Principio attivo: mesna mg 400.
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| Ora | 8.00 | 12.00 | 16.00 |
| Dose ossazafosforine | 40 mg/kg | - | - |
| Dose Uromitexan | 8 mg/kg | 8 mg/kg | 8 mg/kg |
L'esperienza terapeutica nei bambini mostra che sarebbe più utile in casi individuali, somministrare Uromitexan ad intervalli più brevi (es. ogni 3 ore) [dose totale di Uromitexan = 60% della dose].
Con una terapia citostatica ad altissime dosi di ossazafosforine (es. prima del trapianto di midollo osseo) la dose totale di Uromitexan può essere aumentata dal 120 al 160% della dose di ossazafosforine.
Dopo la somministrazione del 20% di Uromitexan (in relazione alla dose totale di ossazafosforine) al tempo zero, la dose rimanente dovrebbe essere somministrata su un periodo di 24 ore tramite perfusione venosa continua. Come alternativa è possibile una iniezione a bolo intermittente: negli adulti 3 x 40% (ai tempi 0,4 e 8 ore) o 4 x 40% (ai tempi 0,3, 6 e 9 ore).
Nei bambini, data la minzione più frequente, le iniezioni in bolo dovrebbero essere somministrate sempre ad intervalli di 3 ore (es. 20% ai tempi 0,1, 3,6, 9 e 12 ore). Come alternativa all'iniezione in bolo, sono possibili anche infusioni brevi della durata di 15 minuti.
Con infusione continua di ifosfamide (Holoxan) è meglio somministrare Uromitexan al tempo zero dopo una prima iniezione a bolo (inizio dell'infusione, tempo 0) seguito da un'infusione con una dose fino al 100% di quella di ifosfamide, e continuare l'azione uroprotettiva nelle 6 - 12 ore successive alla conclusione dell'infusione di ifosfamide.
Esempio di somministrazione di Uromitexan con infusione di ifosfamide della durata di 24 ore:
| Ore | 0 | 24 - 30 - 36 |
| Dose ifosfamide | 5 g/m2 superficie (= 125 mg/kg) | |
| Dose Uromitexan | 1 g/m2 superficie (= 25 mg/kg) | |
| Infusione Uromitexan | Fino a 5 g/m2 di superficie (= 125 mg/kg) in aggiunta a infusione di ifosfamide | Fino a 2,5 g/m2 di superficie (= 62,5 mg/kg) |
Sono stati riportati alcuni casi di ipersensibilità parzialmente correlata ad organi (reazioni iperergiche) quali reazioni cutanee e mucose, di varia estensione e gravità (prurito, eritema, formazione di bolle), edema locale dei tessuti (edema orticarioide), rari casi di caduta della pressione e aumento della frequenza cardiaca sopra 100 battiti/minuto (tachicardia), dovuti a gravi reazioni di ipersensibilità (reazioni anafilattoidi), accompagnati da un temporaneo aumento dei valori di alcuni parametri della funzionalità epatica (transaminasi). Sono stati riferiti rari casi di irritazione venosa nel punto di iniezione.
Durante il trattamento è difficile differenziare chiaramente questi effetti collaterali da quelli imputabili alle ossazafosforine come tali o all'impiego contemporaneo di altri farmaci.
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Il margine terapeutico stabilito nell'animale da esperimento è pertanto molto ampio.
Rappresentante per l'Italia: ASTA Medica S.p.A. - 20133 Milano
Rinnovo AIC: Giugno 1995.