1 flaconcino contiene 150 mg di trastuzumab, anticorpo
monoclonale IgG1 umanizzato, prodotto da linee cellulari di
mammifero (cellule ovariche di criceto cinese, CHO), tramite
infusione continua.
Una volta ricostituita la soluzione di Herceptin contiene 21
mg/ml di trastuzumab.
Per gli eccipienti, vedere 6.1.
Polvere per concentrato per soluzione per infusione
endovenosa.
Herceptin è una polvere liofilizzata di colore da
bianco a giallo chiaro.
- [Vedi Indice]
Herceptin è indicato per il trattamento di pazienti con
carcinoma mammario metastatico con iperespressione di HER2:
a) in monoterapia per il trattamento di pazienti che hanno
ricevuto almeno due regimi chemioterapici per la malattia
metastatica. La chemioterapia precedentemente somministrata deve
aver contenuto almeno una antraciclina e un taxano, tranne nel
caso in cui il paziente non sia idoneo a tali trattamenti. I
pazienti positivi al recettore ormonale devono non aver risposto
alla terapia ormonale, tranne nel caso in cui il paziente non sia
idoneo a tali trattamenti.
b) in associazione al paclitaxel per il trattamento di
pazienti che non sono stati sottoposti a chemioterapia per la
malattia metastatica e per i quali non è indicato il
trattamento con antracicline.
Herceptin deve essere utilizzato soltanto in pazienti affetti
da tumore con iperespressione di HER2 di livello 3+
all’esame immunoistochimico (vedere 4.4 Avvertenze speciali
e opportune precauzioni d'impiego e 5.1 Proprietà
farmacodinamiche).
La misurazione dell’espressione di HER2 è
obbligatoria prima di iniziare la terapia con Herceptin (vedere
4.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso e 5.1
Proprietà farmacodinamiche). Il trattamento con Herceptin
deve essere iniziato esclusivamente da un medico esperto nella
somministrazione di chemioterapia citotossica (vedere 4.4
Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso).
Le seguenti dosi di attacco e dosi successive sono indicate
per l’utilizzo in monoterapia e in combinazione con
paclitaxel.
Dose di attacco
La dose di attacco iniziale di Herceptin consigliata è
di 4 mg/kg di peso corporeo.
Dosi successive
La dose settimanale di Herceptin consigliata è di 2
mg/kg di peso corporeo, con inizio una settimana dopo la dose di
attacco.
Modalità di somministrazione
Herceptin deve essere somministrato come infusione endovenosa
di 90 minuti. I pazienti devono essere osservati per almeno sei
ore dall’inizio dell’infusione e per due ore
dall’inizio delle infusioni successive per
l’insorgenza di sintomi quali febbre e brividi o altri
sintomi correlati all’infusione (vedere 4.4 Avvertenze
speciali e opportune precauzioni d'impiego e 4.8 Effetti
indesiderati). L’interruzione dell’infusione
può essere d’aiuto per controllare tali sintomi.
L’infusione può essere ripresa alla scomparsa dei
sintomi.
Se la dose di attacco iniziale è stata ben tollerata,
le dosi successive possono essere somministrate con una infusione
di 30 minuti. Le attrezzature d’emergenza devono essere
disponibili.
Non somministrare come iniezione o bolo per via
endovenosa.
Per le istruzioni per l'impiego e la manipolazione vedere
6.6.
Somministrazione in associazione a Paclitaxel
Il paclitaxel può essere somministrato il giorno
successivo all’assunzione della prima dose di Herceptin
(per la dose, vedere il Riassunto delle caratteristiche del
prodotto del paclitaxel) o immediatamente dopo le dosi successive
di Herceptin se la dose precedente di Herceptin è stata
ben tollerata.
Durata del trattamento
Herceptin deve essere somministrato fino alla progressione
della malattia.
Riduzione del dosaggio
Non sono state effettuate riduzioni di dosaggio di Herceptin
nel corso degli studi clinici. I pazienti possono continuare la
terapia con Herceptin durante i periodi di mielosoppressione
reversibile indotta da chemioterapia. Fare riferimento al
Riassunto delle caratteristiche del prodotto del paclitaxel per
ridurre o ritardare il dosaggio di paclitaxel.
Particolari popolazioni di pazienti
I dati clinici mostrano che la disponibilità di
Herceptin non è alterata in funzione dell’età
o della creatinina sierica (vedere 5.2 Proprietà
farmacocinetiche). Negli studi clinici i pazienti anziani non
hanno ricevuto dosi ridotte di Herceptin. Non sono stati condotti
studi di farmacocinetica dedicati negli anziani e nei soggetti
con disfunzione renale o epatica. Tuttavia, in una analisi di
farmacocinetica di popolazione, l'età e l'insufficienza
renale non sono risultate modificare la disponibilità di
trastuzumab.
Uso pediatrico
La sicurezza e l’efficacia di Herceptin nei pazienti al
di sotto dei 18 anni non sono state definite.
Pazienti con ipersensibilità nota al trastuzumab, alle
proteine murine o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Pazienti con dispnea a riposo grave, dovuta a complicanze di
neoplasie avanzate, o pazienti che necessitano di
ossigeno-terapia supplementare.
