Compresse a rilascio prolungato.
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Trattamento profilattico di:
- asma bronchiale (incluse le forme miste),
- bronchite allergica,
- sintomi asmatici legati al raffreddore da
fieno.
Trattamento di dermatosi allergiche e dermatite
atopica.
Adulti:
1 compressa (2 mg) una volta al giorno
(preferibilmente la sera).
Se necessario 1 compressa due volte al giorno
(mattino e sera).
Bambini (oltre i 3 anni):
1 compressa (2 mg) una volta al giorno
(preferibilmente la sera).
ZADITEN 2 mg compresse a rilascio prolungato deve
essere ingoiato intero.
Ipersensibilità individuale accertata verso il
chetotifene o qualsiasi altro componente la formulazione.
Generalmente controindicato in gravidanza e durante
l’allattamento (Vedi al 4.6).
ZADITEN 2 mg compresse a rilascio prolungato non
agisce sulla crisi asmatica in atto.
All'inizio del trattamento a lungo termine con ZADITEN 2 mg
compresse a rilascio prolungato, i farmaci precedentemente usati
non devono essere interrotti bruscamente. Questa precauzione vale
soprattutto per i corticosteroidi. E' infatti noto che la brusca
sospensione di tali farmaci in pazienti steroido-dipendenti,
può determinare la comparsa di insufficienza surrenale,
dato che il ripristino di una normale funzionalità
dell'asse ipofisi-surrene può richiedere fino ad un
anno.
Nella prevenzione dell'asma bronchiale potrebbero essere
necessarie parecchie settimane di trattamento prima di
raggiungere l'effetto terapeutico completo. E' perciò
raccomandato che, per pazienti che non rispondono adeguatamente
entro alcune settimane, il trattamento con ZADITEN 2 mg compresse
a rilascio prolungato sia mantenuto per un minimo di 2-3 mesi. Se
è necessaria l'interruzione del trattamento con ZADITEN 2
mg compresse a rilascio prolungato, questa deve essere effettuata
progressivamente per un periodo di 2-4 settimane. I sintomi
dell'asma possono ricomparire.
ZADITEN 2 mg compresse a rilascio prolungato
può potenziare gli effetti dei sedativi, degli
antistaminici e dell'alcool. In pazienti diabetici che assumono
ZADITEN 2 mg compresse a rilascio prolungato in concomitanza con
farmaci antidiabetici orali si può verificare, in rari
casi, una trombocitopenia reversibile. Si raccomanda,
perciò, il controllo della conta trombocitopenica.
ZADITEN 2 mg compresse a rilascio prolungato aumenta
la potenza dei broncodilatatori e pertanto occorre ridurre la
frequenza d'uso di questi ultimi, qualora siano somministrati
contemporaneamente a ZADITEN 2 mg compresse a rilascio
prolungato.
Sebbene negli animali il chetotifene sia risultato
privo di effetti sulla gravidanza e sullo sviluppo peri- e
post-natale ai dosaggi risultati ben tollerati dalle madri,
nell'uomo la sua sicurezza d'uso in gravidanza non è stata
stabilita. Perciò, ZADITEN 2 mg compresse a rilascio
prolungato deve essere usato in gravidanza solo in caso di
effettiva necessità.
Il chetotifene è escreto nel latte materno;
perciò ZADITEN non deve essere assunto dalle donne che
allattano.
Nei primi giorni di trattamento con ZADITEN 2 mg compresse a
rilascio prolungato, la prontezza di riflessi dei pazienti
può risultare diminuita, per cui occorre prudenza nella
guida di veicoli o nella manovra di macchinari.
All'inizio del trattamento si può osservare talvolta
sedazione e, in casi isolati, secchezza della bocca o leggere
vertigini che per lo più scompaiono spontaneamente dopo
alcuni giorni di trattamento.
Sono stati segnalati casi isolati di sindrome di
Steven-Johnson, con una frequenza di 1 caso su 2 milioni di
pazienti esposti a ZADITEN 2 mg compresse a rilascio
prolungato.
L'ingestione accidentale o volontaria di un farmaco a dosaggi
di molto superiori a quelli consigliati nel paragrafo 4.2
"Posologia e modalità di somministrazione" si definisce
sovradosaggio.
Nel caso di ZADITEN 2 mg compresse a rilascio prolungato
sintomi e trattamento vengono descritti qui di seguito.
Sintomi: i sintomi principali di un sovradosaggio acuto
comprendono: sonnolenza, fino a grave sedazione; confusione e
disorientamento; tachicardia e ipotensione;
ipereccitabilità o convulsioni, soprattutto nei bambini;
coma reversibile.
Trattamento: il trattamento deve essere sintomatico. Se
il farmaco è stato assunto da poco, si deve favorire lo
svuotamento dello stomaco. Può essere utile la
somministrazione di carbone attivato. Se necessario, effettuare
un trattamento sintomatico e il monitoraggio del sistema
cardiocircolatorio. Se sono presenti eccitazione o convulsione,
somministrare barbiturici a breve durata d'azione o
benzodiazepine.
Il chetotifene è un farmaco anti-asmatico
non-broncodilatatore, in grado di inibire gli effetti di sostanze
endogene mediatrici dell'infiammazione e inoltre esercita
un'attività antiallergica.
Il meccanismo dell'azione antiasmatica del chetotifene si
avvale di diverse proprietà:
- inibizione del rilascio di mediatori allergici
come l'istamina e i leucotrieni;
- soppressione dell'attivazione immunologica degli
eosinofili e del loro flusso nella sede dell'infiammazione;
- inibizione dello sviluppo
dell'iperattività bronchiale associata ad una attivazione
delle piastrine tramite il PAF (Platelet Activating Factor) o
all'esposizione ad allergeni.
