Interazioni - [Vedi Indice]
Non sono state identificate interazioni clinicamente
rilevanti con altri medicinali per candesartan cilexetil.
Tra i composti che sono stati sperimentati negli studi
di farmacocinetica sull’uomo vi sono inclusi:
idroclorotiazide, warfarin, digossina, contraccettivi orali
(etinilestradiolo/levonorgestrel), glibenclamide e
nifedipina.
La biodisponibilità di candesartan non è
influenzata dal cibo.
L’effetto antipertensivo di RATACAND PLUS 16/12.5
può essere potenziato da altri antipertensivi.
L’effetto potassio depletore di idroclorotiazide
potrebbe essere potenziato da altri farmaci associati a perdita
di potassio ed ipopotassiemia (per es.: altri diuretici
kaliuretici, lassativi, anfotericina, carbenoxolone, penicillina
sodica G, derivati dell’acido salicilico).
Sulla base dell’esperienza con l’uso di altri
farmaci che influenzano il sistema
renina-angiotensina-aldosterone, l’uso concomitante di
RATACAND PLUS 16/12.5 e diuretici risparmiatori di potassio, di
supplementi di potassio, di sostituti del sale o altri farmaci
che possono aumentare i livelli sierici di potassio (per es.:
eparina sodica), può portare ad aumenti della
potassiemia.
Ipopotassiemia e ipomagnesiemia, indotte da diuretici,
predispongono a potenziali effetti cardiotossici dei glicosidi
digitalici e degli antiaritmici. Si raccomanda di controllare
periodicamente i livelli di potassiemia quando RATACAND PLUS
16/12.5 viene somministrato con tali farmaci.
Aumenti reversibili nelle concentrazioni sieriche di litio e
reazioni tossiche sono stati riportati durante la
somministrazione concomitante di litio con ACE-inibitori o
idroclorotiazide. Un effetto simile può verificarsi con
gli antagonisti dei recettori dell’angiotensina II ed
è pertanto raccomandato un attento monitoraggio dei
livelli sierici di litio durante l’uso concomitante.
L’effetto diuretico, natriuretico ed antipertensivo di
idroclorotiazide è attenuato dai farmaci anti-infiammatori
non steroidei.
L’assorbimento di idroclorotiazide è ridotto da
colestipolo o colestiramina.
L’effetto sui rilassanti muscolo-scheletrici non
depolarizzanti (per es.: tubocurarina) può essere
potenziato da idroclorotiazide.
I diuretici tiazidici possono aumentare i livelli sierici di
calcio a causa di diminuita escrezione. Se si devono prescrivere
supplementi di calcio o Vitamina D, i livelli sierici di calcio
dovrebbero essere controllati ed adeguato di conseguenza il
dosaggio.
L’effetto iperglicemico dei beta-bloccanti e del
diazossido può essere aumentato dai tiazidici. Agenti
anticolinergici (per es.: atropina, biperidene) possono aumentare
la biodisponibilità dei diuretici tiazidici riducendo la
motilità gastrointestinale e la velocità di
svuotamento dello stomaco.
I tiazidici possono aumentare il rischio di eventi avversi
causati da amantadina.
I tiazidici possono ridurre l’escrezione renale dei
farmaci citotossici (per es.: ciclofosfamide, metotressato) e
potenziare i loro effetti mielosoppressivi.
Il rischio di ipopotassiemia può essere
aumentato con l’uso concomitante di steroidi o di ormone
adrenocorticotropo (ACTH).
Ipotensione posturale può aggravarsi con
l’assunzione simultanea di alcool, barbiturici o
anestetici.
Il trattamento con diuretici tiazidici può
ridurre la tolleranza al glucosio. Può essere necessario
l’adeguamento posologico di farmaci antidiabetici, inclusa
l’insulina.
Idroclorotiazide può causare una diminuzione
della risposta arteriosa alle ammine pressorie (per es.: adrenalina), ma non abbastanza da abolirne l’effetto
pressorio.
Idroclorotiazide può aumentare il rischio di
insufficienza renale acuta, specialmente con alte dosi di mezzi
di contrasto iodati.
Non c’è alcuna interazione clinicamente
significativa tra idroclorotiazide e cibo.
Uso in gravidanza
I dati sull’uso di Ratacand Plus 16/12.5 in gravidanza
sono molto limitati. Questi dati sono insufficienti per
permettere conclusioni sul rischio potenziale per il feto quando
il farmaco è usato durante il primo trimestre.
