Principio attivo: Lamotrigina 25
mg 50 mg 100 mg 200 mg
Principio attivo: Lamotrigina 5 mg 25
mg 50 mg 100 mg 200 mg
Compresse dispersibili/masticabili.
- [Vedi Indice]
Adulti e ragazzi maggiori di 12 anni
Monoterapia delle crisi parziali e delle crisi
tonico-cloniche generalizzate primarie o secondariamente
generalizzate e trattamento aggiuntivo delle crisi parziali e
delle crisi tonico-cloniche secondariamente generalizzate, nei
casi non sufficientemente controllati da altri farmaci
antiepilettici.
Quando è stato ottenuto il controllo dell'epilessia
durante la terapia aggiuntiva, i farmaci antiepilettici
somministrati in concomitanza possono essere sospesi ed i
pazienti possono continuare il trattamento con LAMICTAL in
monoterapia.
Somministrazione
Le compresse dispersibili possono essere ingerite intere con
un po' d’acqua, masticate o disperse in una piccola
quantità di acqua (sufficiente a coprire l’intera
compressa).
MONOTERAPIA
Adulti e ragazzi sopra i 12 anni
In quei pazienti che assumono LAMICTAL in monoterapia la dose
iniziale è di 25 mg una volta al giorno per le prime due
settimane, seguiti da 50 mg una volta al giorno per le due
settimane successive. In seguito la dose deve essere aumentata di
50-100 mg ogni 1-2 settimane fino al raggiungimento di una
risposta ottimale.
La dose di mantenimento, con cui si ottiene di solito la
risposta ottimale, è compresa fra 100 e 200 mg al giorno
somministrati in una o due dosi suddivise. In alcuni pazienti
è stato necessario somministrare LAMICTAL alla dose di 500
mg al giorno per raggiungere la risposta ottimale.
Posologia ad incrementi successivi di LAMICTAL raccomandata
negli adulti (età superiore ai 12 anni) in
monoterapia.
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Prima e seconda
settimana
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Terza e quarta settimana
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Dose di mantenimento
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In monoterapia
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25 mg
1 volta al giorno
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50 mg
1 volta al giorno
|
100 - 200 mg
1 volta al giorno
o eventualmente
suddivisi in due dosi
Per raggiungere la posologia di mantenimento,
le dosi giornaliere possono essere aumentate di 50-100 mg
ogni 1-2 settimane
|
A causa del rischio di effetti indesiderati a livello della
cute e delle mucose la dose iniziale e le dosi seguenti ad
incrementi successivi non devono essere superate (vedi anche
“Speciali avvertenze e precauzioni per
l’uso”).
Nei pazienti che assumono Valproato, con o senza altri farmaci
antiepilettici, la dose iniziale di LAMICTAL è di 25 mg a
giorni alterni per le prime due settimane, seguiti da 25 mg
una volta al giorno per le due settimane successive. In
seguito la dose giornaliera deve essere aumentata per un massimo
di 25-50 mg ogni 1-2 settimane, fino al raggiungimento della
risposta ottimale.
La dose di mantenimento, con cui si ottiene di solito la
risposta ottimale, è compresa fra 100 e 200 mg
somministrati in una o due dosi giornaliere.
In quei pazienti che assumono farmaci antiepilettici che
inducono gli enzimi (ad esempio Fenitoina, Carbamazepina,
Fenobarbitale e Primidone), con o senza altri farmaci
antiepilettici (escluso Valproato), la dose iniziale di LAMICTAL
è di 50 mg una volta al giorno per le prime due settimane,
seguiti da 100 mg al giorno, suddivisi in due somministrazioni,
per le successive due settimane. In seguito la dose giornaliera
deve essere aumentata per un massimo di 100 mg ogni 1-2
settimane, fino al raggiungimento della risposta ottimale.
La dose di mantenimento, con cui si ottiene di solito la
risposta ottimale, è compresa fra 200 e 400 mg al giorno,
suddivisi in due somministrazioni.
