GLAZIDIM 1 g Polvere e solvente per
soluzione per infusione endovenosa – 1 flacone con
dispositivo MONOVIAL + sacca
infusionale
Ceftazidima
pentaidrato
1,164 g
sodio cloruro
F.U.
0,9 g
acqua p.p.i. q.b.
a
100 ml
GLAZIDIM 2 g Polvere e solvente per
soluzione per infusione endovenosa – 1 flacone con
dispositivo MONOVIAL + sacca
infusionale
Ceftazidima
pentaidrato
2,328 g
sodio cloruro
F.U.
0,9 g
acqua p.p.i. q.b.
a
100 ml
Polvere e solvente per soluzione per infusione
endovenosa.
- [Vedi Indice]
Di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di
accertata o presunta origine da gram-negativi "difficili" o
da flora mista con presenza di gram-negativi resistenti ai
più comuni antibiotici. In particolare il prodotto
trova indicazione nelle suddette infezioni, in pazienti
defedati e/o immunodepressi.
Profilassi chirurgica: la somministrazione di GLAZIDIM
risulta in grado di ridurre l'incidenza di infezioni
post-chirurgiche in pazienti sottoposti ad interventi
contaminati o potenzialmente tali.
GLAZIDIM Polvere e solvente per soluzione per infusione
endovenosa va impiegato esclusivamente per via infusionale.
Dosaggio: varia in rapporto alla
gravità del singolo caso, sensibilità, sito e tipo
di infezione, età, funzionalità renale e secondo il
giudizio del medico.
Adulti: 1-6 g/die.
Bambini: 30-100 mg/kg/die.
Nei casi di particolare gravità (soggetti
immunodepressi, con fibrosi cistica o con meningite) tale
posologia può essere ulteriormente aumentata fino a
150 mg/kg/die (6 g/die) in tre somministrazioni.
Nei pazienti anziani gravi, in considerazione della ridotta
clearance della ceftazidima, il dosaggio massimo giornaliero non
dovrebbe di norma superare i 3 g, soprattutto in
quelli di età superiore agli 80 anni.
Nei pazienti con alterazioni della funzionalità renale
si dovrebbe somministrare una dose iniziale di 1 g ed
adottare, per il mantenimento, il seguente schema
posologico:
|
CLEARANCE CREATININA ml/min.
|
CREATININA SIERICA APPROS. µmol/l
(mg/dl)
|
DOSE UNITARIA RACCOMANDATA
g
|
INTERVALLO TRA LE SOMMINISTRAZIONI ore
|
|
>50
|
<150
(<1,7)
|
|
Dosaggio normale
|
|
|
50-31
|
150-200
(1,7-2,3)
|
1
|
12
|
|
30-16
|
200-350
(2,3-4)
|
1
|
24
|
|
15-6
|
350-500
(4-5,6)
|
0,5
|
24
|
|
<5
|
>500
(>5,6)
|
0,5
|
48
|
Nelle infezioni gravi si potrà aumentare del
50% la dose unitaria (riportata in tabella) oppure aumentare
la frequenza di somministrazione: in questi casi andranno
controllati i livelli sierici di ceftazidima i cui
valori minimi non dovrebbero superare 40 mg/l. Nei bambini
la clearance della creatinina andrà adattata tenendo
conto della superficie corporea o del peso corporeo privato dei
grassi.
Profilassi chirurgica
Per la prevenzione delle infezioni post-operatorie verranno
somministrati, in relazione a tipo, durata e rischio di
contaminazione dell'intervento 1 g i.m. (GLAZIDIM 1
g/3 ml Polvere e solvente per soluzione iniettabile) o 1 - 2
g e.v.(GLAZIDIM 1 g/10 ml Polvere e solvente per soluzione
iniettabile – GLAZIDIM 2 g Polvere per soluzione
per infusione endovenosa) in dose singola (profilassi "ultra
short term") o in dosi ripetute (profilassi "short term").
Emodialisi
L'emivita sierica durante l'emodialisi varia da 3 a
5 ore.
