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04.4 Speciali avvertenze e opportune precauzioni� per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza ed allattamento
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
.
07.0 TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO
REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO
10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE


- [Vedi Indice]

Helixate NexGen 250 UI

Helixate NexGen 500 UI

Helixate NexGen 1000 UI

- [Vedi Indice]

Fattore VIII della coagulazione ricombinante, 250 UI - 500 UI – 1000UI/flaconcino

INN: octocog alfa

Il fattore VIII della coagulazione ricombinante viene prodotto con tecniche di ingegneria genetica da cellule renali di criceti neonati contenenti il gene del fattore VIII umano.

Solvente: acqua per preparazioni iniettabili.

Il prodotto ricostituito con i 2,5 ml di acqua per preparazioni iniettabili che lo accompagnano contiene octocog alfa/ml approssimativamente: 100 UI per flaconcino 250 UI; 200 UI per flaconcino da 500 UI e 400 UI per flaconcino 1000 UI.

La potenza (UI) viene determinata utilizzando il saggio di coagulazione ad uno stadio con lo standard FDA Mega che è stato calibrato con lo standard WHO in UI.

L’attività specifica è approssimativamente di 4000 UI/mg di proteina.

Per gli eccipienti, vedere 6.1

- [Vedi Indice]

Polvere e solvente per soluzione iniettabile.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - [Vedi Indice]

 

- [Vedi Indice]

Trattamento e profilassi dell’emorragia nei pazienti con emofilia A (carenza congenita di fattore VIII). Questa preparazione non contiene il fattore di von Willebrand e perciò non è indicata nella malattia di von Willebrand.

  - [Vedi Indice]

Il trattamento dovrà essere iniziato sotto il controllo di un medico esperto nel trattamento dell’emofilia.

Posologia

Il numero di unità di fattore VIII somministrate viene espresso in Unità Internazionali (UI), che sono riferite allo standard attuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per i prodotti a base di fattore VIII. L’attività del fattore VIII nel plasma si esprime o come percentuale (riferita al plasma umano normale) o in Unità Internazionali (riferita ad uno standard internazionale per il fattore VIII nel plasma). Un’Unità Internazionale (UI) di attività di fattore VIII è equivalente alla quantità di fattore VIII presente in un ml di plasma umano normale. Il calcolo del dosaggio necessario di fattore VIII si basa sull’osservazione empirica che l’Unità Internazionale (UI) di fattore VIII per Kg di peso corporeo eleva l’attività plasmatica del fattore VIII dall’1,5% al 2,5% dell’attività normale. Il dosaggio necessario è determinato utilizzando le seguenti formule:

I.������ UI necessarie= peso corporeo(kg) x aumento desiderato di fattore VIII (% della norma) x 0,5%

II.����� Aumento di fattore VIII atteso (% della norma)= 2 x UI somministrate

����������������������������������������������������������������������������������� Peso corporeo (kg)

Il dosaggio e la durata della terapia sostitutiva devono essere regolati in base alle necessità individuali del paziente (peso, gravità dell’alterazione della funzione emostatica, localizzazione ed entità dell’emorragia, titolo degli inibitori e livello desiderato di fattore VIII).

La tabella seguente fornisce una guida per i livelli ematici minimi di fattore VIII. Nel caso degli eventi emorragici sottoelencati l’attività del fattore VIII non dovrebbe scendere al di sotto del livello indicato (in % della norma) � nel periodo corrispondente:

Grado dell’emorragia/Tipo di procedura chirurgica

Livello di fattore VIII necessario (%)

(UI/dl)

Frequenza di somministrazione (ore)/Durata della terapia (giorni)

EMORRAGIA

Enartrosi o emorragie muscolari iniziali, o emorragie della cavità orale

Emartrosi o emorragie muscolari più estese, o ematomi

Emorragie pericolose per la vita come emorragie intracraniche, emorragie della gola, gravi emorragie addominali

20-40

30-60

60-100

Ripetere ogni 12-24 ore. Per almeno 1 giorno, fino a quando si è risolto l’episodio emorragico come indicato dal dolore o si è raggiunta la guarigione

Ripetere l’infusione ogni 12-24 ore per 3-4 giorni o più fino a scomparsa del dolore e dell’invalidità

