Ogni compressa film-rivestita di LEVOXACIN contiene 250
mg di levofloxacina, principio attivo pari a 256,23 mg di levofloxacina
emiidrata.
Ogni compressa film-rivestita di LEVOXACIN contiene 500
mg di levofloxacina, principio attivo pari a 512,46 mg di
levofloxacina emiidrata.
Compresse film-rivestite.
- [Vedi Indice]
Negli adulti con infezioni di lieve e modesta
gravità, LEVOXACIN compresse è
indicato nel trattamento delle infezioni riportate di seguito, quando queste sono
sostenute da germi sensibili alla levofloxacina:
Sinusite acuta.
Bronchite cronica riacutizzata.
Polmoniti acquisite in comunità.
Infezioni complicate delle vie urinarie (incluse
le pielonefriti).
Infezioni della pelle e dei tessuti molli.
Devono essere considerate le linee guida
nazionali sull’uso appropriato degli
antibatterici.
LEVOXACIN compresse può essere somministrato una
o due volte al giorno. Il dosaggio dipende dal tipo, dalla
gravità dell’infezione e dalla sensibilità
del patogeno ritenuto causa dell’infezione.
Durata del trattamento
La durata del trattamento dipende dal decorso clinico, con
una durata massima del trattamento di 14 giorni. Come per
tutte le altre terapie antibiotiche, il trattamento con
LEVOXACIN deve essere continuato per un minimo di 48-72
ore dopo lo sfebbramento, o dopo la dimostrazione di eradicazione
batterica.
Modo di somministrazione
Le compresse di LEVOXACIN devono essere deglutite
intere con sufficiente liquido. Possono essere spezzate lungo la
linea di frattura per adattare il dosaggio e possono essere
ingerite indipendentemente dai pasti. Le compresse devono essere
assunte almeno due ore prima o dopo la somministrazione di sali di ferro,
antiacidi, o sucralfato, al fine di evitare una riduzione
dell’assorbimento (v. punto 4.5 Interazioni).
Sono raccomandate le seguenti dosi :
Pazienti con funzionalità renale normale
(Clearance della creatinina > 50 ml/min)
|
Indicazioni
|
Dosi singole giornaliere (in relazione alla
gravità)
|
Durata del trattamento
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Sinusite acuta
|
500 mg una volta al giorno
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10-14 giorni
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Bronchite cronica riacutizzata
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da 250 a 500 mg una volta al giorno
|
7-10 giorni
|
|
Polmoniti acquisite in
comunità
|
500 mg una o due volte al giorno
|
10-14 giorni
|
|
Infezioni complicate delle vie urinarie (incluse le
pielonefriti)
|
250 mg una volta al giorno
|
7-10 giorni
|
|
Infezioni della pelle e dei tessuti
molli
|
250 mg una volta al giorno o 500 mg una o due volte al
giorno
|
7-14 giorni
|
Pazienti con ridotta funzionalità renale
(Clearance della creatinina <50
ml/min)
|
Dosi
|
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250 mg/24 h
|
500 mg/24 h
|
500 mg/12 h
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Clearance della creatinina
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Prima dose 250 mg
|
Prima dose 500 mg
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Prima dose 500 mg
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Dosi successive
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Dosi successive
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Dosi successive
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|
50-20 ml/min
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125 mg/24 h
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250 mg/24 h
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250 mg/12 h
|
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19-10 ml/min
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125 mg/48 h
|
125 mg/24 h
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125 mg/12 h
|
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< 10 ml/min
|
125 mg/48 h
|
125 mg/24 h
|
125 mg/24 h
|
*) Incluse emodialisi e dialisi peritoneale ambulatoriale
continua
*) Non sono richieste dosi aggiuntive dopo emodialisi o dialisi
peritoneale ambulatoriale continua
Pazienti con ridotta funzionalità epatica
Non è necessaria alcuna modifica del dosaggio in quanto
la levofloxacina viene metabolizzata solo in piccola
quantità dal fegato e viene escreta principalmente per via
renale.