Il test per la determinazione dell’iperespressione di
HER2 deve essere effettuato in un laboratorio specializzato che
possa garantire una adeguata certificazione delle procedure
analitiche (vedere 5.1 Proprietà farmacodinamiche).
L’uso di Herceptin è associato a
cardiotossicità. Tutti i candidati al trattamento devono
essere sottoposti ad un attento monitoraggio dello stato cardiaco
(vedere la sezione “cardiotossicità ”
riportata di seguito).
Il rischio di cardiotossicità è maggiore quando
Herceptin è utilizzato in combinazione con le
antracicline. Pertanto, Herceptin e le antracicline non devono
essere correntemente utilizzati in associazione, se non in studi
clinici ben controllati con monitoraggio cardiaco. Anche i
pazienti che hanno precedentemente ricevuto antracicline sono a
rischio di cardiotossicità se trattati con Herceptin,
sebbene il rischio sia più basso rispetto a quello
dell’uso concomitante di Herceptin e antracicline.
Poiché l’emivita di Herceptin è di circa
28,5 giorni (intervallo di confidenza 95%, 25,5 - 32,8 giorni),
Herceptin può persistere nel sistema circolatorio fino a
24 settimane dopo la fine del trattamento con Herceptin. I
pazienti che ricevono antracicline dopo la fine del trattamento
con Herceptin possono essere a maggior rischio di
cardiotossicità. Se possibile, i medici devono evitare una
terapia a base di antracicline fino a 24 settimane dopo la fine
del trattamento con Herceptin. Se vengono utilizzate
antracicline, la funzionalità cardiaca del paziente deve
essere attentamente monitorata (vedere la sezione
“cardiotossicità ” riportata di
seguito).
Reazioni avverse gravi sono state osservate in pazienti
sottoposti a terapia con Herceptin; esse hanno incluso: reazioni
all’infusione, reazioni di ipersensibilità, reazioni
simil-allergiche ed eventi polmonari. I pazienti che riportano
dispnea a riposo dovuta a complicanze della neoplasia avanzata e
a morbilità concomitante possono essere esposti ad
aumentato rischio di reazione all’infusione con esito
fatale. Queste reazioni gravi sono generalmente associate alla
prima infusione di Herceptin e si sono generalmente verificate
durante o immediatamente dopo l’infusione. In alcuni
pazienti i sintomi sono progressivamente peggiorati inducendo
ulteriori complicanze polmonari. Sono stati inoltre riportati
miglioramento iniziale seguito da peggioramento clinico e
reazioni ritardate con rapido peggioramento clinico. I decessi si
sono verificati da entro poche ore a fino a una settimana
dall’infusione. In casi estrememente rari, è stata
riportata l’insorgenza di sintomi correlati
all’infusione o di sintomi polmonari dopo oltre sei ore
dall’inizio dell’infusione di Herceptin. I pazienti
devono essere informati sulla possibilità di questa
tardiva insorgenza e sulla necessità di contattare il
medico nel caso in cui si verifichino questi sintomi.
Reazioni all’infusione, reazioni simil-allergiche e
ipersensibilità
Reazioni avverse gravi all’infusione di Herceptin non
frequentemente riportate sono state: dispnea, ipotensione,
respiro affannoso, ipertensione, broncospasmo, tachicardia,
ridotta saturazione dell’ossigeno, anafilassi, sofferenza
respiratoria, orticaria e angioedema (vedere 4.8 Effetti
indesiderati). La maggior parte di questi eventi si verifica nel
corso delle 2,5 ore successive all’inizio della prima
infusione. Nel caso in cui si verifichi una reazione
all’infusione, l’infusione di Herceptin deve essere
interrotta e il paziente deve essere monitorato fino alla
risoluzione di qualsiasi sintomo osservato (vedere 4.2 Posologia
e modo di somministrazione). La maggior parte dei pazienti ha
riportato la risoluzione dei sintomi e ha successivamente
ricevuto ulteriori infusioni di Herceptin. Le reazioni gravi
sono state trattate con successo tramite terapia di supporto come
ossigeno, beta-agonisti e corticosteroidi. In rari casi queste
reazioni sono associate a decorso clinico con esito fatale. I
pazienti che riportano dispnea a riposo dovuta a complicanze di
neoplasia avanzata e morbilità concomitanti possono essere
esposti ad aumentato rischio di reazione all’infusione con
esito fatale. Pertanto questi pazienti non devono essere trattati
con Herceptin (vedere 4.3 Controindicazioni).
Eventi Polmonari
Raramente sono stati riportati eventi polmonari gravi con
l’uso di Herceptin nella fase post-commercializzazione
(vedere 4.8 Effetti Indesiderati). Questi rari eventi sono stati
occasionalmente fatali. Inoltre, sono stati riportati rari casi
di infiltrati polmonari, sindrome da sofferenza respiratoria
acuta, polmonite, versamento pleurico, sofferenza respiratoria,
edema polmonare acuto ed insufficienza respiratoria. Questi
eventi possono manifestarsi come parte di una reazione
all’infusione oppure avere un’insorgenza ritardata. I
pazienti che riportano dispnea a riposo dovuta a complicanze di
neoplasia avanzata e morbilità concomitanti possono essere
esposti a un rischio maggiore di eventi polmonari. Pertanto,
detti pazienti non devono essere trattati con Herceptin (vedere
4.3 Controindicazioni).
Cardiotossicità
E’ stata osservata insufficienza cardiaca (classe II-IV
secondo la New York Heart Association [NYHA]) nei pazienti
trattati con Herceptin in monoterapia o in terapia di
associazione a paclitaxel, in particolare dopo chemioterapia con
antraciclina (doxorubicina o epirubicina). Questa può
essere da moderata a grave ed è stata associata a decesso
(vedere 4.8 Effetti indesiderati).
