Ig VENA N I.V. 2.5 g/50 ml
Per gli eccipienti vedere sezione 6.1.
Soluzione per infusione endovenosa.
- [Vedi Indice]
Terapia sostitutiva
Sindromi da immunodeficienza primaria:
agammaglobulinemia e ipogammaglobulinemia congenita
immunonodeficienza comune variabile
immunonodeficienza combinata grave
sindrome di Wiskott Aldrich.
Mieloma o leucemia linfocitica cronica con grave
ipogammaglobulinemia secondaria e infezioni ricorrenti.
Bambini con AIDS congenito e infezioni ricorrenti.
Effetto immunomodulatore
Porpora trombocitopenica idiopatica (ITP), in bambini o adulti
ad alto rischio di emorragie o prima di interventi chirurgici per
correggere la conta piastrinica.
Sindrome di Guillain Barrè.
Malattia di Kawasaki.
Miastenia gravis.
Trapianto di midollo osseo allogenico
Il dosaggio e gli intervalli di somministrazione dipendono
dall’indicazione.
Nella terapia sostitutiva il dosaggio deve essere
personalizzato per ogni paziente a seconda della risposta
farmacocinetica e della risposta clinica. I seguenti suggerimenti
posologici possono essere usati come riferimento.
Terapia sostitutiva nelle sindromi di immunodeficienza
primaria:
Il dosaggio deve raggiungere un livello base di IgG (misurato
prima della successiva infusione) di almeno 4 - 6 g/l. Sono
necessari da 3 a 6 mesi dopo l’inizio della terapia per
raggiungere un equilibrio.
La dose iniziale raccomandata è di 0.4 – 0.8 g/kg
seguiti da almeno 0.2 g/kg ogni 3 settimane.
La dose richiesta per raggiungere un livello base di 6 g/l
è nell’ordine di 0.2 – 0.8 g/kg/mese.
L’intervallo di somministrazione varia da 2 a 4 settimane
dopo che si è raggiunto livello stabile.
I livelli base devono essere misurati per adeguare il dosaggio
e l’intervallo di somministrazione.
Terapia sostitutiva in mieloma o leucemia linfocitica cronica
con grave ipogammaglobulinemia secondaria e infezioni ricorrenti;
terapia sostitutiva in bambini con AIDS e infezioni
ricorrenti
La dose raccomandata è 0.2 - 0.4 g/kg ogni 3 - 4
settimane.
Porpora trombocitopenica idiopatica
Per il trattamento di episodi acuti 0.8 – 1.0 g/kg il
primo giorno, che può essere ripetuto una seconda volta
entro tre giorni, o 0.4 g/kg al giorno per 2 - 5 giorni. Il
trattamento può essere ripetuto in caso di ricadute.
Sindrome di Guillain Barré
0.4 g/kg/die per 3 - 7 giorni.
Malattia Kawasaki
1.6 – 2.0 g/kg devono essere somministrati in dosi
suddivise in 2 - 5 giorni o 2.0 g/kg in dose singola. I pazienti
devono ricevere un trattamento concomitante con acido
acetilsalicilico.
Miastenia gravis
0.4 g/kg/die per 5 giorni consecutivi nelle fasi critiche non
sufficientemente compensate dalla terapia specifica.
Trapianto di midollo osseo allogenico
Il trattamento con immunoglobulina umana normale deve essere
utilizzato in fase di preparazione e dopo il trapianto.
Per il trattamento di infezioni e per la profilassi della
malattia da rigetto il dosaggio è personalizzato ed inizia
di solito con 0.5 g/kg/settimana, iniziando 7 giorni prima del
trapianto e continuando per 3 mesi dopo il trapianto.
In caso di deficit persistente della produzione di anticorpi
la dose di 0.5 g/kg/mese è raccomandata finché il
livello di anticorpi non torna alla norma.