Nell’uomo, la perfusione renale fetale, che dipende dallo
sviluppo del sistema renina-angiotensina-aldosterone, inizia nel
secondo trimestre. Pertanto, il rischio per il feto aumenta se
Ratacand Plus 16/12.5 viene somministrato durante il secondo o
terzo trimestre di gravidanza. Quando utilizzati in
gravidanza durante il secondo e terzo trimestre, i farmaci che
agiscono direttamente sul sistema renina-angiotensina possono
causare danno fetale e neonatale (ipotensione, disfunzione
renale, oliguria e/o anuria, oligoidramnios, ipoplasia cranica,
ritardata crescita intrauterina) e morte. Sono stati anche
descritti casi di ipoplasia polmonare, alterazioni facciali e
contratture a livello degli arti.
Gli studi sugli animali condotti con candesartan cilexetil
hanno dimostrato un danno renale tardivo nei feti e nei
neonati.
Si pensa che il meccanismo sia farmacologicamente
mediato dagli effetti sul sistema
renina-angiotensina-aldosterone.
Idroclorotiazide può ridurre il volume
plasmatico come pure il flusso sanguigno uteroplacentare.
Può anche causare trombocitopenia neonatale.
Sulla base delle suddette informazioni, RATACAND PLUS
16/12.5 non deve essere utilizzato in gravidanza. Se la
gravidanza è accertata durante il trattamento, RATACAND
PLUS 16/12.5 deve essere sospeso (vedi paragrafo 4.3
“Controindicazioni”).
Uso durante l’allattamento
Non è noto se candesartan venga escreto nel
latte materno. Tuttavia, candesartan è escreto nel latte
dei ratti durante l’allattamento. Idroclorotiazide passa
attraverso il latte materno.
A causa del rischio potenziale di eventi avversi nei
lattanti, RATACAND PLUS 8/12.5 non deve essere somministrato
durante l’allattamento (vedi paragrafo 4.3
“Controindicazioni”).
L’effetto di RATACAND PLUS 16/12.5 sulla
capacità di guidare e usare macchinari non è stato
studiato, ma sulla base delle sue proprietà
farmacodinamiche è improbabile che RATACAND PLUS 16/12.5
influenzi questa capacità. Quando si guidano veicoli o si
opera su macchinari, si dovrebbe tenere in considerazione che,
occasionalmente, con l’uso di farmaci antipertensivi si
potrebbero verificare vertigini o affaticamento.
Negli studi clinici controllati gli eventi avversi sono
stati lievi e transitori e confrontabili al placebo.
L’incidenza totale degli eventi avversi non ha mostrato
alcuna correlazione con l’età o il sesso. La
sospensione del trattamento dovuta ad eventi avversi è
stata simile con candesartan cilexetil/idroclorotiazide (3.3%) e
placebo (2.7%).
Eventi clinici avversi, indipendentemente dalla
relazione causale con il farmaco, verificatisi con una incidenza
³ 1% per un periodo di trattamento cumulativo di 8
settimane, in studi in doppio cieco controllati verso placebo,
sono presentati nella seguente tabella:
|
|
Placebo
(n=526)
%
|
Candesartan cilexetil/ Idroclorotiazide
(n=1025)
%
|
|
Cefalea
|
5.5
|
3.2
|
|
Dolore alla schiena
|
2.4
|
3.0
|
|
Vertigini
|
1.2
|
2.6
|
|
Infezioni delle vie respiratorie
|
1.4
|
2.5
|
|
Sintomi simil-influenzali
|
1.6
|
2.1
|
|
Sinusite
|
1.6
|
1.7
|
|
Bronchite
|
1.4
|
1.7
|
|
Infezioni delle vie urinarie
|
0.4
|
1.4
|
|
Nausea
|
0.6
|
1.3
|
|
Lesioni accidentali
|
1.2
|
1.2
|
|
Tachicardia
|
0.8
|
1.1
|
|
Astenia
|
0.8
|
1.1
|
|
Dolore addominale
|
0.8
|
1.0
|
|
Faringite
|
1.0
|
1.0
|
Si sono verificati anche i seguenti eventi avversi
clinici con una frequenza da 0.5% a < 1%, assenti nel gruppo
placebo: blocco atrioventricolare, vomito.