Tutti i candidati al trattamento con Herceptin, ma in
particolare i pazienti precedentemente esposti a trattamento con
antraciclina e ciclofosfamide (AC), devono essere sottoposti a
valutazione basale dello stato cardiaco, comprendente anamnesi ed
esame fisico, ECG, ecocardiogramma e/o angiocardiografia
radioisotopica. Prima di decidere per il trattamento con
Herceptin dovrà essere effettuata una attenta valutazione
del rapporto rischio-beneficio. La funzionalità cardiaca
dovrà essere ulteriormente monitorata durante il
trattamento (ad esempio ogni tre mesi). Il monitoraggio
può essere di aiuto nella identificazione di pazienti che
sviluppano disfunzione cardiaca. I pazienti che sviluppano
disfunzione cardiaca asintomatica possono beneficiare di un
più frequente monitoraggio (ad esempio ogni 6-8
settimane). In caso di pazienti che riportano continua
diminuzione della funzionalità del ventricolo sinistro, ma
rimangono asintomatici, il medico deve prendere in considerazione
l’interruzione della terapia se non sono stati osservati
benefici clinici della terapia con Herceptin. I pazienti con
insufficienza cardiaca sintomatica, storia di ipertensione o
documentata arteriopatia coronarica devono essere trattati con
cautela.
Se durante la terapia con Herceptin insorge insufficienza
cardiaca sintomatica, occorre trattarla con le terapie standard
convenzionali. L’interruzione della terapia con Herceptin
deve essere seriamente presa in considerazione per i pazienti che
sviluppano insufficienza cardiaca clinicamente significativa, a
meno che i benefici valutati individualmente per ciascun paziente
non superino l’entità del rischio.
La sicurezza della continuazione o risomministrazione di
Herceptin in pazienti che riportano cardiotossicità non
è stata studiata con studi prospettici. Tuttavia la
maggior parte di pazienti che hanno riportato insufficienza
cardiaca nel corso di studi registrativi è migliorata in
seguito a trattamento standard. Il trattamento includeva
diuretici, glicosidi cardiaci e/o inibitori dell’enzima di
conversione dell’angiotensina. La maggioranza dei pazienti
con sintomi cardiaci e evidenza di benefici clinici con il
trattamento di Herceptin ha continuato la terapia settimanale con
Herceptin senza eventi cardiaci ulteriori.
Non sono stati condotti studi d’interazione di farmaci
con Herceptin nell’uomo. Non può essere escluso il
rischio di interazione con farmaci somministrati in
concomitanza.
Gravidanza
Studi sulla riproduzione sono stati condotti nella scimmia
Cynomolgus con dosi fino a 25 volte superiori alla dose di
mantenimento settimanale nell’uomo di 2 mg/kg di Herceptin.
Gli studi non hanno rivelato alcuna evidenza di alterata
fertilità o di danno fetale. E’ stato osservato
passaggio placentare del trastuzumab durante il periodo di
sviluppo fetale precoce (giorni 20-50 di gestazione) e tardivo
(giorni 120-150 di gestazione). Non è noto se Herceptin
possa provocare danni al feto se somministrato in gravidanza o se
possa avere effetti sulla capacità riproduttiva. Dato che
gli studi sulla riproduzione nell’animale non sono sempre
predittivi degli effetti nell’uomo, Herceptin non deve
essere somministrato in gravidanza a meno che i potenziali
benefici per la madre siano superiori ai potenziali rischi per il
feto.
Allattamento
Uno studio condotto su scimmie Cynomolgus durante
l’allattamento, con dosi 25 volte superiori alla dose di
mantenimento settimanale nell’uomo di 2 mg/kg di Herceptin,
ha dimostrato che il trastuzumab è secreto nel latte. La
presenza di trastuzumab nel siero della scimmia neonata non
è stata associata ad alcun effetto avverso sulla crescita
o sullo sviluppo dalla nascita fino a 1 mese di età. Non
è noto se il trastuzumab sia secreto nel latte materno
umano. Poiché le IgG umane sono secrete nel latte materno
umano e non è noto il rischio potenziale di danno per il
neonato, le donne non devono allattare al seno durante la terapia
con Herceptin e durante i sei mesi successivi alla
somministrazione dell’ultima dose di Herceptin.
Non sono stati condotti studi relativamente agli effetti sulla
capacità di guidare veicoli e sull’uso di
macchinari. Occorre consigliare i pazienti che sviluppano sintomi
correlati all’infusione di non guidare veicoli e di non
utilizzare macchinari fino alla scomparsa dei sintomi.
I dati relativi agli eventi avversi riflettono
l’esperienza di studi clinici e post marketing con
l’utilizzo di Herceptin al dosaggio raccomandato, sia in
monoterapia che in combinazione con paclitaxel.