Il dosaggio raccomandato è riassunto nella seguente
tabella:
|
Indicazione
|
Dose
|
Frequenza delle iniezioni
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|
Terapia sostitutiva nella immunodeficienza primaria
|
- dose iniziale:
0.4 – 0.8 g/kg
- successive:
0.2 – 0.8 g/kg
|
ogni 2 – 4 settimane per ottenere livelli base di IgG di
almeno 4 – 6 g/l
|
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Terapia sostitutiva nella immunodeficienza secondaria
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0.2 – 0.4 g/kg
|
ogni 3 – 4 settimane per ottenere livelli base di IgG di
almeno 4 – 6 g/l
|
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Bambini con AIDS
|
0.2 – 0.4 g/kg
|
ogni 3 – 4 settimane
|
|
Immunomodulazione:
|
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Porpora trombocitopenica idiopatica
|
0.8 – 1 g/kg
o
0.4 g/kg/die
|
il primo giorno, possibilmente ripetendo una seconda volta
entro tre giorni
per 2 – 5 giorni
|
|
Sindrome di Guillain Barré
|
0.4 g/kg/die
|
per 3 – 7 giorni
|
|
Malattia di Kawasaki
|
1.6 – 2 g/kg
o
2 g/kg
|
in dosi suddivise in 2 – 5 giorni, in associazione con
acido acetilsalicilico
in dose singola, in associazione con acido
acetilsalicilico
|
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Miastenia gravis
|
0.4 g/kg/die
|
per 5 giorni consecutivi nelle fasi critiche non
sufficientemente compensate dalla terapia specifica
|
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Trapianto di midollo osseo allogenico:
|
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- trattamento di infezioni e profilassi della malattia da
rigetto
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0.5 g/kg
|
ogni settimana da sette giorni prima del trapianto, fino a tre
mesi dopo
|
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- deficienza persistente nella produzione di anticorpi
|
0.5 g/kg
|
ogni mese finché i livelli di anticorpi non tornano
nella norma
|
Prima della somministrazione il prodotto deve essere
riscaldato a temperatura ambiente o corporea.
Ig VENA N I.V. deve essere infusa per via endovenosa ad una
velocità iniziale di 0.46 – 0.92 ml/kg/h (10 - 20
gocce al minuto) per 20 - 30 minuti. Se ben tollerata la
velocità di somministrazione può essere
gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1.85 ml/kg/h (40
gocce/minuto) per il resto dell'infusione.
Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti.
Intolleranza alle immunoglobuline omologhe, specialmente nei
casi molto rari di deficienza di IgA quando il paziente abbia
anticorpi anti-IgA.
Certe gravi reazioni allergiche al preparato possono essere
correlate alla velocità di infusione.
La velocità di infusione raccomandata nel "Modo di
somministrazione" deve essere strettamente seguita. Il paziente
deve essere rigorosamente controllato ed attentamente osservato
per qualsiasi sintomo durante l'intero periodo
dell'infusione.
Alcune reazioni avverse possono manifestarsi più
frequentemente:
in caso di alta velocità di infusione
in pazienti con ipo- agammaglobulinemia, con o senza
deficienza di IgA
in pazienti che ricevono immunoglobulina umana normale per la
prima volta o, in casi rari, quando è stato cambiato il
prodotto di immunoglobulina umana normale o quando
c’è stato un lungo intervallo dalla precedente
infusione.
Vere reazioni di ipersensibilità sono rare. Possono
verificarsi in casi molto rari di deficienza di IgA con anticorpi
anti-IgA.
Raramente le immunoglobuline umane normali possono causare un
calo della pressione del sangue con reazioni anafilattiche, anche
quando il paziente non abbia mostrato ipersensibilità a
precedenti somministrazioni.
Potenziali complicazioni spesso possono essere evitate
assicurando:
che i pazienti non siano sensibili all’immunoglobulina
umana normale iniettando inizialmente il prodotto lentamente
(velocità di iniezione 0.46 – 0.92 ml/kg/h);
che i pazienti siano controllati attentamente per qualunque
sintomo durante il periodo di infusione. In particolare, pazienti
che ricevono per la prima volta immunoglobulina umana normale,
pazienti che hanno cambiato prodotto di IgIV o pazienti con un
lungo intervallo dalla precedente infusione devono essere
controllati durante la prima infusione e per la prima ora dopo la
prima infusione, per individuare potenziali segnali di reazioni
avverse. Tutti gli altri pazienti devono essere osservati per
almeno 20 minuti dopo la somministrazione.
In pazienti che hanno ricevuto terapia con IgIV sono stati
riportati casi di insufficienza renale acuta. Nella maggior parte
dei casi i fattori di rischio sono stati identificati in
insufficienza renale preesistente, diabete mellito, ipovolemia,
sovrappeso, somministrazione concomitante di medicinali
nefrotossici, o età superiore a 65 anni.
In tutti i pazienti la somministrazione di IgIV richiede:
adeguata idratazione prima dell’inizio
dell’infusione di IgIV
controllo del volume urinario
controllo del livello di creatinina sierica
evitare l’uso concomitante di diuretici
dell’ansa
In caso di danno renale deve essere presa in considerazione
l’interruzione del trattamento.
Sebbene questi rapporti di disfunzione renale ed insufficienza
renale acuta siano stati associati con l’uso di molti
prodotti di IgIV, quei prodotti contenenti saccarosio come
stabilizzante rispondono di un numero sproporzionato del totale.