In genere non ci sono state influenze clinicamente
rilevanti di RATACAND PLUS 16/12.5 sui parametri di laboratorio
routinari. Aumenti sierici di uricemia, glicemia e ALT (SGPT)
sono stati riportati come eventi avversi un po’ più
spesso con candesartan cilexetil/idroclorotiazide (1.1%, 1.0%, e
0.9% rispettivamente) che con placebo (0.4%, 0.2%, e 0%
rispettivamente).
In alcuni pazienti che hanno ricevuto candesartan
cilexetil/idroclorotiazide sono stati osservati minime
diminuzioni nei livelli di emoglobina e aumenti sierici di AST
(SGOT).
In studi clinici controllati verso placebo con candesartan
cilexetil in monoterapia, sono stati inoltre riportati i seguenti
eventi avversi clinici, indipendentemente dalla correlazione con
il farmaco, con una frequenza cumulativa ³1% in un periodo
di 8 settimane: tosse, diarrea, edema periferico e rinite. Molto
raramente sono stati riportati casi di angioedema, rash cutaneo,
orticaria e prurito in pazienti trattati con candesartan
cilexetil. Sono stati anche riportati casi molto rari di aumento
degli enzimi epatici, di funzionalità epatica alterata o
epatite.
Con candesartan cilexetil sono stati riportati altri effetti
collaterali che includono casi molto rari di leucopenia,
neutropenia e agranulocitosi.
Con idroclorotiazide in monoterapia sono stati riportati i
seguenti eventi avversi clinici: anoressia, perdita di appetito,
irritazione gastrica, diarrea, costipazione, ittero (ittero
intraepatico colestatico), pancreatite, leucopenia,
neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia, anemia aplastica,
anemia emolitica, depressione del midollo osseo, reazioni di
fotosensibilità, febbre, rash cutaneo, reazioni tipo lupus
eritematoso cutaneo, riattivazione del lupus eritematoso cutaneo,
orticaria, angioite necrotizzante (vasculite, vasculite cutanea),
reazioni anafilattiche, necrolisi tossica epidermica,
difficoltà respiratoria (inclusa polmonite ed edema
polmonare), iperglicemia, glicosuria, iperuricemia, squilibrio
elettrolitico (inclusa iposodiemia ed ipopotassiemia), aumenti di
colesterolo e trigliceridi, aumenti di azotemia e creatinina
sierica, disfunzione renale, nefrite interstiziale, crampi
muscolari, debolezza, irrequietezza, transitorio appannamento
della vista, leggero senso di stordimento, ipotensione posturale,
vertigini, parestesie, aritmie cardiache, disturbi del sonno,
depressione.
Sintomi
Sulla base delle considerazioni farmacologiche, le
manifestazioni principali da sovradosaggio dovrebbero essere
ipotensione sintomatica e vertigini. Nei rari casi di
sovradosaggio (di fino a 672 mg di candesartan cilexetil), la
guarigione del paziente avviene senza conseguenze.
La manifestazione più frequente da sovradosaggio
con idroclorotiazide è la perdita acuta di liquidi e di
elettroliti. Sono stati osservati anche sintomi come vertigini,
ipotensione, sete, tachicardia, aritmia ventricolare,
sedazione/perdita di coscienza e crampi muscolari.
Modalità di intervento in caso di
sovradosaggio
Nessuna informazione specifica è disponibile nel
trattamento di sovradosaggio con RATACAND PLUS 16/12.5. In caso
di sovradosaggio si consiglia di intraprendere le seguenti
misure: quando indicato, si dovrebbe considerare
l’eventualità di indurre il vomito o di effettuare
una lavanda gastrica.
Se dovesse insorgere ipotensione sintomatica, si
dovrebbe istituire un trattamento sintomatico e monitorare le
funzioni vitali. Il paziente dovrebbe essere posto in posizione
supina con le gambe sollevate. Se questo non fosse sufficiente,
il volume plasmatico dovrebbe essere incrementato tramite
infusione di soluzione salina isotonica.
Gli elettroliti sierici e l’equilibrio acido-base
devono essere monitorati e corretti, se necessario.
Farmaci simpaticomimetici possono essere somministrati
nel caso in cui le misure summenzionate fossero
insufficienti.
Candesartan non può essere rimosso tramite
emodialisi. Non si sa quanto idroclorotiazide sia rimosso tramite
emodialisi.
Categoria farmacoterapeutica: Antagonisti
dell’angiotensina II + diuretici - ATC: C09DA.
