacillina) non si è imposta nella pratica. Solo l’esterificazione dell’amdinocillina a quel livello è attualmente utilizzata (pivmecillinam). L’assorbimento gastroenterico della penicillina V e delle penicilline orali antistafilococciche è di media entità (circa il 50%), esso è migliore a digiuno mentre è parzialmente ostacolato dalla presenza degli alimenti. L’assorbimento gastroenterico dell’ampicillina e dell’etacillina è mediocre (circa il 30%) e soggetto a grandi variazioni individuali. È nettamente migliore (circa l’80%) in associazione col sulbactam. Al contrario, l’assorbi-mento digestivo dell’amoxicillina e degli esteri pro-farmaci dell’ampicillina (bacampicillina, lenampicillina, pivampicillina, talampicillina), così come quello del pivmecillinam, è quasi completo (>90%) ed indipendente (non influenzato) dalla presenza degli alimenti.

b) Le concentrazioni sieriche sono in funzione della dose, della via di somministrazione e delle formulazioni farma-ceutiche. Esempio: per la penicillina G sodica o potassica i picchi sierici più alti (necessari nel trattamento delle meningiti, delle endocarditi) sono ottenuti con perfusioni intermittenti e discontinue (500-700 UI dopo 10 milioni di UI). La procaina penicillina G raggiunge picchi sierici più bassi: 5-15 UI dopo 1000 UI per via im; la benzatina penicillina G dà picchi sierici bassi (1.2 UI dopo 2.000 UI per via im) ma molto prolungati, con concentrazioni sieriche residue di 0.12 UI al 14° giorno). Le concentrazioni sieriche della maggior parte delle penicilline possono ancora essere aumentate e prolungate attraverso il blocco della loro escrezione tubulare col probenecid. Gli esteri dell’ampicillina liberano per idrolisi l’ampicillina che si ritrova nel plasma. Al contrario, l’amoxicillina circola nel plasma nella sua forma originaria. La metampicillina somministrata per via parenterale viene idrolizzata più lentamente se somministrata per via orale e questo si rispecchia nel ritrovamento nel sangue di metampicillina intatta e di ampicillina. Per via orale la metampicillina ha una biodisponibilità di circa il 60% e viene idrolizzata totalmente e rapidamen-te in ampicillina. La concentrazione nella linfa è elevata soprattutto con le aminopenicilline e la temocillina. L’oxacillina (500 mg) raggiunge picchi di 4 µg/ml (via orale), di 11 µg/ml (via im) e di 40 µg/ml (via ev); per la cloxacillina i tassi sono di 9.15 e 100 µg/ml rispettivamente per via orale e per via parenterale.

c) L’emivita plasmatica della grande maggioranza delle penicilline è breve (≤1.5 ore), ad eccezione della temocillina (5 ore) e delle penicilline G retard: 6 ore per penicillina procaina, molto più lunga per la penicillina benzatina G. Per le penicilline la cui farmacocinetica è dose-dipendente, ad esempio le ureidopenicilline, l’emivita è anch’essa dose dipendente. In caso di insufficienza renale severa, l’emivita si allunga considerevolmente, soprattutto per la penicillina G (10 ore), le aminopenicilline (8 ore), le carbossipenicilline (15 ore), la temocillina (17 ore).

d) Il legame alle proteine plasmatiche è molto variabile da una penicillina ad un altra e può essere distinto nel seguente modo: -penicilline scarsamente legate alle proteine plasmatiche (< 35%): aminopenicilline, acido clavulanico, tazobactam,

pivmecillinam, ureidopenicilline (ad eccezione dell’apalcillina) -penicilline mediamente legate alle proteine plasmatiche (40-65%): penicilline G e V, meticillina, carbossipenicilline -penicilline fortemente legate alle proteine plasmatiche (> 80%): isossazolilpenicilline, nafcillina, apalcillina,

temocillina.

e) Il volume di distribuzione è relativamente basso (0.10-0.30 l/Kg) e limitato agli spazi extracellulari. La diffusione nel liquor è relativamente bassa con meningi indenni, migliore in caso di infiammazione meningea, soprattutto con le aminopenicilline, le ureidopenicilline e la nafcillina. L’associazione con probenecid può aumentare le con-centrazioni nel liquor. Le penicilline antistafilococciche raggiungono concentrazioni insufficienti nel liquor, tenuto conto della loro MIC nei confronti degli stafilococchi; hanno buona diffusione placentare, circa 50% delle concentrazioni sieriche, e nel liquido amniotico. Le concentrazioni biliari il più delle volte sono in rapporto alle concentrazioni sieriche, soprattutto con le aminopenicilline (ed in particolare con la metampicillina), le ureidopenicilline e le penicilline antistafilococciche (soprattutto con la nafcillina). Da notare che l’eliminazione biliare dell’amoxicillina è inferiore a quella dell’ampicillina. Si ha diffusione nel latte materno e passaggio placentare.

