GLAZIDIM 500 mg/1,5 ml polvere e
solvente per soluzione iniettabile per uso i.m.
GLAZIDIM 1 g/3 ml polvere
e solvente per soluzione iniettabile per uso i.m.
GLAZIDIM 1 g/10 ml polvere e
solvente per soluzione iniettabile per uso e.v.
Ceftazidima
pentaidrato
291 mg
acqua
p.p.i.
1 ml
Ceftazidima
pentaidrato
582 mg
acqua
p.p.i.
1,5 ml
Ceftazidima
pentaidrato
1,164 g
acqua
p.p.i.
3 ml
Ceftazidima
pentaidrato
1,164 g
acqua
p.p.i.
10 ml
Ceftazidima
pentaidrato
2,328 g
Polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso
intramuscolare ed endovenoso.
- [Vedi Indice]
Di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche
gravi di accertata o presunta origine da gram-negativi
"difficili" o da flora mista con presenza di gram-negativi
resistenti ai più comuni antibiotici. In particolare
il prodotto trova indicazione nelle suddette infezioni, in
pazienti defedati e/o immunodepressi.
Profilassi chirurgica: la somministrazione di
GLAZIDIM risulta in grado di ridurre l'incidenza di
infezioni post-chirurgiche in pazienti sottoposti ad
interventi contaminati o potenzialmente tali.
Il GLAZIDIM va somministrato per via
parenterale (endovenosa o intramuscolare profonda).
Dosaggio: varia in rapporto alla
gravità del singolo caso, sensibilità, sito e
tipo di infezione, età, funzionalità renale e
secondo il giudizio del medico.
Via intramuscolare
Adulti: 1-3 g/die in 2-3 somministrazioni.
Nella terapia della riacutizzazione batterica della bronchite
cronica, 1-3 g/die in 1-3 somministrazioni.
Bambini: 30-100 mg/kg/die in 2-3
somministrazioni.
Il dosaggio abituale è di 50 mg/kg/die in 2
somministrazioni.
Quando si richiedano dosaggi più elevati, si può
ricorrere alla via endovenosa.
Via endovenosa
Adulti: 1-6 g/die.
Bambini: 30-100 mg/kg/die.
Nei casi di particolare gravità (soggetti
immunodepressi, con fibrosi cistica o con meningite) tale
posologia può essere ulteriormente aumentata fino a
150 mg/kg/die (6 g/die) in 3 somministrazioni.
Nei pazienti anziani gravi, in considerazione della ridotta
clearance della Ceftazidima, il dosaggio massimo giornaliero non
dovrebbe di norma superare i 3 g, soprattutto in quelli di
età superiore agli 80 anni.
Nei pazienti con alterazioni della funzionalità renale
si dovrebbe somministrare una dose iniziale di 1 g ed
adottare, per il mantenimento, il seguente schema
posologico:
|
CLEARANCE CREATININA ml/min.
|
CREATININA SIERICA APPROS. µmol/l
(mg/dl)
|
DOSE UNITARIA RACCOMANDATA
g
|
INTERVALLO TRA LE SOMMINISTRAZIONI ore
|
|
>50
|
<150
(<1,7)
|
|
Dosaggio normale
|
|
|
50-31
|
150-200
(1,7-2,3)
|
1
|
12
|
|
30-16
|
200-350
(2,3-4)
|
1
|
24
|
|
15-6
|
350-500
(4-5,6)
|
0,5
|
24
|
|
<5
|
>500
(>5,6)
|
0,5
|
48
|
Nelle infezioni gravi si potrà aumentare del
50% la dose unitaria (riportata in tabella) oppure aumentare
la frequenza di somministrazione: in questi casi andranno
controllati i livelli sierici di Ceftazidima i cui valori minimi
non dovrebbero superare 40 mg/l. Nei bambini la clearance
della creatinina andrà adattata tenendo conto della
superficie corporea o del peso corporeo privato dei grassi.
Profilassi chirurgica
Per la prevenzione delle infezioni post-operatorie verranno
somministrati, in relazione a tipo, durata e rischio di
contaminazione dell'intervento, 1 g i.m. o 1-2 g e.v. in
dose singola (profilassi "ultra short term") o in dosi ripetute
(profilassi "short term").
