L'impiego dei prodotti per indagini cardio-angiografiche può aver luogo esclusivamente in Cliniche, Ospedali o Case di cura, ove è assicurata l'immediata disponibilità delle necessarie attrezzature di rianimazione e del personale competente ad utilizzarle. Per gli altri esami contrastografici di più comune pratica diagnostica, è necessario che nei reparti radiologici, siano essi pubblici o privati, siano presenti e disponibili immediatamente quei presidi e medicamenti che l'esperienza ha dimostrato idonei (pallone Ambu, ossigeno, antistaminici, vasocostrittori, cortisoni, ecc.).
L'impiego di queste sostanze deve essere limitato a quei casi in cui esiste una precisa indicazione clinica all'esame contrastografico, indicazione che dovrà essere valutata in rapporto alla situazione clinica del soggetto, in particolare in relazione a stati morbosi a carico dell'apparato cardiocircolatorio, uropoietico ed epatobiliare, eventualmente noti.
Nei lattanti e nei bambini non si deve limitare l'apporto di liquidi ed inoltre, prima dell'impiego dei mezzi di contrasto ipertonici, devono essere compensate eventuali turbe del ricambio idrico ed elettrolitico.
L'esecuzione di un esame radiologico in soggetti con ipertireosi deve essere presa in considerazione solo se il medico la ritiene indispensabile.
Qualora si preveda un eventuale esame diagnostico della tiroide con l'impiego di iodio radioattivo, va tenuto presente che la captazione dello iodio da parte del tessuto tiroideo è ridotta per alcuni giorni, talvolta fino a due settimane, dopo l'impiego di mezzi di contrasto iodati ad eliminazione renale.
Uromiro 24% è una soluzione acquosa sterile contenente il 24% p/v del sale di meglumina della iodamide, corrispondente all'11,1% di iodio (111 mg/ml).
Inoltre presenta caratteristiche molto favorevoli di scarsa tossicità generale e buona tollerabilità a livello cerebrale, oltre ad una inerzia farmacodinamica del tutto particolare nei confronti dell'apparato cardiocircolatorio.
Uromiro 24% trova impiego quando l'urografia classica si dimostra o si presume insufficiente e in tutti i casi in cui si desideri ottenere un quadro diagnostico particolarmente accurato. Infatti l'urografia mediante perfusione endovenosa, che consiste nella introduzione per rapida infusione endovenosa di un grande volume di mezzo di contrasto relativamente diluito, rappresenta un sostanziale arricchimento delle possibilità diagnostiche nelle malattie renali e delle vie renali efferenti.
Uromiro 24% è particolarmente indicato nei seguenti casi: forme displasiche delle vie urinarie (duplicità pieloureterali, cisti pielogeniche, rene a spugna, rene policistico, microreni), nelle quali il metodo tradizionale non dà una completa visione del bacinetto e degli ureteri; idronefrosi, per la maggiore opacizzazione di tutte le cavità che si ottiene; lesioni specifiche, in cui il nuovo metodo risulta più redditizio giacché garantisce una eliminazione continua; tutte le forme di calcolosi, specie le più complicate; le esclusioni renali funzionali da traumi o da colica. Il metodo poi è particolarmente raccomandabile quando si ricerchino fistole ureterali che, quasi sempre, per via discendente, sono di difficile rilievo.
L'impiego di Uromiro 24% offre i seguenti vantaggi: riempimento completo e ben contrastato del sistema calico-pielico, degli ureteri e della vescica anche in pazienti con ritenzione di urina; nefrografia prolungata che consente una nefrotomografia semplificata; possibilità di ottenere una uretrografia minzionale; semplice preparazione del paziente; buona tollerabilità, spesso superiore a quella riscontrata con la normale urografia.