Nei due studi clinici registrativi Herceptin è stato
somministrato in monoterapia o in associazione a paclitaxel. Le
reazioni avverse più comuni sono i sintomi correlati
all’infusione, come febbre e brividi, solitamente a seguito
della prima infusione di Herceptin.
Le reazioni avverse attribuite ad Herceptin nel 10 % o
più dei pazienti nei due studi clinici registrativi sono
state le seguenti:
|
Organismo in Generale:
|
dolore addominale, astenia, dolore al torace, brividi, febbre,
cefalea, dolore
|
|
Apparato Digestivo:
|
diarrea, nausea, vomito
|
|
Apparato Muscolo-Scheletrico:
|
artralgia, mialgia
|
|
Cute ed Annessi:
|
rash
|
Le reazioni avverse attribuite ad Herceptin in più
dell’1 % e in meno del 10 % dei pazienti nei due studi
clinici registrativi sono state le seguenti:
|
Organismo in Generale:
|
sindrome influenzale, mal di schiena, infezione, dolore al
collo, malessere, reazione allergica, mastite, perdita di
peso
|
|
Apparato Cardiovascolare:
|
vasodilatazione, tachicardia, ipotensione, insufficienza
cardiaca, miocardiopatia, palpitazioni
|
|
Apparato Digestivo:
|
anoressia, costipazione, dispepsia, dolorabilità
epatica, secchezza della bocca, disturbi rettali (emorroidi)
|
|
Sistema Emopoietico e Linfatico:
|
leucopenia, ecchimosi
|
|
Metabolismo:
|
edema periferico, edema
|
|
Apparato Muscolo-Scheletrico:
|
dolore osseo, crampi alle gambe, artrite
|
|
Sistema Nervoso:
|
ansietà, depressione, capogiri, insonnia, parestesie,
sonnolenza, ipertonia, neuropatia, tremore
|
|
Apparato Respiratorio:
|
asma, aumento della tosse, dispnea, epistassi, disturbi
polmonari, faringite, rinite, sinusite
|
|
Apparato Urogenitale:
|
infezioni delle vie urinarie
|
|
Cute ed Annessi:
|
prurito, sudorazione, onicopatie, secchezza della pelle,
alopecia, acne, rash maculopapuloso
|
|
Organi Sensoriali:
|
alterazione del gusto
|
Reazioni Avverse Gravi
Almeno una delle seguenti reazioni avverse gravi si è
verificata in almeno un paziente trattato con Herceptin in
monoterapia o in associazione a chemioterapia durante il corso di
studi clinici, o è stata riportata durante
l’esperienza successiva alla commercializzazione:
|
Organismo in generale:
|
reazione allergica, anafilassi e shock anafilattico,
angioedema, atassia, sepsi, brividi e febbre, astenia, febbre,
rigidità, cefalea, paresi, dolore toracico, affaticamento,
sintomi correlati all’infusione, edema periferico, dolore
osseo, coma, meningite, edema cerebrale, alterazione della
capacità di pensiero, progressione della neoplasia
|
|
Apparato Cardiovascolare:
|
miocardiopatia, insufficienza cardiaca congestizia, aumento
della insufficienza cardiaca congestizia, diminuzione della
frazione di eiezione, ipotensione, versamento del pericardio,
bradicardia, disturbi cerebrovascolari, insufficienza cardiaca,
shock cardiogeno, pericardite
|
|
Apparato Digestivo:
|
epatite, dolorabilità epatica, diarrea, nausea e
vomito, pancreatite, insufficienza epatica, ittero
|
|
Sistema Emopoietico e Linfatico:
|
leucemia, neutropenia febbrile, neutropenia, trombocitopenia,
anemia, diminuzione dei livelli della protrombina
|
|
Metabolismo:
|
ipercalemia
|
|
Apparato Muscolo-Scheletrico:
|
mialgia
|
|
Sistema Nervoso:
|
degenerazione cerebellare paraneoplastica
|
|
Apparato Urinario:
|
glomerulonefrite membranosa, glomerulopatia, insufficienza
renale
|
|
Apparato Respiratorio:
|
broncospasmo, sofferenza respiratoria, edema polmonare acuto,
insufficienza respiratoria, dispnea, ipossia, edema laringeo,
sofferenza respiratoria acuta, sindrome da sofferenza
respiratoria acuta, respiro di Cheyne-Stokes, infiltrati
polmonari, polmonite
|
|
Cute ed Annessi:
|
rash, dermatite, orticaria
|
|
Organi Sensoriali:
|
papilloedema, alterazione della lacrimazione, emorragia della
retina, sordità
|
Sintomi associati all’infusione
Durante la prima infusione di Herceptin è stata
comunemente osservata nei pazienti la comparsa di brividi e/o
febbre. Possono essere osservati altri segni e/o sintomi quali
nausea, ipertensione, vomito, dolori, rigidità, cefalea,
tosse, capogiri, rash e astenia. Questi sintomi sono generalmente
di gravità da lieve a moderata e si verificano meno
frequentemente in seguito alle infusioni successive di Herceptin.
