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04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

 
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
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08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
spazio01 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO
y TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90
12.0 home

     

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neoHEPATECT

 

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Immunoglobulina umana antiepatite B (Ig e.v.)

1 ml di soluzione contiene:

Principio attivo:

Proteine plasmatiche umane    50 mg di cui immunoglobuline G      >95 %

Contenuto in anticorpi anti HBsAg        50 U.I

Distribuzione sottoclassi delle IgG: circa 59 % (IgG1), circa 36 % (IgG2), circa 3% (IgG3), 2% (IgG4).

Contenuto in IgA                             < 2.5 mg/ml.

Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

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Soluzione per infusione endovenosa

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - [Vedi Indice]

  - [Vedi Indice]

A. Profilassi dell’epatite B in:

adulti  e  bambini  oltre i  due  anni di  età  che non  sono stati  vaccinati contro l’ epatite B ( comprese persone il cui certificato di vaccinazione sia  incompleto o mancante ) e sono a rischio di infezione da virus dell’ epatite B  a causa dell’ esposizione   accidentale  per  via  cutanea  o  mucosa  a  materiale  contenente il virus dell’epatite B quando la somministrazione di una immunoglobulina antiepatite B i.m. non è possibile.

L’ immunoglobulina deve essere somministrata in associazione ad un vaccino per l’epatite B

 

B.  Profilassi contro la reinfezione del fegato trapiantato in pazienti portatori di antigene di superficie dell’epatite B.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice]

Posologia

A meno che non vi siano prescrizioni diverse  , valgono le seguenti raccomandazioni:

dopo esposizione a materiale contenente l’antigene di superficie per l'epatite B: appena possibile ma non oltre le 72 ore , iniettare 8-10 UI (da 0,16 a 0,20 ml) di neoHEPATECT per kg di peso corporeo,  dopo avere titolato l’HBsAg e gli anticorpi anti HBs della persona a rischio. A meno che la determinazione degli anticorpi anti-HBsAg ad intervalli mensili (utile anche per controllare il successo della vaccinazione  praticata in stretta vicinanza temporale alla immunizzazione passiva) non indichi  la necessità di una somministrazione più ravvicinata, ripetere la dose ogni due mesi.

Se il rischio di infezione è ancora presente , continuare il protocollo di immunizzazione fino all'inizio della sieroconversione  per gli anticorpi anti-HBs. Non è più necessaria la somministrazione passiva una volta che sia iniziato l'aumento degli anticorpi anti-HBs per produzione attiva.

Per prevenire la reinfezione  del  fegato trapiantato  nei pazienti HBsAg positivi,  somministrare per infusione endovenosa 10000 U.I. (200 ml) di neoHEPATECT durante l'intervento chirurgico nella fase  anepatica , e 2000 U.I. (40 ml) al giorno per 7 giorni dopo l'operazione. Durante il  successivo trattamento di lunga durata occorre assicurarsi, con controlli mensili, che sia mantenuto un titolo  sierico anti HBsAg di 100 U.I./litro. Il trattamento va continuato per almeno 6 mesi.

Modo di somministrazione

Il neoHEPATECT va somministrato  per infusione endovenosa alla velocità iniziale di 0,1 ml/kg/ora per 10 minuti. Se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1 ml/kg/ora.

 

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice]

Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti. Ipersensibilità ad immunoglobuline omologhe, specialmente in  casi molto rari di deficit IgA, quando il paziente possiede anticorpi anti-IgA. Il  trattamento  con  il neoHEPATECT  nella profilassi contro l’ epatite B non è indicato se la persona a rischio è stata vaccinata in modo completo nei confronti dell’ epatite B e la sua risposta immunitaria è stata adeguata.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice]

Certe gravi reazioni avverse al  farmaco possono essere dovute alla velocità di  infusione. La velocità di  infusione raccomandata nella sezione "4.2 Posologia e modo di somministrazione" deve essere accuratamente rispettata. I pazienti vanno controllati ed osservati  attentamente durante tutto il periodo  di infusione per evidenziare eventuali sintomi.