Emodialisi
L'emivita sierica durante l'emodialisi varia da 3 a 5 ore.
Ai pazienti in dialisi è opportuno ripetere, alla fine
di ogni trattamento, le dosi indicate in tabella.
Dialisi peritoneale
La Ceftazidima può essere impiegata sia nella dialisi
peritoneale che nella dialisi peritoneale ambulatoriale continua
(CAPD).
La Ceftazidima può essere aggiunta alle soluzioni per
dialisi peritoneale (di solito 125-250 mg ogni due litri di
liquido per dialisi).
Nei pazienti con insufficienza renale in terapia intensiva
sottoposti ad emodialisi o ad emofiltrazione ad alto flusso
somministrare 1g al giorno in dose singola o in dosi
suddivise.
Nel caso di emofiltrazione a basso flusso seguire il dosaggio
raccomandato in caso di funzionalità renale
ridotta.
Ipersensibilità agli antibiotici della classe delle
cefalosporine.
Prima di iniziare il trattamento con il GLAZIDIM
accertarsi se il paziente abbia manifestato precedenti
reazioni di ipersensibilità alla Ceftazidima, alle
cefalosporine, alle penicilline o ad altri farmaci. Il
GLAZIDIM, analogamente a tutti gli altri antibiotici
betalattamici, va somministrato con cautela in pazienti in
cui si sono manifestate reazioni allergiche alla
penicillina. In caso di reazione allergica si deve
interrompere la terapia ed eventualmente istituire un
trattamento idoneo (Adrenalina, antistaminici,
corticosteroidi) ed altre opportune misure di emergenza.
Casi di colite pseudomembranosa sono stati descritti in
concomitanza all'uso di tutti gli antibiotici a largo spettro
(inclusi macrolidi, penicilline semisintetiche e
cefalosporine); è importante prendere in
considerazione tale diagnosi in pazienti che presentano
diarrea durante la terapia.
Tali forme di colite possono variare da lievi a molto gravi.
Il trattamento con antibiotici ad ampio spettro altera la
normale flora del colon e può facilitare la crescita dei
clostridi. Gli studi effettuati hanno evidenziato che una
tossina prodotta dal Clostridium difficile è la
principale causa della colite associata all'uso di
antibiotici.
Forme lievi di colite pseudomembranosa rispondono in genere
favorevolmente alla semplice interruzione del farmaco. In
forme moderate o gravi il trattamento deve includere la
sigmoidoscopia, opportune ricerche batteriologiche e la
somministrazione di liquidi, elettroliti e proteine.
Nei casi in cui la colite non migliori dopo la sospensione del
farmaco e nei casi gravi la somministrazione di Vancomicina
per via orale costituisce il trattamento di scelta della
colite pseudomembranosa da Clostridium difficile
indotta da antibiotici. Devono essere escluse altre cause di
colite.
Il GLAZIDIM è escreto per via renale. Pertanto,
come per tutti gli antibiotici eliminati per tale via, in
pazienti con moderata o grave insufficienza renale, si
raccomanda di ridurre la dose per evitare le conseguenze
cliniche di concentrazioni ematiche eccessive, quali ad esempio
convulsioni o sequele neurologiche.
Come per altri antibiotici a largo spettro l'uso prolungato
della Ceftazidima può favorire l'emergere opportunistico
di microrganismi o ceppi non sensibili (ad esempio Candida ed
Enterococchi) che richiede l'adozione di misure adeguate o
l'eventuale interruzione del trattamento. E' pertanto
essenziale un assiduo controllo delle condizioni del
paziente.
Come per altre cefalosporine e penicilline a spettro allargato
alcuni ceppi di Enterobacter spp., inizialmente sensibili,
possono manifestare resistenza durante la terapia con
Ceftazidima. Pertanto nel corso del trattamento di infezioni
da Enterobacter spp., se ritenuto clinicamente
appropriato, deve essere valutata la possibilità di
eseguire successivi test di sensibilità.