Ripetere l’infusione ogni 8-24 ore fino a scomparsa del pericolo

CHIRURGIA

MINORE

INCLUSA L’ESTRAZIONE DENTARIA

Maggiore

30-60

80-100

(pre-e post-operatorio)

Ogni 24 ore, per almeno 1 giorno fino a raggiungimento della guarigione

Ripetere l’infusione ogni 8-24 ore fino a guarigione adeguata della ferita, quindi terapia per almeno altri 7 giorni per mantenere l’attività di fattore VIII al 30-60%

La quantità da somministrare e la frequenza di somministrazione devono sempre essere regolati in base all’efficacia clinica nel singolo caso. In determinate circostanze possono essere necessarie quantità maggiori di quelle calcolate, in particolare per quanto riguarda la dose iniziale.

Durante il trattamento, si consiglia un’adeguata determinazione dei livelli di fattore VIII in modo da stabilire la dose da somministrare e la frequenza alla quale ripetere le infusioni. In particolare, nel caso di interventi di chirurgia maggiore è indispensabile l’attento controllo della terapia sostitutiva tramite l’analisi della coagulazione (attività plasmatica del fattore VIII). La risposta al fattore VIII può variare nei singoli pazienti, raggiungendo valori differenti di recupero in vivo e dimostrando emivite diverse.

Per la profilassi programmata contro sanguinamenti in pazienti affetti da grave emofilia A, devono essere somministrate ad intervalli di 2-3 giorni dosi da 20 a 60 UI di Helixate NexGen per kg di peso corporeo. In alcuni casi, specialmente nei pazienti più giovani, possono essere necessari intervalli di dosaggio più brevi o dosi più elevate. I dati sono stati ottenuti in 61 bambini sotto i 6 anni di età.

Pazienti con inibitori

Nei pazienti dev’essere controllato lo sviluppo degli inibitori del fattore VIII. Se non si raggiungono gli attesi livelli di attività plasmatica del fattore VIII, o se l’emorragia non è controllata da una dose idonea, dev’essere condotta un’analisi per determinare la presenza di inibitori del fattore VIII. Se sono presenti inibitori a livelli inferiori a 10 Unità Bethesda (UB) per ml, una somministrazione aggiuntiva di fattore VIII della coagulazione ricombinante può neutralizzare l’inibitore e permettere la continuazione di una terapia clinicamente efficace con Helixate NexGen. Tuttavia, in presenza di inibitori, le dosi necessarie sono variabili e devono essere aggiustate in base alla risposta clinica e al controllo dell’attività plasmatica del fattore VIII. Nei pazienti con titoli di inibitori superiori a 10 UB o con elevata risposta anamnestica, si deve considerare l’uso di un concentrato (attivato) del complesso della protrombina (PCC) o di preparazioni di fattore VII ricombinante attivato (rFVIIa). Queste terapie devono essere condotte da medici con esperienza nella cura dei pazienti con emofilia.

Somministrazione

Dissolvere la preparazione come descritto al paragrafo 6.6.

Helixate NexGen dev’essere iniettato per via endovenosa per parecchi minuti. La velocità di somministrazione dev’essere determinata in base al grado di benessere del paziente (velocità massima di infusione: 2 ml/min.).

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice]

Ipersensibilità nota al principio attivo, alle proteine di topo o di criceto o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

04.4 Speciali avvertenze e opportune precauzioni� per l'uso - [Vedi Indice]

I pazienti devono essere informati che la potenziale comparsa di senso di oppressione toracica, senso di instabilità, ipotensione lieve e nausea durante l’infusione possono essere segni precoci di reazioni di ipersensibilità e anafilattiche. Devono essere istituiti un appropriato trattamento sintomatico e una terapia per l’ipersensibilità. In caso si verifichino reazioni allergiche o anafilattiche l’iniezione/infusione dev’essere immediatamente sospesa. In caso di shock, si devono osservare le attuali misure cliniche per il trattamento dello shock.