Alcune reazioni avverse possono manifestarsi più di frequente nei casi seguenti:

-   alte velocità di  infusione,

-   in pazienti con ipo- o agammaglobulinemia con o senza deficit di IgA,

-   in pazienti  a cui viene somministrata una immunoglobulina umana per la prima volta o, in rari casi, quando una immunoglobulina umana viene  sostituita con un’ altra o è trascorso un lungo periodo di tempo dalla precedente  infusione.

Reazioni di vera ipersensibilità sono rare. Possono manifestarsi  nei rari casi di deficit IgA con presenza di anticorpi anti-IgA.

Raramente l’immunoglobulina umana può  indurre una caduta della pressione arteriosa, con reazione anafilattica, anche in pazienti che avevano tollerato precedenti trattamenti.

Potenziali complicanze possono  in molti casi essere evitate  accertandosi che:

-    i pazienti non siano sensibili all’immunoglobulina normale umana , iniettando il prodotto lentamente all’inizio (0,1 ml/kg/ora),

-    i pazienti siano accuratamente controllati durante tutto il periodo di  infusione per evidenziare eventuali sintomi. In particolare, pazienti mai trattati prima con immunoglobulina umana, o pazienti  trattati in precedenza con un altro prodotto Ig e.v. alternativo , o pazienti trattati dopo un lungo intervallo di tempo  dalla precedente infusione, vanno controllati  alla prima infusione e per la prima ora dopo la  prima infusione, in modo da evidenziare potenziali reazioni avverse. Tutti gli altri pazienti devono essere tenuti in osservazione per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.

Casi di insufficienza renale acuta sono stati osservati in pazienti  a cui sono state somministrate a fini terapeutici Ig e.v. Nella  maggior parte dei casi sono stati identificati fattori di rischio come una pre-esistente insufficienza renale, il diabete mellito, l’ipovolemia, il sovrappeso corporeo, l’ assunzione concomitante di  farmaci nefrotossici o una età   superiore ai 65 anni.

In tutti i pazienti, la somministrazione di Ig e.v. richiede quanto segue:

-    una adeguata idratazione prima di iniziare  la infusione di Ig e.v.

-    il controllo della diuresi.

-    il  controllo della creatinina  sierica ,

-    evitare la somministrazione concomitante di diuretici dell’ansa.

In caso di alterata funzione renale,  prendere in considerazione l’ interruzione della somministrazione di Ig e.v.

L’alterazione della funzione renale e l’ insufficienza renale acuta sono state  associate all’uso di  molteplici  prodotti Ig e.v. in commercio, ma la maggioranza dei casi è stata attribuita all’uso di prodotti contenenti saccarosio come  stabilizzante. In pazienti a rischio si deve prendere in considerazione l’uso di prodotti Ig e.v. che non  contengano saccarosio. Inoltre, il prodotto deve essere somministrato alla concentrazione e alle velocità di  infusione minime possibili.

Nel caso compaiano reazioni avverse, occorre ridurre la velocità di infusione o anche interrompere la somministrazione.

Il tipo di trattamento dipenderà  dalla natura e gravità dell’ effetto collaterale.

In caso di shock, intraprendere i trattamenti clinici standard per la terapia dello shock.

Occorre tener presente che, quando vengono somministrati  farmaci ottenuti da sangue o plasma umano, non si può  escludere del tutto la possibilità  di malattie infettive dovute alla trasmissione  di agenti infettivi.   Questa affermazione è valida anche per gli  agenti patogeni di natura sconosciuta. Il rischio di trasmissione di agenti infettivi viene ridotto nei modi seguenti:

-    selezionando attentamente i donatori mediante intervista clinica e  attraverso lo screening di ogni donazione e dei  pools di plasma per l’ HBsAg e gli anticorpi  anti HIV e anti HCV,

-    saggiando i  pools di plasma per identificare eventuali genomi HCV,

-      utilizzando nel processo di produzione procedure di inattivazione e rimozione virali   che siano state  validate   utilizzando modelli virali. Tali procedure sono ritenute efficaci per HIV, HCV e HBV.

Le procedure di rimozione /inattivazione virali  possono essere di limitata efficacia nei confronti di virus  senza membrana come quello dell’epatite A e/o il parvovirus B19.