BETA-LATTAMINE

f) Biotrasformazione metabolica. La quasi totalità delle penicilline è scarsamente metabolizzata (< 25%); vengono eliminate in grande maggioranza sottoforma attiva. Solo le penicilline antistafilococciche: oxacillina, nafcillina, come anche cilastatina, acido clavulanico ed i penemi, subiscono una biotrasformazione importante pari a circa il 50%.

g) L’eliminazione renale è la via predominante di escrezione, ad eccezione della nafcilina e dell’apalcillina che sono eliminate principalmente (80%) per via epato-biliare. L’eliminazione renale delle penicilline sottoforma attiva si verifica per filtrazione glomerulare (20%) e, soprattutto, per secrezione tubulare (80%) che assicura concentra-zioni urinarie elevate; tale secrezione può essere bloccata dal probenecid, con aumento dei tassi sierici, dell’emi-vita e con diminuzione dei tassi urinari (penicillina G, aminopenicilline, ureidopenicilline, penicilline antistafilococciche). Per le ureidopenicilline, l’eliminazione renale è dose-dipendente (processo di saturazione renale, di secrezione tubulare dopo aumento delle dosi). Per le carbossipenicilline e la temocillina, la filtrazione glomerulare è la via di eliminazione renale predominante, a scapito della secrezione tubulare. Certe penicilline, come l’apalcillina, subiscono in più un importante riassorbi-mento tubulare. La clearance renale delle carbossipenicilline è nettamente più bassa di quella delle aminopenicilline (120 vs 250-300) e questo spiega i tassi sierici molto elevati delle carbossipenicilline. Le concentrazioni urinarie sono elevate soprattutto con le aminopenicilline, le carbossipenicilline e le ureidopenicilline. La presenza di una insufficienza renale impone una riduzione od un distanziamento delle dosi, ad eccezione delle penicilline, eliminate principalmente per via epato-biliare. La piperacillina possiede anche un effetto tipo “probenecid” in quanto inibisce il trasporto e l’accumulo nelle cellule tubulari renali di alcuni antibiotici nefrotossici (cefaloridina, aminoglicosidi). Le penicilline sono emodializzabili.

Tossicità ed effetti indesiderati

Le penicilline hanno una tossicità acuta estremamente scarsa. Tuttavia, il loro uso molto diffuso ha provocato incidenti, a volte anche gravi o mortali, di natura allergica (shock anafilattico).

A. Inconvenienti legati ad un meccanismo tossico

a) Intolleranza locale. Nel punto di iniezione im le penicilline possono provocare dolore, infiltrazione e comparsa di noduli, eccezionalmente delle nevriti (sciatica), soprattutto con soluzioni troppo concentrate, ipertoniche (> 200000 UI/ml) e con le penicilline G retard (controindicate nei lattanti). Per infusioni ev prolungate e ripetute possono comparire trombosi venose (soprattutto con la penicillina G potassica, più irritante per la parete venosa). In caso di iniezione intraarteriosa accidentale, le penicilline retard e semisintetiche possono provocare necrosi. Per via intrarachidea o per applicazione diretta diretta al tessuto nervoso cerebrale (neurochirurgia), le penicilline possono provocare convulsioni, meningiti (aracnoiditi), emorragie meningee, mieliti. Per prevenire questi eventi non bisogna superare una concentrazione di 8 UI/ml nel liquor, non usare soluzioni più concentrate di 1000 UI/ml e non superare la quantità di 15000-20000 UI di penicillina G pro-dose, (preferibilmente unica). Mai iniettare per via intrarachidea la procaina penicillina e le altre penicilline retard. Per via orale, una intolleranza gastrioenterica dose-dipendente può aversi soprattutto con le aminopenicilline ed in particolare con amossicillina-clavulanato.

b) Neurotossicità. Alcune penicilline, soprattutto la penicillina G, le carbossipenicilline, l’imipenem, a dosi molto elevate, in perfusione iv e/o in presenza di insufficienza renale e/o di precedenti neuropsichici, possono provocare convulsioni, mioclonie e segni di encefalite. Per prevenirli, controllare i soggetti a rischio, le concentrazioni delle penicilline nei liquidi (< 10 UI/ml), ridurre la posologia giornaliera ed utilizzare di preferenza un’aminopenicillina. La penicillina G procaina per via im può provocare una sindrome di Hoignè, per danno vascolare ed embolia dovuta alla penetrazione dei cristalli di penicillina-procaina con conseguente breve ischemia cerebrale che si manifesta con malessere, vertigini, lipotimia, ma che si risolve rapidamente per la rapida idrolisi della procaina.

c) Turbe elettrolitiche. I sali monosodici, ma soprattutto disodici, delle penicilline utilizzate a dosi elevate (penicil-lina G sodica o potassica, carbossipenicilline), possono provocare: ipernatriemia, ipokaliemia con alcalosi meta-bolica, iperkalemia, soprattutto in presenza di un’insufficienza renale o cardiaca.

d) Turbe della coagulazione (diatesi emorragiche) possono aversi per:

-disfunzione piastrinica dose e tempo dipendente: inibizione dell’aggregazione e dell’adesività piastrinica, pro-vocata da dosi molto alte di penicillina G o di carbossipenicillina, soprattutto nei pazienti anziani, in presenza di una insufficienza renale o per concomitante assunzione di ASA. Le ureidopenicilline e le cefalosporine espon-gono molto meno al rischio di coagulopatie.

-ipoprotrombinemia indotta: carbossipenicilline. -Fattori predisponenti: carenza di vitamina K (malnutrizione, alimentazione parenterale), penicilline con un gruppo carbossilico in posizione 10. e) Ittero nucleare può osservarsi eccezionalmente nei lattanti e nei neonati con l’uso di penicilline ad alto legame con le proteine plasmatiche (isossazolilpenicilline, nafcillina, apalcillina, temocillina).

f) Epatotossicità si documenta più spesso attraverso una semplice elevazione, reversibile, delle transaminasi e della fosfatasi alcalina. Molto più raramente una colestasi può essere indotta dalle penicilline antistafilococciche e dalle carbossipenicilline.

g) Carenza di carnitina può essere determinata dagli esteri pivalici delle penicilline e delle cefalosporine orali (pivmecillinam, pivampicillina, cefetamet-pivoxil) (soprattutto nei bambini e nell’uso prolungato) a seguito di un aumento dell’escrezione urinaria della carnitina esterificata ad acido pivalico. Questa carenza può manifestarsi con astenia generale e muscolare, ipoglicemia, sintomi cardiaci.