L'uso contemporaneo o ravvicinato di farmaci nefrotossici
(Kanamicina, Streptomicina, Colistina, Viomicina, Polimixina,
Neomicina, Gentamicina, ecc.) o potenti diuretici (ad
es. Furosemide) è sconsigliabile e, comunque,
richiede assiduo controllo della funzionalità renale.
L'esperienza clinica con la Ceftazidima ha dimostrato che
questi fenomeni si presentano molto raramente ai dosaggi
consigliati.
La somministrazione delle cefalosporine può interferire
con i risultati di alcune prove di laboratorio, causando
pseudopositività della glicosuria con i metodi di
Benedict, Fehling e "Clinitest", basati sulla riduzione
del rame, ma non con i metodi enzimatici. In circa il 5% dei
pazienti sono state segnalate, in corso di trattamento
con cefalosporine, positività talora false dei test
di Coombs. Ciò può interferire con i test di
compatibilità del sangue.
La Ceftazidima non interferisce con la determinazione della
Creatinina nel saggio con Picrato alcalino.
Nel somministrare in concomitanza Ceftazidima e Cloramfenicolo
bisogna considerare la possibilità che si manifesti
antagonismo tra i due antibiotici.
Non si sono evidenziati effetti embriotossici o teratogenici
con la Ceftazidima, comunque, nelle donne in stato di gravidanza
e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei
casi di effettiva necessità, sotto il diretto
controllo del medico.
La Ceftazidima è escreta in piccole quantità nel
latte materno e deve essere impiegata con cautela nelle
madri che allattano.
Il GLAZIDIM non influenza la capacità di guida
né l'uso di macchinari.
La Ceftazidima è generalmente ben tollerata e le
reazioni avverse piuttosto infrequenti; esse includono:
reazioni locali
flebite o tromboflebite conseguenti a somministrazione
endovenosa; dolore e/o infiammazione dopo somministrazione
intramuscolare;
reazioni di ipersensibilità
rash urticarioidi o maculopapulari, febbre, prurito e, molto
raramente, angioedema e reazioni anafilattiche (inclusi
broncospasmo e/o ipotensione).
Come con altre cefalosporine vi sono state rare segnalazioni
di eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e
necrolisi epidermica tossica;
reazioni gastrointestinali
diarrea, nausea, vomito, dolore addominale e, molto raramente,
candidiasi del cavo orale o colite; come per altre
cefalosporine la colite può essere associata alla
presenza del Clostridium difficile e presentarsi sotto forma
di colite pseudomembranosa;
reazioni genito-urinarie
candidiasi, vaginite;
reazioni neurologiche
cefalea, vertigini, parestesie e sensazioni di sapore
sgradevole. Vi sono state segnalazioni di sequele neurologiche
come tremori, mioclonie, convulsioni ed encefalopatia
verificatesi in pazienti con insufficienza renale nei
quali il dosaggio della Ceftazidima non era stato opportunamente
ridotto;
modificazioni dei parametri di laboratorio
sono state riferite in corso di terapia con Ceftazidima
variazioni transitorie di alcuni parametri clinici e di
laboratorio: eosinofilia, positività al test di
Coombs e molto raramente anemia emolitica, trombocitosi,
incrementi in uno o più parametri di funzionalità
epatica quali SGOT, SGPT, LDH, GGT e fosfatasi alcalina.
Come per altre cefalosporine sono stati segnalati
occasionalmente incrementi transitori di azotemia,
ammoniemia e/o creatinina sierica. Molto raramente sono
state osservate leucopenia, neutropenia, trombocitopenia
agranulocitosi e linfocitosi.
Il sovradosaggio può portare a sequele neurologiche tra
le quali encefalopatia, convulsioni e coma.
I livelli sierici di Ceftazidima sono ridotti dalla
dialisi.
La Ceftazidima è un derivato dell'acido
cefalosporanico che si caratterizza per uno spettro
antibatterico ampio, un'elevata resistenza alle
beta-lattamasi ed una spiccata attività in
vitro e in vivo anche sullo Pseudomonas, di norma
resistente agli antibiotici beta-lattamici.
