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04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
 

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Propriet� farmacodinamiche
05.2 Propriet� farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
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08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO


- [Vedi Indice]

LOBIVON 5 mg compresse

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Una compressa di LOBIVON contiene 5,45 mg di nebivololo cloridato (equivalenti a 5 mg di nebivololo)

Per gli eccipienti, vedere sezione 6.1

- [Vedi Indice]

Compresse divisibili, rotonde di colore bianco.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - [Vedi Indice]

  - [Vedi Indice]

Trattamento dell’ipertensione essenziale.

  - [Vedi Indice]

Adulti

La dose è di 1 compressa (5 mg) al giorno, preferibilmente sempre alla stessa ora. Le compresse possono essere assunte anche durante i pasti.

L’effetto antiipertensivo è evidente dopo 1-2 settimane di trattamento; occasionalmente l’effetto ottimale viene raggiunto solo dopo 4 settimane di trattamento.

Associazione con altri farmaci antiipertensivi

I beta bloccanti possono essere usati da soli o in associazione ad altri farmaci antiipertensivi.

E’ stato osservato un effetto antiipertensivo aggiunto associando LOBIVON 5 mg con idroclorotiazide 12,5-25 mg.

Pazienti con insufficienza renale

In pazienti con insufficienza renale la dose iniziale consigliata è di 2,5 mg al giorno. Se necessario la dose può essere aumentata a 5 mg.

Pazienti con insufficienza epatica

I dati sull’impiego del nebivololo in pazienti con insufficienza epatica o alterazione della funzionalità epatica sono limitati. Pertanto la somministrazione di LOBIVON in questi pazienti è controindicata.

Anziani

Nei pazienti con età maggiore di 65 anni, la dose raccomandata iniziale è di 2,5 mg� al giorno. Se necessario, la dose giornaliera può essere aumentata a 5 mg.

Tuttavia i dati riguardanti l’impiego del nebivololo in pazienti di età superiore a 75 anni sono limitati. Pertanto la somministrazione del nebivololo deve essere effettuata con cautela ed i pazienti devono essere attentamente controllati.

Bambini

Non esistono studi particolari sui bambini. Pertanto non è consigliato l’impiego nei bambini.

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice]

- Ipersensibilità verso i componenti del prodotto

- Insufficienza epatica o alterazione della funzionalità epatica

-� Gravidanza ed allattamento

- In generale gli antagonisti beta adrenergici sono controindicati in:

shock cardiogenico

insufficienza cardiaca incontrollata

malattia del nodo del seno, compreso il blocco seno-atriale

blocco cardiaco di secondo e terzo grado

storia di broncospasmo e asma bronchiale

feocromocitoma non trattato

acidosi metabolica

bradicardia (frequenza cardiaca < 50 bpm)

ipotensione

gravi patologie circolatorie periferiche

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice]

Le seguenti avvertenze e precauzioni per l’uso riflettono quelle generalmente riferibili ai farmaci antagonisti beta adrenergici.

Anestesia

Il prolungamento del beta blocco riduce il rischio di aritmie durante l’induzione e l’intubazione. Qualora in previsione di un intervento chirurgico, si decida di interrompere il beta blocco, la terapia con antagonisti beta adrenergici deve essere interrotta da almeno 24 ore.

Va usata particolare attenzione nell’uso di certi farmaci anestetici che possono causare depressione del miocardio, quali ciclopropano, etere o tricloroetilene. Il paziente può essere protetto contro le reazioni vagali con somministrazione endovenosa di atropina.

Sistema cardiovascolare

In generale gli antagonisti beta adrenergici non vanno usati in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia non trattata fino a quando le loro condizioni non si sono stabilizzate.

In pazienti con cardiopatia ischemica il trattamento con gli antagonisti beta adrenergici deve essere interrotto gradualmente, ad es. in 1-2 settimane. Se necessario, allo stesso tempo deve essere instaurata una terapia sostitutiva per prevenire un’esacerbazione dell’angina pectoris.