B. Reazioni allergiche - immunologiche

Le reazioni di tipo I, dovute ad IgE sensibilizzanti i basofili ed i mastociti, sono rare ma ad evoluzione severa: orticaria precoce, edema di Quincke, crisi di asma, eccezionalmente shock anafilattico. Le reazioni di tipo II, citolitiche, provocano delle leucopenie-neutropenie, trombocitopenie e anemie emolitiche reversibili. Le leucopenie-neutropenie indotte dalle penicilline sono dose-dipendenti dopo trattamento prolungato di più di 10 giorni; esse sono favorite da soluzioni preparate diverse ore prima dell’utilizzo: penicillina G, penicilline antistafilococciche, carbossipenicilline. Il loro meccanismo d’azione è probabilmente misto, immunologico e mielotossico. Le anemie emolitiche da IgG e IgM compaiono soprattutto per dosi elevate e per trattamenti prolungati con peni-cillina G, favorite dalla presenza di insufficienza renale. L’emolisi è più spesso extravascolare, senza compartecipa-zione del complemento, più raramente è intravascolare con attivazione del complemento. Le trombocitopenie possono essere latenti e causare porpore con sindrome emorragica. Casi di trombocitosi latenti sono state segnalate con l’amdinocillina e l’imipenem. Una eosinofilia latente viene spesso osservata nel corso del trattamento. Le reazioni di tipo III, dovute alla formazione di immunocomplessi circolanti, depositati sulla parete dei vasi (IgG e IgM) sono responsabili di vasculiti, glomeruliti, nefriti interstiziali (meticillina), malattie da siero con adenopatie, artralgie e reazioni febbrili, lupus eritematoso disseminato iatrogeno. Il determinante antigenico maggiore delle penicilline (95%) è l’acido benzilpenicillinoico, formato per idrolisi del nucleo beta-lattamico ad opera delle penicillinasi; esso è responsabile delle reazioni allergiche accellerate. Il determinante antigenico minore (5%) è costituito dall’acido benzilpenicillamico e benzilpenemaldil, per trasforma-zione spontanea (polimerizzazione) della penicillina in soluzione in un isomero reattivo responsabile delle reazioni immediate e di alcune reazioni accelerate. Per la somministrazione endovenosa bisogna dunque utilizzare dei soluti preparati estemporaneamente aventi un pH neutro (soluzione fisiologica tamponata). Evitare le infusioni continue di lunga durata che favoriscono la formazione di polimeri di penicillina o di derivati esterificati con polioli (glucosio, fruttosio), in pH alcalino (Figura 3.9). Le reazioni allergiche più frequenti alle penicilline sono le eruzioni cutanee di tipo maculo-papulare od orticarioidi. Esse sono più frequenti con le penicilline che con le cefalosporine: il nucleo cefalosporinoil è più instabile e si idrolizza più facilmente del nucleo penicilloil. Le aminopenicilline provocano più spesso delle altre penicilline eruzioni cutanee maculo-papulari, non orticaroidi, più tardive, reversibili, anche se si prosegue nel trattamento. Il loro meccanismo è differente e mal conosciuto. La loro frequenza è particolarmente alta nel corso della mononucleosi infettiva, delle infezioni da citomegalovirus, di leucemia linfoide cronica, di iperuricemia trattata con allopurinolo. Nefriti interstiziali e cistiti emorragiche su base immunologica sono state segnalate soprattutto con la meticillina. Le reazioni immediate (shock anafilattico, etc) si osservano entro 30 minuti dalla somministrazione nei soggetti già sensibilizzati con precedenti somministrazioni di penicilline o nei soggetti che presentano epidermofiti genetica-mente correlati con le penicilline o che hanno ricevuto precedenti trattamenti con penicillamina. Le penicilline orali generalmente espongono di meno a rischio di reazioni immediate rispetto alle penicilline sommi-nistrate per via parenterale. La polvere orale di penicillina V può esporre ad una intolleranza alle proteine del latte vaccino. La prevenzione dello shock anafilattico richiede in primo luogo un’attenta anamnesi riguardo eventuali precedenti somministrazioni di beta-lattamine e alla loro tolleranza. Il dosaggio delle IgE specifiche e, se negativo, l’assunzione di una dose per os di penicillina, permette di escludere le false allergie alle penicilline. Si può anche utilizzare, a scopo orientativo, una intradermoreazione con penicilloil-polilisina che presenta, tuttavia,

BETA-LATTAMINE

PENICILLINA BENZIL PENICILLOIL (BPO) (DETERMINANTE MAGGIORE)

O O

S

S

HCH

CH

3

3

CHCNHCH-CH C CHCNHCCH C

2 2

CH

CH

3 3

C N CHCOOH O C N CHCOOH O

Proteina

PENICILLINATO (DETERMINANTE MINORE) S-PENAMALDIL

Proteina Proteina

H SCH3 OH SCH3 N CCH

C

CH2C N CH CH CCH

3

CH

3

C COOHCH2C CHN COOH NH C COOH

HHO

O

Figura 3.9 Composti allergenici delle penicilline.

una certa percentuale di falsa positività e di falsa negatività. La lettura del test va fatta dopo 20 minuti, a 24 ore e a 48

ore. Il trattamento dello shock anafilattico da penicilline è un trattamento di urgenza: adrenalina all’1% im e/o ev,

idrocortisone emisuccinato in infusione endovenosa, antistaminici iniettabili, intubazione tracheale, ossigenoterapia.