In pazienti a rischio può essere preso in considerazione
l’uso di prodotti di IgIV che non contengono saccarosio ed
il prodotto deve essere somministrato alla minima velocità
di infusione ed alla minima concentrazione praticabili.
In caso di reazione avversa la velocità di
somministrazione deve essere ridotta o l’infusione deve
essere interrotta.
Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla
gravità dell’effetto collaterale.
In caso di shock, il trattamento deve seguire le linee guida
della terapia dello shock.
Quando si somministrano prodotti medicinali preparati da
sangue o plasma umano, non si possono totalmente escludere
malattie infettive dovute alla trasmissione di agenti infettivi.
Ciò si applica anche ai patogeni di natura finora
sconosciuta.
Il rischio di trasmissione di agenti infettivi è
ridotto da:
selezione di donatori tramite intervista e selezione di
donazioni individuali e di pool plasmatici per HBsAg, per gli
anticorpi HIV e HCV e per il contenuto di ALT;
esame di pool plasmatici per materiale genomico di HCV;
il processo produttivo comprende stadi di
inattivazione/rimozione virale; sono state validate quattro fasi
del processo, due di rimozione mediante filtrazione durante il
frazionamento alcolico secondo Cohn, una di inattivazione chimica
mediante trattamento con miscela solvente/detergente secondo il
brevetto New York Blood Center, ed una chimica per trattamento a
pH 4. E’ stata dimostrata l’efficacia di
inattivazione/rimozione nei riguardi dell’HIV, e di BVDV,
PRV e Reovirus 3, riconosciuti come virus-modello per HCV, HBV ed
HAV.
Nell’interesse dei pazienti, si raccomanda che, quando
possibile, ogni volta che Ig VENA N I.V. è somministrato
sia registrato il nome ed il numero di lotto del prodotto.
Vaccini a virus vivi attenuati
La somministrazione di immunoglobuline può alterare per
un periodo di almeno 6 settimane e fino a 3 mesi, l'efficacia dei
vaccini a virus vivi attenuati come quelli per il morbillo,
rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione di questo
prodotto deve trascorrere un intervallo di tre mesi prima della
vaccinazione con vaccini a virus vivi attenuati. Nel caso del
morbillo questo indebolimento della risposta può
persistere fino anche ad un anno. Quindi nei pazienti che
ricevono il vaccino del morbillo il livello degli anticorpi deve
essere controllato.
Interferenze con i test sierologici
Dopo l'iniezione di immunoglobuline, l'aumento transitorio
degli anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente
può dare risultati falsamente positivi dei test
sierologici.
La trasmissione passiva di anticorpi contro antigeni
eritrocitari, es. A, B, D, può interferire con alcuni test
sierologici per allo - anticorpi di globuli rossi (es. test di
Coombs), conta dei reticolociti e aptoglobina.
La sicurezza d'uso di questa specialità medicinale
durante la gravidanza umana non è stata stabilita in studi
clinici controllati e pertanto deve essere somministrata con
cautela in donne gravide o in madri che allattano.
La lunga esperienza clinica delle immunoglobuline indica che
non sono da aspettarsi effetti dannosi sul decorso della
gravidanza, sul feto e sul neonato.
Le immunoglobuline sono escrete nel latte e possono
contribuire al trasferimento di anticorpi protettivi al
neonato.
Non è stato osservato alcun effetto sulla
capacità di guidare e di usare macchinari.
Si possono occasionalmente verificare reazioni avverse come:
brividi, cefalea, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea,
artralgie, calo della pressione del sangue e dolore lombare di
moderata intensità.
Raramente le immunoglobuline umane normali possono causare un
improvviso calo della pressione del sangue, ed in alcuni casi
isolati shock anafilattico anche quando il paziente non abbia
mostrato ipersensibilità a precedenti
somministrazioni.
Con l’uso di immunoglobuline umane normali sono stati
osservati casi di meningite asettica reversibile, casi isolati
reversibili di anemia emolitica/emolisi e rari casi di
transitorie reazioni cutanee.
Sono stati osservati aumento del livello sierico di creatinina
e/o insufficienza renaleacuta.
Eventi trombotici sono stati riportati in anziani, in pazienti
con segnali di ischemia cerebrale o cardiaca, e in pazienti
sovrappeso e gravemente ipovolemici.
Per informazioni sulla sicurezza virale vedere la sezione
4.4.
Il sovradosaggio può portare a sovraccarico di liquidi
e iperviscosità, particolarmente nei pazienti a rischio,
includendo pazienti anziani o pazienti con insufficienza
renale.
Gruppo farmacoterapeutico: sieri immuni e immunoglobuline:
immunoglobuline umane normali per uso endovenoso; codice ATC:
J06BA02.