Gli antagonisti beta adrenergici possono indurre bradicardia: se la frequenza cardiaca scende al di sotto dei 50-55 bpm a riposo e/o il paziente manifesta sintomi riconducibili alla bradicardia, il dosaggio deve essere ridotto.

Gli antagonisti beta adrenergici devono essere usati con precauzione in:

- pazienti con patologie circolatorie periferiche (sindrome o malattia di Raynaud, claudicatio intermittens), poichè potrebbe verificarsi un peggioramento di questi disturbi;

- pazienti con blocco cardiaco di primo grado a causa dell’effetto negativo dei beta-bloccanti sul tempo di conduzione;

- pazienti con angina di Prinzmetal a causa della vasocostrizione coronarica mediata dai recettori alfa: gli antagonisti beta adrenergici possono aumentare il numero e la durata degli attacchi di angina.

Metabolismo e sistema endocrino

LOBIVON, nei pazienti diabetici, non interferisce con la glicemia. Tuttavia� va usato con precauzione nei pazienti diabetici in quanto potrebbe mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia (tachicardia, palpitazioni).

I farmaci antagonisti beta-adrenergici possono mascherare i sintomi di tachicardia in corso di ipertiroidismo. La brusca sospensione del trattamento può intensificare questi sintomi.

Apparato respiratorio

Nei pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva gli antagonisti beta adrenergici devono essere usati con cautela in quanto la costrizione delle vie respiratorie può essere aggravata.

Altri

In pazienti con storia di psoriasi gli antagonisti beta adrenergici devono essere somministrati solo dopo attenta valutazione.

Gli antagonisti beta adrenergici possono aumentare la sensibilità verso gli allergeni e la gravità delle reazioni anafilattiche.

E' sconsigliato l'impiego nei bambini

04.5 Interazioni - [Vedi Indice]

Le seguenti interazioni riflettono quelle che generalmente vengono descritte per gli antagonisti beta adrenergici.

Calcioantagonisti

La somministrazione di farmaci antagonisti beta adrenergici associata a calcioantagonisti, tipo verapamil o diltiazem, deve essere usata con cautela a causa dell’effetto negativo sulla contrattilità e sulla conduzione atrio-ventricolare. E’ controindicato l’impiego di verapamil per via endovenosa nel paziente in trattamento con LOBIVON.

Antiaritmici

La somministrazione di farmaci antagonisti beta adrenergici associata con farmaci antiartmici di classe I e amiodarone va usata con precauzione poichè può potenziare l’effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare e l’effetto inotropo negativo.

Clonidina

I farmaci antagonisti beta adrenergici aumentano il rischio di ipertensione arteriosa da rebound in seguito ad improvvisa sospensione di un trattamento cronico con clonidina.

Digitale

I glicosidi della digitale associati agli antagonisti beta adrenergici possono aumentare il tempo di conduzione atrio-ventricolare. Studi con LOBIVON non hanno fornito alcuna evidenza clinica di interazione. LOBIVON non ha effetto sulla cinetica della digossina.

Insulina e farmaci antidiabetici orali

Nonostante non ci sia interazione tra LOBIVON ed il controllo glicemico, la manifestazione di certi sintomi di ipoglicemia (palpitazioni, tachicardia) può essere mascherata.

Anestetici

L’uso concomitante di antagonisti beta adrenergici e farmaci anestetici può attenuare la tachicardia riflessa ed aumentare il rischio di ipotensione.

L’anestesista deve essere informato sull’assunzione di LOBIVON da parte del paziente.

Altri

L’impiego concomitante di farmaci FANS non interferisce con l’effetto antiipertensivo di LOBIVON.

La concomitante somministrazione di cimetidina aumenta i livelli plasmatici di nebivololo senza modificarne l’effetto clinico. La concomitante somministrazione di ranitidina non influenza la farmacocinetica del nebivololo.

