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ImmuCyst è indicato per uso
intravescicale nel trattamento e nella profilassi del carcinoma
in situ (CIS) primario o recidivante della vescica urinaria e per
la profilassi a seguito di resezione transuretrale (TUR) dei
tumori papillari ad alto rischio primari o recidivanti di livello
Ta e/o T1, oppure di qualsiasi loro combinazione, nonostante il
trattamento intravescicale precedente.
Il trattamento intravescicale e la profilassi per il CIS della
vescica urinaria va iniziato tra il 7° - 14° giorno dopo
la biopsia o la resezione transuretrale (qualora questa venga
eseguita).
Una dose di 3 flaconi di ImmuCyst va
somministrata per via intravescicale 1 volta/settimana per 6
settimane (terapia di induzione).
Ogni dose (3 flaconi ricostituiti) va diluita con 50 ml di
soluzione sterile salina per un totale di 53 ml.
Inserire il catetere in vescica in condizioni sterili, drenare
la vescica, infondere lentamente (per gravità) la
sospensione dei 50 ml di ImmuCyst, quindi
estrarre il catetere.
Durante la prima ora che segue l’instillazione, il
paziente deve giacere per 15 minuti in posizione supina, poi in
posizione prona e quindi su entrambi i lati. Il paziente poi
può alzarsi, ma deve ritenere il farmaco per altri 60
minuti, per un totale di 2 ore.
I pazienti che non sono capaci di trattenere il farmaco,
potranno urinare prima. Alla fine delle 2 ore tutti i pazienti
dovrebbero urinare in posizione seduta per ragioni di sicurezza.
I pazienti dovrebbero mantenere una adeguata idratazione. La
terapia di induzione deve poi continuare con un trattamento a 3,
6, 12, 18 e 24 mesi seguenti al trattamento iniziale.
Dopo l’uso, tutti gli strumenti impiegati, debbono
essere sterilizzati o smaltiti come qualsiasi altro materiale
infettante (vd. Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso).
RICOSTITUZIONE DEL PRODOTTO LIOFILIZZATO E PRELIEVO DA
FLACONE CHIUSO CON TAPPO
NON RIMUOVERE IL TAPPO DI GOMMA DAI FLACONI
Ricostituire e diluire immediatamente prima
dell’uso
Maneggiare come materiale infettante
Ricostituire e diluire immediatamente prima dell’uso,
utilizzando una tecnica asettica in un’area ad elevata
aerazione (per esempio cappa aspirante). Le persone che
maneggiano il prodotto devono indossare una mascherina e dei
guanti. Nel caso il prodotto venisse maneggiato al di fuori della
cappa aspirante, le persone che maneggiano il prodotto dovranno
indossare una mascherina ed anche una protezione per gli
occhi.
Soggetti con immunodeficienza nota, non debbono maneggiare
l’ImmuCyst.
Per la ricostituzione
dell’ImmuCyst usare esclusivamente
il diluente fornito, così da assicurare una adeguata
dissoluzione del BCG.
Prelevare il contenuto di un flacone di diluente e iniettarlo
in un flacone di liofilizzato.
Passare del cotone sterile imbevuto di disinfettante sui tappi
dei 3 flaconi di diluente e di liofilizzato.
Lasciare agire per almeno 5 minuti.
Aspirare in una siringa sterile un volume di aria pari al
volume del diluente di un flacone.
Forare il tappo del flacone contenente il diluente con
l’ago sterile della siringa, capovolgere il flacone,
iniettare lentamente l’aria contenuta nella siringa e,
trattenendo l’ago nello stesso foro, aspirare 1 ml di
diluente nella siringa; e tenendo fermo lo stantuffo, estrarre
poi l’ago dal flacone.
Iniettare quindi il diluente nel flacone del prodotto
liofilizzato. Agitare delicatamente finché la sospensione
risulti omogenea. Ripetere l’operazione con gli altri due
flaconi.
Diluire il materiale così ricostituito dei 3 flaconi (1
dose) in 50 ml di soluzione sterile salina senza conservanti,
fino ad ottenere una soluzione di 53 ml che può quindi
essere usata per l’instillazione intravescicale e per
l’iniezione intracutanea.
Il prodotto dovrebbe essere usato immediatamente dopo la
ricostituzione.
Si sconsiglia l’uso del prodotto che, quando
ricostituito, presenti flocculazioni o agglutinati che non
possano essere disciolti dopo lieve agitazione.
Il prodotto ricostituito non va esposto alla luce del sole
diretta o indiretta.