L’angiotensina II è l’ormone
vasoattivo principale del sistema renina-angiotensina-aldosterone
e gioca un ruolo nella patofisiologia dell’ipertensione e
di altre malattie cardiovascolari. Esso ha anche un ruolo nella
patogenesi dell’ipertrofia e del danno d’organo. Gli
effetti fisiologici maggiori dell’angiotensina II, come
vasocostrizione, stimolazione di aldosterone, regolazione
dell’equilibrio idrosalino e stimolazione della crescita
cellulare, sono mediati attraverso il recettore di tipo 1
(AT1).
Candesartan cilexetil è un pro-farmaco che
è rapidamente convertito in farmaco attivo, candesartan,
per idrolisi dell’estere durante l’assorbimento dal
tratto gastrointestinale. Candesartan è un antagonista del
recettore dell’angiotensina II, selettivo per i recettori
AT1, con stretta affinità di legame e lenta
dissociazione dal recettore. Non ha attività agonista.
Candesartan non influenza l’ACE o altri sistemi
enzimatici di solito associati all’uso degli ACE-inibitori.
Poiché non c’è alcun effetto sulla
degradazione delle chinine o sul metabolismo di altre sostanze,
come la sostanza P, è improbabile che gli antagonisti dei
recettori dell’angiotensina II siano associati a tosse. In
studi clinici controllati di confronto tra candesartan cilexetil
e ACE-inibitori, l’incidenza della tosse è stata
più bassa in pazienti trattati con candesartan cilexetil.
Candesartan non si lega o blocca altri recettori ormonali o
canali ionici che sono importanti nella regolazione
cardiovascolare.
L’antagonismo dei recettori AT1 si
manifesta con aumenti dose correlati dei livelli plasmatici della
renina, dei livelli di angiotensina I e angiotensina II, e in un
decremento delle concentrazioni plasmatiche di aldosterone.
Idroclorotiazide inibisce il riassorbimento attivo di
sodio, principalmente nei tubuli distali e favorisce
l’escrezione di sodio, cloro e acqua. L’escrezione
renale di potassio e magnesio aumenta in maniera dose-dipendente,
mentre il calcio è riassorbito in maggior misura.
Idroclorotiazide diminuisce il volume plasmatico e i liquidi
extracellulari e riduce la gittata cardiaca e la pressione
arteriosa. Durante la terapia a lungo termine, la riduzione delle
resistenze periferiche contribuisce alla riduzione della
pressione arteriosa.
Candesartan e idroclorotiazide hanno effetti
antipertensivi additivi. Nei pazienti ipertesi, RATACAND PLUS
16/12.5 causa una riduzione efficace e di lunga durata della
pressione arteriosa senza aumenti riflessi della frequenza
cardiaca.
Non si sono osservati gravi o eccessivi effetti di
ipotensione da prima dose o effetti “rebound”
dopo la sospensione del trattamento.
Dopo somministrazione di una singola dose di RATACAND
PLUS 16/12.5, generalmente l’inizio dell’effetto
antipertensivo insorge entro 2 ore. Nel trattamento continuo,
gran parte della riduzione della pressione arteriosa si ottiene
entro 4 settimane e si mantiene durante il trattamento a lungo
termine.
RATACAND PLUS 16/12.5, somministrato una volta al
giorno, determina una riduzione efficace ed omogenea della
pressione arteriosa nell’arco delle 24 ore, con una piccola
differenza nel rapporto valle/picco durante l’intervallo
fra dosi. In uno studio randomizzato, doppio-cieco, RATACAND PLUS
16/12.5 somministrato una volta al giorno, ha ridotto in modo
significativamente maggiore la pressione arteriosa ed ha
controllato un maggior numero di pazienti rispetto ad
un’associazione fissa simile già autorizzata
contenente un antagonista del recettore dell’angiotensina
II e dell’idroclorotiazide.
In studi in doppio-cieco, randomizzati,
l’incidenza degli eventi avversi, specialmente la tosse,
è stata più bassa durante il trattamento con
candesartan cilexetil/idroclorotiazide che durante il trattamento
con la combinazione di ACE-inibitori e idroclorotiazide.
Candesartan cilexetil/idroclorotiazide è
efficace, in egual misura, in tutti i pazienti a prescindere
dall’età e dal sesso.
Attualmente non ci sono dati relativi agli effetti di
candesartan cilexetil e candesartan cilexetil/idroclorotiazide
sulla morbilità e mortalità in pazienti
ipertesi.
Studi clinici allargati hanno dimostrato che il
trattamento a lungo termine con idroclorotiazide riduce il
rischio di morbilità e mortalità
cardiovascolare.