In alcuni pazienti è stato necessario somministrare
LAMICTAL alla dose di 700 mg al giorno per ottenere la risposta
ottimale.
Nei pazienti che assumono farmaci antiepilettici per i quali
non siano attualmente note le interazioni farmacocinetiche con
Lamotrigina (vedi “Interazioni con altri medicinali e altre
forme di interazione”), deve essere seguita la posologia ad
incrementi successivi di Lamotrigina raccomandata in concomitanza
con Valproato.
TERAPIA AGGIUNTIVA
Adulti e ragazzi sopra i 12 anni
Posologia ad incrementi successivi di LAMICTAL raccomandata
negli adulti ( età superiore ai 12 anni) nella terapia in
associazione
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Prima e seconda settimana
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Terza e quarta settimana
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Dose abituale di mantenimento
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con Valproato con o senza altri farmaci
antiepilettici
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12,5 mg/die
somministrati come
25 mg a giorni alterni
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25 mg
1 volta al giorno
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100 - 200 mg
1 volta al giorno oppure suddivisi in due
dosi
Per raggiungere la posologia di mantenimento,
le dosi giornaliere possono essere aumentate di 25-50 mg ogni 1-2
settimane
|
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con farmaci antiepilettici che inducono gli enzimi (*), con o
senza altri farmaci antiepilettici (escluso Valproato)
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50 mg
1 volta al giorno
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100 mg
suddivisi in due dosi
|
200 - 400 mg
suddivisi in due dosi
Per raggiungere la posologia di mantenimento,
le dosi giornaliere possono essere aumentate di 100 mg ogni 1-2
settimane
|
|
(*) ad esempio Fenitoina, Carbamazepina, Fenobarbitale e
Primidone
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NOTA: Nei pazienti che assumono farmaci antiepilettici per i
quali non siano attualmente note le interazioni farmacocinetiche
con Lamotrigina, deve essere seguita la posologia ad incrementi
successivi di Lamotrigina raccomandata in concomitanza con
Valproato.
|
A causa del rischio di effetti indesiderati a livello della
cute e delle mucose la dose iniziale e le dosi seguenti ad
incrementi successivi non devono essere superate (vedi
“Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso").
Bambini
Non ci sono ancora informazioni sufficienti sull’uso di
LAMICTAL in bambini d’età inferiore ai 12 anni.
Anziani
Ci sono informazioni limitate sull’uso di LAMICTAL nei
pazienti anziani.
Fino a che ulteriori informazioni non saranno disponibili,
l’uso di LAMICTAL in pazienti anziani non è
raccomandato.
Generalmente controindicato negli anziani.
Ipersensibilità verso i componenti o verso altre
sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico.
La via di eliminazione principale della Lamotrigina è
il metabolismo epatico seguito dalla escrezione renale. Sino a
quando non verranno eseguiti studi opportuni, l'uso di LAMICTAL
è controindicato in pazienti con insufficienza epatica o
renale.
Generalmente controindicato in gravidanza e
nell’allattamento.
Bambini di età inferiore ai 12 anni.
Sono state riportate reazioni avverse cutanee, che si sono
generalmente verificate entro le prime 2-8 settimane
dall’inizio del trattamento con Lamotrigina, anche se sono
stati segnalati casi isolati di reazioni dopo un trattamento
prolungato.
Inoltre il rischio complessivo di rash appare essere associato
soprattutto con:
· elevate dosi iniziali di Lamotrigina che superino
la posologia ad incrementi successivi raccomandata nella terapia
con Lamotrigina stessa (vedi “Posologia e modo di
somministrazione”);
· uso concomitante di Valproato, farmaco che aumenta
di circa due volte l’emivita media della Lamotrigina (vedi
“Posologia e modo di somministrazione”).
