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Dose di attacco |
Dose di mantenimento |
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Malattie reumatiche |
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- Artrite reumatoide |
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grave |
12-16 mg |
6-12 mg |
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moderatamente grave |
8-10 mg |
4-8 mg |
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lieve |
6-8 mg |
2-6 mg |
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ragazzi |
6-10 mg |
2-8 mg |
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-Lupus eritematosus disseminato |
20-40 mg |
8-20 mg |
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- Febbre reumatica acuta |
0,5 mg ogni 450 g di peso corporeo, fino a che le mucoproteine sieriche ammontino a 6 mg % e la velocità di sedimentazione resti normale per una settimana |
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Malattie allergiche |
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- Asma stagionale grave |
16-40 mg |
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- Febbre da fieno grave |
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- Dermatite esfoliativa |
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- Dermatite da contatto |
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- Asma congenita |
12-40 mg |
4-16 mg |
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- Rinite allergica intrattabile |
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-Dermatite atopica generalizzata |
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- Eczema infantile generalizzato |
8-12 mg |
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Malattie oftalmiche infiammatorie (interessanti il segmento posteriore) |
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- Acute |
12-40 mg |
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- Croniche |
12-40 mg |
2-12 mg |
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- Malattie varie |
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- Sindrome surrenogenitale |
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4-12 mg |
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- Colite ulcerosa |
16-60 mg |
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- Leucemia |
12-16 mg |
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- Nefrosi |
20-60 mg (10-14 gg o finchè non appare diuresi) |
12-40 mg (3 gg di seguito alla settimana per 6-12 mesi) |
Infezioni micotiche sistemiche. Ipersensibilità nota o presunta ai componenti.
Nei pazienti in terapia corticosteroidea, sottoposti a particolari stress, è indispensabile un adattamento della dose secondo l'entità della condizione stressante.
I corticosteroidi possono mascherare alcuni segni di infezione e durante il loro impiego possono verificarsi infezioni intercorrenti: valutare l'opportunità di instaurare un'adeguata terapia antibiotica.
In corso di terapia prolungata e con dosi elevate, se si dovesse verificare un'alterazione del bilancio elettrolitico, è opportuno adeguare l'apporto di sodio e potassio.
Tutti i corticosteroidi aumentano l'escrezione di calcio.
Durante il trattamento con corticosteroidi i pazienti non devono essere vaccinati contro il vaiolo. Non effettuare altri procedimenti di immunizzazione in pazienti in terapia corticosteroidea, specialmente a dosi elevate, a causa dei possibili rischi di complicazioni neurologiche e di una diminuita risposta anticorpale.
L'impiego del metilprednisolone nella tubercolosi attiva deve essere limitato ai casi di malattia fulminante o disseminata in cui il corticosteroide è usato per il trattamento dell'affezione sotto un appropriato regime antitubercolare.
Se i corticosteroidi sono somministrati in pazienti con tubercolosi latente o risposta positiva alla tubercolina, è necessaria una stretta osservazione in quanto si può verificare una riattivazione della malattia. Durante una terapia corticosteroidea prolungata, questi pazienti devono essere sottoposti a chemioprofilassi.
L'insufficienza corticosurrenale secondaria indotta dal farmaco può essere minimizzata mediante una riduzione graduale del dosaggio. Questo tipo di insufficienza relativa può persistere per mesi dopo la sospensione della terapia; pertanto in qualsiasi situazione di stress che si presenti durante questo periodo, si deve adottare un'idonea terapia ormonale. Poichè la secrezione mineralcorticoide può essere alterata, somministrare in associazione sali e/o mineralcorticoidi.
Nei pazienti ipotiroidei o affetti da cirrosi epatica, vi è un potenziamento degli effetti dei corticosteroidi.
Questi farmaci vanno usati con cautela nei pazienti con herpes simplex oculare a causa di una possibile perforazione corneale.
In corso di terapia si suggerisce di ridurre gradualmente la posologia allo scopo di trovare la più bassa dose di mantenimento.
I corticosteroidi possono dar luogo ad alterazioni psichiche quali: euforia, insonnia, instabilità emotiva, cambiamenti di personalità, gravi depressioni fino a manifestazioni francamente psicotiche. Inoltre, una instabilità emotiva preesistente o tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi.
Gli steroidi devono essere usati con cautela nelle seguenti condizioni: coliti ulcerose aspecifiche, se vi è pericolo di perforazione, di ascessi o di altra infezione piogena;
diverticoliti; anastomosi intestinali recenti; ulcera peptica attiva o latente; insufficienza renale; ipertensione; osteoporosi; miastenia grave.
Particolare attenzione deve essere riservata allo sviluppo corporeo di neonati e bambini sottoposti a prolungata terapia corticosteroidea.
Poichè le complicazioni dovute al trattamento con glicocorticoidi sono correlate alla dose e alla durata della terapia, per ogni singolo paziente deve essere valutato il rapporto rischio/beneficio, il dosaggio, lo schema posologico e la durata della terapia.
Tenere fuori dalla portata dei bambini