La formazione di anticorpi neutralizzanti, inibitori, al fattore VIII è una nota complicanza nel trattamento di soggetti con emofilia A. Questi inibitori sono, invariabilmente, immunoglobuline IgG dirette contro l’attività procoagulante del fattore VIII, che sono quantificate in Unità Bethesda Modificate (UB) per ml di plasma. Il rischio di sviluppo di inibitori è correlato all’esposizione al fattore VIII antiemofilico e questo rischio è massimo nei primi 20 giorni di esposizione. Raramente gli inibitori possono svilupparsi dopo i primi 100 giorni di esposizione. I pazienti trattati con il fattore VIII della coagulazione ricombinante devono essere attentamente monitorati per lo sviluppo di inibitori attraverso appropriate osservazioni cliniche ed esami di laboratorio. Vedere anche 4.8 “Effetti indesiderati”.

04.5 Interazioni - [Vedi Indice]

Non sono note interazioni di Helixate NexGen con altri medicinali.

04.6 Gravidanza ed allattamento - [Vedi Indice]

Non sono stati condotti studi sulla riproduzione animale con Helixate NexGen.

A causa della scarsa incidenza dell’emofilia A nelle donne, non sono disponibili informazioni sull’uso di Helixate NexGen durante la gravidanza e l’allattamento. Quindi durante la gravidanza e l’allattamento Helixate NexGen dev’essere usato solo se chiaramente indicato.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice]

Non sono stati osservati effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchine.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice]

Dopo somministrazione di Helixate NexGen, in rari casi sono stati osservati eventi avversi da lievi a moderati. Questi comprendono eruzione cutanea/prurito, reazioni locali nel sito d’iniezione (ad es. bruciore, eritema transitorio), reazioni di ipersensibilità (ad es. senso di instabilità, nausea, dolore/malessere toracico, lieve riduzione della pressione sanguigna), e alterazione del gusto. Inoltre non può essere esclusa completamente la possibilità di shock anafilattico.

Lo sviluppo di anticorpi neutralizzanti nei confronti del fattore VIII (inibitori) è una complicanza nota nel trattamento dei pazienti con emofilia A. In studi con preparazioni di FVIII ricombinante, lo sviluppo di inibitori è stato prevalentemente osservato in emofilici precedentemente non trattati. I pazienti devono essere attentamente controllati per lo sviluppo di inibitori mediante idonee osservazioni cliniche e indagini di laboratorio.

Durante gli studi, nessun paziente ha sviluppato titoli anticorpali clinicamente rilevanti nei confronti delle quantità in tracce di proteine murine e proteine di criceto presenti nella preparazione. Tuttavia, non può essere completamente esclusa in alcuni pazienti predisposti la possibilità di reazioni allergiche nei confronti dei componenti della preparazione. (vedere 4.3 e 4.4.).

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice]

Non sono stati riportati sintomi di sovradosaggio con il fattore VIII della coagulazione ricombinante.

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - [Vedi Indice]

05.1 Proprietà farmacodinamiche - [Vedi Indice]

Categoria farmacoterapeutica: fattore VIII della coagulazione del sangue. Codice ATC: B02B D02.

Il complesso fattore VIII/fattore di von Willebrand (FvW) è costituito da due molecole (Fattore VIII e FvW) con differenti funzioni fisiologiche. Quando viene infuso in un paziente emofilico, il fattore VIII si lega al FvW nella circolazione del paziente. Il fattore VIII attivato agisce come cofattore per il fattore IX attivato, accelerando la conversione del fattore X a fattore X attivato. Il fattore X attivato converte la protrombina in trombina. Quindi la trombina converte il fibrinogeno in fibrina e si può formare il coagulo. L’emofilia A è un disordine della coagulazione ematica ereditario legato al sesso dovuto a diminuiti livelli di fattore VIII: C e si manifesta con emorragie diffuse nelle articolazioni, nei muscoli o negli organi interni, sia spontaneamente sia come risultato di un trauma accidentale chirurgico. Con la terapia sostitutiva si elevano i livelli plasmatici di fattore VIII, permettendo quindi una temporanea correzione della carenza del fattore stesso e una correzione della tendenza al sanguinamento.

La determinazione del tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT) è un metodo analitico convenzionale in vitro per l’attività biologica del fattore VIII. L’aPTT è allungato in tutti gli emofilici.

Il grado e la durata di normalizzazione dell’aPTT osservati dopo somministrazione di Helixate NexGen sono simili a quelli raggiunti con il fattore VIII derivato dal plasma.