La maggioranza degli effetti indesiderati a livello della
cute sono di lieve entità e auto-limitanti, tuttavia si
sono manifestate reazioni cutanee gravi, potenzialmente
pericolose per la vita, inclusa la sindrome di Stevens Johnson e
la necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) (vedi
“Effetti indesiderati”). Pertanto, devono essere
immediatamente valutati tutti i pazienti che presentino qualsiasi
manifestazione che interessi la cute o le mucose da sola o
accompagnata da febbre superiore a 38°, mialgie, artralgie e
deve essere presa in considerazione la sospensione del
trattamento con Lamotrigina.
L'incidenza approssimata di reazioni cutanee gravi negli
adulti è di 1 su 1000. Il rischio è maggiore nei
bambini che negli adulti. I dati disponibili da alcuni studi
indicano che l'incidenza del numero di bambini che richiedono
l'ospedalizzazione va da 1 su 300 a 1 su 100.
Tutti i pazienti che manifestino rash devono essere
prontamente valutati e la Lamotrigina sospesa immediatamente a
meno che il rash sia chiaramente non correlato al farmaco.
Manifestazioni precoci di ipersensibilità (quali
febbre, linfoadenopatia, edema facciale, alterazione dei
parametri ematologici ed epatici) possono comunque verificarsi
senza alcuna evidenza di reazione cutanea o delle mucose. Il
paziente deve essere pertanto informato che una manifestazione
che interessi la cute o le mucose, o altri segni di
ipersensibilità, possono precedere una reazione grave e
che tali manifestazioni devono quindi essere segnalate
immediatamente dal paziente stesso.
Se tali segni dovessero manifestarsi, il paziente deve essere
immediatamente valutato sotto il profilo clinico e la Lamotrigina
sospesa fino a quando non sia possibile stabilire una eziologia
alternativa.
Durante le sperimentazioni cliniche su circa 4.000 pazienti
trattati con farmaci antiepilettici, inclusa la Lamotrigina,
si sono verificati raramente decessi a seguito di aggravamento
progressivo con stato epilettico, insufficienza multiorganica e
coagulazione intravascolare disseminata (CID). Il contributo
della Lamotrigina a questi eventi rimane da stabilire.
In un caso non si esclude che il danno epatico sia stato
l'evento scatenante. Si raccomanda quindi di monitorare
attentamente i parametri epatici, renali e quelli della
coagulazione nei pazienti che presentino in forma acuta un quadro
clinico caratterizzato da qualsiasi combinazione di effetti
collaterali quali eruzioni cutanee, febbre, sintomi di tipo
influenzale, sonnolenza o un peggioramento del controllo
delle convulsioni, soprattutto entro il primo mese dall'inizio
della terapia con Lamotrigina.
Come per gli altri farmaci antiepilettici l'improvvisa
sospensione di LAMICTAL può provocare crisi di rimbalzo.
Ad esclusione dei casi in cui venga richiesta una immediata
sospensione per cause di tollerabilità (ad esempio
manifestazioni cutanee), la dose di LAMICTAL deve essere ridotta
gradualmente nel giro di due settimane.
Quando vengono sospesi i farmaci antiepilettici concomitanti,
per somministrare LAMICTAL in monoterapia ovvero per aggiungere
altri farmaci antiepilettici alla monoterapia con LAMICTAL,
si deve considerare l'effetto che ciò può avere
sulla farmacocinetica della Lamotrigina (vedi Interazioni con
altri medicinali ed altre forme di interazione).
LAMICTAL è un debole inibitore della diidrofolato
reduttasi, quindi c'è la possibilità di una
interferenza con il metabolismo dei folati durante la terapia a
lungo termine.
Tuttavia trattamenti prolungati con Lamotrigina, fino ad un
anno, non hanno evidenziato nell'uomo significativi cambiamenti
della concentrazione di emoglobina, del volume eritrocitario
medio e delle concentrazioni seriche ed intraeritrocitarie dei
folati.
Sono segnalati in letteratura casi nei quali, anche in
pazienti trattati con Lamotrigina, crisi convulsive gravi,
incluso lo stato epilettico, possono portare a rabdomiolisi,
insufficienza multiorganica e coagulazione intravascolare
disseminata, talvolta con esito fatale.