Se LOBIVON viene assunto durante i pasti ed i farmaci antiacidi vengono assunti fra un pasto e l’altro, i due trattamenti possono essere prescritti contemporaneamente.

L’associazione di nebivololo con nicardipina aumenta debolmente il livello plasmatico di entrambi i farmaci senza modificarne l’effetto clinico. L’assunzione concomitante di alcool, furosemide o idroclorotiazide non ha effetto sulla farmacocinetica di nebivololo.

Nebivololo non ha effetto sulla farmacocinetica e la farmacodinamica di warfarin.

Le sostanze simpaticomimetiche possono contrastare l’effetto bloccante beta-adrenergico.

I farmaci beta adrenergici possono determinare la prevalenza dell’attività alfa-adrenergica dei farmaci simpaticomimetici, con conseguenti effetti alfa- e beta-adrenergici (rischio di ipertensione, bradicardia severa e arresto cardiaco).

La somministrazione concomitante di antidepressivi triciclici, barbiturici e fenotiazine può aumentare l’effetto antiipertensivo.

Poichè il metabolismo del nebivololo coinvolge l’isoenzima CYP2D6, la somministrazione concomitante di inibitori del reuptake della serotonina, del destrometorfano o di altri farmaci metabolizzati prevalentemente attraverso questa via, può rendere i soggetti metabolizzatori rapidi simili ai soggetti metabolizzatori lenti.

04.6 Gravidanza e allattamento - [Vedi Indice]

Uso in gravidanza

Non esistono dati sufficienti sull’uso di LOBIVON in gravidanza per stabilire la sua potenziale dannosità. Studi sugli animali non hanno dimostrato effetti dannosi diversi da quelli attribuibili alle sue proprietà farmacologiche.

I beta-bloccanti riducono la perfusione placentare e ciò può causare immaturità o morte fetale intrauterina e parto pretermine. Inoltre nel feto e nel neonato si possono manifestare effetti avversi (ipoglicemia e bradicardia). Per il neonato esiste un aumentato rischio di complicazioni polmonari e cardiache nel periodo postnatale.

Pertanto LOBIVON non deve essere usato in gravidanza.

Uso durante l’allattamento

La maggior parte dei beta-bloccanti, in particolare i composti lipofili quali ad es. nebivololo e i suoi metaboliti attivi, sono secreti nel latte materno anche se in maniera variabile. Poichè non è noto se il nebivololo venga escreto nel latte materno, la somministrazione di LOBIVON in corso di allattamento è controindicata. Studi sugli animali hanno dimostrato che nebivololo è secreto nel latte materno.

04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice]

Non esistono studi sugli effetti di LOBIVON sulla capacità di guidare. Studi farmacodinamici hanno dimostrato che LOBIVON non ha effetti sulla funzione psicomotoria. Durante la guida di autoveicoli o l’impiego di macchinari va tenuto presente che occasionalmente si potrebbero verificare vertigini e affaticamento.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice]

Nella tabella sottostante, raggruppati per apparato ed elencati in ordine di frequenza, sono riportati gli effetti indesiderati nella maggior parte di intensità lieve o moderata.

CLASSE/SISTEMA/ORGANO

COMUNI (1-10%)

NON COMUNI (0,1-1%)

Disturbi sistema nervoso

Cefalea, vertigini, parestesia

Incubi

Disturbi visivi

Alterazione della vista

Disturbi cardiaci

Bradicardia, insufficienza cardiaca, rallentata conduzione AV/blocco AV

Disturbi vascolari

Ipotensione, (aumento della) claudicatio intermittens

Disturbi respiratori

Dispnea

Broncospasmo

Disturbi gastrointestinali

Stipsi, nausea, diarrea

Dispepsia, flatulenza, vomito

Disturbi della cute e annessi cutanei

Prurito, rash cutaneo

Disturbi dell'apparato riproduttivo

Impotenza

Effetti generali

Affaticamento, edema

depressione

Inoltre si possono osservare i seguenti eventi avversi con alcuni antagonisti beta adrenergici: allucinazioni, psicosi, confusione, estremità fredde/cianotiche, fenomeno di Raynaud, secchezza agli occhi e tossicità oculo-muco-cutanea practololo simile.