Ai pazienti in dialisi è opportuno ripetere, alla fine
di ogni trattamento, le dosi indicate in tabella.
Dialisi peritoneale
La ceftazidima può essere impiegata sia nella dialisi
peritoneale che nella dialisi peritoneale ambulatoriale continua
(CAPD).
La ceftazidima può essere aggiunta alle soluzioni per
dialisi peritoneale (di solito 125-250 mg ogni due litri di
liquido per dialisi).
Nei pazienti con insufficienza renale in terapia intensiva
sottoposti ad emodialisi o ad emofiltrazione ad alto flusso
somministrare 1 g al giorno in dose singola o in dosi
suddivise.
Nel caso di emofiltrazione a basso flusso seguire il dosaggio
raccomandato in caso di funzionalità renale
ridotta.
Ipersensibilità agli antibiotici della classe delle
cefalosporine.
Prima di iniziare il trattamento con il GLAZIDIM
accertarsi se il paziente abbia manifestato precedenti
reazioni di ipersensibilità alla ceftazidima, alle
cefalosporine, alle penicilline o ad altri farmaci. Il
GLAZIDIM, analogamente a tutti gli altri antibiotici
betalattamici, va somministrato con cautela in pazienti in
cui si sono manifestate reazioni allergiche alla
penicillina. In caso di reazione allergica si deve
interrompere la terapia ed eventualmente istituire un
trattamento idoneo (adrenalina, antistaminici,
corticosteroidi) ed altre opportune misure di emergenza.
Casi di colite pseudomembranosa sono stati descritti in
concomitanza all'uso di tutti gli antibiotici a largo spettro
(inclusi macrolidi, penicilline semisintetiche e
cefalosporine); è importante prendere in
considerazione tale diagnosi in pazienti che presentano
diarrea durante la terapia.
Tali forme di colite possono variare da lievi a molto gravi.
Il trattamento con antibiotici ad ampio spettro altera la
normale flora del colon e può facilitare la crescita dei
clostridi. Gli studi effettuati hanno evidenziato che
una tossina prodotta dal Clostridium difficile è la
principale causa della colite associata all'uso di
antibiotici.
Forme lievi di colite pseudomembranosa rispondono in genere
favorevolmente alla semplice interruzione del farmaco. In
forme moderate o gravi il trattamento deve
includere la sigmoidoscopia, opportune ricerche
batteriologiche e la somministrazione di liquidi,
elettroliti e proteine. Nei casi in cui la colite non
migliori dopo la sospensione del farmaco e nei casi gravi la
somministrazione di vancomicina per via orale
costituisce il trattamento di scelta della colite
pseudomembranosa da Clostridium difficile indotta da
antibiotici. Devono essere escluse altre cause di
colite.
Il GLAZIDIM è escreto per via renale. Pertanto,
come per tutti gli antibiotici eliminati per tale via, in
pazienti con moderata o grave insufficienza renale, si
raccomanda di ridurre la dose per evitare le conseguenze cliniche
di concentrazioni ematiche eccessive, quali ad esempio
convulsioni o sequele neurologiche.
Come per altri antibiotici a largo spettro l'uso prolungato
della ceftazidima può favorire l'emergere
opportunistico di microrganismi o ceppi non sensibili (ad esempio
Candida ed Enterococchi) che richiede l'adozione di misure
adeguate o l'eventuale interruzione del trattamento. E'
pertanto essenziale un assiduo controllo delle condizioni
del paziente.
Come per altre cefalosporine e penicilline a spettro allargato
alcuni ceppi di Enterobacter spp., inizialmente sensibili,
possono manifestare resistenza durante la terapia con
ceftazidima. Pertanto nel corso del trattamento di infezioni da
Enterobacter spp., se ritenuto clinicamente appropriato,
deve essere valutata la possibilità di eseguire successivi
test di sensibilità.