Pazienti anziani
Non è necessaria alcuna modifica del dosaggio se non
quella imposta da considerazioni sulla funzionalità
renale.
LEVOXACIN non deve essere somministrato :
a pazienti che abbiano manifestato ipersensibilità alla
levofloxacina, ad altri chinolonici o a qualsiasi eccipiente in
esso contenuto,
a pazienti epilettici,
a pazienti con anamnesi di affezioni tendinee correlate alla
somministrazione di chinolonici,
a bambini o adolescenti, nel periodo di accrescimento,
alle donne in stato di gravidanza e durante
l’allattamento.
Nei casi più gravi di polmonite pneumococcica la terapia con
LEVOXACIN può non essere considerata
ottimale.
Le infezioni nosocomiali causate da
Pseudomonas aeruginosa possono richiedere terapia combinata.
Malattia da Clostridium difficile
Se si manifesta una diarrea grave, persistente e/o con
sanguinamento durante o dopo la terapia, questa potrebbe essere
associata alla malattia da Clostridium difficile, la cui
forma più grave è la colite pseudomembranosa,
affezione che richiede la sospensione immediata della terapia e
l’adozione di un immediato e idoneo trattamento con misure
adeguate e con terapia specifica (es. vancomicina orale).
In questa situazione clinica i prodotti che inibiscono la
peristalsi sono controindicati.
Tendinite
Durante la terapia con chinolonici sono stati riportati rari
casi di tendinite, che ha coinvolto il tendine di Achille fino
alla rottura. I pazienti anziani sono risultati i più
esposti alla tendinite. Il rischio di rottura del tendine
può essere aumentato dalla contemporanea somministrazione
di corticosteroidi. Se si sospetta una tendinite, il trattamento
con LEVOXACIN deve essere immediatamente sospeso e deve
essere adottata una terapia specifica (p.e.
immobilizzazione).
Pazienti predisposti ad attacchi convulsivi
Come per altri chinolonici, in pazienti con anamnesi di
episodi epilettici o predisposti ad attacchi convulsivi,
così come in soggetti con lesioni del sistema nervoso
centrale o in pazienti che ricevono terapie concomitanti come
fenbufen o FANS-simili, oppure farmaci come la teofillina che
riducono la soglia convulsiva (v. anche punto 4.5 Interazioni), LEVOXACIN
è controindicato.
Pazienti con carenza della
glucosio-6-fosfato-deidrogenasi
I pazienti con difetti latenti o accertati per
l’attività della
glucosio-6-fosfato-deidrogenasi sono predisposti a reazioni emolitiche quando
vengono trattati con antibatterici della classe dei
chinoloni e per tale ragione levofloxacina deve essere
usata con cautela.
Pazienti con insufficienza renale
Poiché la levofloxacina viene
escreta principalmente per via renale, le dosi devono essere
opportunamente adattate in caso di insufficienza renale.
Prevenzione della fotosensibilizzazione
Sebbene fenomeni di fotosensibilizzazione siano estremamente
rari, durante la terapia con levofloxacina si raccomanda di non
esporsi alla luce solare violenta o ad irradiazioni con raggi
U.V. (p.e. lampada, solarium) al fine di evitare
l’insorgenza di fotosensibilizzazione.
Sali di ferro, antiacidi contenenti
magnesio o alluminio
L’assorbimento di levofloxacina risulta
significativamente ridotto quando viene somministrata in
concomitanza con sali di ferro o antiacidi contenenti magnesio o
alluminio. Si raccomanda pertanto che questi ultimi non siano
somministrati 2 ore prima o dopo l’assunzione di compresse
di LEVOXACIN.
Nessuna interazione è stata evidenziata con carbonato
di calcio.
Sucralfato
Il sucralfato riduce significativamente la
biodisponibilità di LEVOXACIN, pertanto in caso di
terapia concomitante si raccomanda di somministrare il sucralfato
2 ore dopo la somministrazione di LEVOXACIN.