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice]

Non sono disponibili dati sul sovradosaggio con LOBIVON.

Sintomi

Sintomi di sovradosaggio con beta-bloccanti sono: bradicardia, ipotensione, broncospasmo ed insufficienza cardiaca acuta.

Trattamento

In caso di sovradosaggio o in caso di ipersensibilità il paziente deve essere tenuto sotto stretta sorveglianza e deve essere trattato in un reparto di terapia intensiva. Vanno controllati i livelli ematici del glucosio. L’assorbimento di qualsiasi prodotto farmaceutico eventualmente presente nel tratto gastrointestinale può essere prevenuto con lavanda gastrica, somministrazione di carbone attivo e lassativi. Può essere necessario praticare la respirazione artificiale. Fenomeni di bradicardia ed estese reazioni vagali vanno trattate con somministrazione di atropina o metilatropina. L’ipotensione e lo shock vanno trattati con plasma/succedanei del plasma e se necessario con catecolamine. L’effetto beta bloccante può essere contrastato da una lenta somministrazione endovenosa di cloridrato di isoprenalina, iniziando con una dose di circa 5 mg/minuto o di dobutamina con dose iniziale di 2,5 mg/minuto fino a quando si ottiene l’effetto richiesto. Nei casi refrattari l’isoprenalina può essere associata alla dopamina. Se ciò non produce l’effetto desiderato, deve essere presa in considerazine la somministrazione endovenosa di 50-100 mg/kg e.v. di glucagone. Se necessario, l’iniezione va ripetuta entro un’ora per essere seguita - eventualmente - da un’infusione e.v. di glucagone 70 mg/kg/h. Nei casi estremi di bradicardia resistente al trattamento si può procedere all’applicazione di un pace-maker.

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - [Vedi Indice]

05.1 Propriet� farmacodinamiche - [Vedi Indice]

Beta bloccante selettivo (ATC C07AB12)

Nebivololo è un racemato di due enantiomeri, SRRR-nebivololo (o d-nebivololo) e RSSS-nebivololo (o 1-nebivololo). E’ un farmaco a duplice azione:

-�� è un antagonista competitivo e selettivo dei beta1-recettori; questo effetto viene attribuito all’enantiomero SRRR (d-enantiomero);

-�� è dotato di lievi proprietà vasodilatatorie probabilmente dovute ad un’interazione con la via L-arginina/ossido nitrico.

Il nebivololo somministrato a dose singola e ripetuta riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, a riposo e durante esercizio, sia in soggetti normotesi che in pazienti ipertesi.

L’attività antiipertensiva si mantiene durante il trattamento cronico.

A dosaggi terapeutici il nebivololo è privo di antagonismo alfa-adrenergico.

Studi sperimentali in vitro e in vivo su animali hanno dimostrato che il nebivololo è privo di attività simpaticomimetica intrinseca.

Studi sperimentali in vitro e in vivo su animali hanno dimostrato che a dosaggi farmacologici il nebivololo non possiede attività stabilizzante di membrana.

In volontari sani, il nebivololo non ha effetti significativi sulla capacità massima di esercizio o sulla resistenza.

05.2 Propriet� farmacocinetiche - [Vedi Indice]

Entrambi gli enantiomeri di nebivololo sono rapidamente assorbiti dopo somministrazione orale. L’assorbimento di nebivololo non è influenzato dalla contemporanea assunzione di cibo;� il nebivololo può essere assunto con o senza cibo.

