Compressa rivestita con film oblunga, bianca, incisa su entrambi i lati con 5046.
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| Numero totale di pazienti | Eprosartan 1202 % | Placebo 352 % |
| Mal di testa | 10,1 | 10,8 |
| Infezioni del tratto respiratorio superiore | 7,9 | 5,4 |
| Mialgia | 4,0 | 4,0 |
| Rinite | 4,0 | 2,8 |
| Faringite | 3,7 | 2,6 |
| Tosse | 3,5 | 2,6 |
| Sinusite | 3,2 | 3,4 |
| Vertigini | 2,9 | 3,7 |
| Diarrea | 2,5 | 2,6 |
| Infezioni virali | 2,4 | 1,4 |
| Lesioni | 2,4 | 1,1 |
| Dolore toracico | 2,1 | 2,0 |
| Artralgia | 1,8 | 1,1 |
| Affaticamento | 1,5 | 1,1 |
| Dolore addominale | 1,5 | 0,9 |
| Dispepsia | 1,3 | 1,7 |
| Mal di schiena | 1,3 | 1,1 |
| Infezioni del tratto urinario | 1,3 | 0,3 |
| Dolore | 1,2 | 1,1 |
| Palpitazioni | 1,2 | 0,9 |
| Dispnea | 1,2 | 0,6 |
| Ipertrigliceridemia | 1,2 | 0 |
| Edemi | 1,1 | 2,3 |
| Bronchite | 1,1 | 2,3 |
| Depressione | 1,0 | 0 |
Raramente è stato riportato angioedema.
- Risultati di laboratorio
In studi clinici controllati verso placebo, sono state osservate concentrazioni significativamente elevate di potassio sierico nello 0,9% dei pazienti trattati con eprosartan e nello 0,3 % dei pazienti che avevano assunto placebo.
Valori significativamente bassi di emoglobina sono stati rilevati nello 0,1 % e nello 0% dei pazienti trattati rispettivamente con eprosartan e placebo.
In rari casi è stato osservato un innalzamento dei valori di BUN nei pazienti in trattamento con eprosartan. Raramente sono stati osservati anche aumenti nei parametri della funzionalità epatica, ma non è stata rilevata una correlazione causale con il trattamento con eprosartan.
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Eprosartan è un antagonista dei recettori per l'angiotensina II, non-tetrazolico, non-bifenilico, di sintesi, attivo per via orale. L'angiotensina II gioca un ruolo importante nella fisiopatologia dell'ipertensione. L'angiotensina II si lega selettivamente al recettore AT1 presente in molti tessuti (es.: muscolatura liscia vascolare, ghiandole surrenali, rene, cuore) e produce importanti effetti biologici quali la vasocostrizione, la ritenzione di sodio ed il rilascio di aldosterone.
Eprosartan antagonizza nel volontario sano l'effetto dell'angiotensina II sulla pressione arteriosa, sul flusso ematico renale e sulla secrezione di aldosterone. Nei pazienti ipertesi, si ottiene un controllo della pressione arteriosa simile sia con una singola somministrazione di eprosartan sia con una somministrazione frazionata in due dosi. Il controllo della pressione arteriosa si mantiene in modo costante e uniforme per 24 ore. La sospensione del trattamento con eprosartan non comporta un brusco incremento (effetto rebound) della pressione arteriosa.
Eprosartan è stato valutato in pazienti affetti da ipertensione lieve e moderata (pressione diastolica misurata in posizione seduta
³95 mmHg e <115 mmHg) ed in pazienti con ipertensione grave (pressione diastolica misurata in posizione seduta ³115 mmHg e £125 mmHg).Nel corso di sperimentazioni cliniche è stato osservato che dosi fino a 1200 mg al giorno, per 8 settimane, sono efficaci senza apparente relazione tra dose ed incidenza di eventi avversi.
Nei pazienti con ipertensione la riduzione della pressione arteriosa non provoca modificazioni della frequenza cardiaca.
Effetti positivi di eprosartan sulla riduzione della mortalità e della morbidità cardiovascolare non sono attualmente noti.
Eprosartan non compromette i meccanismi di autoregolazione renale. In soggetti maschi adulti normali ha dimostrato di aumentare il flusso plasmatico renale effettivo medio. Eprosartan mantiene la funzionalità renale in pazienti con ipertensione essenziale ed in pazienti con insufficienza renale; non riduce il tasso di filtrazione glomerulare in soggetti maschi normali, in pazienti con ipertensione o in pazienti con vari gradi di insufficienza renale. Eprosartan ha un effetto natriuretico in soggetti normali sottoposti a dieta iposodica e può essere somministrato senza problemi a pazienti con ipertensione essenziale ed a pazienti con vari gradi di insufficienza renale, senza causare ritenzione di sodio o deterioramento della funzionalità renale.
Eprosartan non influenza significativamente l'escrezione urinaria di acido urico.
Eprosartan non potenzia gli effetti correlati alla bradichinina (mediati dall'ACE), come la tosse. In uno studio specifico per comparare l'incidenza della tosse in pazienti trattati con eprosartan e con un ACE inibitore, l'incidenza di tosse secca persistente in pazienti trattati con eprosartan (1,5%) è risultata significativamente più bassa (p<0,05) di quella osservata in pazienti trattati con un ACE inibitore (5,4%). In un ulteriore studio effettuato per valutare l'incidenza della tosse in pazienti con precedenti di tosse a seguito di trattamento con ACE inibitori, l'incidenza di tosse secca persistente è stata del 2,6% con eprosartan, 2,7% con placebo e 25,0% con un ACE inibitore (p<0,01% eprosartan verso ACE inibitore).