I sintomi possono essere trattati con analgesici/antipiretici
come per esempio la meperidina o il paracetamolo, o con
antistaminici come per esempio la difenidramina (vedere 4.2
Posologia e modo di somministrazione). Alcune reazioni avverse
alla infusione di Herceptin come dispnea, ipotensione, respiro
affannoso, broncospasmo, tachicardia, ridotta saturazione
dell’ossigeno e sofferenza respiratoria possono essere
gravi e potenzialmente fatali (vedere 4.4 Avvertenze speciali e
opportune precauzioni d’impiego).
Reazioni simil-allergiche e di
ipersensibilità
Reazioni allergiche, anafilassi e shock anafilattico,
orticaria e angioedema si sono verificate raramente durante la
somministrazione della prima infusione di Herceptin. In oltre un
terzo dei pazienti queste reazioni si sono risolte senza
necessità di interrompere l’assunzione di Herceptin.
Alcune di queste reazioni possono essere gravi e potenzialmente
fatali (vedere 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni
d'impiego).
Eventi polmonari gravi
Raramente si sono verificati singoli casi di infiltrati
polmonari, polmonite, versamento pleurico, sofferenza
respiratoria, edema polmonare acuto e insufficienza respiratoria.
La sindrome da sofferenza respiratoria acuta (ARDS) è
stata riportata raramente con esito fatale (vedere 4.4 Avvertenze
speciali e opportune precauzioni d'impiego).
Tossicità cardiaca
Nei pazienti trattati con Herceptin sono stati osservati
riduzione della frazione di eiezione e segni e sintomi di
insufficienza cardiaca, come dispnea, ortopnea, aumento della
tosse, edema polmonare e comparsa di terzo tono (vedere 4.4
Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego).
La tabella qui di seguito riportata indica l’incidenza
di eventi avversi cardiaci ricavati dall’analisi
retrospettiva di dati relativi a studi di terapia di combinazione
(Herceptin più paclitaxel [H+P] verso paclitaxel in
monoterapia [P da solo]) e relativi a studi di Herceptin in
monoterapia [H da solo]:
Incidenza di eventi avversi cardiaci; n,%
[limite di confidenza del 95 %]
|
P+H
N=91
|
P da solo
N=95
|
H da solo
N=213
|
|
Insufficienza cardiaca sintomatica
|
8, 8,8 %
[3,9-16,6]
|
4, 4,2 %
[1,2-10,4]
|
18, 8,5 %
[5,1-13,0]
|
|
Diagnosi cardiaca diversa dall’insufficenza cardiaca
|
4, 4,4 %
[1,2-10,9]
|
7, 7,4 %
[3,0-14,6]
|
7, 3,3 %
[1,3-6,7]
|
Tossicità ematologica
Raramente si è verificata tossicità ematologica
in seguito a somministrazione di Herceptin in monoterapia;
leucopenia di grado III secondo la WHO, trombocitopenia e anemia
si sono verificate in meno dell’1 % dei pazienti. Non sono
state osservate tossicità di grado IV secondo la WHO.
Si è verificato un aumento dell’incidenza di
tossicità ematologica di grado III o IV secondo la WHO nei
pazienti trattati con Herceptin in associazione a paclitaxel in
confronto ai pazienti trattati con paclitaxel da solo (34 % verso
21 %). Questo risultato può essere dovuto alla maggiore
esposizione al paclitaxel nel braccio di trattamento con
Herceptin più paclitaxel, considerato l’aumentato
tempo alla progressione della malattia in questo gruppo in
confronto a quello trattato con paclitaxel da solo (vedere
sezione 5.1 Proprietà farmacodinamiche,Dati
clinici).
Tossicità epatica e renale
Tossicità epatica di grado III o IV secondo la WHO
è stata osservata nel 12 % dei pazienti dopo
somministrazione di Herceptin come singolo agente. Nel 60 % di
questi pazienti tale tossicità era associata a
progressione della malattia nel fegato. Tossicità epatica
di grado III o IV secondo la WHO era meno frequentemente
osservata tra i pazienti che avevano ricevuto Herceptin e
paclitaxel che tra quelli che avevano ricevuto paclitaxel (7 % in
confronto a 15 %). Non è stato osservato nessun grado III
o IV di tossicità renale nei pazienti trattati con
Herceptin.
Diarrea
La diarrea si è manifestata nel 27 % dei pazienti
trattati con Herceptin come singolo agente. Un aumento
dell’incidenza di diarrea, primariamente di gravità
da lieve a moderata, è stato osservato anche nei pazienti
che assumevano Herceptin in associazione a paclitaxel, rispetto
ai pazienti che assumevano il solo paclitaxel.
Infezioni
Un aumento dell’incidenza di infezioni, primariamente
infezioni lievi delle vie respiratorie superiori di significato
clinico minore o infezioni da catetere, è stato osservato
primariamente nei pazienti trattati con Herceptin più
paclitaxel, rispetto ai pazienti che assumevano il solo
paclitaxel.
Non sono stati riportati casi di sovradosaggio negli studi
clinici effettuati nell’uomo. Dosi singole di Herceptin,
usato da solo, superiori a 10 mg/kg non sono state somministrate
durante gli studi clinici. Fino a questo livello i dosaggi sono
stati ben tollerati.