Quando l’indicazione all’uso di una penicillina è obbligatoria in un soggetto allergico alle penicilline si può ricorrere:

- alla sostituzione della penicillina con un monobattamico; se il germe isolato lo consente

-ad un trattamento desensibilizzante sotto protezione cortisonica, cominciando con dosi molto basse (1 UI) da somministrare ogni mezz’ora, poi progressivamente somministrando dosi sempre più alte per via prima intrader-mica, poi sottocutanea ed infine im, praticando delle iniezioni alla radice di un arto e non nella natica affinché, in caso di shock, si possa applicare subito un laccio emostatico. Questa protezione dura solamente fino a quando il trattamento è continuato; in caso di interruzione di quest’ultimo, alla ripresa bisogna ripetere la procedura in tutte le sue fasi.

C. Le reazioni di biotropismo (microbiologiche)

-Le reazioni di Herheimer si osservano soprattutto nel corso del trattamento iniziale della sifilide; esse consistono nell’accentuazione delle eruzioni esistenti, delle adenopatie, in accessi febbrili e emorragie vascolari. Nel corso di un trattamento della gonorrea con penicillina ogni rialzo febbrile deve attirare l’attenzione ed imporre un ulterio-re controllo sierologico per la ricerca di una eventuale sifilide associata. La prevenzione delle reazioni di Herheimer richiede dosi iniziali ridotte, aumentate progressivamente, sotto protezione cortisonica.

-Le sovrainfezioni, per effetti di selezione delle penicilline sulla flora saprofita normale con colonizzazione da parte di germi resistenti, commensali od intervenuti dall’esterno, che compaiono nel corso del trattamento con le penicilline a largo spettro sono sostenute più frequentemente dai seguenti germi:

  • Pseudomonas, Klebsiella, Mycoplasma, Chlamydia, Candida, con le aminopenicilline;

     

  • Enterococchi, Providencia (con le carbossipenicilline utilizzate da sole)

     

  • Stafilococchi meti-R, Pseudomonas, Candida (con imipenem)

     

  • Clostridium difficile (coliti acute pseudomembranose), soprattutto con le penicilline a largo spettro, a preva-lente eliminazione biliare: aminopenicilline, apalcilline

     

-Le reazioni legate alla lisi batterica (fenomeno di Reilly) possono osservarsi nel corso del trattamento delle setticemie da bacilli Gram negativi con dosi iniziali di attacco e sono dovute all’aumento dell’endotossinemia.

Indicazioni cliniche

Penicillina G e Penicillina V

-Trattamento delle angine streptococciche, soprattutto nei soggetti a rischio e dell’angina di Vincent (associazio-ne fuso-spirillare), in associazione con un nitroimidazolico. Il trattamento precoce con penicillina permette una riduzione del periodo di evoluzione e l’eradicazione degli streptococchi dal faringe, quindi una diminuzione netta della frequenza della malattia reumatica tra i ragazzi. Si può utilizzare la penicillina G, la penicillina procaina, la penicillina benzatina od una penicillina orale se la disfagia ne permette l’assunzione per os, in caso di angina acuta primitiva od episodica non recidivante (trattamento per 10 giorni).

-Trattamento delle polmoniti batteriche pneumococciche: penicillina G. In caso di pneumococco di sensibilità diminuita alla penicillina G, ricorrere ad una cefalosporina di terza generazione (ceftriaxone).

-Ascesso polmonare da pneumococco o da germi anaerobi: in questo caso associare la penicillina G ad un nitroimidazolico.

-Trattamento delle meningiti pneumococciche e meningococciche dell’adulto: penicillina G in infusione endove-nosa per 10-15 giorni (malgrado la scarsa diffusione nel liquor).

-Ascesso cerebrale conseguente a patologie di interesse ORL (streptococchi anaerobi): penicillina G + nitroimidazolico.

-Endocarditi da Streptococcus viridans o da enterococco: penicillina G, da sola (S. viridans) o associata ad un aminoside (enterococco) per 15-30 giorni per lo S. viridans (a seconda se vi sono o meno delle vegetazioni endocardiche all’ecocardiogramma) o per 40 giorni in caso sia coinvolto l’enterococco.

- Trattamento dell’actinomicosi: penicillina G (5-10 milioni UI/die), associata al metronidazolo.

-Trattamento della sifilide primaria o secondaria: penicillina benzatina in unica somministrazione im, oppure penicillina G benzatina semiretard: procaina penicillina, benetamina penicillina G, per 10-15 giorni.

- Trattamento delle leptospirosi e della borreliosi.

-Trattamento di infezioni gonococciche: penicillina G procaina im + probenecid (ma in questa indicazione essa è attualmente in competizione con altre beta-lattamine ed altri antibiotici). Non utilizzare la penicillina V in questa condizione.

- Trattamento delle pasteurellosi.

- Trattamento dell’erisipela: penicillina G, secondo la localizzazione, o penicillina V.

- Trattamento dell’erisipeloide di Rosenbach: penicillina G.

-Trattamento della gangrena gassosa (Cl. perfrigens) e della fascite necrotizzante da anaerobi (Peptococco, Fusobacterium, peptostreptococchi): penicillina G a forti dosi + escissione chirurgica dei tessuti necrotici.

- Trattamento adiuvante della difterite e del tetano (+ sieroterapia antitossica).

- Profilassi delle recidive del reumatismo articolare acuto: penicillina V o penicillina G benzatina:.

-Profilassi dell’endocardite nel corso di cardiopatia a rischio, prima di sottoporsi a cure dentarie, broncoscopia, colonscopia, cateterismi urinari: penicillina V, penicillina G .