Teofillina,
Fenbufen o antiinfiammatori non steroidei
simili
In uno studio clinico non sono state evidenziate interazioni
farmacocinetiche tra levofloxacina e teofillina. Tuttavia una
riduzione della soglia convulsiva può verificarsi quando i
chinolonici vengono somministrati in concomitanza con teofillina,
FANS o altri agenti capaci di ridurre tale soglia.
In presenza di fenbufen le concentrazioni di levofloxacina
sono risultate del 13% più elevate di quelle osservate somministrando il farmaco
da solo.
Probenecid e Cimetidina
Probenecid e cimetidina hanno dimostrato un effetto statisticamente significativo sulla eliminazione di
levofloxacina.
La clearance renale della levofloxacina
è risultata ridotta del 24% concimetidina e del 34% conprobenecid.
Questo avviene perché entrambi I farmaci sono capaci di bloccare
l’escrezione di levofloxacina a livello dei tubuli
renali.
Tuttavia, è improbabile che alle dosi utilizzate negli studi clinici, le
differenze statisticamente significative a livello cinetico abbiano
rilevanza clinica.
Specialmente nei pazienti con
insufficienza renale, si richiede particolare cautela in caso di
contemporanea somministrazione di farmaci che possono modificare
l’escrezione renale come probenecid e cimetidina.
Ciclosporina
L’emivita della ciclosporina risulta
aumentata del 33% quando somministrata in concomitanza con levofloxacina.
Cibo
Poiché non esistono interazioni di particolare
rilevanza clinica con il cibo, LEVOXACIN
compresse può essere somministrato indipendentemente dalla
contemporanea assunzione di cibo.
Altre informazioni
rilevanti
Studi di farmacologia clinica
sono stati condotti al fine di conoscere le
possibili interazioni farmacocinetiche tra levofloxacina ed
i farmaci più comunemente prescritti. La
farmacocinetica di levofloxacina non porta ad alcuna
modifica di rilevanza clinica quando viene somministrata insieme
ai seguenti farmaci: calcio carbonato, digossina, glibenclamide, ranitidina, warfarina.
Gravidanza
Gli studi di riproduzione sull’animale
non hanno evidenziato specifici problemi. Tuttavia, in assenza di
dati nell’uomo ed a causa di possibili danni alle
cartilagini articolari di organismi in accrescimento esposti a
fluorochinolonici, LEVOXACIN compresse non deve
essere impiegato in gravidanza.
Allattamento
In assenza di dati nell’uomo ed a causa di possibili danni alle cartilagini
articolari di organismi in accrescimento esposti a
fluorochinolonici, LEVOXACIN compresse non deve essere
impiegato durante l’allattamento.
Alcuni effetti indesiderati (es. capogiri, vertigini,
sonnolenza, turbe visive) potrebbero alterare la capacità
di concentrazione e di reazione con conseguente rischio in
situazioni dove tali capacità sono indispensabili (durante
la guida di automobili e l’uso di macchine).
Le informazioni sono riconducibili a studi clinici effettuati
su più di 5000 pazienti e ad esperienze di post-marketing.
Sono stati utilizzati i seguenti valori di frequenza :
molto comuni più del 10%
comuni da 1% a 10%
non comuni da 0,1% a 1%
rari da 0,01% a 0,1%
molto rari meno del 0,01%
casi isolati
Sono state segnalate le seguenti reazioni :
- Allergiche
Prurito, eritema (non comuni); orticaria, broncospasmo,
dispnea (rari); angioedema, ipotensione, anafilassi, shock-simile, fotosensibilizzazione (molto rari);
casi isolati di gravi eruzioni bollose, come la sindrome di
Stevens-Johnson, la necrolisi epidermica tossica
(sindrome di Lyell) ed eritema essudativo
multiforme.