L'uso contemporaneo o ravvicinato di farmaci nefrotossici
(kanamicina, streptomicina, colistina, viomicina, polimixina,
neomicina, gentamicina, ecc.) o potenti diuretici (ad
es. furosemide) è sconsigliabile e, comunque,
richiede assiduo controllo della funzionalità renale.
L'esperienza clinica con la ceftazidima ha dimostrato che
questi fenomeni si presentano molto raramente ai dosaggi
consigliati.
La somministrazione delle cefalosporine può interferire
con i risultati di alcune prove di laboratorio, causando
pseudopositività della glicosuria con i metodi di
Benedict, Fehling e "Clinitest", basati sulla riduzione
del rame, ma non con i metodi enzimatici. In circa il 5% dei
pazienti sono state segnalate, in corso di trattamento
con cefalosporine, positività talora false dei test
di Coombs. Ciò può interferire con i test di
compatibilità del sangue.
La ceftazidima non interferisce con la determinazione della
creatinina nel saggio con picrato alcalino.
Nel somministrare in concomitanza ceftazidima e cloramfenicolo
bisogna considerare la possibilità che si
manifesti antagonismo tra i due antibiotici.
Non si sono evidenziati effetti embriotossici o teratogenici
con la ceftazidima, comunque, nelle donne in stato di
gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto va
somministrato nei casi di effettiva necessità,
sotto il diretto controllo del medico.
La ceftazidima è escreta in piccole quantità nel
latte materno e deve essere impiegata con cautela nelle
madri che allattano.
Il GLAZIDIM non influenza le capacità di guida
né l'uso di macchine.
La ceftazidima è generalmente ben tollerata e le
reazioni avverse piuttosto infrequenti; esse includono:
reazioni locali
flebite o tromboflebite conseguenti a somministrazione
endovenosa; dolore e/o infiammazione dopo somministrazione
intramuscolare;
reazioni di ipersensibilità
rash urticarioidi o maculopapulari, febbre, prurito e, molto
raramente, angioedema e reazioni anafilattiche (inclusi
broncospasmo e/o ipotensione).
Come con altre cefalosporine vi sono state rare segnalazioni
di eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e
necrolisi epidermica tossica;
reazioni gastrointestinali
diarrea, nausea, vomito, dolore addominale e, molto raramente,
candidiasi del cavo orale o colite; come per altre
cefalosporine la colite può essere associata alla
presenza del Clostridium difficile e presentarsi sotto forma
di colite pseudomembranosa;
reazioni genito-urinarie
candidiasi, vaginite;
reazioni neurologiche
cefalea, vertigini, parestesie e sensazioni di sapore
sgradevole. Vi sono state segnalazioni di sequele neurologiche
come tremori, mioclonie, convulsioni ed encefalopatia
verificatesi in pazienti con insufficienza renale nei quali
il dosaggio della ceftazidima non era stato opportunamente
ridotto;
modificazioni dei parametri di laboratorio
sono state riferite in corso di terapia con ceftazidima
variazioni transitorie di alcuni parametri clinici e di
laboratorio: eosinofilia, positività al test di
Coombs e molto raramente anemia emolitica, trombocitosi,
incrementi in uno o più parametri di
funzionalità epatica quali SGOT, SGPT, LDH, GGT e
fosfatasi alcalina. Come per altre cefalosporine sono stati
segnalati occasionalmente incrementi transitori di azotemia,
ammoniemia e/o creatinina sierica. Molto raramente sono
state osservate leucopenia, neutropenia,
trombocitopenia, agranulocitosi e linfocitosi.
Il sovradosaggio può portare a sequele neurologiche tra
le quali encefalopatia, convulsioni e coma.
I livelli sierici di ceftazidima sono ridotti dalla
dialisi.
La ceftazidima è un derivato dell'acido
cefalosporanico che si caratterizza per uno spettro
antibatterico molto ampio, un'elevata resistenza alle
beta-lattamasi ed una notevole attività in
vitro e in vivo anche sullo Pseudomonas, di norma
resistente agli antibiotici beta-lattamici.
Ciò è dovuto alla presenza
contemporanea, nella catena laterale, del gruppo aminotiazolico,
del gruppo propossiminico e del gruppo carbossilico.