Attualmente non ci sono dati sull’uso di
candesartan cilexetil/idroclorotiazide in pazienti con malattia
renale/nefropatia, funzione ventricolare sinistra
ridotta/scompenso cardiaco congestizio e post-infarto
miocardico.
Assorbimento e distribuzione
Candesartan cilexetil
A seguito di somministrazione orale, candesartan
cilexetil viene convertito nel farmaco attivo candesartan. La
biodisponibilità assoluta è approssimativamente del
40% dopo somministrazione di una soluzione orale. La
biodisponibilità relativa della formulazione in compresse,
confrontata con la stessa soluzione orale, è
approssimativamente del 34% con una variabilità molto
piccola.
I valori medi di concentrazione sierica al picco
(Cmax) sono raggiunti in 3-4 ore dall’assunzione
della compressa.
Le concentrazioni sieriche di candesartan aumentano in
modo lineare con l’incremento delle dosi nel range
terapeutico. Nessuna differenza nella farmacocinetica di
candesartan è stata osservata nei due sessi. L’area
sotto la curva (AUC) della concentrazione sierica nel tempo non
risulta influenzata dal cibo in maniera significativa.
Candesartan è altamente legato alle proteine
plasmatiche (più del 99%). Il volume apparente di
distribuzione è 0.1 l/kg.
Idroclorotiazide
Idroclorotiazide è rapidamente
assorbito dal tratto gastrointestinale con una
biodisponibilità assoluta approssimativamente del 70%. La
somministrazione concomitante di cibo incrementa
l’assorbimento di circa il 15%. La biodisponibilità
può diminuire in pazienti con insufficienza cardiaca ed
edema pronunciato.
Il legame di idroclorotiazide con le proteine
plasmatiche è di circa il 60%. Il volume apparente di
distribuzione è approssimativamente di 0.8 l/kg.
Metabolismo ed eliminazione
Candesartan cilexetil
Candesartan viene eliminato quasi interamente immodificato per
via urinaria e biliare e solo in misura minore attraverso il
metabolismo epatico (CYP2C9). Gli studi di interazione
disponibili non indicano alcun effetto su CYP2C9 e CYP3A4. Sulla
base dei dati in vitro, non dovrebbero manifestarsi interazioni
in vivo con farmaci il cui metabolismo dipende dagli isoenzimi
del citocromo P450 come CYP1A2, CYP2A6, CYP2C9, CYP2C19, CYP2D6,
CYP2E1 o CYP3A4. L’emivita terminale (t½) di
candesartan è di circa 9 ore. Non si osserva accumulo a
seguito di dosi ripetute.
L’emivita di candesartan rimane immodificata
(approssimativamente 9 ore) dopo somministrazione di candesartan
cilexetil in combinazione con idroclorotiazide. Si verificano un
aumento dell’AUC (15-18%) e della Cmax (23-24%)
di candesartan cilexetil quando associato a idroclorotiazide,
aumento che non è importante dal punto di vista clinico.
Comunque è raccomandato l’aggiustamento progressivo
del dosaggio dei monocomponenti prima di passare a RATACAND PLUS
16/12.5. Nessun accumulo addizionale di candesartan si manifesta
dopo somministrazioni ripetute della combinazione rispetto alla
monoterapia.
La clearance totale plasmatica di candesartan è
circa 0.37 ml/min/kg, con una clearance renale di circa 0.19
ml/min/kg. L’escrezione renale avviene sia per filtrazione
glomerulare che per secrezione tubulare attiva. A seguito di dose
orale di candesartan cilexetil marcato 14C, circa il
26% della dose è escreta nelle urine come candesartan e il
7% come metabolita inattivo, mentre circa il 56% della dose si
ritrova nelle feci come candesartan e il 10% come metabolita
inattivo.
Idroclorotiazide
Idroclorotiazide non è
metabolizzato ed è escreto quasi interamente come farmaco
immodificato tramite filtrazione glomerulare e secrezione attiva
tubulare.
L’emivita terminale (t1/2) di
idroclorotiazide è approssimativamente di 8 ore.
Approssimativamente il 70% di una dose orale è eliminata
nelle urine entro 48 ore.
L’emivita di idroclorotiazide rimane invariata
(approssimativamente 8 ore) dopo somministrazione di
idroclorotiazide in combinazione con candesartan cilexetil. Non
c’è accumulo addizionale di idroclorotiazide dopo
somministrazioni ripetute della combinazione rispetto alla
monoterapia.