Si raccomanda, nell’interesse del paziente, di annotare il numero di lotto ed il nome del prodotto ogni volta che viene somministrato il neoHEPATECT 

 

04.5 Interazioni - [Vedi Indice]

Vaccini  da virus vivi attenuati

La somministrazione di immunoglobulina può far diminuire   per un periodo di almeno 6 settimane fino a 3 mesi l’efficacia di vaccini  da virus vivi attenuati come morbillo, rosolia,  parotite e varicella. Dopo somministrazione di questo prodotto, bisogna aspettare 3 mesi prima di vaccinare con virus vivi attenuati. Nel caso del morbillo, una tale alterazione può durare anche un anno. I pazienti che vengono vaccinati  contro il morbillo devono quindi fare un test di controllo dei loro anticorpi.

Interferenze con test  sierologici

Dopo iniezione di immunoglobulina l’aumento transitorio dei vari tipi di anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente  può determinare risultati falsi positivi nei test  sierologici. La trasmissione passiva di anticorpi nei confronti di antigeni eritrocitari quali A, B e D potrebbe causare interferenze con alcuni test sierologici per allo-anticorpi eritrocitari (ad es. il test di Coombs), la conta reticolocitaria e l’aptoglobina.

 

04.6 Gravidanza e allattamento - [Vedi Indice]

La sicurezza di questo prodotto  se somministrato in gravidanza,  non è stata ancora stabilita mediante studi clinici controllati. Il prodotto va quindi somministrato con cautela  alle donne gravide o che allattano  Basandoci però sull’esperienza clinica con le immunoglobuline non ci si dovrebbe aspettare effetti pericolosi sul decorso della  gravidanza ,sul feto o sul neonato.

Le immunoglobuline sono escrete nel latte e possono quindi contribuire al trasferimento di anticorpi protettivi dalla madre al neonato.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice]

Non sono stati osservati effetti negativi sulla capacità di guidare l’auto e per l’ uso di macchinari.

 

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice]

Reazioni avverse come brividi, cefalea , febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia,  

ipotensione e  leggero dolore dorsale possono manifestarsi occasionalmente.

Raramente le immunoglobuline umane normali possono causare un’ improvvisa caduta della pressione arteriosa ; in casi isolati possono causare shock anafilattico anche se il paziente non ha mai mostrato ipersensibilità a precedenti somministrazioni.

Casi di meningite asettica reversibile, isolati casi di anemia emolitica o di emolisi reversibili, e rari casi di reazioni cutaneee transitorie, sono stati osservati con l’uso di immunoglobulina umana normale.

Sono stati osservati anche aumenti dei livelli di  creatinina  sierica e/o   casi di insufficienza renale acuta.

Eventi trombotici si sono verificati in pazienti anziani, in pazienti con segni di ischemia cerebrale o cardiaca, e in pazienti in sovrappeso o fortemente ipovolemici.

Per ulteriori informazioni sulla sicurezza virale vedere il punto 4.4.

Fare riferimento al punto 4.4  riguardante le “Opportune precauzioni d’ impiego”per l’ uso nei casi di anafilassi , sindrome di meningite asettica , disfunzione renale ed emolisi.

Le seguenti reazioni avverse sono state segnalate in modo spontaneo come possibili o probabili in seguito alla somministrazione del neoHEPATECT  con una incidenza per ciascuna di esse inferiore allo 0,1% :  Cute e tessuto sottocutaneo : reazioni cutanee, esantema, prurito , orticaria, eruzione cutanea, sudorazione

 

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice]

Un sovradosaggio può causare  ipervolemia e iperviscosità, particolarmente in pazienti a rischio, compresi pazienti anziani e  pazienti con alterazione della funzione renale.

 

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - [Vedi Indice]

05.1 Proprietà farmacodinamiche - [Vedi Indice]

Gruppo farmacoterapeutico: Sieri immuni e immunoglobuline: immunoglobulina anti-epatite B per somministrazione endovenosa, codice ATC: J06BB04

Il neoHEPATECT contiene anticorpi specifici contro l’antigene HBs,  essenzialmente di classe  IgG.