L'azione antiallergica del chetotifene è completata da
un'azione antistaminica per inibizione non competitiva dei
recettori dell'istamina di tipo H1. Pertanto, ZADITEN
2 mg compresse a rilascio prolungato può essere utilizzato
in sostituzione dei classici antagonisti dei recettori
dell'istamina (H1).
Dopo somministrazione orale l'assorbimento del
chetotifene è praticamente completo. La
biodisponibilità è di circa il 50% a causa di un
effetto di primo passaggio nel fegato di circa il 50%. Le
concentrazioni plasmatiche massime (Cmax) sono
raggiunte in 2-4 ore.
Il legame proteico è del 75%.
L'eliminazione del chetotifene è bifasica,
con una emivita breve di 3-5 ore e una lunga di circa 21 ore.
Circa l'1% della sostanza immodificata e il 60-70%
come metaboliti sono escreti entro 48 ore nelle urine. Il
chetotifene-N-glucuronide, il principale metabolita, è
praticamente inattivo.
Il metabolismo nei bambini è lo stesso di
quello degli adulti, ma la clearance dall'organismo è
maggiore nei primi. I bambini di età superiore ai 3 anni
richiedono perciò il medesimo regime posologico
giornaliero degli adulti.
La biodisponibilità del chetotifene non
è influenzata dall'assunzione di cibo.
Il lento rilascio del chetotifene da ZADITEN 2 mg
compresse a rilascio prolungato porta ad un profilo
farmacocinetico più costante rispetto a ZADITEN con
riduzione delle variazioni giornaliere delle concentrazioni
plasmatiche, permettendo un'unica somministrazione giornaliera. I
livelli di picco plasmatico raggiunti con una singola dose
giornaliera di ZADITEN 2 mg compresse a rilascio prolungato sono
più bassi (76%) di quelli trovati quando la medesima
quantità giornaliera di chetotifene viene somministrata in
due dosi refratte di ZADITEN. Tuttavia, la minima concentrazione
plasmatica e la biodisponibilità relativa (AUC) sono le
stesse per entrambi i regimi posologici.
Tossicità acuta
Negli studi di tossicità acuta del chetotifene nel
topo, ratto e coniglio la DL50 per somministrazione
orale è risultata > 300 mg/kg e compresa tra 5 e 20
mg/kg dopo somministrazione e.v.. Gli eventi avversi indotti in
seguito a sovradosaggio sono stati dispnea ed eccitazione motoria
seguite da spasmi e sonnolenza. I sintomi tossici si manifestano
rapidamente e scompaiono entro qualche ora; non c'è alcuna
evidenza di effetti cumulativi o ritardati.
Mutagenesi
Il chetotifene e/o i suoi metaboliti sono risultati privi di
potenziale genotossico in vitro, come dimostrato nel test di
mutazione genica nella salmonella typhimurium, nel test
dell'aberrazione cromosomica nelle cellule di hamster cinese V79,
o nel test di riparazione del DNA nelle colture di epatociti di
ratto. Nessuna attività clastogenica è stata
osservata in vivo (analisi citogenica delle cellule di midollo
osseo nell'hamster cinese, test del micronucleo nel topo). Allo
stesso modo, nessun effetto mutageno è stato evidenziato
nelle cellule germinali di topo maschio nel test del dominante
letale.
Cancerogenesi
Nei ratti trattati in modo continuativo con la dieta per 24
mesi, la massima dose tollerata di 71 mg/kg/die di chetotifene
non ha dimostrato alcun potenziale carcinogenico. Nessuna
evidenza di effetti tumorigeni si è verificata nel topo
trattato fino a 88 mg/kg per 74 settimane.
Tossicità
riproduttiva
Nessun potenziale embriotossico o teratogeno dovuto a
chetotifene si è manifestato nel ratto o nel coniglio. Nel
ratto maschio trattato per 10 settimane (durata maggiore di un
ciclo spermatogenico completo) prima dell'accoppiamento, la dose
tollerata di 10 mg/kg/die non ha influenzato la
fertilità.
Nel ratto femmina la fertilità, lo sviluppo prenatale,
la gravidanza, l'allattamento della nidiata non sono stati
influenzati dal trattamento con chetotifene a dosi orali fino a
50 mg/kg/die, sebbene una tossicità non specifica per le
femmine gravide sia stata osservata a dosi > 10 mg/kg.
Solo a queste dosi si sono riscontrate diminuzioni nella
sopravvivenza di nati e nell'incremento del peso corporeo durante
i primi giorni dello sviluppo post-natale alla dose più
alta di 50 mg/kg/die.
Nessuna reazione avversa imputabile al trattamento è
stata osservata nella fase perinatale.
Magnesio stearato, etilcellulosa N. 7, polivinilpirrolidone,
amido di mais, gliceril palmito stearato, lattosio,
idrossipropilmetilcellulosa, titanio biossido, polietilenglicole
6000, talco, silice precipitata, pigmento ossido di ferro
giallo.
Nessuna.
3 anni
Conservare a temperatura inferiore a 25°C.
15 compresse a rilascio prolungato da 2 mg per uso
orale
Nessuna.
Novartis Farma S.p.A.
S.S. 233 (Varesina) Km 20,5 - 21040 Origgio
(VA)
A.I.C. n. 024574042
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Prima autorizzazione: 16.03.1993
Rinnovo:
6.2000
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Luglio 2002