Ogni flaconcino contiene:
Vancomicina mg 500 come vancomicina cloridrato mg 512,5
Vancomicina Abbott 1 g polvere per soluzione per infusione endovenosa
Ogni flaconcino contiene:
Vancomicina g 1 come vancomicina cloridrato g 1,025
- [Vedi Indice]
Clearance della creatinina ml/min | Dose di Vancomicina mg/24 h |
| 100 | 1.545 |
| 90 | 1.390 |
| 80 | 1.235 |
| 70 | 1.080 |
| 60 | 925 |
| 50 | 770 |
| 40 | 620 |
| 30 | 465 |
| 20 | 310 |
| 10 | 155 |
La dose iniziale non dovrebbe essere inferiore ai 15 mg/kg, anche nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata.
La suddetta tabella non è valida per i pazienti funzionalmente anefrici. In tali pazienti, andrebbe somministrata una dose iniziale di 15 mg/kg per raggiungere rapidamente le concentrazioni ematiche terapeutiche. La dose necessaria per mantenere invariate tali concentrazioni è di 1,9 mg/kg nelle 24 ore.
In pazienti con grave insufficienza renale, può essere più conveniente somministrare dosi di mantenimento da 250 a 1000 mg in dose unica intervallate da alcuni giorni, piuttosto che somministrare il farmaco giornalmente.
In caso di anuria, viene raccomandata una dose di 1 g ogni 7-10 giorni.
Quando è noto solo il valore della creatininemia la seguente formula (basata su sesso, peso ed età del paziente) può essere usata per calcolare la clearance della creatininemia.
| Uomini: | Peso (kg) x (140 - età in anni) |
| 72 x creatininemia (mg/dl) | |
| Donne: 0,85 x | Peso (kg) x (140 - età in anni) |
| 72 x creatininemia (mg/dl) |
Il valore della creatininemia dovrebbe rappresentare uno stato di equilibrio della funzione renale; altrimenti il valore stimato della clearance della creatininemia non è valido.
Il valore della clearance così calcolato sovrastima la clearance renale nei pazienti:
con patologie caratterizzate da una diminuzione della funzione renale, come lo shock, l'infarto cardiaco o l'oliguria;nei quali non è presente una normale relazione tra massa muscolare e peso corporeo, come nei pazienti obesi o in quelli con malattie epatiche, edemi o ascite;che presentano debilitazione, malnutrizione o inattività.
La sicurezza e l'efficacia della somministrazione di Vancomicina per via intratecale (intralombare o intraventricolare) non è stata ancora sufficientemente valutata.
L'infusione intermittente resta il metodo di somministrazione raccomandato.
Il medicinale è inoltre generalmente controindicato nei soggetti con ipersensibilità alla teicoplanina (vedere punto "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso").
Generalmente controindicato in gravidanza, controindicato nell'allattamento (vedere punto "Gravidanza e allattamento").
Tra Vancomicina e teicoplanina sembra esistere un basso grado di reattività crociata; comunque, deve essere usata cautela nella valutazione del rapporto rischio/beneficio prima di somministrare Vancomicina in un soggetto con ipersensibilità alla teicoplanina.
Poiché la Vancomicina è nefrotossica, il farmaco deve essere usato con cautela nei pazienti con ridotta funzionalità renale. La tossicità è legata sia agli elevati livelli ematici che al prolungamento della terapia. Per minimizzare il rischio di nefrotossicità nel trattamento di pazienti con disfunzione renale di notevole grado o di pazienti che ricevono una concomitante terapia con aminoglicosidi, si consiglia un attento monitoraggio della funzionalità renale ed un costante controllo dello schema posologico da impiegare. Il dosaggio verrà calcolato tenendo conto dei valori della creatininemia o della clearance della creatinina (vedere punto "Posologia e modo di somministrazione"); dosi di Vancomicina inferiori a 2 g giornalieri producono livelli ematici del sangue soddisfacenti.