Farmacocinetica in popolazioni
speciali
Candesartan cilexetil
Negli anziani (età superiore ai 65 anni) sia la
Cmax che la AUC di candesartan risultano aumentate
circa del 50% e 80% rispettivamente, in confronto ai soggetti
giovani. Comunque, la risposta pressoria e l’incidenza di
eventi avversi sono simili dopo somministrazione di una stessa
dose di RATACAND PLUS 16/12.5 nei pazienti giovani e anziani
(vedi Paragrafo 4.2 “Posologia e modo di
somministrazione”).
In pazienti con insufficienza renale di grado lieve e
moderato, la Cmax e la AUC di candesartan durante
somministrazioni ripetute sono aumentate rispettivamente di circa
50% e 70%, ma il t1/2 terminale non è stato
alterato rispetto ai pazienti con una funzionalità renale
normale. I corrispondenti cambiamenti in pazienti con
insufficienza renale di grado severo, sono stati invece di circa
il 50% e 110%. Il t1/2 terminale di candesartan
è stato approssimativamente raddoppiato in pazienti con
insufficienza renale di grado severo. La farmacocinetica nei
pazienti in emodialisi è stata simile a quella dei
pazienti con insufficienza renale di grado severo.
In pazienti con insufficienza epatica di grado lieve e
moderato si è osservato un aumento pari al 23%
nell’AUC di candesartan.
Idroclorotiazide
Il t1/2 terminale di
idroclorotiazide è prolungato nei pazienti con
insufficienza renale.
Non si sono osservati effetti tossici nuovi con la
combinazione rispetto a quelli osservati con i singoli
componenti. In studi preclinici di sicurezza candesartan ha avuto
effetti sui reni e sui parametri eritrocitari a dosi elevate nei
topi, ratti, cani e scimmie, causando una riduzione dei parametri
dei globuli rossi (eritrociti, emoglobina, ematocrito). Gli
effetti sui reni (come rigenerazione, dilatazione e basofilia
tubulare; aumentate concentrazioni plasmatiche di azotemia e
creatinina) sono stati indotti da candesartan e potrebbero essere
secondari all’effetto ipotensivo che determina alterazioni
della perfusione renale. L’aggiunta di idroclorotiazide
potenzia la nefrotossicità di candesartan. Inoltre,
candesartan ha indotto iperplasia/ipertrofia delle cellule
juxtaglomerulari. Queste modificazioni possono essere causate
dall’azione farmacologica di candesartan e sono state di
lieve rilevanza clinica.
E’ stata osservata fetotossicità nella
gravidanza avanzata con candesartan. L’aggiunta di
idroclorotiazide non ha influenzato significativamente lo
sviluppo fetale nei ratti, topi e conigli (vedi Paragrafo 4.6
“Gravidanza e allattamento”).
Candesartan ed idroclorotiazide mostrano
attività genotossica a concentrazioni/dosi molto alte.
I dati di genotossicitàin vitro ein
vivo indicano che candesartan ed idroclorotiazide non
esercitano attività mutagenica o clastogenica in
condizioni di uso clinico. Non sono stati osservati fenomeni di
carcinogenicità con entrambi i composti.
Calcio carbossimetilcellulosa, idrossipropilcellulosa,
ossido di ferro marrone-rossiccio E 172, ossido di ferro giallo E
172, lattosio monoidrato, magnesio stearato, amido di mais,
macrogol.
Nessuna dichiarata.
2 anni.
Nessuna precauzione speciale.
RATACAND PLUS 16/12.5 sono compresse color pesca,
ovali, biconvesse, divisibili e con impresso su entrambi i lati
A/CS.
Blister in PVC/PVDC e alluminio,
termosaldati.
Astucci da 7, 14, 15, 28, 28x1, 30, 50, 50x1, 56, 56x1,
98, 100 e 300 compresse
Bottiglia in HDPE: bottiglie di polietilene bianche,
con tappo a vite. Un sigillo garantisce l’integrità
delle confezioni non aperte.
Confezione da 100 compresse.
Nessuna specifica.
AstraZeneca S.p.A. – Palazzo Volta, Via F. Sforza
– 20080 Basiglio (MI)
RATACAND PLUS 16/12.5: astuccio da 28 compresse AIC n.:
034186167/M
Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica.
27/07/00/
TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90 - [Vedi Indice]
Non soggetto.
Maggio 2002