Le reazioni muco-cutanee e le anafilattiche
anafilattoidi che possono qualche volta manifestarsi anche dopo la prima somministrazione.
- Gastrointestinalie metabolismo
Nausea, diarrea (comuni); anoressia, vomito, dolore
addominale, dispepsia (non comuni); diarrea con perdite ematiche
che in casi veramente rari può essere segnale di una
enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa; ipoglicemia
particolarmente nei pazienti diabetici (molto rara).
- Neurologiche
Cefalea, capogiri, vertigini, sonnolenza, insonnia (non
comuni); parestesia, tremori, ansia, agitazione, confusione,
convulsioni (rare); ipoestesia, disturbi visivi e
dell’udito, alterazioni del gusto e dell’olfatto,
allucinazioni (molto rare).
- Cardiovascolari
Tachicardia, ipotensione (rare), shock
(anafilattico) (molto raro).
- Muscolo-scheletriche
Artralgia, mialgia, disturbi a carico dei tendini, compresa la
tendinite (es. tendine di Achille) (rari). Molto rara risulta la
rottura del tendine di Achille che, come con altri fluorochinolonici, può verificarsi 48 ore dopo
l’inizio del trattamento ed essere bilaterale.
Indebolimento muscolare che può risultare di particolare
rilevanza in soggetti affetti da miastenia grave. Sono stati
osservati casi isolati di rabdomiolisi.
- Renali, epatiche
Aumento degli enzimi epatici (SGOT - SGPT) (comuni)
Aumenti della bilirubina e della
creatinina sieriche (non comuni).
Molto raramente reazioni come epatite o insufficienza renale
acuta (p.e. causata da nefrite interstiziale).
- Ematologiche
Eosinofilia, leucopenia (non comuni); neutropenia,
trombocitopenia (raramente); agranulocitosi (molto rara); casi
isolati di anemia emolitica e pancitopenia.
- Altre
Astenia, superinfezione da miceti e sviluppo di microorganismi
resistenti (non comuni).
Altri effetti collaterali associati con la somministrazione di
fluorochinolonici includono:
reazioni psicotiche, come stati confusionali acuti ed umore
depresso (che possono verificarsi anche dopo la prima dose),
sintomi extrapiramidali ed altri disturbi della coordinazione
muscolare,
vasculite allergica,
attacchi di porfiria in pazienti con porfiria.
In accordo con gli studi di tossicità
sull’animale i sintomi più importanti che si
manifestano dopo un episodio acuto di sovradosaggio
con levofloxacina compresse sono quelli
a livello del Sistema Nervoso Centrale : come confusione,
capogiri, perdita della coscienza, attacchi epilettici e reazioni
gastro intestinali, come nausea, erosioni della mucosa.
In caso di sovradosaggio, deve essere
valutata l’opportunità di effettuare la lavanda
gastrica e si deve praticare il trattamento sintomatico.
Gli antiacidi possono essere impiegati per la protezione della
mucosa gastrica. L’emodialisi, inclusa la dialisi
peritoneale e dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD),
non sono efficaci nel rimuovere la levofloxacina.
Non sono noti antidoti specifici.
Levofloxacina è un antibatterico appartenente alla
classe dei fluorochinolonici (ATC JO1MA) ed è l’
enantiomero S(-) del racemo di ofloxacina.
Modalità
d’azione
LEVOXACIN esplica la sua potente attività
antibatterica mediante l’inattivazione selettiva della
DNA-girasi batterica e della topoisomerasi IV.
Intervalli di inibizione
Per distinguere i batteri sensibili dagli intermedi e gli
intermedi dai resistenti, il Comitato Nazionale sugli Standard Clinici di
Laboratorio raccomanda i seguenti intervalli di
inibizione:
sensibili < 2
mg/L ; resistenti > 8 mg/L.
Spettro antibatterico
La prevalenza delle resistenze può
variare geograficamente e con il tempo per le specie
selezionate. Pertanto, è auspicabile avere
informazioni sulla resistenza particolarmente quando devono
essere trattate infezioni gravi.