-Profilassi delle infezioni pneumococciche nei soggetti asplenici e drepanocitici: penicillinoterapia a vita più vaccino antipneumococcico.

Penicillina G retard (penicillina G benzatina)

Trattamento delle treponematosi, prevenzione delle recidive del reumatismo articolare acuto.

Aminopenicilline

Le loro indicazioni si sono ridotte come conseguenza dello sviluppo di resistenze batteriche, in continuo aumento

soprattutto per quanto riguarda gli enterobatteri, Haemophilus, Branhamella catharralis, Neisseria, secretori di

beta-lattamasi. Per tutti questi germi si preferisce attualmente l’associazione di un’aminopenicillina con un’inibito

re delle beta-lattamasi (acido clavulanico).

Le indicazioni attuali riguardano:

-infezioni delle basse vie urinarie: per una prima infezione non ospedaliera si può utilizzare un’aminopenicillina da sola anche quando si tratta di un enterococco.

-trattamento delle meningiti purulente perinatali e del bambino: Haemophilus non secretore di beta-lattamasi, Streptococco B, Listeria (per questi ultimi due si associa un aminoglicoside) o meningiti dell’adulto (meningococ-co, pneumococco): aminopenicillina in infusione ev.

-trattamento delle endocarditi da Streptococcus viridans o da enterococco, in associazione con un aminoglicoside

o un glicopeptide. -trattamento di attacco delle setticemie da bacilli Gram negativi, in associazione con un aminoglicoside. -trattamento delle infezioni polmonari ad eccezione di quelle sostenute da Micoplasma, Clamydia, Legionella. -trattamento delle infezioni ORL e bronchiali: sinusiti, angine, otiti (preferibilmente amossicillina-clavulanato,

essendo stato documentato l’aumento della resistenza di Haemophilus e Branhamella alle aminopenicilline da sole).

-trattamento delle infezioni batteriche del tratto digestivo da E.coli enteropatogeno, da Shigella e Salmonella, delle febbri tifoidi e dei portatori cronici di Salmonella (ma si è notato un’aumento della resistenza di Shigella e Salmonella).

- trattamento delle infezioni biliari: amoxicillina, metampinicillina (ev), in competizione con le ureidopenicilline ed i fluorochinoloni. -trattamento dell’ulcera venerea molle: amossicillina-clavulanato (trattamento di 3 giorni in competizione con le cefalosporine di terza generazionee i fluorochinoloni).

BETA-LATTAMINE

-trattamento della listeriosi e della brucellosi nella donna incinta.-trattamento della borreliosi, leptospirosi, treponematosi.-trattamento delle pasteurellosi: aminopenicilline da sole o con amossicillina-clavulanato.-trattamento delle infezioni miste aerobi-anaerobi (addominali, ginecologiche, urinarie): amossicillina-clavulanato.-trattamento delle infezioni cutanee streptococciche o stafilococciche: aminopenicilline (streptococco),

amossicillina-clavulanato (stafilococco). -prevenzione delle endocarditi nei soggetti a rischio prima di interventi sui denti, esplorazioni genito-urinarie, broncopolmonari, gastrointestinali (colonscopia con resezione di polipi, sclerosi di varici esofagee).

Pivmecillinam , Mecillinem

Trattamento delle infezioni urinarie da enterobatteri: E. coli, Proteus mirabilis, Klebsiella, Enterobacter, Citrobacter, anche se si tratta di mutanti derepressi stabili, grandi produttori di cefalosporinasi cromosomiche di classe I. Sono stati proposti anche per il trattamento delle shigellosi, in caso di resistenza alla amoxicillina ed al cotrimoxazolo, ed in associazione con un’aminopenicillina nel trattamento delle febbri tifoidi.

Carbossipenicilline

La loro indicazione principale è il trattamento delle gravi infezioni (setticemie, meningiti, infezioni urinarie) da Pseudomonas aeruginosa, da Proteus indolo produttore naturalmente resistente alle aminopenicilline, in associa-zione con un aminoglicoside. Si utilizzano anche nel trattamento delle infezioni miste, aerobi-anaerobi, dell’addo-me o della pelvi nella donna (in associazione con un aminoside) eventualmente associate ad un inibitore delle beta-lattamasi. Siccome gli aminosidi sono inattivati dal contatto prolungato con le carbossipenicilline, i due antibiotici non devono essere mescolati nella stessa soluzione, ma somministrati separatamente ed in sedi diverse. L’associa-zione ticarcillina-acido clavulanico amplia ancor più lo spettro antibatterico e le indicazioni delle carbossipenicilline includendo anche germi secretori di beta-lattamasi.

Ureidopenicilline

Trattamento ospedaliero delle gravi infezioni:-endocarditi da enterococco (ad eccezione dell’Enterococcus faecium), in associazione con un aminoside;-meningite del neonato da streptococchi B o da Listeria (in associazione con un aminoside);-infezioni da Pseudomonas aeruginosa e da enterobatteri (in particolare da Klebsiella e da Serratia), ma anche di

infezioni polimicrobiche da germi aerobi-anaerobi sia in monoterapia (infezioni pelviche ed intraddominali), sia associate ad un’inibitore delle beta-lattamasi e ad un aminoglicoside come nelle infezioni da Pseudomonas (mucoviscidosi), setticemie a partenza gastroenterica o urinaria, infezioni in pazienti immunodepressi, per preve-nire la comparsa di resistenze batteriche in corso di trattamento. Come per le carbossipenicilline, si è proposta la loro associazione con altri inibitori delle beta-lattamasi (tazobactam, sulbactam) al fine di allargare lo spettro antibatterico e le indicazioni cliniche ai germi scarsi produttori di beta-lattamasi resistenti alle ureidopenicilline da sole.