Spettro antibatterico e meccanismo
d'azione
Il GLAZIDIM è un antibiotico a spettro
eccezionalmente ampio e ad azione battericida. Provoca
infatti la lisi della cellula batterica per inibizione della
sintesi di mucoproteine a livello della parete cellulare. Il
suo effetto battericida si manifesta a concentrazioni pari o
prossime alle concentrazioni minime inibenti.
Il GLAZIDIM risulta attivo nei confronti di
una vasta gamma di germi gram-positivi e gram-negativi, sia
aerobi che anaerobi, compresi ceppi resistenti ad
antibiotici aminoglicosidici e ad antibiotici betalattamici
(cefalosporine e penicilline semisintetiche). Nell'impiego
clinico trova indicazione solo in infezioni gravi (vedi
Indicazioni) dovute ai seguenti germi gram-negativi: Pseudomonas
aeruginosa, Pseudomonas spp., Serratia spp., Enterobacter spp.,
Citrobacter spp.
Il GLAZIDIM trova inoltre indicazione nella
profilassi delle infezioni chirurgiche.
Il GLAZIDIM, dopo somministrazione per via parenterale
sotto forma di sale sodico, raggiunge elevate e persistenti
concentrazioni ematiche: nell'uomo dopo somministrazione
intramuscolare di 500 mg ed 1 g si raggiungono
rapidamente concentrazioni massime rispettivamente di 18 e
37 mcg/ml. Il picco viene raggiunto dopo circa 1 ora dalla
somministrazione i.m..
Dopo somministrazione endovenosa rapida in 5 minuti di 1 e 2 g
le concentrazioni medie al picco risultano rispettivamente
119 e 171,4 mcg/ml.
Dopo 8 ore dalla somministrazione sia endovenosa che
intramuscolare il farmaco è ancora presente nel
sangue a livelli terapeuticamente efficaci.
L'emivita sierica è di circa 2 ore.
L'entità del legame con le proteine del siero è
molto bassa e dell'ordine del 10%: pertanto una larga quota di
antibiotico è immediatamente disponibile a diffondere
dal sangue ai tessuti ed a svolgere una pronta azione
antibatterica.
Distribuzione tessutale
Il GLAZIDIM presenta, dopo somministrazione di una dose
di 1 o 2 g, un elevato grado di diffusione in tutti i
principali organi e tessuti, dove raggiunge concentrazioni
superiori alle concentrazioni minime inibenti (CMI) dei
principali germi patogeni (tab.1).
Tab.1: Concentrazioni della ceftazidima nei principali
tessuti e liquidi biologici
|
|
Concentrazione media al picco(µg/g o
µg/ml)
Dose impiegata e via di somministrazione
|
|
Tessuto, organo o liquido organico
|
1g i.m.
|
1g e.v.
|
2g e.v.