Ig VENA N I.V. contiene per la maggior parte immunoglobuline G
(IgG) con un ampio spettro di anticorpi contro agenti
infettivi.
L’immunoglobulina umana normale contiene gli anticorpi
IgG presenti nella popolazione normale. E’ preparata da un
pool di plasma proveniente da non meno di 1000 donazioni. Ha una
distribuzione delle sottoclassi delle immunoglobuline G
strettamente proporzionale a quella del plasma umano nativo. Dosi
adeguate di questa specialità medicinale possono riportare
alla normalità livelli di immunoglobuline G abnormemente
bassi.
Il meccanismo d’azione nelle indicazioni diverse dalla
terapia sostitutiva non è pienamente chiarito, ma include
effetti immunomodulatori.
Dopo somministrazione endovenosa Ig VENA N I.V. è
immediatamente e completamente biodisponibile nella circolazione
del ricevente.
Si distribuisce in modo relativamente rapido fra il plasma ed
il fluido extravascolare, dopo circa 3-5 giorni viene raggiunto
un equilibrio fra i compartimenti intra- ed extravascolare.
L'immunoglobulina umana normale per uso endovenoso ha
un'emivita di circa 21 giorni. Questa emivita può variare
da paziente a paziente e particolarmente nelle immunodeficienze
primarie.
Le IgG ed i complessi di IgG sono catabolizzati nelle cellule
del sistema reticolo-endoteliale.
Le immunoglobuline sono costituenti normali dell'organismo
umano.
Negli animali il controllo della tossicità della
singola dose non ha rilevanza in quanto dosi più alte
causano un sovraccarico. La tossicità di dosi ripetute e
gli studi di tossicità embriofetale sono impraticabili per
l'induzione e per l'interferenza con gli anticorpi. Gli effetti
della specialità sul sistema immunitario del neonato non
sono stati studiati.
Dato che l'esperienza clinica non fornisce alcun indizio per
effetti oncogeni e mutageni delle immunoglobuline, non sono
considerati necessari studi sperimentali, particolarmente in
specie eterologhe.
Maltosio
Acqua per preparazioni iniettabili.
L'immunoglobulina umana normale per uso endovenoso non deve
essere mescolata con altri prodotti medicinali.
A confezione integra e se conservato come prescritto Ig VENA N
I.V. ha una validità di 2 anni dalla data di
preparazione.
Conservare tra +2°C e +8°C, al riparo dalla luce.
Non congelare.
Ig VENA N I.V. 1 g: flacone da 20 ml in vetro incolore neutro,
tipo I, con tappo perforabile in elastomero.
Ig VENA N I.V. 2.5 g: flacone da 50 ml in vetro incolore
neutro, tipo I, con tappo perforabile in elastomero + set
infusionale.
Ig VENA N I.V. 5 g: flacone da 100 ml in vetro incolore
neutro, tipo I, con tappo perforabile in elastomero + set
infusionale.
Ig VENA N I.V. 10 g: flacone da 200 ml in vetro incolore
neutro, tipo I, con tappo perforabile in elastomero + set
infusionale.
Ig VENA N I.V. 10 flaconi da 2.5 g: 10 flaconi da 50 ml in
vetro incolore neutro, tipo I, con tappo perforabile in
elastomero.
Prima dell'uso il prodotto deve essere riscaldato a
temperatura ambiente o corporea.
La soluzione deve essere chiara o leggermente opalescente.
Non usare soluzioni torbide o che presentino depositi.
Prima della somministrazione ispezionare visualmente la
soluzione per rilevare corpuscoli o alterazioni cromatiche.
Qualsiasi soluzione non usata deve essere scartata utilizzando
gli appositi contenitori per la raccolta differenziata dei
medicinali.
Kedrion S.p.A. - Loc. Ai Conti, 55020 Castelvecchio Pascoli,
Barga (Lucca).
Ig VENA N I.V. 1 g/ 20 ml soluzione per infusione
endovenosa
1 flacone da 20 ml n° 025266141
Ig VENA N I.V. 2.5 g/ 50 ml soluzione per infusione
endovenosa
1 flacone da 50 ml + set infusionale n° 025266154
Ig VENA N I.V. 5 g/100 ml soluzione per infusione
endovenosa
1 flacone da 100 ml + set infusionale n° 025266166
Ig VENA N I.V. 10 g/200 ml soluzione per infusione
endovenosa
1 flacone da 200 ml + set infusionale n° 025266178
Ig VENA N I.V. 2.5 g/ 50 ml soluzione per infusione
endovenosa
10 flaconi da 50 ml n° 025266180
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Rinnovo: giugno 2000
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Maggio 2001