Poiché inoltre la Vancomicina è ototossica, il suo uso dovrebbe essere limitato nei soggetti già affetti da ipoacusia. Tuttavia, se l'uso della Vancomicina in questi pazienti si rende necessario, deve essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio. La dose dovrebbe essere stabilita mediante determinazioni periodiche dei livelli ematici (il livello ematico della Vancomicina non deve superare i 25 mcg/ml). La sordità può essere preceduta da ronzio auricolare. I pazienti anziani sono più soggetti a lesioni dell'organo dell'udito. Nei pazienti con funzionalità renale ai limiti della norma e in quelli con oltre 60 anni di età è necessario monitorare i livelli ematici dell'antibiotico ed eseguire controlli seriali della funzione audio-vestibolare.
Eseguire periodicamente esami ematologici, delle urine e della funzionalità renale ed epatica in tutti i pazienti che ricevono Vancomicina.
In particolare, si raccomanda un monitoraggio periodico della conta leucocitaria nei pazienti sottoposti a trattamento prolungato con Vancomicina ed in quelli che assumono contemporaneamente farmaci che possono provocare neutropenia.
Casi di neutropenia reversibile sono stati riscontrati in pazienti trattati con Vancomicina.
L'uso prolungato della Vancomicina può permettere la proliferazione incontrollata di specie batteriche resistenti non sensibili al farmaco.
Un'attenta osservazione del paziente è essenziale. In rari casi, sono state osservate coliti pseudomembranose da C. difficile in pazienti che avevano ricevuto Vancomicina per via endovenosa. Concentrazioni sieriche clinicamente significative sono state osservate in alcuni pazienti che avevano assunto dosi multiple di Vancomicina per via orale nel trattamento di coliti pseudomembranose attive sostenute da Clostridium difficile. In caso di superinfezione è necessario istituire una terapia appropriata.
Evitare di iniettare la Vancomicina sottocute o intramuscolo, perché il farmaco può causare dolore, irritazione e necrosi dei tessuti.
La Vancomicina va pertanto somministrata per via endovenosa, ponendo attenzione ad evitare eventuali stravasi. Nonostante queste precauzioni, dopo somministrazione endovenosa non è rara la comparsa di tromboflebiti, talora severe. L'incidenza e la gravità dei fenomeni di tromboflebiti possono essere ridotte ricorrendo ad una infusione lenta in soluzione diluita (da 2,5 a 5 g/litro) e variando la sede di infusione.
Somministrazioni in bolo (in alcuni minuti) possono provocare grave ipotensione, shock e, raramente, arresto cardiaco. Per evitare questi eventi l'infusione endovenosa va effettuata in un tempo non inferiore a 60 minuti, controllando la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. La frequenza di eventi quali ipotensione, eritema, orticaria e prurito è risultata maggiore quando si aveva una concomitante somministrazione di agenti anestetici. Tali eventi sono minimizzabili somministrando la Vancomicina per infusione lenta 60 minuti prima dell'uso dell'anestetico.
Uso in pediatria
La Vancomicina deve essere utilizzati con particolare cautela nei neonati prematuri e nei bambini piccoli a causa dell'immaturità renale e del possibile aumento delle concentrazioni sieriche del farmaco. Pertanto, in questi pazienti deve essere assicurato un attento monitoraggio dei livelli ematici della Vancomicina. La somministrazione concomitante di Vancomicina ed anestetici, nel bambino, è stata associata ad eritema cutaneo, arrossamento istamino-simile e reazioni anafilattoidi.
Uso in geriatria
La diminuzione fisiologica della filtrazione glomerulare dovuta all'età può portare, in assenza di un aggiustamento del dosaggio, ad una elevazione delle concentrazioni ematiche della Vancomicina.
La somministrazione contemporanea di Vancomicina ed anestetici è stata associata ad eritema cutaneo, arrossamento istamino-simile e reazioni anafilattoidi.
La Vancomicina è escreta nel latte materno. L'uso della Vancomicina da parte della madre può causare effetti indesiderati nel lattante; pertanto è necessario decidere se interrompere l'allattamento o il trattamento con il medicinale, tenendo in considerazione l'importanza del farmaco per la madre.
Dal punto di vista ematologico possono verificarsi eosinofilia e neutropenia. Quest'ultima compare più spesso con esordio una settimana o più dopo l'inizio del trattamento con Vancomicina, o dopo una somministrazione totale del farmaco con dosaggio complessivo superiore a 25 g; la neutropenia è prontamente reversibile con la sospensione del trattamento. Trombocitopenia è stata osservata raramente.