Ciò è dovuto alla presenza
contemporanea, nella catena laterale, del gruppo aminotiazolico,
del gruppo propossiminico e del gruppo carbossilico.
Spettro antibatterico e meccanismo
d'azione
Il GLAZIDIM è un antibiotico a spettro
particolarmente ampio e ad azione battericida.
Provoca infatti la lisi della cellula batterica per
inibizione della sintesi di mucoproteine a livello della
parete cellulare.
Il suo effetto battericida si manifesta a
concentrazioni pari o prossime alle concentrazioni minime
inibenti.
Il GLAZIDIM risulta attivo in vitro nei
confronti di una vasta gamma di germi gram-positivi e
gram-negativi, sia aerobi che anaerobi, compresi ceppi
resistenti ad antibiotici aminoglicosidici e ad antibiotici
betalattamici (cefalosporine e penicilline semisintetiche).
Nell'impiego clinico trova indicazione solo in infezioni gravi
(vedi indicazioni) dovute ai seguenti germi gram-negativi:
Pseudomonas aeruginosa, Pseudomonas spp., Serratia spp.,
Enterobacter spp., Citrobacter spp.
Il GLAZIDIM trova inoltre indicazione nella
profilassi delle infezioni chirurgiche.
Il GLAZIDIM, dopo somministrazione per via parenterale
sotto forma di sale sodico, raggiunge elevate e persistenti
concentrazioni ematiche: nell'uomo dopo somministrazione
intramuscolare di 500 mg ed 1 g si raggiungono
rapidamente concentrazioni massime rispettivamente di 18 e
37 mcg/ml. Il picco viene raggiunto dopo circa 1 ora dalla
somministrazione i.m. (fig.1).
Dopo somministrazione endovenosa rapida in 5 minuti di 1 e 2 g
le concentrazioni medie al picco risultano rispettivamente
119 e 171,4 mcg/ml (fig.2).
Dopo 8 ore dalla somministrazione sia endovenosa che
intramuscolare il farmaco è ancora presente nel
sangue a livelli terapeuticamente efficaci.
L'emivita sierica è di circa 2 ore.
L'entità del legame con le proteine del siero è
molto bassa e dell'ordine del 10%: pertanto una larga quota di
antibiotico è immediatamente disponibile a diffondere
dal sangue ai tessuti ed a svolgere una pronta azione
antibatterica.
Distribuzione tessutale
Il GLAZIDIM presenta, dopo somministrazione di una dose
di 1 o 2 g, un elevato grado di diffusione in tutti i
principali organi e tessuti, dove raggiunge concentrazioni
superiori alle concentrazioni minime inibenti (CMI) dei
principali germi patogeni (tab.1).
Tab.1: Concentrazioni della Ceftazidima nei principali
tessuti e liquidi biologici
|
|
Concentrazione media al picco(µg/g o
µg/ml)
Dose impiegata e via di somministrazione
|
|
Tessuto, organo o liquido organico
|
1g i.m.
|
1g e.v.
|
2g e.v.