Non ci sono prove che LAMICTAL causi induzione o inibizione,
clinicamente significativa, degli enzimi epatici che
metabolizzano i farmaci. La Lamotrigina può causare
induzione del suo stesso metabolismo, ma l'effetto è
modesto e probabilmente non ha significative conseguenze
cliniche.
Aumento della concentrazione plasmatica di altri farmaci
antiepilettici è stato riportato in qualche paziente,
tuttavia studi controllati non hanno finora evidenziato effetti
della Lamotrigina sulla concentrazione plasmatica di farmaci
antiepilettici concomitanti.
Studi in vitro indicano che la Lamotrigina non sposta
gli altri farmaci antiepilettici dai siti di legame proteico.
In uno studio condotto su 12 donne volontarie, la Lamotrigina
non ha modificato le concentrazioni plasmatiche
dell'etinilestradiolo e del levonorgestrel.
Comunque, così come dopo l'inizio di una qualsiasi
altra terapia cronica in pazienti che assumono
contraccettivi orali, anche con LAMICTAL ogni modificazione del
ciclo mestruale deve essere segnalata al medico curante.
I farmaci antiepilettici che inducono gli enzimi epatici (come
la Fenitoina, la Carbamazepina, il Fenobarbitale ed il
Primidone) accelerano il metabolismo della Lamotrigina.
Il Valproato di sodio, che inibisce gli enzimi epatici,
rallenta il metabolismo della Lamotrigina.
Sono stati segnalati effetti indesiderati a carico del SNC tra
cui vertigini, atassia, diplopia, visione offuscata e nausea nei
pazienti che assumevano Carbamazepina dopo somministrazione
di Lamotrigina. Questi eventi si risolvono di solito con la
riduzione della dose di Carbamazepina.
Fertilità
Negli studi sulla riproduzione animale la somministrazione del
LAMICTAL non ha compromesso la fertilità.
Non vi sono dati circa gli effetti di LAMICTAL sulla
fertilità umana.
Teratogenesi
La Lamotrigina è un debole inibitore della diidrofolato
reduttasi. Con la somministrazione di inibitori dei folati
durante la gravidanza esiste il rischio teorico di malformazioni
fetali.
LAMICTAL non ha causato effetti teratogeni negli studi sulla
riproduzione animale.
Gravidanza
Non sono disponibili dati sufficienti sull'uso di LAMICTAL
durante la gravidanza nella donna per valutarne la sicurezza.
LAMICTAL non deve essere somministrato in gravidanza a meno
che ad opinione del medico i potenziali benefici del trattamento
della madre superino ogni possibile rischio per il feto.
Allattamento
Dati preliminari indicano che la Lamotrigina passa nel latte
materno a concentrazioni pari al 40-45% della concentrazione
plasmatica.
In un piccolo numero di neonati allattati al seno la
quantità di Lamotrigina ricevuta si aggirava intorno a
0,06-0,75 mg/kg/24 ore senza effetti negativi.
I farmaci antiepilettici, specie in caso di politerapia,
possono rallentare i riflessi. Occorre avvisare di
ciò i pazienti che compiono operazioni che richiedono una
piena attenzione.
Negli studi clinici condotti con Lamotrigina sono stati
riscontrati effetti indesiderati di tipo neurologico come
vertigini e diplopia.
Poichè la risposta a tutti i farmaci impiegati nella
terapia antiepilettica può essere soggetta a variazioni
individuali, i pazienti devono consultare il medico in merito
alla possibilità di guidare ed alla epilessia.
Negli studi clinici in doppio cieco, in cui la Lamotrigina
è stata somministrata contemporaneamente ad altri
farmaci antiepilettici, si sono verificate eruzioni cutanee nel
10% dei pazienti trattati con Lamotrigina e nel 5% dei pazienti
che hanno assunto placebo; nel 2% dei pazienti l'eruzione
cutanea ha comportato l'interruzione del trattamento con
Lamotrigina.