|
|
Tessuto polmonare
|

|
16.3
|
70.0
|
|
Mucosa bronchiale
|
96.5
|
-
|
-
|
|
Pleura
|
16.1
|
-
|
-
|
|
Liquido pleurico
|
14.7
|
-
|
30.0
|
|
Espettorato
|
3.0
|
7.6
|
9.3
|
|
Tonsilla
|
18.0
|
-
|
-
|
|
Mucosa seni mascellari
|
19.7
|
-
|
-
|
|
Essudato orecchio medio
|
-
|
37.3
|
-
|
|
Tessuto prostatico
|
-
|
50.5
|
55.0
|
|
Mucosa vescicale
|
-
|
69.4
|
-
|
|
Rene
|
-
|
-
|
121
|
|
Endometrio
|
-
|
36.0
|
-
|
|
Miometrio
|
-
|
44.9
|
-
|
|
Tube
|
-
|
42.7
|
-
|
|
Ovaio
|
-
|
41.3
|
-
|
|
Bile
|
21.1
|
37.4
|
-
|
|
Parete colecisti
|
-
|
29.5
|
-
|
|
Fluido duodenale
|
-
|
-
|
21.0
|
|
Liquido ascitico
|
13.9
|
11.9
|
-
|
|
Liquido peritoneale
|
-
|
66.7
|
-
|
|
Appendice
|
-
|
24.4
|
-
|
|
Muscolo cardiaco
|
-
|
-
|
34.5
|
|
Valvole cardiache
|
-
|
-
|
37.4
|
|
Liquido pericardico
|
-
|
13.1
|
-
|
|
Muscolo scheletrico
|
-
|
12.7
|
45.4
|
|
Tessuto sottocutaneo
|
-
|
-
|
21.0
|
|
Cute
|
-
|
-
|
38.2
|
|
Essudato di ferita chirurgica
|
|
39.9
|
52.4
|
|
Tessuto adiposo sottocutaneo
|
-
|
10.1
|
-
|
|
Tessuto osseo spugnoso
|
-
|
-
|
29.4
|
|
Tessuto osseo corticale
|
-
|
-
|
27.9
|
|
Liquido sinoviale
|
-
|
-
|
40.2
|
|
Tessuto cerebrale
|
-
|
7.45
|
-
|
|
Liquor (normale)
|
-
|
-
|
1.8
|
|
Liquor (meningite)
|
-
|
-
|
15.0
|
|
Umor acqueo
|
-
|
-
|
y
|
|
Liquido linfatico
|
-
|
24.0
|
-
|
Escrezione
Il GLAZIDIM non viene metabolizzato dall'organismo e
viene eliminato in forma attiva dal rene mediante filtrazione
glomerulare.
Circa il 90% della dose somministrata viene recuperata nelle
urine delle 24 ore.
Tossicità acuta
Nel corso delle prove sperimentali, la ceftazidima
ha presentato negli animali studiati (topi, ratti, conigli e
cani), una tossicità acuta molto bassa; a titolo
esemplificativo si riporta la DL50 nel topo: via e.v. circa 8.050
mg/kg; via i.m.>di 2.500 mg/kg di peso corporeo.
Nefrotossicità per somministrazione
unica
Le prove condotte non hanno dimostrato segni di
necrosi nei reni degli animali sottoposti a
sperimentazione.
Tossicità per somministrazioni
ripetute
Gli studi condotti su ratti (somministrazione e.v.
per 4 settimane) e cani (somministrazione e.v. per 14 settimane e
i.m. per 12 settimane) non hanno messo in evidenza, nonostante i
dosaggi molto elevati, alcuna azione di tipo tossico negli
animali.
Accurati esami clinici effettuati periodicamente nel
corso della prova hanno sempre dato conferma del normale
stato di salute degli animali.
Flacone: sodio carbonato anidro
La ceftazidima può essere diluita negli
usuali liquidi infusionali, fatta eccezione per le soluzioni di
sodio bicarbonato nelle quali è meno stabile. Inoltre la
ceftazidima non deve essere miscelata nello stesso set
infusionale o nella siringa con gli aminoglicosidi.
Sono state segnalate formazioni di precipitati
addizionando vancomicina alle soluzioni di ceftazidima.
Qualora si presentasse la necessità di somministrare
sequenzialmente questi due antibiotici è
consigliabile far defluire un'adeguata quantità
di liquido infusionale, al fine di ottenere un adeguato
lavaggio del set infusionale, tra le due
somministrazioni.
Compatibilità
La ceftazidima, a concentrazioni comprese tra 1
mg/ml e 40 mg/ml, è compatibile con:
- sodio cloruro 0,9%
- sodio lattato M/6
- soluzione di Hartmann
- destrosio 5%
- destrosio 5% e sodio cloruro 0,225%
- destrosio 5% e sodio cloruro 0,45%
- destrosio 5% e sodio cloruro 0,9%
- destrosio 4% e sodio cloruro 0,18%
- destrosio 10%
- destrano 40 10% in sodio cloruro 0,9%
- destrano 40 10% in destrosio 5%
- destrano 70 6% in sodio cloruro 0,9%
- destrano 70 6% in destrosio 5%
24 mesi.