In tutte le loro indicazioni, le carbossipenicilline e le ureidopenicilline entrano in competizione con le cefalosporine di terza e quarta generazione.

Temocillina

Si utilizza per il trattamento delle gravi infezioni da enterobatteri, grandi produttori di beta-lattamasi plasmidiche a spettro allargato.

Penicilline antistafilococciche

Trattamento delle infezioni da stafilococco produttore di penicillinasi, ad eccezione dello stafilococco meticillino-resistente: setticemie, endocarditi, pleuriti, infezioni osteoarticolari, meningiti da stafilococco, infezioni stafilococciche cutanee e mucose. Profilassi delle infezioni postoperatorie in chirurgia ortopedica, profilassi delle infezioni in neurochirurgia, dopo il posizionamento di valvole per derivazioni del liquor. In caso di insufficienza renale preferire la nafcillina (eliminazione prevalentemente biliare). Le penicilline antistafilococciche possono essere associate ad un aminoglicoside, alla fosfomicina, alla rifampicina, ai fluorochinoloni, al probenicid. Alcune volte è possibile attuare l’associazione di due penicilline deboli indutrici delle beta-lattamasi è qualche volta utilizzata: -penicillina antistafilococcica + ureidopenicillina: allargamento dello spettro antibatterico, competizione sulla

secrezione tubulare con aumento reciproco dei tassi sierici e dell’AUC. -Aminopenicillina o ureidopenicillina + cef 3 (meningite neonatale) al fine di coprire le 3 eziologie batteriche

possibili in queste età: streptococco B, enterobatteri, Listeria, fino a quando non sarà identificato il germe causale. Per il trattamento delle infezioni stafilococciche le penicilline antistafilococciche (spettro ristretto) sono preferite alle cefalosporine di prima generazione, a spettro più ampio.

Controindicazioni

Allergia alle penicilline; per le aminopenicilline, le ureidopenicilline ed il pivmecillinam le controindicazioni sono:
mononucleosi infettiva, associazione con allopurinolo.
Penicillina V, polvere orale: intolleranza al latte vaccino.
 

Precauzioni d’uso

L’anamnesi deve vertire soprattutto sulle precedenti somministrazioni. In caso di insufficienza renale adattare la dose in funzione della creatininemia, ad eccezione delle penicilline ad eliminazione prevalentemente epato-biliare (nafcillina, apalcillina). Non somministrare le penicilline antistafilococciche e l’apalcillina (fortemente legate alle proteine plasmatiche) nei neonati: rischio di ittero neonatale. In caso di trattamento prolungato con carbossipenicilline sorvegliare gli elettroliti (potassiemia). Prudenza nel corso dell’allattamento (sospendere l’allattamento?).

Interazioni farmacologiche

Interazioni utili (Tabella 3.8 e 3.9) Con altri antibiotici -con gli aminoglicosidi, sinergia (permeabilizzazione della parete batterica da parte delle beta-lattamine con

facilitazione dell’accesso dell’aminoglicoside sui siti batterici): stafilococchi, enterococchi, Listeria, enterobatteri,

Pseudomonas (ma attenzione: non mescolarli nella stessa soluzione), ad eccezione dell’imipenem.

-con la fosfomicina: penicilline antistafilococciche (stafilococchi meticillino-resistenti).

-con l’acido clavulanico, sulbactam, tazobactam: per i germi produttori delle beta-lattamasi: aminopenicilline, carbossipenicilline, ureidopenicilline.

-penicilline anti-pseudomonas + polimixina-colistina (infezioni urinarie).

-associazione di beta-lattamine, deboli induttrici di beta-lattamasi: per esempio ureidopenicilline + ceftazidime (Pseudomonas, enterobatteri), penicilline antistafilococciche + ureidopenicilline: allargamento dello spettro antibatterico, aumento reciproco delle concentrazioni sieriche per competizione sui meccanismi di secrezione tubulare.

-penicilline antistafilococciche + glicopeptidi (vancomicina, teicoplanina), anche per gli stafilococchi meti-R e glicopeptido-resistenti.

-aminopenicilline più pivmecillinam: enterobatteri (sinergia per fissazione su PBP differenti).

-penicilline antistafilococciche + acido fusidico: sinergia + inibizione della resistenza all’acido fusidico.

-penicillina antistafilococcica + rifampicina (malgrado l’antagonismo osservato qualche volta in vitro).

-penicillina antistafilococcica + fluorochinolonico (stafilococco).

-aminopenicillina, carbossipenicillina, ureidopenicillina + fluorochinolone (enterobatteri e, per gli ultimi due far-maci, Pseudomonas): inibizione della resistenza ai chinoloni.

Per le penicilline eliminate predominantemente per secrezione tubulare, l’associazione con un fluorochinolone eli

minato anch’esso per secrezione tubulare produce per competizione un aumento reciproco dei tassi sierici.

Con altri farmaci

-con il probenecid: penicilline eliminate prevalentemente per secrezione tubulare: penicillina G, aminopenicilline, ureidopenicilline, carbossipenicilline, pivmecillinam.

-imipenem con la cilastatina (inibitore delle dipeptidasi renali, responsabili della biotrasformazione metabolica dell’imipenem).

Interazioni da evitare (Tabella 3.10, 3.11 e 3.12)

Con altri antibiotici

-penicillina G, aminopenicillina + cloramfenicolo o tetraciclina (antagonismo): meningite da pneumococco o da Listeria, soprattutto nei pazienti immunodepressi.

-penicilline deboli induttrici di beta-lattamasi: penicilline antistafilococciche, carbossi- e ureidopenicilline, pivmecillinam.