Categoria farmacoterapeutica: Agenti antineoplastici, codice
ATC: L01XC03
Il trastuzumab è un anticorpo monoclonale IgG1
umanizzato ricombinante contro il recettore 2 del fattore di
crescita epiteliale umano (HER2). L’iperespressione di HER2
è osservata nel 20 %-30 % dei tumori mammari primari.
Studi svolti indicano che i pazienti affetti da tumore con
iperespressione di HER2 hanno una sopravvivenza libera da
malattia più breve rispetto ai pazienti affetti da tumore
senza iperespressione di HER2. Il dominio extracellulare del
recettore (ECD, p105) può essere rilasciato nel flusso
sanguigno e misurato nei campioni di siero.
Il trastuzumab ha dimostrato, sia in vitro che
nell’animale, di essere in grado di inibire la
proliferazione delle cellule tumorali umane che iperesprimono
HER2. Inoltre il trastuzumab è un potente mediatore della
citotossicità anticorpo dipendente cellulo-mediata (ADCC).
In vitro la ADCC mediata da trastuzumab ha dimostrato di essere
esercitata in maniera preferenziale sulle cellule tumorali con
iperespressione di HER2, rispetto alle cellule tumorali che non
iperesprimono HER2.
Individuazione dell’iperespressione di HER2
Herceptin deve essere utilizzato soltanto nei pazienti affetti
da tumore con iperespressione di HER2. L’iperespressione di
HER2 deve essere individuata tramite un esame immuno-istochimico
(IHC) di sezioni tumorali fissate (vedere 4.4 Avvertenze speciali
e opportune precauzioni d'impiego). Sono candidati al trattamento
con Herceptin i pazienti che mostrino marcata iperespressione di
HER2 con indicazione di punteggio IHC pari a 3+.
Per assicurare risultati accurati e riproducibili, gli esami
devono essere effettuati in laboratori specializzati e in grado
di garantire la validazione delle procedure adottate.
Sistema raccomandato per l’assegnazione
del punteggio ai modelli di marcatura IHC:
|
Punteggio di intensità della marcatura
|
Modello di marcatura
|
Valutazione della iperespressione di HER2
|
|
0
|
Nessuna marcatura o marcatura di membrana osservata in
<10 % delle cellule tumorali.
|
Negativo
|
|
1+
|
Debole/appena percettibile marcatura della membrata
individuata in >10 % delle cellule tumorali. Le cellule sono
marcate soltanto in una parte della membrana.
|
Negativo
|
|
2+
|
Da lieve a moderata marcatura completa della membrana
individuata in >10 % delle cellule tumorali.
|
Iperespressione da lieve a moderata
|
|
3+
|
Da moderata a forte marcatura completa della membrana
individuata in >10 % dele cellule tumorali.
|
Iperespressione da moderata a forte
|
Dati clinici
Herceptin è stato usato in studi clinici come agente
singolo nel trattamento di pazienti con carcinoma mammario
metastatico con tumori che iperesprimono HER2 e che non hanno
risposto a uno o più regimi di chemioterapia per la
malattia metastatica (H da solo).
Herceptin è stato utilizzato anche in associazione a
paclitaxel per il trattamento di pazienti affetti da malattia
metastatica non precedentemente trattati con chemioterapia.
Pazienti cui era stata precedentemente somministrata
chemioterapia adiuvante con antracicline, sono stati trattati con
paclitaxel (175 mg/m2 tramite infusione di 3 ore), con
Herceptin (H+P) o senza Herceptin (P da solo). I pazienti
potevano essere trattati con Herceptin fino alla progressione
della malattia.
L’efficacia di Herceptin in associazione a paclitaxel in
pazienti non precedentemente trattati con AC non è stata
dimostrata.
Efficacia in pazienti con iperespressione di HER2 (IHC
3+)
Il test per l’iperespressione di HER2 usato per
determinare l’eligibilità dei pazienti negli studi
clinici è stato effettuato tramite colorazione
immunoistochimica per HER2 di materiale fissato proveniente da
tumori mammari, utilizzando gli anticorpi monoclonali murini CB11
e 4D5. I tessuti venivano fissati in formalina o fissante di
Bouin. Questo esame clinico investigativo è stato
effettuato presso un laboratorio centrale utilizzando una scala
da 0 a 3+. I pazienti classificati con marcatura 2+ o 3+ erano
inclusi nello studio, mentre quelli con marcatura 0 o 1+ ne erano
esclusi. Oltre il 70 % dei pazienti arruolati riportavano
iperespressione 3+. I dati indicano che i pazienti con livelli
superiori di iperespressione di HER2 (3+) hanno riportato effetti
positivi maggiori.