|
|
Tessuto polmonare
|

|
16.3
|
70.0
|
|
Mucosa bronchiale
|
96.5
|
-
|
-
|
|
Pleura
|
16.1
|
-
|
-
|
|
Liquido pleurico
|
14.7
|
-
|
30.0
|
|
Espettorato
|
3.0
|
7.6
|
9.3
|
|
Tonsilla
|
18.0
|
-
|
-
|
|
Mucosa seni mascellari
|
19.7
|
-
|
-
|
|
Essudato orecchio medio
|
-
|
37.3
|
-
|
|
Tessuto prostatico
|
-
|
50.5
|
55.0
|
|
Mucosa vescicale
|
-
|
69.4
|
-
|
|
Rene
|
-
|
-
|
121
|
|
Endometrio
|
-
|
36.0
|
-
|
|
Miometrio
|
-
|
44.9
|
-
|
|
Tube
|
-
|
42.7
|
-
|
|
Ovaio
|
-
|
41.3
|
-
|
|
Bile
|
21.1
|
37.4
|
-
|
|
Parete colecisti
|
-
|
29.5
|
-
|
|
Fluido duodenale
|
-
|
-
|
21.0
|
|
Liquido ascitico
|
13.9
|
11.9
|
-
|
|
Liquido peritoneale
|
-
|
66.7
|
-
|
|
Appendice
|
-
|
24.4
|
-
|
|
Muscolo cardiaco
|
-
|
-
|
34.5
|
|
Valvole cardiache
|
-
|
-
|
37.4
|
|
Liquido pericardico
|
-
|
13.1
|
-
|
|
Muscolo scheletrico
|
-
|
12.7
|
45.4
|
|
Tessuto sottocutaneo
|
-
|
-
|
21.0
|
|
Cute
|
-
|
-
|
38.2
|
|
Essudato di ferita chirurgica
|
|
39.9
|
52.4
|
|
Tessuto adiposo sottocutaneo
|
-
|
10.1
|
-
|
|
Tessuto osseo spugnoso
|
-
|
-
|
29.4
|
|
Tessuto osseo corticale
|
-
|
-
|
27.9
|
|
Liquido sinoviale
|
-
|
-
|
40.2
|
|
Tessuto cerebrale
|
-
|
7.45
|
-
|
|
Liquor (normale)
|
-
|
-
|
1.8
|
|
Liquor (meningite)
|
-
|
-
|
15.0
|
|
Umor acqueo
|
-
|
-
|
11.0
|
|
Liquido linfatico
|
-
|
24.0
|
-
|
Escrezione
Il GLAZIDIM non viene metabolizzato dall'organismo e
viene eliminato in forma attiva dal rene mediante filtrazione
glomerulare.
Circa il 90% della dose somministrata viene recuperata nelle
urine delle 24 ore.
Tossicità acuta
Nel corso delle prove sperimentali, la Ceftazidima
ha presentato negli animali studiati (topi, ratti, conigli e
cani), una tossicità acuta molto bassa; a titolo
esemplificativo si riporta la DL50 nel topo: via e.v. circa 8.050
mg/kg; via i.m. >di 2.500 mg/kg di peso corporeo.
Nefrotossicità per somministrazione
unica
Le prove condotte non hanno dimostrato segni di
necrosi nei reni degli animali sottoposti a
sperimentazione.
Tossicità per somministrazioni
ripetute
Gli studi condotti su ratti (somministrazione e.v.
per 4 settimane) e cani (somministrazione e.v. per 14 settimane e
i.m. per 12 settimane) non hanno messo in evidenza, nonostante i
dosaggi molto elevati, alcuna azione di tipo tossico negli
animali.
Accurati esami clinici effettuati periodicamente nel
corso della prova hanno sempre dato conferma del normale
stato di salute degli animali.
I flaconi di GLAZIDIM possono sviluppare al loro
interno, dopo la ricostituzione, una pressione positiva,
dovuta alla liberazione di anidride carbonica.
Flaconi: Sodio carbonato anidro
La Ceftazidima può essere diluita negli usuali liquidi
infusionali, fatta eccezione per le soluzioni di Sodio
bicarbonato nelle quali è meno stabile. Inoltre la
Ceftazidima non deve essere miscelata nello stesso set
infusionale o nella siringa con gli aminoglicosidi.
Sono state segnalate formazioni di precipitati addizionando
Vancomicina alle soluzioni di Ceftazidima. Qualora si
presentasse la necessità di somministrare sequenzialmente
questi due antibiotici è consigliabile far
defluire un'adeguata quantità di liquido infusionale,
al fine di ottenere un adeguato lavaggio del set
infusionale, tra le due somministrazioni.
Compatibilità
La Ceftazidima, a concentrazioni comprese tra 1 mg/ml e 40
mg/ml è compatibile con:
- Sodio cloruro 0,9%
- Sodio lattato M/6
- Soluzione di Hartmann
- Destrosio 5%
- Destrosio 5% e sodio cloruro 0,225%
- Destrosio 5% e sodio cloruro 0,45%
- Destrosio 5% e sodio cloruro 0,9%
- Destrosio 4% e sodio cloruro 0,18%
- Destrosio 10%
- Destrano 40 10% in sodio cloruro 0,9%
- Destrano 40 10% in destrosio 5%
- Destrano 70 6% in sodio cloruro 0,9%
- Destrano 70 6% in destrosio 5%
La Ceftazidima a concentrazioni comprese tra 0,05 mg/ml e 0,25
mg/ml è compatibile con la soluzione lattato per dialisi
intraperitoneale.