-con betalattamine induttrici potenti delle beta-lattamasi: penicillina G, aminopenicilline, cefamicina, latamoxef, imipenem, cefalosporine di prima e seconda generazione: antagonismo per induzione delle beta-lattamasi ad opera di queste ultime.

-carbossipenicilline + aminoside nella stessa soluzione di perfusione: rischio di inattivazione dell’aminoglicoside (in caso di insufficienza renale e di dosi molto elevate di carbossipenicillina).

-meticillina + aminoglicoside: aumento della nefrotossicità.

-pro-farmaci (esteri) dell’ampicillina + alcalinizzanti orali ed anti-H2: diminuzione dell’assorbimento gastroenterico dell’ampicillina.

BETA-LATTAMINE

-aminopenicilline, ureidopenicilline, pivmecillinam + allopurinolo: aumento della frequenza delle eruzioni cutanee.-meticillina, cefaloridina + diuretico dell’ansa: aumento della nefrotossicità della meticillina.-ticarcillina + ciclosporina: aumento dei tassi sierici della ciclosporina.-penicilline + penicillamina o penicillina-griseofulvina, in somministrazione sequenziale: aumento del rischio di

allergie.

Modalità di somministrazione e posologia (Tabella 3.13)

1) Penicilline a somministrazione esclusivamente parenterale: penicillina G e sue forme retard, carbossipenicilline, ureidopenicilline, sulfossipenicilline, meticillina, amdinocilline, temocillina. 2) Penicilline a somministrazione esclusivamente orale: penicillina V, dicloxacillina, bacampicillina, lenampicillina, pivampicillina, telampicillina, etacillina, pivmecillinam. 3) Penicilline a somministrazione orale e parenterale: ampicillina, amoxicillina, metampicillina, oxacillina, cloxacillina,

flucloxacillina. 4) Penicilline a somministrazione locale: meticillina (collirio). Le penicilline a somministrazione parenterale si presentano sotto forma di polvere (sali sodico, disodico o potassico) da solubilizzare estemporaneamente in acqua distillata, in soluzione clorurata o glucosata isotonica (per le aminopenicilline e la penicillina G, evitare le soluzioni glucosate il quanto il pH acido le inattiva; per le penicilline disodiche (carbossipenicilline) e la meticillina, evitare le soluzioni clorosodiche; per la piperacillina evitare le solu-zioni di bicarbonato di sodio. In caso di insufficienza renale, evitare la penicillina G potassica. Le seguenti penicilline possono essere sommini-strate sia per via endovenosa (perfusione) sia per via intramuscolare, in caso sia necessaria una posologia inferiore: penicillina G sodica o potassica, oxacillina, cloxacillina, ampicillina, amossicillina, carbossipenicilline, piperacillina. Le altre ureidopenicilline vanno somministrate eclusivamente per via endovenosa. Le penicilline G retard vanno somministrate esclusivamente per via im. La penicillina G procaina non va utilizzata nei bambini di età inferiore ai 5 anni. Per la via orale si dispone di capsule o compresse, bustine e sciroppo. Le assunzioni per via orale saranno somministrate: -a distanza dai pasti, che ostacolano il loro assorbimento, per: ampicillina, etacillina, penicillina V, penicilline

antistafilococciche -durante i pasti, che migliorano la loro tolleranza gastrica: amoxicillina/ ac. clavulanico. -indipendentemente dai pasti (biodisponibilità non influenzata dalla presenza di alimenti), per: amossicillina,

esteri pro-farmaco dell’ampicillina, pivmecillinam L’amoxicillina deve essere somministrata con un volume sufficiente di acqua considerata la sua bassa idrosolubilità. Per le penicilline a farmacocinetica dose-dipendente, per esempio piperacillina, azlocillina, mezlocillina, è opportu-no iniettarne dosi elevate ad ogni somministrazione al fine di prolungare l’emivita e di ridurre così il numero di iniezioni quotidiane. La posologia e la durata del trattamento sono funzione dell’indicazione clinica e della sensibilità del germe isolato.

Penicillina G (benzilpenicillina)

Generalità

La penicillina G è stata la prima penicillina naturale estrattiva, essa è la penicillina di riferimento. Nonostante un aumento delle resistenze di certi germi (stafilococchi, enterococchi, e più recentemente pneumococchi) la penicillina G conserva ancora molte indicazioni, soprattutto in campo ospedaliero.

Composizione chimica ed origine

Penicillina naturale estrattiva di cui si utilizza il sale sodico o potassico e, per le forme semi-retard e retard, i sali e gli esteri: penicillina G procaina, penicillina G benetamina, penicillina G benzatina.

Meccanismo d’azione

Come tutte le beta-lattamine esplica un’azione battericida tempo-dipendente per inibizione della sintesi del peptidoglicano della parete batterica grazie alla fissazione sulle PBP1a e b, 2 e 3.

Spettro d’azione antibatterico medio

Germi abitualmente molto sensibili: i rari stafilococchi non secretori di beta-lattamasi, streptococchi, pneumo-cocchi rimasti sensibili (ma di recente si è avuto un aumento di ceppi a sensibilità ridotta o resistenti alla penicillina VADEMECUM DEGLI ANTIBIOTICI

G), Neisseria (gonococchi e meningococchi non secretori di beta-lattamasi), bacilli Gram positivi (ad eccezione diNocardia): B. anthracis, Corynebacterium, Listeria, Streptobacillus moniliformis, Erysipelothrix; anaerobi Gram posi-tivi: Actinomyces, Clostridium, Fusobacterium, Peptococco e Peptostreptococco; spirochete, leptospire, Borrelia,Pasteurella multocida, Fusobacterium. Bacilli Gram negativi: Pasteurella.-Germi regolarmente, ma moderatamente sensibili: streptococco B, Streptococcus viridans, enterococchi.-Germi incostantemente sensibili (< 50% dei ceppi): stafilococchi secretori di penicillinasi (85-90% dei ceppi),

enterococchi, Proteus mirabilis.