Reazioni di ipersensibilità possono verificarsi nel 5-10% dei pazienti trattati.
Possono verificarsi casi di ototossicità e nefrotossicità (vedere "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso").
Ototossicità
È stato riferito (alcune dozzine di pazienti) perdita dell'udito a seguito di terapia con Vancomicina.
La maggior parte di questi pazienti aveva avuto una disfunzione renale, o una precedente ipoacusia, o aveva ricevuto un trattamento concomitante con un farmaco ototossico.
Sono stati riferiti raramente casi di vertigini e tinnito.
Nefrotossicità
Raramente è stata osservata insufficienza renale, che si manifesta principalmente con un incremento della creatinina sierica o della concentrazione dell'azoto ureico, specie nei pazienti che hanno assunto dosi elevate di Vancomicina.
Sono stati riferiti rari casi di nefrite interstiziale.
La maggior parte di essi si sono verificati in pazienti che avevano ricevuto in concomitanza aminoglicosidi o con preesistenti disfunzioni renali.
L'azotemia si è normalizzata, nella maggior parte dei pazienti, con la sospensione della vancomicina.
Effetti infusione-dipendenti
Durante o subito dopo una rapida infusione di Vancomicina (meno di 60 minuti), i pazienti possono sviluppare le seguenti reazioni:
Eruzione eritematosa al tronco ed al collo, con possibile interessamento anche del viso, talora accompagnata da dispnea, sibili respiratori, orticaria e prurito. Si parla in tali casi di "Sindrome del collo rosso".Sindrome ipotensiva, caratterizzata da una riduzione della pressione sistolica da moderata a grave.Sindrome dolorosa spastica, meno frequente, caratterizzata da attacchi acuti di dolore pulsante e da spasmi della muscolatura toracica o paraspinale.
Queste reazioni si risolvono normalmente entro 20 minuti, ma possono persistere alcune ore. Tali eventi sono infrequenti se la Vancomicina viene somministrata mediante infusione lenta (oltre 60 minuti).
Gli eventi correlati all'infusione sono ricollegabili sia alla concentrazione che alla velocità di somministrazione della Vancomicina. Negli adulti si raccomanda una concentrazione non superiore ai 5 mg/ml ed una velocità di infusione minore di 10 mg/min. Concentrazioni fino a 10 mg/ml possono essere impiegate in pazienti che necessitino di una restrizione dell'apporto di fluidi; l'impiego di concentrazioni più alte può aumentare il rischio di eventi correlati all'infusione.
Eventi correlati all'infusione possono comunque verificarsi a qualunque concentrazione o velocità d'infusione.
Flebiti
È stata riferita infiammazione nella sede di iniezione.
Miscellanea
Sono stati riferiti rari casi di anafilassi, dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e vasculite.
Somministrazione endovenosa intermittente (modalità preferita). Le soluzioni ottenute come descritto sopra (contenenti 500 mg e 1 g di vancomicina), vengono aggiunte rispettivamente a 100 e 200 ml di soluzione fisiologica o glucosata al 5%. L'infusione endovenosa viene eseguita in almeno 60 minuti (vedere 04.8 Effetti indesiderati) e ripetuta ad intervalli di 6 ore.Somministrazione per infusione continua (da impiegarsi solo quando la via intermittente non è possibile). Aggiungere il contenuto dei flaconi di soluzione (1-2 g), preparato come sopra descritto, alla quantità di soluzione fisiologica o glucosata al 5% necessaria a consentire l'infusione lenta endovenosa a goccia per 24 ore.
Altre preparazioni per infusioni compatibili:
Soluzione di destrosio al 5% e soluzione di NaCl allo 0,9%
Soluzione di Ringer lattato
Soluzione di Ringer lattato e soluzione di destrosio al 5%.
Somministrazione orale - Il contenuto di un flaconcino (500 mg) può essere diluito in circa 50 ml di acqua e somministrato per bocca o mediante un sondino naso-gastrico.
Per migliorare il gusto della somministrazione orale, alla soluzione possono essere aggiunti sciroppi dolci.