Pertanto, le informazioni riportate sono semplicemente
una guida indicativa sulla probabilità di come un
microorganismo sarà sensibile o no alla levofloxacina. Solo
i microorganismi derivanti dalle
informazioni cliniche sono riportati di seguito:
Microrganismi sensibili:
Aerobi Gram-positivi
Enterococcus faecalis1, Staphylococcus aureus1 methi-S, Staphylococcus
haemolyticus methi-S, Staphylococcus saprophyticus, Streptococci
di gruppo C e G, Streptococcus agalactiae, Streptococcus
pneumoniae1 peni-I/S/R, Streptococcus
pyogenes1.
Aerobi Gram-negativi
Acinetobacter baumannii1, Citrobacter
freundii1, Eikenella corrodens,
Enterobacter aerogenes, Enterobacter agglomerans, Enterobacter
cloacae1, Escherichia coli1, Haemophilus
influenzae1 ampi-S/R, Haemophilus
para-influenzae1, Klebsiella
oxytoca, Klebsiella pneumoniae1, Moraxella
catarrhalis1 b+ /b-,
Morganella morganii1, Pasteurella
multocida, Proteus mirabilis1, Proteus vulgaris,
Providencia rettgeri, Providencia stuartii, Pseudomonas
aeruginosa1, Serratia
marcescens1.
Anaerobi
Bacteroides fragilis, Clostridium perfringens,
Peptostreptococcus.
Altri
Chlamydia pneumoniae1, Chlamydia psittaci,
Legionella pneumophila1, Mycoplasma
pneumoniae1.
Microrganismi con sensibilità intermedia:
Aerobi Gram-positivi
Staphylococcus haemolyticus methi-R.
Aerobi Gram-negativi
Burkholderia cepacia.
Anaerobi
Bacteroides ovatus, Bacteroides thetaiotamicron, Bacteroides
vulgatus. Clostridium difficile.
Microrganismi resistenti:
Aerobi Gram-positivi
Staphylococcus aureus methi- R
Altre informazioni
Il meccanismo di resistenza è generalmente causato da
una mutazione gyr-A. In vitro c’è cross-resistenza
tra levofloxacina ed altri fluorochinolonici.
Resistenze acquisite con levofloxacina sono
state recentemente documentate: S. pneumoniae Francia < 1%;
H. influenzae : rare.
Per il particolare meccanismo di azione non c’é
cross-resistenza tra levofloxacina e altri antibiotici.
Le infezioni nosocomiali causate da P.
aeruginosa richiedono una terapia combinata.
(1)l’efficacia clinica è stata provata negli studi
clinici
Assorbimento
Somministrata per via orale, levofloxacina è
rapidamente e completamente assorbita con una concentrazione al
picco plasmatico che si ottiene in 1 ora.
La biodisponibilità assoluta è pari al 100%.
Levofloxacina mostra una farmacocinetica lineare entro un range
da 50 a 600 mg.
Il cibo non ne influenza l’assorbimento.
Distribuzione
Il legame proteico è pari a circa il 30-40%. Le
concentrazioni sieriche non aumentano, se non in modo
trascurabile, con dosi multiple di 500 mg somministrate per via
orale una volta al giorno, mentre un accumulo modesto, ma
prevedibile, si è riscontrato dopo somministrazione di 500
mg due volte al giorno per via orale.
Lo steady-state viene raggiunto in circa 3 giorni.
Penetrazione nei tessuti e nei liquidi
dell’organismo
Penetrazione nella mucosa bronchiale e
nei liquidi degli epiteli di
rivestimento
Le concentrazioni nella mucosa bronchiale e nei liquidi degli
epiteli di rivestimento sono rispettivamente di 8,3 mg/g e 10,8
mg/ml dopo somministrazione di 500 mg per via orale e si
evidenziano dopo un’ora dalla somministrazione.