05.2 Proprietà farmacocinetiche - [Vedi Indice]

L’analisi di tutti i recuperi registrati in vivo nei pazienti precedentemente trattati ha dimostrato un innalzamento medio del 2% per UI/kg di peso corporeo per Helixate NexGen. Questo risultato è simile ai valori riportati per il fattore VIII derivato dal plasma umano.

Dopo somministrazione di Helixate NexGen, l’attività di picco del fattore VIII diminuisce, secondo un decadimento esponenziale a due fasi con un’emivita terminale media di circa 15 ore. Questa è simile a quella del fattore VIII derivato dal plasma che ha un’emivita di circa 13 ore. Ulteriori parametri farmacocinetici per Helixate NexGen sono: tempo medio di permanenza [MRT(0-48)] di circa 22 ore e clearance di circa 160 ml/h.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice]

Anche dosi diverse volte più elevate della dose clinica raccomandata (riferita al peso corporeo) non hanno dimostrato alcun effetto tossico acuto o subacuto per Helixate NexGen negli animali di laboratorio (topo, ratto, coniglio e cane).

Con octocog alfa non sono stati condotti studi specifici per somministrazione ripetuta come la tossicità sulla riproduzione, la tossicità cronica e la carcinogenesi a causa della risposta immunitaria alle proteine eterologhe in tutte le specie non-umane di mammifero.

Non sono stati condotti studi sul potenziale mutageno di Helixate NexGen, dal momento che non è stato possibile rilevare alcun potenziale mutageno in vitro o in vivo per il prodotto predecessore di Helixate NexGen.

- [Vedi Indice]

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice]

POLVERE

Glicina

Sodio cloruro

Calcio cloruro

Istidina

Saccarosio

Solvente

Acqua per preparazioni iniettabili

06.2 Incompatibilità - [Vedi Indice]

Questo medicinale non dev’essere miscelato con altri medicinali o solventi.

Possono essere utilizzati solo i set di somministrazione forniti poiché si possono verificare fallimenti del trattamento legati all’adsorbimento del fattore VIII della coagulazione umano alle superfici interne di alcuni dispositivi per infusione.

06.3 Periodo di validità - [Vedi Indice]

23 mesi.

La soluzione ricostituita dev’essere utilizzata immediatamente.

- [Vedi Indice]

Conservare a temperatura compresa tra 2°C e 8°C. Non congelare. Tenere il contenitore nell’imballaggio esterno.

Non refrigerare dopo ricostituzione. Da utilizzarsi una volta sola. La soluzione non utilizzata dev’essere eliminata.

- [Vedi Indice]

Ogni confezione di Helixate NexGen contiene:

un flaconcino di polvere (flaconcino da 10 ml di vetro trasparente di tipo 1 con tappo grigio di miscela di gomma bromobutilica priva di lattice e sigillo in alluminio)

un flaconcino di solvente (flaconcino da 10 ml di vetro trasparente di tipo 2 con tappo grigio di miscela di gomma clorobutilica priva di lattice e sigillo in alluminio).

un’ulteriore confezione contenente:

1 dispositivo di collegamento;

1 ago-filtro;

1 set per l’iniezione in vena;

1 siringa di plastica (5 ml);

2 tamponi alcolici sterili monouso.

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Le istruzioni dettagliate per la preparazione e la somministrazione sono contenute nel foglio illustrativo fornito con Helixate NexGen.

La polvere di Helixate NexGen dev’essere ricostituita solo con il solvente fornito (2,5 ml di acqua per preparazioni iniettabili) utilizzando il dispositivo di collegamento sterile inserito. Ruotare delicatamente il flaconcino fino a completa dissoluzione della polvere. Non utilizzare Helixate NexGen se si riscontrano particelle visibili o torpidità.

Dopo ricostituzione, la soluzione viene trasferita attraverso l’ago-filtro sterile nella siringa sterile monouso (entrambi forniti con la confezione).

Il prodotto non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità ai requisiti di legge locali.

07.0 TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice]

Bayer AG

D-51368 Leverkusen

Germania

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice]

AIC n. 034956019������� EU/1/00/144/001

AIC n. 034956021������� EU/1/00/144/002

AIC n. 034956033������� EU/1/00/144/003

REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO - [Vedi Indice]

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10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice]

4 agosto 2000

- [Vedi Indice]

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- [Vedi Indice]

Novembre 2001

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