La Ceftazidima può essere ricostituita per uso
intramuscolare con Lidocaina cloridrato allo 0,5% o 1%.
La Ceftazidima alla concentrazione di 4 mg/ml può
essere addizionata a:
- Idrocortisone (Idrocortisone sodio fosfato) 1 mg/ml in
Sodio cloruro 0,9% o Destrosio 5%
- Cefuroxima (Cefuroxima sodica) 3mg/ml in Sodio cloruro
0,9%
- Cloxacillina (Cloxacillina sodica) 4mg/ml in Sodio
cloruro 0,9%
- Eparina 10 UI/ml o 50 UI/ml in Sodio cloruro 0,9%
- Potassio cloruro 10 mEq/l in Sodio cloruro 0,9%.
Nelle soluzioni così ottenute entrambi i componenti
mantengono la propria attività.
500 mg di Ceftazidima, ricostituiti con 1,5 ml di acqua per
preparazioni iniettabili, possono essere addizionati a
soluzioni di Metronidazolo (500 mg/100 ml) ed entrambi
mantengono la loro attività.
24 mesi.
Prima della ricostituzione conservare i flaconi al riparo
dalla luce.
La colorazione delle soluzioni può variare da giallo
pallido a color ambra in funzione della concentrazione,
del tipo di diluente e delle condizioni di
conservazione.
Il prodotto in soluzione, dopo ricostituzione con acqua p.p.i.
o con i liquidi infusionali compatibili (ad esempio soluzione
fisiologica, glucosata o di sodio lattato) deve essere
usato di norma entro 18 ore se conservato a temperatura
ordinaria ed entro 7 giorni se conservato a 4° C.
Il GLAZIDIM è confezionato in flaconi di vetro
incolore tipo III con tappi in materiale elastomero e capsule di
alluminio; il solvente in fiale di vetro incolore tipo
I.
GLAZIDIM 250 mg/1 ml polvere
e solvente per soluzione iniettabile per uso i.m - 1 flacone
con fiala solvente da 1 ml
GLAZIDIM 500 mg/1,5 ml
polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso i.m. -
1 flacone con fiala solvente da 1,5 ml
GLAZIDIM 1 g/3
ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso i.m.
-1 flacone con fiala solvente da 3 ml
GLAZIDIM 1 g/10 ml
polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso e.v.- 1
flacone con fiala solvente da 10 ml
GLAZIDIM 2 g polvere
per soluzione per infusione endovenosa - 1 flacone
Preparazione della soluzione
Il GLAZIDIM è confezionato in flaconi
contenenti una miscela sterile di Ceftazidima pentaidrato e
Carbonato di sodio anidro.
Il contenuto del flacone può essere ricostituito
aggiungendovi il contenuto della fiala annessa (acqua
p.p.i.) in modo da ottenere una soluzione per somministrazione
intramuscolare o endovenosa.
GLAXOSMITHKLINE S.p.A. - Via A. Fleming 2,
Verona.
GLAZIDIM 250 mg/1 ml polvere e
solvente per soluzione iniettabile per uso i.m>
A.I.C.: 025212010
GLAZIDIM 500 mg/1,5 ml polvere e
solvente per soluzione iniettabile per uso i.m.
A.I.C.: 025212022
GLAZIDIM 1 g/3 ml polvere
e solvente per soluzione iniettabile per uso i.m.
A.I.C.: 025212034
GLAZIDIM 1 g/10 ml
polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso e.v.
A.I.C.: 025212046
GLAZIDIM 2 g polvere per
soluzione per infusione endovenosa
A.I.C.: 025212059
-----
Maggio 2000
-----
Luglio 2002