Nella tabella che segue sono riassunti i dati di efficacia
relativi a studi condotti in monoterapia e in terapia di
associazione:
Efficacia in pazienti con iperespressione di HER2 (IHC 3+):
Mediana (95 %IC)
|
Parametro
|
Terapia di Associazione
|
Monoterapia
|
|
H+P
N=68
|
P
N=77
|
H
N=172
|
|
Durata mediana della risposta (mesi)
|
8,3
(7,3-8,8)
|
4,6
(3,7-7,4)
|
9,1
(5,6-10,3)
|
|
TTP Mediano (mesi)
|
7,1
(6,2-12,0)
|
3,0
(2,0-4,4)
|
3,2
(2,6-3,5)
|
|
Sopravvivenza Mediana (mesi)
|
24,8
(18,6-33,7)
|
17,9
(11,2-23,8)
|
16,4
(12,3-n.a.)
|
|
Percentuale di Risposta (%)
|
49 %
(36 - 61)
|
17 %
(9 - 27)
|
18 %
(13 - 25)
|
TTP = tempo alla progressione; "n.a." indica che non è
stato possibile valutarlo o che non è stato ancora
raggiunto
Immunogenicità
Tutti i pazienti, tranne due, che hanno partecipato ai due
studi registrativi sono stati valutati per la produzione di
anticorpi. Gli anticorpi umani anti-trastuzumab sono stati
individuati in un paziente, che non aveva manifestazioni
allergiche.
Siti di progressione
Qui di seguito sono riportati i siti nei quali è stata
riscontrata progressione della malattia in seguito alla terapia
con Herceptin e paclitaxel, nel trattamento di pazienti affetti
da tumore metastatico della mammella nel corso dello studio
registrativo:
|
Sito*
|
H+P
(N=87)
%
|
P da solo
(N=92)
%
|
Valore di p
|
|
Qualsiasi sito
|
70,1
|
95,7
|
|
|
Addome
|
0
|
0
|
-
|
|
Ossa
|
17,2
|
16,3
|
0,986
|
|
Torace
|
5,7
|
13,0
|
0,250
|
|
Fegato
|
21,8
|
45,7
|
0,004
|
|
Polmone
|
16,1
|
18,5
|
0,915
|
|
Linfonodo Dist.
|
3,4
|
6,5
|
0,643
|
|
Mediastino
|
4,6
|
2,2
|
0,667
|
|
SNC
|
12,6
|
6,5
|
0,377
|
|
Altro
|
4,6
|
9,8
|
0,410
|
*I pazienti possono aver riportato molteplici siti di
progressione della malattia
La frequenza della progressione a livello epatico era
significativamente ridotta nei pazienti trattati con
l’associazione di Herceptin e paclitaxel. Un maggior numero
di pazienti trattati con Herceptin e paclitaxel ha riportato
progressione a livello del sistema nervoso centrale rispetto ai
pazienti trattati con paclitaxel da solo.
La farmacocinetica del trastuzumab è stata studiata in
pazienti con carcinoma mammario metastatico. La somministrazione
di infusioni di breve durata per via endovenosa di 10, 50, 100,
250 e 500 mg di trastuzumab, una volta alla settimana, ha
mostrato una farmacocinetica dosaggio-dipendente. Non sono stati
eseguiti con Herceptin studi sull’interazione
farmacologica.
Emivita
Usando la dose raccomandata, l’emivita è di circa
28,5 giorni (intervallo di confidenza 95%, 25,5 - 32,8 giorni).
Il periodo di eliminazione è fino a 24 settimane
(intervallo di confidenza 95%, 18 - 24 settimane).
Concentrazione allo stato stazionario e massima
(picco)
La farmacocinetica allo stato stazionario dovrebbe essere
raggiunta entro 20 settimane circa (intervallo di confidenza 95%,
18 - 24 settimane). L'AUC media stimata era di 578 mg die/l e il
picco medio stimato e la concentrazione minima (valle) erano
rispettivamente di 110 mg/l e 66 mg/l.
Clearance
La clearance è diminuita all’aumentare del
dosaggio. In studi clinici con dose di attacco pari a 4 mg/kg di
trastuzumab, seguiti da una dose successiva settimanale di
2 mg/kg, la clearance media è stata di 0,225 l/die.
Sono stati valutati gli effetti delle caratteristiche dei
pazienti (come per esempio l’età o la creatinina
sierica) sulla disponibilità del trastuzumab. I dati
indicano che la disponibilità del trastuzumab non è
alterata in nessun gruppo di pazienti (vedere 4.2 Posologia e
modo di somministrazione); tuttavia, gli studi non erano stati
disegnati in maniera specifica per la valutazione
dell’influenza della insufficienza renale sulla
farmacocinetica.
Volume di distribuzione
In tutti gli studi clinici, il volume di distribuzione
è stato all’incirca pari al volume sierico,
2,95 l.
Antigene solubile circolante
Nel siero di alcuni pazienti con carcinoma mammario con
iperespressione di HER2 si trovano concentrazioni misurabili del
dominio extracellulare circolante del recettore HER2 (antigene
solubile). La determinazione dell’antigene solubile nei
campioni di siero basale ha rivelato che il 64 % dei pazienti
(286 su 447) aveva una quantità misurabile di antigene
solubile, il cui valore massimo è stato di 1880 ng/ml
(mediana = 11 ng/ml). I pazienti con livelli basali di antigene
solubile più elevati, di norma mostravano concentrazioni
minime di trastuzumab inferiori. Tuttavia, con il dosaggio
settimanale, la maggior parte dei pazienti con livelli elevati di
antigene solubile raggiungevano le concentrazioni sieriche
ottimali di trastuzumab entro la sesta settimana e non si
è osservata alcuna relazione significativa tra
l’antigene solubile basale e la risposta clinica.