Prima della ricostituzione conservare i flaconi al
riparo dalla luce.
La colorazione delle soluzioni può variare da
giallo pallido a color ambra in funzione della
concentrazione, del tipo di diluente e delle condizioni di
conservazione.
Il prodotto in soluzione, dopo ricostituzione con
acqua p.p.i. o con i liquidi infusionali compatibili (ad
esempio soluzione fisiologica, glucosata o di sodio lattato)
deve essere usato di norma entro 18 ore se conservato a
temperatura ordinaria ed entro 7 giorni se conservato a 4
C.
Il GLAZIDIM è confezionato in flaconi
di vetro incolore tipo I muniti di un apposito dispositivo
brevettato - MONOVIAL - per la preparazione della
soluzione infusionale. La sacca infusionale
“Clear-Flex”, contenente la soluzione
fisiologica, ha una capacità di 100 ml; le pareti della
sacca sono costituite da 3 strati con le seguenti composizioni:
uno interno in polietilene; uno intermedio in nylon; uno esterno
in polipropilene.
Flacone e sacca sono contenuti in un astuccio di
cartone.
GLAZIDIM 1 g Polvere e solvente per soluzione per
infusione endovenosa –1 flacone 1 g con dispositivo
MONOVIAL + sacca infusionale da 100 ml
GLAZIDIM 2 g Polvere e solvente per soluzione per
infusione endovenosa – 1 flacone 2 g con dispositivo
MONOVIAL + sacca infusionale da 100 ml
Il contenuto del MONOVIAL può essere
ricostituito utilizzando la sacca infusionale annessa.
In alternativa può essere ricostituito
utilizzando sacche infusionali di volume ridotto
(normalmente 50 e 100 ml) contenenti soluzioni di sodio
cloruro 0,9% o destrosio 5%, od altro fluido infusionale
compatibile. Il contenuto di GLAZIDIM 2 g Polvere per
soluzione per infusione endovenosa deve essere ricostituito
utilizzando sacche infusionali da 100 ml.
I flaconi di GLAZIDIM Polvere e solvente per
soluzione per infusione endovenosa con dispositivo
MONOVIAL possono sviluppare al loro interno, dopo la
ricostituzione, una pressione positiva, dovuta alla
liberazione di anidride carbonica.
1. Asportare la fascetta di sicurezza ed applicarla
sulla sacca infusionale (per consentire l'identificazione
del farmaco contenuto nella sacca stessa), quindi togliere il
cappuccio protettivo.
2. Inserire l'ago del MONOVIAL nella porta di
immissione della sacca infusionale.
3. Per consentire l'utilizzo del
MONOVIAL spingere verso il basso la protezione
in plastica dell'ago fino a sentire uno scatto.
4. Tenere il flacone diritto e riempirlo per
circa due terzi comprimendo più volte la sacca.
5. Agitare il flacone per disciogliere la
polvere.
6. Durante la solubilizzazione si
svilupperà una leggera effervescenza.
7. Capovolgere il flacone, quindi comprimere
più volte la sacca infusionale per consentire il
passaggio della soluzione di antibiotico nella
sacca.
8. Ripetere i passaggi da 4 a 7 per risciacquare
l'interno del flacone.
Eliminare il contenitore MONOVIAL
in modo idoneo.
Verificare che la polvere sia stata disciolta
completamente e che la sacca non abbia perdite.
GLAXOSMITHKLINE S.p.A., Via A. Fleming 2,
Verona.
GLAZIDIM 1 g Polvere e solvente per soluzione per
infusione endovenosa – 1 flacone con dispositivo
MONOVIAL + sacca infusionale
A.I.C.: 025212097
GLAZIDIM 2 g Polvere e solvente per soluzione per
infusione endovenosa – 1 flacone con dispositivo MONOVIAL +
sacca infusionale
A.I.C.:
025212109
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Maggio 2000
y TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90 - [Vedi Indice]
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Maggio 2002