Ridurre al minimo l’esposizione alla luce
artificiale.
INFORMAZIONI DA FORNIRE AL PAZIENTE DA PARTE DEL
MEDICO
I pazienti devono avvisare il più presto possibile il
loro medico qualora si verifichi un aumento dei sintomi
esistenti, qualora i sintomi persistano dopo aver ricevuto un
determinato numero di trattamenti o anche qualora si manifesti
uno qualsiasi dei seguenti sintomi:
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Più comuni
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Rari
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Sangue nelle urine
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Tosse
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Febbre e brividi
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Rash cutaneo
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Stimolo frequente alla minzione
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Aumentata frequenza della minzione
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Dolore articolare
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Nausea e vomito
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Dolore alla minzione
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Una tosse che si manifesti dopo somministrazione di
ImmuCyst potrebbe essere un indice di
pericolosa infezione sistemica da BCG, che, qualora fosse
confermata, deve immediatamente essere trattata con antibiotici
antitubercolari.
Durante la prima ora che segue l’instillazione, il
paziente deve giacere per 15 minuti in posizione supina, poi
prona e quindi su entrambi i lati. Il paziente poi può
alzarsi ma deve comunque ritenere la sospensione per altri 60
minuti per un totale di 2 ore.
I pazienti che non sono capaci di trattenere il farmaco per 2
ore potranno urinare prima.
Alla fine delle 2 ore tutti i pazienti dovrebbero urinare in
posizione seduta per ragioni di sicurezza. I pazienti dovrebbero
mantenere una adeguata idratazione.
Le urine delle 6 ore successive alla instillazione, saranno
disinfettate con uguale volume di soluzione di ipoclorito al 5%
(candeggina casalinga non diluita) e andranno smaltite dopo 15
minuti.
E’ opportuno anche avvisare i pazienti che, combinazioni
con farmaci che deprimono l’attività del midollo
osseo e/o immunosoppressivi e/o radiazioni, potrebbero
pregiudicare la risposta
all’ImmuCyst, o aumentare il rischio
di osteomielite o di infezione diffusa da BCG.
Pazienti in terapia immunosoppressiva o con un sistema immune
compromesso non vanno trattati con BCG a causa del rischio di
sepsi sistemica da mycobacterium.
Associazioni con farmaci che possano determinare depressione
dell’attività midollare e/o immunosoppressivi e/o
radiazioni potrebbero pregiudicare la risposta
all’ImmuCyst e potrebbero aumentare
il rischio di osteomielite o di sepsi da BCG.
L’ImmuCyst non va somministrato a
pazienti in stato febbrile a meno che la causa della febbre sia
determinata e valutata; se tale febbre è dovuta ad
infezione, l’ImmuCyst va ritardato
fin tanto che questa persiste.
Pazienti con infezione del tratto urinario non debbono essere
trattati con ImmuCyst per il rischio di
una infezione disseminata da BCG o di un peggioramento
dell’infiammazione vescicale.
ImmuCyst è generalmente
controindicato in gravidanza e durante l’allattamento (cfr.
4.6).
CONTIENE MYCOBATTERI ATTENUATI VIVI.
Tutti i materiali (per esempio siringhe, cateteri) usati per
l’instillazione dell’ImmuCyst
vanno gettati in contenitori di plastica contrassegnati e
distrutti come rifiuti pericolosi.
Durante la somministrazione per via intravescicale di
ImmuCyst, va evitata l’introduzione
di sostanze contaminanti nel tratto urinario o la
traumatizzazione della mucosa urinaria.
Si raccomanda che l’ImmuCyst
usato per via intravescicale non venga somministrato prima di una
settimana seguente la resezione transuretrale.
L’ImmuCyst non va somministrato
qualora il medico ritenga che la cateterizzazione sia stata
traumatica (per esempio sanguinamento o possibile falso
passaggio), e quindi il trattamento va rinviato di almeno una
settimana. La seguente somministrazione poi può riprendere
come se non ci fossero state interruzioni. Quindi tutte le dosi
di ImmuCyst debbono essere somministrate
anche dopo un possibile temporaneo arresto.
Se si sospetta un’infezione da BCG (per esempio nel caso
i pazienti accusino febbre oltre i 39°C oppure la febbre o il
malessere persistesse al di sopra dei 38°C per oltre 2
giorni), dovrà essere iniziata una terapia antitubercolare
con Isoniazide 300 mg/al giorno, Rifampicina 600 mg/al giorno e
Etambutolo 1200 mg/al giorno, in seguito interrotta la terapia
con BCG, si dovrà consultare uno specialista in malattie
infettive.