L'effetto di eprosartan sulla riduzione della pressione arteriosa, valutato in tre studi clinici (pazienti totali=791), è risultato almeno sovrapponibile a quello osservato con l'ACE inibitore enalapril. In uno di questi studi, condotto su pazienti affetti da ipertensione grave, è stata riportata una riduzione statisticamente significativa della pressione arteriosa sistolica per eprosartan rispetto ad enalapril, misurata sia in posizione seduta che eretta.
Il legame di eprosartan con le proteine plasmatiche è elevato (circa il 98%) e costante per le concentrazioni raggiungibili alle dosi terapeutiche. L'entità del legame con le proteine plasmatiche non è influenzata da sesso, età, insufficienza epatica o renale lieve/moderata, ma è stata osservata una sua riduzione in un limitato numero di pazienti con insufficienza renale grave.
Eprosartan è stato somministrato, senza rischi, contemporaneamente ad agenti ipolipidemici (es.: lovastatina, simvastatina, pravastatina, fenofibrato, gemfibrozil, niacina).
A seguito di somministrazione endovenosa di [14 C]-eprosartan, circa il 61% della radioattività è recuperata nelle feci e il 37% circa nelle urine. Dopo somministrazione orale di [14 C]-eprosartan, circa il 90% della radioattività è recuperata nelle feci e circa il 7% nelle urine.
A seguito di somministrazione orale ed endovenosa di [14 C]-eprosartan nell'uomo, eprosartan è stato l'unico composto, correlabile al trattamento, ritrovato nel plasma e nelle feci. Nelle urine, circa il 20% della radioattività è escreta sotto forma di acilglucuronide dell'eprosartan, mentre il restante 80% viene eliminato come farmaco immodificato.
Il volume di distribuzione di eprosartan è di circa 13 litri; la clearance plasmatica totale è di circa 130 ml/min e all'eliminazione di eprosartan contribuiscono sia l'escrezione biliare che renale.
Sia il valore di AUC che quello di Cmax di eprosartan aumentano nell'anziano (mediamente di circa due volte), ma ciò non richiede modifiche di dosaggio.
Dopo somministrazione di 100 mg di eprosartan in dose singola, i valori di AUC (ma non di Cmax ) aumentano, mediamente, di circa il 40% in pazienti con insufficienza epatica.
Rispetto ai valori osservati in soggetti con funzionalità renale normale, i valori medi di AUC e di Cmax sono stati circa il 30% più alti in pazienti con insufficienza renale moderata (clearance della creatinina di 30 - 59 ml/min), circa il 50% più elevati in un numero limitato di pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina di 5 - 29 ml/min) e circa il 60% in pazienti sottoposti a dialisi.
I parametri farmacocinetici di eprosartan non differiscono nei due sessi.
Tossicità acuta:
Non sono stati osservati casi di mortalità nel ratto e nel topo a dosi fino a 3000 mg/kg e nel cane fino a 1000 mg/kg.Tossicità cronica:
In studi di tossicità cronica, eprosartan (somministrato per via orale a dosaggi fino a 1000 mg/kg/die, fino a sei mesi) non ha provocato alcun fenomeno tossico nel ratto.
Nel cane, eprosartan ha causato una riduzione dei parametri dei globuli rossi (conta eritrocitaria, emoglobina, ematocrito) a dosi di 30 mg/kg/die o superiori a seguito di somministrazione orale fino a sei mesi; tuttavia i valori di tali parametri sono tornati alla normalità a un anno, nonostante la somministrazione del farmaco fosse proseguita.Tossicità nel periodo riproduttivo:
Eprosartan, somministrato a coniglie gravide, ha indotto mortalità materna e fetale a 10 mg/kg/die solo durante la fase finale della gravidanza.
Tale fenomeno è verosimilmente da attribuire all'azione sul sistema renina-angiotensina-aldosterone. Al dosaggio di 3 mg/kg/die è stata osservata solo tossicità materna senza effetti a livello fetale.Tossicità genetica:
Una serie di test in vitro ed in vivo non ha evidenziato fenomeni genotossici.Cancerogenicità:
Nessuna osservazione relativa al potenziale cancerogenico del prodotto è stata rilevata in ratti ed in topi trattati per due anni rispettivamente a dosi di 600 e 2000 mg/kg/die.
Il film di rivestimento contiene ipromellosa, titanio biossido, macrogol 400 e polisorbato 80.
Compresse rivestite con film da 600 mg:
Blister: 14 - 28 - 56 - 98 - 280 (10x28) compresse rivestite con film
Flaconi: 100 compresse rivestite con film
Via della Libertà, 30 - 10095 Grugliasco (TO)
28 compresse rivestite con film da 600 mg AIC n. 033331149
56 compresse rivestite con film da 600 mg *AIC n. 033331152
98 compresse rivestite con film da 600 mg *AIC n. 033331164
280 compresse rivestite con film da 600 mg *AIC n. 033331176
100 compresse rivestite con film da 600 mg *AIC n. 033331188