Nebivololo viene ampiamente metabolizzato, in parte in idrossi-metaboliti attivi. Nebivololo è metabolizzato via idrossilazione aromatica e aliciclica, N-dealchilazione e glucuronidazione con ulteriore formazione di glucuronidi degli idrossi-metaboliti. Il metabolismo del nebivololo per idrossilazione aromatica è soggetto al polimorfismo genetico ossidativo CYP2D6 dipendente. La biodisponibilità orale del nebivololo è in media del 12% nei soggetti con metabolismo rapido ed è virtualmente completa nei soggetti con metabolismo lento. Allo steady-state e allo stesso dosaggio, il picco di concentrazione plasmatica del nebivololo immodificato è circa 23 volte più alto nei soggetti con metabolismo lento rispetto ai soggetti con metabolismo rapido. Quando vengano considerate la somma delle concentrazioni del farmaco immodificato e dei metaboliti attivi, la differenza delle concentrazioni plasmatiche al picco è di 1,3-1,4 volte. A causa della variabilità del metabolismo, il dosaggio di LOBIVON deve essere sempre adattato individualmente al singolo paziente: i soggetti con metabolismo lento, perciò, potrebbero richiedere dosaggi più bassi.

Nei soggetti con metabolismo rapido, le emivite di eliminazione degli enantiomeri di nebivololo hanno una media di 10 ore. Nei soggetti con metabolismo lento sono 3-5 volte più lunghe. Nei soggetti con metabolismo rapido i livelli plasmatici dell’enantiomero RSSS sono leggermente superiori a quelli dell’enantiomero SRRR. Nei soggetti� con metabolismo lento questa differenza è più grande. Nei soggetti con metabolismo rapido, le emivite di eliminazione degli idrossimetaboliti di entrambi gli enantiomeri hanno una media di 24 ore e sono circa due volte più lunghe nei soggetti con metabolismo lento.

Nella maggior parte dei soggetti (con metabolismo rapido) lo steady-state viene raggiunto entro 24 ore per il nebivololo ed entro pochi giorni per gli idrossimetaboliti. Le concentrazioni plasmatiche sono proporzionali alla dose nell’intervallo fra 1 e 30 mg. La farmacocinetica di nebivololo non viene influenzata dall’età.

Nel plasma, entrambi gli enantiomeri di nebivololo sono prevalentemente legati all’albumina.

Il legame proteico plasmatico è del 98,1% per SRRR-nebivololo e del 97,9% per RSSS-nebivololo.

Dopo una settimana di somministrazione, il 38% della dose viene escreta nelle urine ed il 48% nelle feci. L’escrezione urinaria del nebivololo immodificato è inferiore allo 0,5% della dose.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice]

Nulla da segnalare.

- [Vedi Indice]

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice]

Polisorbato 80, hypromellose, lattosio monoidrato, amido di mais, sodio croscaramellosio, cellulosa microcristallina, silice anidra colloidale, magnesio stearato.

06.2 Incompatibilità - [Vedi Indice]

Non compete.

06.3 Periodo di validità - [Vedi Indice]

36 mesi

- [Vedi Indice]

Nessuna speciale precauzione per la conservazione

- [Vedi Indice]

Le compresse vengono fornite in blister (PVC/Al).

LOBIVON 5 mg - 28� compresse

(ulteriori confezioni autorizzate in Europa: 7, 14, 30, 50, 56, 100, 500 compresse)

. - [Vedi Indice]

Nulla da segnalare

- [Vedi Indice]

A. MENARINI INDUSTRIE FARMACEUTICHE RIUNITE srl

Via Sette Santi n. 3

50131 FIRENZE

su licenza Janssen Pharmaceutica N.V., Beerse, Belgio

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice]

032210015/M

REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO - [Vedi Indice]

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- [Vedi Indice]

Gennaio 1997

- [Vedi Indice]

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- [Vedi Indice]

Giugno 2002

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