Penetrazione nel tessuto
polmonare
La concentrazione massima dopo 500 mg per via orale nel
tessuto polmonare risulta di circa 11,3 mg/g. Tale concentrazione
viene raggiunta in 4-6 ore dalla somministrazione ed è
superiore in modo consistente a quella plasmatica.
Penetrazione nel liquido delle
bolle
Il massimo della concentrazione (circa 4 e 6,7 mg/ml) nel
liquido delle bolle si raggiunge 2-4 ore dopo la somministrazione
e dopo 3 giorni di trattamento con 500 mg una volta o due volte
al giorno, rispettivamente.
Penetrazione nel liquido
cerebrospinale
La levofloxacina presenta una insufficiente penetrazione nel liquido cerebrospinale.
Concentrazione nelle urine
Le concentrazioni medie nelle urine 8-12 ore dopo una dose singola
di levofloxacina 150, 300 o 500 mg sono rispettivamente di 44 mg/l , 91 mg/l e 200
mg/l.
Metabolismo
Levofloxacina viene metabolizzata in una
piccola parte nel metabolita dismetil-levofloxacina e
levofloxacina N-ossido. Questi metaboliti si ritrovano pari ad un
valore < 5% della dose escreta nelle urine. Levofloxacina
è stabile dal punto di vista stereochimico e non è
soggetta ad inversione chirale.
Eliminazione
In seguito a somministrazione orale o intravenosa,
levofloxacina viene eliminata dal plasma lentamente
(t1/2 : 6-8 ore).
L’escrezione è prevalentemente renale (> 85%
della dose somministrata).
Poiché, non esistono differenze
farmacocinetiche in seguito a somministrazione orale o
intravenosa, ciò suggerisce che le vie di somministrazione
possano essere intercambiabili.
La farmacocinetica nei pazienti con insufficienza renale
è riassunta nella tabella :
Cl CT (ml/min) < 20
20-40 50-80
Cl R (ml/min)
13 26 57
t 1/2 (h)
35 27 9
Non sono presenti differenze significative nella cinetica
eccetto quelle associate con variazioni nella clearance della
creatinina.
Analisi separate fra soggetti di sesso maschile
e femminile hanno messo in evidenza delle piccole e
marginali differenze nella farmacocinetica di
levofloxacina.
Non ci sono evidenze circa la rilevanza
clinica di tali differenze.
Tossicità acuta
La dose letale mediana (DL 50) ottenuta nel topo e
nel ratto dopo somministrazione di levofloxacina è
risultata compresa tra 1500-2000 mg/kg.
La somministrazione di 500 mg/kg per via orale nella scimmia,
ha provocato piccoli effetti, a parte il vomito.
Tossicità ripetuta
Studi della durata di 1 e 6 mesi per
somministrazione orale sono stati condotti nel ratto e nella
scimmia.
Le dosi erano di 50, 200, 600 mg/kg/die e
20, 80, 320 mg/kg/die per la durata di 1 mese
e 6 mesi nel ratto e di 10, 30, 100 mg/kg/die e 10, 25,62,5 mg/kg/die per
la durata di 1 mese e 6
mesi nella scimmia.
Reazioni al trattamento di grado leggero sono
state osservate nel ratto principalmente alle dosi di 200
mg/kg/die ed oltre ed erano relative alla riduzione di consumo
del cibo ed a modeste alterazioni dei parametri
ematologici ed ematochimici.
In questi studi il NOEL (No Observed Adverse Effect Level)
è stato calcolato pari a 200 mg/kg/die e 20 mg/kg/die somministrati
rispettivamente per la durata di 1 mese e di 6
mesi.
La tossicità dopo somministrazione
orale di 100 mg/kg/die nella scimmia è risultata
minima con riduzione del peso corporeo,
accompagnata da salivazione, diarrea e diminuzione del pH
urinario in alcuni animali a tale dose.