Non si è avuta alcuna evidenza di tossicità
correlata alle dosi singole o ripetute, in studi di durata fino a
sei mesi, né di tossicità della riproduzione in
studi sulla teratologia, sulla fecondità femminile o sulla
tossicità nell’ultimo periodo di
gestazione/passaggio placentare. Herceptin non è
genotossico. Uno studio sul trealoso, uno dei principali
eccipienti della formulazione, non ha evidenziato alcuna
tossicità.
Non sono stati effettuati studi a lungo termine
nell’animale per la determinazione del potenziale
carcinogenico di Herceptin, o per determinare i suoi effetti
sulla fertilità maschile.
L-istidina cloridrato
L-istidina
diidrato di a,a-trealoso
polisorbato 20
Non diluire con soluzioni di glucosio in quanto queste
provocano aggregazione della proteina.
Herceptin non deve essere miscelato o diluito con altri
prodotti diversi da quelli menzionati nel paragrafo 6.6.
2 anni
Dopo ricostistuzione con acqua sterile per preparazioni
iniettabili la soluzione ricostituita rimane fisicamente e
chimicamente stabile per 48 ore a temperature comprese tra
2°C e 8°C. I residui di soluzione ricostituita devono
essere eliminati.
Le soluzioni di Herceptin per infusione in sacche di
polivinilcloruro o di polietilene contenenti 0,9 % di cloruro di
sodio rimangono fisicamente e chimicamente stabili per 24 ore a
temperature non superiori ai 30°C.
Da un punto di vista microbiologico la soluzione ricostituita
e la soluzione per infusione di Herceptin devono essere usate
immediatamente. Il prodotto non deve essere conservato una volta
ricostituito e diluito, a meno che ciò sia avvenuto in
condizioni di asepsi controllate e validate. Se il prodotto non
viene usato immediatamente, il periodo e le condizioni di
conservazione durante l’uso sono sotto la
responsabilità dell’utilizzatore.
Conservare a temperatura compresa tra 2°C e 8°C (in
frigorifero).
Non congelare la soluzione ricostituita.
Flaconcino di Herceptin:
1 flaconcino da 15 ml di vetro trasparente tipo I con chiusura
di gomma butilica laminata con film di fluoro-resina.
Ogni confezione contiene un flaconcino.
Preparazione della somministrazione
Attenersi alle idonee tecniche di asepsi. Ogni flaconcino di
Herceptin è ricostituito con 7,2 ml di acqua sterile per
preparazioni iniettabili (non fornita). Evitare l’uso di
altri solventi per ricostituzione. Si ottengono così 7,4
ml di soluzione per dose singola, contenente circa 21 mg/ml di
trastuzumab, con un pH pari a circa 6,0. Una eccedenza di volume
pari a 4 % garantisce l’aspirazione dal flaconcino della
dose programmata di 150 mg.
Herceptin deve essere maneggiato con attenzione durante il
procedimento di ricostituzione. L’eccessiva formazione di
schiuma provocata durante la ricostituzione o l’agitazione
della soluzione ricostituita di Herceptin può determinare
problemi in termini di quantità di Herceptin che
può essere prelevata dal flaconcino.
Istruzioni per la Ricostistuzione:
1) Utilizzando una siringa sterile, iniettare lentamente 7,2
ml di acqua sterile per preparazioni iniettabili nel flaconcino
contenente Herceptin liofilizzato, dirigendo il getto verso la
sostanza liofilizzata.
2) Fare roteare lentamente il flaconcino in modo da facilitare
la ricostituzione. NON AGITARE!
La lieve formazione di schiuma durante la ricostituzione non
è insolita. Lasciare riposare il flaconcino in posizione
verticale per circa 5 minuti. Una volta ricostituito, Herceptin
assume l’aspetto di una soluzione trasparente, da incolore
a giallo chiaro, con totale assenza di particelle visibili.
Determinare il volume della soluzione necessaria in base a una
dose di attacco di 4 mg di trastuzumab/kg di peso corporeo, o a
una dose successiva settimanale di 2 mg di trastuzumab/kg di peso
corporeo:
Volume (ml) = Peso Corporeo(kg) x
dosaggio (4 mg/kg per la dose di attacco o 2
mg/kg per la dose di mantenimento)
21 (mg/ml,
concentrazione di soluzione ricostituita)
Aspirare dal flaconcino la quantità di soluzione
necessaria e aggiungerla nella sacca per infusione contenente
250 ml di soluzione di cloruro di sodio 0,9 %. Non utilizzare
soluzioni contenenti glucosio (vedere 6.2
Incompatibilità). La sacca deve essere capovolta con
cautela per miscelare la soluzione al fine di evitare la
formazione di schiuma. Le soluzioni per somministrazione
parenterale devono essere ispezionate a vista per la presenza di
eventuali particelle o alterazione della colorazione prima di
essere somministrate. Una volta preparata, l’infusione deve
essere somministrata immediatamente. Se diluita secondo i metodi
di asepsi, può essere conservata per 24 ore (conservare a
temperature non superiori ai 30°C).
Non sono state osservate incompatibilità tra Herceptin
e le sacche di polivinilcloruro o di polietilene.
Roche Registration Limited, 40 Broadwater Road, Welwyn Garden
City, Hertfordshire, AL7 3AY, Regno Unito
EU/1/00/145/001
AIC N. 034949014
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28 agosto 2000
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Maggio 2002