-Germi resistenti: bacilli gram negativi: enterobatteri (resistenza naturale), Pseudomonas Acinetobacter, Bacteroides fragilis; stafilococchi meti-R, Haemophilus influenzae, Branhamella catarrhalis, Nocardia, Yersinia, Clostridium difficile; germi intracellulari: Legionella, Rickettsia, Mycoplasma, Chlamydia, Brucella, Mycobacterium.

Esiste una resistenza crociata con le altre penicilline idrolizzate dalle beta-lattamasi.

Farmacocinetica

La penicillina G non viene assorbita per via orale (idrolizzata in ambiente acido dello stomaco). In infusione ev i picchi plasmatici sono in funzione della dose: 1 milione di UI: 12-15 UI/ml; 5 milioni UI: 300-400 UI/ml; 10 milioni di UI: 600-700 UI/ml. Le penicilline semi-retard e retard danno dei tassi plasmatici più bassi ma più prolungati: penicillina procaina: 5-15 UI/ml dopo 1 milione di UI penicillina G benzatina: 1.2 UI/ml dopo 2400000 UI, con tassi residui di 0.12 UI a 2 settimane e di 0.06 UI dopo 3 settimane. Emivita plasmatica breve: 30 minuti; 6 ore per la penicillina procaina. Fissazione alle proteine plasmatiche 40-60%. Biotrasformazione metabolica ridotta: 10-15%. Volume di distribuzione (VD) 0.30 l/kg, limitato all’ambiente extracellulare. Diffusione relativamente bassa nel liquor (10% del tasso sierico), ma aumentata in corso di infiammazione meningea e con l’incremento delle dosi. Diffusione nel latte e attraverso la barriera placentare. Non si ha diffusione oculare, nè nella prostata, nè nei tessuti ossei. Eliminazione urinaria rapida (90% della dose in 24 ore) in forma attiva, non metabolizzata, per filtrazione glomeru-lare (10%) e, soprattutto, per secrezione tubulare (90%), che può essere bloccata dal probenecid. Clearance renale elevata: 300-400 ml/min. Tassi urinari elevati (300-800 µg/ml).

Tossicità ed effetti indesiderati

Molto poco tossica, la penicillina G espone soprattutto ad un rischio di natura allergica (esantema, orticaria, edema di
Quincke, shock anafilattico) per cui è necessario un’anamnesi clinica mirata su eventuali precedenti allergici.
Le alte posologie, soprattutto in caso di insufficienza renale, comportano il rischio di encefalopatia metabolica (con
vulsioni, turbe della coscienza), di sovraccarico di sodio e di ipokaliemia (soprattutto in caso di insufficienza cardiaca,
renale o di cirrosi). Episodi di leucopenia-neutropenia, anemia emolitica, turbe della coagulazione di origine piastrini
ca, possono osservarsi in seguito a trattamenti prolungati ad alte dosi e in caso di insufficienza renale.
Reazioni tipo Herheimer possono osservarsi nel trattamento iniziale della sifilide e delle borreliosi (prevenibili som
ministrando dosaggi incrementali).
Per iniezione im la penicillina procaina può provocare una breve ischemia cerebrale per embolia dei cristalli di
procaina (sindrome di Hoigny) che si manifesta con un breve malore rapidamente reversibile.
 

Indicazioni cliniche

La penicillina G sodica si usa soprattutto in ospedale, le penicilline G semi-retard e retard si utilizzano in ammalati
ambulatoriali.
-Trattamento delle infezioni da pneumococchi rimasti sensibili: otiti (ma la resistenza è aumentata di recente),
 

polmoniti ed ascessi polmonari, setticemia, meningite -trattamento delle meningiti meningococciche -trattamento delle endocarditi da streptococchi e da enterococchi (associata ad un aminoside) -trattamento dell’erisipela e dell’erisipeloide di Rosenbach -trattamento delle infezioni da anaerobi Gram positivi: gangrena gassosa (Clostridium), fascite necrotizzante,

actinomicosi. -trattamento del carbonchio -trattamento delle spirochetosi, leptospirosi, borreliosi. Le penicilline G semi-retard sono utilizzate nel trattamento ambulatoriale delle infezioni di media gravità e nella sifilide. La penicillina G retard (benzatina-penicillina) è utilizzata soprattutto nel trattamento delle treponematosi, nella prevenzione delle recidive del reumatismo articolare acuto e nella prevenzione delle infezioni da pneumococchi in pazienti asplenici e con drepanocitosi (associate al vaccino anti-pneumococcico).

BETA-LATTAMINE

Controindicazioni

Allergia alle penicilline (nel 5-10% dei casi si ha allergia crociata con le cefalosporine).

Precauzioni d’uso

Rischio aumentato di reazioni allergiche per somministrazione associata con prodotti di origine comune: griseofulvina, penicillamina. In caso di insufficienza renale, correggere la posologia in funzione della creatininemia. In caso di posologie alte, occorre prudenza nei pazienti cardiopatici, ipertesi, edematosi, cirrotici, con insufficienza renale (a causa dell’apporto aggiuntivo di sodio o di potassio).

Interazioni farmacologiche

Interazioni utili

-con gli aminosidi (ma bisogna somministrarli separatamente): sinergia su streptococchi, enterococchi, Listeria, etc.-con il probenecid: aumento dei tas