E’ da notare che infezioni sistemiche da BCG possono
essere confermate solo raramente da colture positive.
Per i pazienti che si sottopongono ad una terapia
antimicrobica per altre infezioni, si dovrà valutare se la
terapia possa interferire con l’efficacia
dell’ImmuCyst.
Nei pazienti con ridotta capacità vescicale, a maggior
rischio di sviluppare più serie reazioni locali,
dovrà essere valutata la possibilità del
trattamento con ImmuCyst.
E’ necessario evitare la terapia con BCG qualora si
sospetti infezione sistemica, per esempio epatite
granulomatosa.
Il trattamento intravescicale con
ImmuCyst può indurre
sensibilità alla tubercolina, e quindi causare errate
interpretazioni alla reazione con lo skin test nella diagnosi di
sospette infezioni da mycobacterio.
Si consiglia a questo proposito la determinazione della
reattività alla tubercolina prima della somministrazione
di ImmuCyst.
Non sono stati condotti studi con
ImmuCyst sulla riproduzione animale.
Non si sa se l’ImmuCyst possa
causare danni fetali quando somministrato a gestanti o se possa
interferire con la capacità di riproduzione.
L’ImmuCyst va somministrato a
gestanti solo se strettamente necessario.
Le donne durante il periodo dell’allattamento potrebbero
infettare il bambino con infezione sistemica da BCG.
Non è noto se questo farmaco venga escreto nel latte
umano.
Non conosciuti.
La somministrazione di ImmuCyst per uso
intravescicale provoca una risposta infiammatoria nella vescica
ed è stata associata con ematuria, poliuria, disuria e
infezioni batteriche del tratto urinario. Si richiede pertanto un
accurato controllo delle vie urinarie.
Si sono manifestate, in seguito ad immunoterapia con
ImmuCyst, alcune reazioni collaterali
sistemiche, sebbene sintomi irritativi locali o simili
all’influenza siano più comuni.
Le reazioni sistemiche osservate sono: febbre, nausea,
diarrea, anemia e leucopenia, prostatite e ostruzione uretrale, e
infezione sistemica da BCG.
Non conosciuto.
Gruppo farmacoterapeutico: sostanza ad azione
immunostimolante - Classe ATC L03AX03.
Il BCG stimola una reazione immunitaria locale con
infiltrazione di istiociti e leucociti nella vescica
urinaria.
Gli effetti infiammatori locali sono associati ad apparente
scomparsa o riduzione delle lesioni cancerose superficiali della
vescica urinaria.
Non è chiaro l’esatto meccanismo attraverso il
quale ciò possa verificarsi.
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Flacone liofilizzato: Glutammato monosodico 5% p/v,
Idrossido di sodio
Flacone solvente: Cloruro di sodio, Tampone fosfato
consistente in: Fosfato sodico dibasico, anidro - Fosfato
monobasico di sodio, monoidrato - Polisorbato 80 (Tween 80) -
Acqua per preparazioni iniettabili
Vedi controindicazioni.
24 mesi, nelle condizioni di conservazione raccomandate (tra
+2°C e + 8°C).
L’ImmuCyst ed il relativo
diluente devono essere conservati in frigorifero alla temperatura
tra + 2°C e + 8°C.
L’ImmuCyst non va utilizzato dopo
la data di scadenza riportata sul flacone, in quanto il prodotto
potrebbe essere inattivo.
NON ESPORRE MAI IL LIOFILIZZATO ALLA LUCE SOLARE DIRETTA O
INDIRETTA. RIDURRE AL MINIMO ANCHE L’ESPOSIZIONE ALLA LUCE
ARTIFICIALE.
ImmuCyst è fornito in confezioni
da tre flaconi di prodotto liofilizzato, contenenti circa
3x108 CFU/flacone e da tre flaconi da 1 ml/flacone di
diluente
Vale quanto riportato ai paragrafi precedenti.
AVENTIS PASTEUR S.A. - Lione, Francia
Rappresentante esclusivo per l'Italia: ALFA WASSERMANN
S.p.A. - Alanno (PE)
Produttore: AVENTIS PASTEUR LIMITED - Toronto, Ontario,
Canada
Controllato da: ALFA WASSERMANN S.p.A. - Pomezia
(Roma)
A.I.C. n. 028422018
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15/11/1994 - 15/11/1999
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26/02/2002