L'eruzione, di solito descritta come maculopapulare, appare
generalmente entro 2-8 settimane dall'inizio del trattamento,
anche se sono stati segnalati casi isolati di reazioni dopo un
trattamento prolungato, e si risolve in genere con la sospensione
del farmaco.
Sono state descritte raramente reazioni cutanee gravi,
potenzialmente pericolose per la vita, quali angioedema, sindrome
di Stevens Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di
Lyell).
Sebbene la maggioranza dei casi si risolvano con la
sospensione del trattamento, alcuni pazienti possono manifestare
cicatrici permanenti e si sono verificati rari casi associati ad
esito fatale.
Il rischio complessivo di rash appare associato soprattutto
con:
· elevate dosi iniziali di Lamotrigina che superino
la posologia ad incrementi successivi raccomandata nella terapia
con Lamotrigina stessa (vedi “Posologia e modo di
somministrazione”);
· uso concomitante di Valproato, farmaco che aumenta
di circa due volte l’emivita media della Lamotrigina (vedi
“Posologia e modo di somministrazione”).
Manifestazioni precoci di ipersensibilità (quali
febbre, linfoadenopatia, edema facciale, alterazione dei
parametri ematologici ed epatici) possono comunque verificarsi
senza alcuna evidenza di reazione cutanea o delle mucose. Il
paziente deve essere pertanto informato che una manifestazione
che interessi la cute o le mucose, o altri segni di
ipersensibilità, possono precedere una reazione grave e
che tali manifestazioni devono quindi essere segnalate
immediatamente dal paziente stesso.
Se tali segni dovessero manifestarsi, il paziente deve essere
immediatamente valutato sotto il profilo clinico e la Lamotrigina
sospesa fino a quando non sia possibile stabilire una eziologia
alternativa.
Durante le sperimentazioni cliniche su circa 4.000 pazienti
trattati con farmaci antiepilettici, inclusa la Lamotrigina,
si sono verificati raramente decessi a seguito di aggravamento
progressivo con stato epilettico, insufficienza multiorganica e
coagulazione intravascolare disseminata (CID). Il contributo
della Lamotrigina a questi eventi rimane da stabilire.
In un caso non si esclude che il danno epatico sia stato
l'evento scatenante. Si raccomanda quindi di monitorare
attentamente i parametri epatici, renali e quelli della
coagulazione nei pazienti che presentino in forma acuta un quadro
clinico caratterizzato da qualsiasi combinazione di effetti
collaterali quali eruzioni cutanee, febbre, sintomi di tipo
influenzale, sonnolenza o un peggioramento del controllo
delle convulsioni, soprattutto entro il primo mese dall'inizio
della terapia con Lamotrigina.
Altri effetti indesiderati segnalati durante gli studi con
LAMICTAL in aggiunta ai tradizionali farmaci antiepilettici
sono stati diplopia, visione offuscata, congiuntivite,
vertigini, sonnolenza, cefalea, instabilità, stanchezza,
disturbi gastrointestinali (compreso vomito),
irritabilità/ aggressività, tremore, agitazione,
confusione e alterazioni ematiche (comprese leucopenia e
trombocitopenia).
Sintomi e segni
Alcuni pazienti hanno assunto quantità di Lamotrigina
comprese tra 1,35 e 4 g. Le conseguenze cliniche non sono state
gravi; i segni e sintomi includevano nistagmo, atassia,
vertigini, sonnolenza, cefalea e vomito.
Un paziente che aveva assunto dosi di Lamotrigina di 4-5 g
veniva ricoverato in stato di coma della durata di 8-12 ore
risoltosi nei 2-3 giorni successivi.
Un altro paziente che aveva assunto 5,6 g di Lamotrigina
veniva trovato privo di sensi. Dopo trattamento con carbone
attivo per sospetta intossicazione il paziente si riprendeva dopo
aver dormito per 16 ore.
