L'infusione di Emopremarin insieme ad altre sostanze è normalmente da sconsigliare. In situazioni di pronto soccorso tuttavia, quando l'infusione è già iniziata, può essere necessario iniettare Emopremarin nella parte distale del tubo di raccordo vicino all'ago; in questo caso, la soluzione è compatibile.
L'Emopremarin deve essere usato per terapie di breve termine. Il controllo dell'emorragia capillare con Emopremarin in situazioni di pronto soccorso non esclude la necessità di determinarne la causa, quando possibile. In caso di metrorragie abnormi dovute a sbilanci ormonali, quando queste siano state interrotte, deve essere compiuto un completo esame clinico con speciale riguardo alle pelvi ed alle mammelle. Il mancato controllo della metrorragia o delle sue ricorrenze costituisce indicazione per una revisione della cavità uterina. L'uso di Emopremarin non esclude altre appropriate misure terapeutiche. Gli estrogeni possono ridurre la tolleranza al glucosio per cui nei diabetici è necessario adottare le opportune misure precauzionali.
La terapia estrogenica può essere associata a massivi aumenti dei trigliceridi nel plasma conducendo a pancreatiti o ad altre complicazioni in pazienti con difetti familiari del metabolismo lipoproteico.
I prodotti contenenti estrogeni, modificano numerosi tests di funzionalità epatica ed endocrinologica e alcuni fattori e parametri ematologici e dell'emostasi (es. prova della BSF, aumento della TBG, aumento dell'adesività piastrinica, della protrombina, dei fattori VII, VIII, IX, X, modificazione dell'assetto lipidico del plasma, ecc.). I risultati di tali tests non devono essere ritenuti attendibili se non dopo 2-4 mesi dalla sospensione di terapie estrogeniche prolungate.
In alcuni studi epidemiologici, donne in terapia estrogeno-sostitutiva sola o combinata con progestinici, hanno mostrato un aumentato rischio di tromboflebite e/o malattia tromboembolica, benché non sia stato definitivamente stabilito un rapporto causale con la terapia estrogenica. Il medico deve essere consapevole della possibilità di disturbi trombotici (comprendenti tromboflebite, trombosi della retina, embolia cerebrale e polmonare) durante la terapia ormonale sostitutiva ed essere attento alle primissime manifestazioni di questi disturbi (emicrania o cefalea intensa, turbe della coscienza o della motilità volontaria, afasia, turbe del visus, dispnea, ecc.). Se uno qualsiasi di questi si manifestasse o vi fosse il sospetto, la terapia ormonale sostitutiva deve essere immediatamente interrotta.