La distribuzione delle sottoclassi di IgG è proporzionale a quella esistente nel plasma umano nativo.Il meccanismo d’ azione delle immunoglobuline anti epatite B consiste nella immunizzazione passiva nei confronti della infezione da virus dell’ epatite B. Le immunoglobuline neutralizzeranno le particelle virali ; queste particelle non saranno più in grado di legarsi alle cellule bersaglio ( epatociti) . Dopo di che le particelle virali verranno eliminate.    

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche - [Vedi Indice]

Dopo la somministrazione endovenosa l’immunoglobulina umana anti-epatite B è immediatamente e completamente biodisponibile nella circolazione sanguigna del soggetto ricevente. Si distribuisce abbastanza rapidamente  tra plasma e liquido extravascolare, e l’equilibrio tra i compartimenti intra- ed extravascolari viene raggiunto dopo circa 3 - 5 giorni..

neoHEPATECT ha un’emivita di circa 22 giorni. L’emivita può variare da paziente a paziente in particolare in casi di immunodeficienza primaria.

Le IgG e i  loro complessi sono degradati nelle cellule del sistema reticolo-endoteliale.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice]

Le immunoglobuline sono normali costituenti dell’organismo umano. Negli animali, i test di tossicità in dosi singole non sono di alcuna utilità poiché  somministrazioni elevate causano sovradosaggio. Test di tossicità a dosi ripetute e studi di tossicità embrio-fetale non sono possibili a causa  della induzione e della interferenza anticorpale. Gli effetti del prodotto sul sistema immunitario del neonato non sono stati ancora studiati.

Dato che l’esperienza clinica non fornisce alcun indizio di effetti cancerogeni e mutageni delle  immunoglobuline, studi sperimentali, particolarmente in specie eterologhe, non sono considerati necessari.

 

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06.1 Eccipienti - [Vedi Indice]

Glicina , acqua per preparazioni iniettabili.

 

06.2 Incompatibilità - [Vedi Indice]

Questo  farmaco non deve essere mescolato con altri prodotti medicinali.

Nessuna altra sostanza deve essere aggiunta a una soluzione di neoHEPATECT poiché ogni modifica nella concentrazione di elettroliti o del pH può causare precipitazione o denaturazione delle proteine.

 

06.3 Periodo di validità - [Vedi Indice]

Due anni.

 

- [Vedi Indice]

Il prodotto non deve essere utilizzato dopo la data di scadenza indicata sull’etichetta.

NeoHEPATECT deve essere conservato tra + 2° C e + 8° C. Non deve essere congelato.

Conservare la fiala o i flaconi nella propria confezione di cartone. La soluzione deve essere somministrata immediatamente dopo l’apertura del contenitore.

 

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neoHEPATECT è una soluzione pronta  all’ uso  per infusione endovenosa ed è fornita in contenitori di vetro:

fiale di vetro tipo I da 100  UI in 2 ml di soluzione                              

flacone di vetro tipo II  da 500   UI in 10 ml di soluzione                    

flacone di vetro tipo II da 2000 UI in 40 ml di soluzione                      

 

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Il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o corporea prima dell’uso. La soluzione deve apparire limpida o leggermente opalescente. Non usare soluzioni che siano opache o presentino depositi.

Il prodotto inutilizzato e i materiali di rifiuto devono essere eliminati in conformità con  le normative vigenti.

 

home

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Biotest Pharma GmbH, Landsteinerstrasse 5, D-63303 Dreieich, Germania

Tel.: (49) 6103 801 0

fax: (49) 6103 801 150 e 801-727

 

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice]

fiala di vetro tipo I        da    100   UI  in 2 ml di soluzione         AIC n°    035561012/M    

flacone di vetro tipo II  da    500   UI  in 10 ml di soluzione        AIC n°    035561024/M

flacone di vetro tipo II   da 2000   UI  in 40 ml di soluzione       AIC n°    035561036/M  

 

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Decreto AIC 737 / 2002 del 8/11/2002

 

y TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90 - [Vedi Indice]

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12.0 - [Vedi Indice]

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