Trattamento
In caso di sovradosaggio il paziente deve essere ospedalizzato
e sottoposto ad appropriata terapia di sostegno; può
essere indicata la lavanda gastrica.
Meccanismo d’azione
LAMICTAL agisce sui canali del sodio stabilizzando la membrana
neuronale e inibendo il rilascio di neurotrasmettitori,
principalmente il glutammato, aminoacido eccitatorio che
svolge un ruolo chiave nella genesi delle crisi epilettiche.
Farmacodinamica
Negli studi effettuati su volontari sani per valutare gli
effetti indesiderati del farmaco sul Sistema Nervoso Centrale i
risultati ottenuti usando dosi di 240 mg di Lamotrigina non
differivano da quelli ottenuti con placebo.
Il 94% di una dose di Lamotrigina marcata radioattivamente
somministrata a volontari sani fu ritrovata nelle urine in un
periodo di 168 ore. Solo il 2% fu ritrovata nelle feci. La
Lamotrigina è ampiamente metabolizzata nell'uomo ed il
metabolita maggiore è un N-glucuronide che
costituisce il 65% della dose eliminata con le urine. Un
ulteriore 8% della dose si ritrova nelle urine come Lamotrigina
immodificata. Con metodiche cromatografiche è stata
rilevata la presenza di un altro metabolita N-glucuronidato, che
ha una concentrazione pari ad un decimo di quella del
metabolita maggiore.
Nei volontari sani la Lamotrigina è rapidamente e
completamente assorbita dall'intestino; il picco della
concentrazione ematica è raggiunto dopo 2,5 ore
(Tmax) dalla somministrazione orale.
Nei volontari sani la somministrazione ripetuta di Lamotrigina
(150 mg due volte al giorno) determina una modesta autoinduzione
del metabolismo del farmaco, non c'è comunque nessuna
prova dell'induzione della mono-ossigenasi ad un livello tale da
causare interazioni clinicamente importanti con i farmaci
metabolizzati da questi enzimi.
La Lamotrigina è legata alle proteine plasmatiche per
il 55% ed è molto improbabile che lo spiazzamento dalle
proteine plasmatiche causi effetti tossici.
Negli adulti sani l'emivita media di eliminazione plasmatica
(T½) è di 29 ore e il profilo
farmacocinetico è lineare sino alla dose di 450 mg, la
dose singola più alta che è stata
somministrata.
L'emivita della Lamotrigina è influenzata in maniera
significativa dalla terapia concomitante. Quando il farmaco
è associato ad induttori enzimatici, come la Carbamazepina
e la Difenilidantoina, l'emivita è di circa 14 ore, mentre
quando è associato al solo Valproato di sodio l'emivita
è di circa 70 ore.
Tossicologia
Tossicità acuta: la DL50 per via
orale nel topo è di 269 mg/kg e nel ratto di 184
mg/kg.
Tossicità cronica: nel ratto, negli studi
prolungati fino a dodici mesi, con dosi giornaliere fino a 50
mg/kg, fu notata la comparsa di convulsioni; altri effetti
riscontrati furono distensione gastrica, anomalie
comportamentali, minime alterazioni nei livelli dei folati,
tossicità renale, aumento dell'incidenza di miocardite e
di adenomi ipofisari. Nei primati, in dodici mesi di studio, con
dosi giornaliere fino a 20 mg/kg, fu notato vomito, mancanza di
coordinazione motoria e convulsioni; in pochi casi ed alle
più alte dosi furono osservati letargia, tremore ed
atassia.
Mutagenesi
I risultati di un ampio numero di prove di mutagenicità
indicano che LAMICTAL non presenta un rischio genetico per
l'uomo.
Cancerogenesi
LAMICTAL non è stato cancerogeno negli studi a lungo
termine sul ratto e sul topo.
LAMICTAL COMPRESSE
Lattosio; Cellulosa microcristallina; Sodio amido glicolato;
Povidone; Ossido di ferro giallo (E172); Magnesio stearato.