Nessun segno di tossicità è
stato evidenziato negli studi a 6 mesi. Il NOEL è
stato calcolato pari a 30 mg/kg/die e di 62,5 mg/kg/die
rispettivamente dopo 1 mese e 6 mesi di terapia.
Negli studi a 6 mesi nel ratto e nella
scimmia, il NOEL è stato calcolato pari
a 20 e 62,5 mg/kg/die, rispettivamente.
Tossicità
riproduttiva
Levofloxacina non ha manifestato effetti sulla
fertilità o sulla riproduzione nel ratto a dosi superiori a 360 mg/kg/die
somministrate per via orale o a dosi fino a 100 mg/kg/die
somministrate per via intravenosa.
Levofloxacina non è risultata
teratogena nel ratto fino a dosi orali di 810 mg/kg/die o fino a
dosi per via intravenosa di 160 mg/kg/die.
Effetti teratogeni non sono stati osservati
nel coniglio trattato per via orale fino a dosi di 50 mg/kg/die o
trattato per via intravenosa fino a dosi di 25
mg/kg/die.
Levofloxacina non ha effetti sulla
fertilità ed il ritardo sulla maturazione dei feti
è stato evidenziato come risultato di tossicità a
carico delle madri.
Genotossicità
Levofloxacina non ha indotto mutazioni sulle
cellule batteriche o di mammiferi; sono state
osservate in vitro sulle cellule di polmone di criceto cinese a dosi di 100 mg/ml
ed oltre, in assenza di attivazione metabolica, aberrazioni cromosomiche.
I test in vivo (micronucleo, scambio dei cromatidi cellulari, sintesi del DNA non
programmato, test letale dominante) non evidenziano alcun
potenziale genotossico.
Fototossicità
Studi sul topo dopo somministrazione orale o
intravenosa hanno evidenziato una attività fototossica
solo a dosi molto elevate.
Levofloxacina non mostra potenziale
attività genotossica nei test di fotomutagenesi
mentre riduce lo sviluppo dei tumori nei test di
fotocarcinogenesi.
Potenziale carcinogeno
Nessuna indicazione su una potenziale
carcinogenicità è stata osservata negli studi sul
ratto trattato a dosi di 0, 10, 30 e 100 mg/kg/die per due
anni.
Cartilagine
Come per gli altri fluorochinolonici,
levofloxacina ha evidenziato alcuni effetti sulle cartilagini
nell’animale (ratto e cane) soprattutto nell’animale giovane.
Polivinilpirrolidone, idrossipropilmetilcellulosa,
cellulosa microcristallina, sodio stearilfumarato.
Rivestimento:
Idrossipropilmetilcellulosa, titanio biossido (E 171),
talco, polietilenglicole, ossido di ferro giallo (E 172) e ossido
di ferro rosso (E 172).
Non pertinente.
Compresse film-rivestite da 250 e 500 mg : 3 anni
Nessuna.
Blister di alluminio PVC contenenti ciascuno 5, 7 o 10
compresse film-rivestite da 500 mg.
Blister
di alluminio PVC contenenti ciascuno 5 o 10
compresse film-rivestite da 250
mg;
Una linea di frattura sulla compressa permette di adattare il
dosaggio nei pazienti con insufficienza renale.
GlaxoSmithKline S.p.A. - Via A. Fleming, 2 -37135 Verona
su licenza DAIICHI PHARMACEUTICAL CO. LTD., TOKYO,
GIAPPONE
Il prodotto è protetto da brevetto
5 compresse film-rivestite 250 mg A.I.C.:
033940014
10 compresse film-rivestite 250 mg A.I.C.:
033940026
5 compresse film-rivestite 500 mg A.I.C.:
033940038
7 compresse film-rivestite 500 mg A.I.C.:
033940040
10 compresse film-rivestite 500 mg A.I.C.:
033940053
Medicinale soggetto a prescrizione medica.
4 Marzo 1998
Non soggetto al DPR 309/90
Dicembre 2001