Nel trattamento del sovradosaggio, considerare la possibilità di sovradosaggio dovuto a più farmaci, a interazioni tra farmaci o ad una insolita farmacocinetica nel paziente.
- [Vedi Indice]
La vancomicina è attiva contro gli Stafilococchi, compresi lo S. aureus e lo S. epidermidis (inclusi i ceppi meticillino-resistenti); contro gli Streptococchi, compresi lo S. pyogenes, lo S. pneumoniae (inclusi i ceppi penicillino-resistenti), lo S. agalactiae, lo S. bovis, il gruppo dei viridans e gli Enterococchi (E. faecalis); contro il Clostridium difficile (ad esempio i ceppi tossigeni implicati nell'enterocolite pseudomembranosa); contro i Bacilli difteroidi.
Altri microrganismi sensibili alla vancomicina sono il Listeria monocytogenes, diverse specie di Lactobacilli, Actinomiceti, Clostridi ed altri Bacilli.
La vancomicina non è attiva in vitro contro i batteri Gram-negativi, i micobatteri e funghi.
L'associazione di vancomicina con un aminoglicoside agisce sinergicamente in vitro contro molti ceppi di Staphylococcus aureus, Streptococchi non enterococchi del gruppo D, Enterococchi e Streptococchi del gruppo viridans.
Non c'è nessuna resistenza crociata tra la vancomicina ed altri antibiotici.
Ripetute infusioni di 500 mg di vancomicina per più di 30 minuti producono concentrazioni plasmatiche medie del farmaco di 49 mcg/ml al completamento dell'infusione e di circa 19 mcg/ml due ore dopo l'infusione.
Le concentrazioni plasmatiche di vancomicina ottenibili dopo somministrazioni ripetute del farmaco sono risultate simili a quelle riscontrate dopo somministrazione di una singola dose.
L'emivita plasmatica è di 4-6 ore in soggetti con funzione renale normale. Nelle prime 24 oe, il 75-80% di una dose di vancomicina somministrata per via endovenosa viene eliminata per via renale mediante filtrazione glomerulare; le concentrazioni urinarie del farmaco risultano perciò elevate.
Eventuali alterazioni della funzionalità renale causano un rallentamento dell'escrezione urinaria ed un aumento delle concentrazioni plasmatiche della vancomicina; di conseguenza, aumenta il grado di tossicità del farmaco.
La vancomicina si lega approssimativamente per il 55% alle proteine plasmatiche.
Dopo infusione endovenosa di vancomicina, concentrazioni antibatteriche del farmaco sono presenti nei liquidi pleurico, pericardico, ascitico, sinoviale, nelle urine, nel liquido della dialisi peritoneale nel tessuto degli annessi atriali.
In condizioni normali, la vancomicina è scarsamente diffusibile attraverso la barriera ematoencefalica; tuttavia, quando le meningi sono affette da un processo infiammatorio, la vancomicina è in grado di penetrare nel liquido cefalorachidiano.
Studi di teratologia effettuati sull'animale (ratti e conigli, a dosi rispettivamente 5 e 3 volte superiori a quelle utilizzate nell'uomo) non hanno evidenziato danni fetali dovuti alla vancomicina.
La DL50 per via endovenosa nel ratto è 319 ± 14 mg/kg; nel topo è 489 ± 41 mg/kg; nel cane è 292 mg/kg.
La DL50 per via orale nel topo è maggiore di 5000 mg/kg.
- [Vedi Indice]
Le ulteriori diluizioni: 96 ore in frigorifero, fra +2 °C e +8 °C, o 24 ore a temperatura non superiore a 25 °C.
Dopo ricostituzione conservare in frigorifero, fra +2 e +8 °C (vedi punto precedente).
500 mg
1 g
Preparazione della soluzione - Al momento dell'uso aggiungere 10 ml di acqua sterile per iniezioni nel flaconcino da 500 mg di farmaco o 20 ml di acqua sterile nel flaconcino da 1 g.
Il flaconcino così preparato darà una soluzione di 50 mg/ml.
È necessario diluire ulteriormente la soluzione. Leggere le seguenti istruzioni:
Campoverde di Aprilia, CAP 04010 (LT)
Flaconcino da 1 g AIC n. 032213023
Flaconcino da 1 g 19/05/1999