LAMICTAL COMPRESSE DISPERSIBILI
Carbonato di calcio; Idrossipropilcellulosa a basso grado di
sostituzione; Silicato di magnesio e alluminio; Sodio amido
glicolato; Povidone; Saccarina sodica; Aroma di ribes nero;
Magnesio stearato.
Non note.
Compresse: tre anni.
Compresse dispersibili: tre anni
Compresse: conservare in luogo asciutto.
Compresse dispersibili: Conservare in luogo
asciutto e al riparo dalla luce
LAMICTAL COMPRESSE
Blister opaco da 30 compresse da 25 mg
Blister opaco da 30 compresse da 50 mg
Blister opaco da 30 compresse da 100 mg
Blister opaco da 30 compresse da 200 mg
Blister opaco da 21 compresse da 25 mg –
confezione STARTER per terapia aggiuntiva con valproato
Blister opaco da 42 compresse da 25 mg –
confezione STARTER per monoterapia
Blister opaco da 42 compresse da 50 mg –
confezione STARTER per terapia aggiuntiva senza valproato
LAMICTAL COMPRESSE DISPERSIBILI
Blister opaco da 28 compresse dispersibili da 5
mg
Blister opaco da 28 compresse dispersibili da 25
mg
Blister opaco da 56 compresse dispersibili da 50
mg
Blister opaco da 56 compresse dispersibili da 100
mg
Blister opaco da 56 compresse dispersibili da 200
mg
Blister opaco da 21 compresse dispersibili da 25
mg – confezione STARTER per terapia aggiuntiva con
valproato
Blister opaco da 42 compresse dispersibili da 25
mg – confezione STARTER per monoterapia
Blister opaco da 42 compresse dispersibili da 50
mg – confezione STARTER per aggiuntiva senza valproato
Non necessarie.
GlaxoSmithKline S.p.A. - Via A. Fleming, 2 -
Verona.
LAMICTAL 25 mg COMPRESSE – 30
compresse A.I.C.:
027807039
LAMICTAL 50 mg COMPRESSE – 30
compresse A.I.C.:
027807015
LAMICTAL 100 mg COMPRESSE – 30
compresse A.I.C.: 027807027
LAMICTAL 200 mg COMPRESSE – 30
compresse A.I.C.: 027807041
LAMICTAL 25 mg COMPRESSE - confezioneSTARTER
21 compresse: A.I.C.: 027807116
LAMICTAL 25 mg COMPRESSE - confezioneSTARTER
42 compresse: A.I.C.: 027807104
LAMICTAL 50 mg COMPRESSE - confezioneSTARTER
42 compresse: A.I.C.: 027807128
LAMICTAL 5 mg COMPRESSE DISPERSIBILI – 28
compresse A.I.C.: 027807066
LAMICTAL 25 mg COMPRESSE DISPERSIBILI- 28
compresse A.I.C.: 027807054
LAMICTAL 50 mg COMPRESSE DISPERSIBILI- 56
compresse A.I.C.: 027807080
LAMICTAL 100 mg COMPRESSE DISPERSIBILI –
56 compresse A.I.C.: 027807078
LAMICTAL 200 mg COMPRESSE DISPERSIBILI
– 56 compresse A.I.C.: 027807092
LAMICTAL 25 mg COMPRESSE DISPERSIBILI -
confezioneSTARTER 21 compresse: A.I.C.: 027807142
LAMICTAL 25 mg COMPRESSE DISPERSIBILI -
confezioneSTARTER 42 compresse: A.I.C.: 027807130
LAMICTAL 50 mg COMPRESSE DISPERSIBILI -
confezioneSTARTER 42 compresse: A.I.C.: 027807155
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LAMICTAL Compresse da 25 mg, 50 mg, 100 mg e 200
mg: 16.999
LAMICTAL COMPRESSE DISPERSIBILI da 5 mg, 25 mg, 50
mg, 100 mg, 200 mg: 6.999
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Dicembre 2001